EDNA FERBER.
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SHOW BOAT.
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Titolo originale: Show Boat. 1926.
Traduzione di: Maria Luisa Righi.
1991. Sperling & Kupfer Editori, MILANO.
Collezione Superbestseller.
ISBN 88-7824-160-1. 
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Nata su uno show boat del Mississippi e allevata per diventare la primadonna del teatro galleggiante del padre. Magnolia s'innamora perdutamente di Gaylord, di professione giocatore d'azzardo, pecora nera di un'aristocratica famiglia. Il suo destino diventa quello di seguirlo, ovunque le carte lo conducano, nel bene e nel male... Una storia d'amore tra le pi intense del nostro secolo, intrisa dei suoni, delle immagini e dell'atmosfera del grande fiume e che ha ispirato l'omonimo film con Ava Gardner.
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L'AUTRICE.
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Edna Ferber (nata a Kalamazoo il 15 agosto 1885, morta a New York il 16 aprile 1968)  stata una scrittrice e drammaturga statunitense. Di origini ungheresi, trascorre l'infanzia girando per gli Stati Uniti con la famiglia, finch, all'et di 12 anni, si stabilisce ad Appleton dove consegue il diploma e la laurea presso la Lawrence University. Da sempre appassionata di letteratura, comincia a lavorare come redattrice in alcuni giornali locali, e nel 1911 pubblica il suo primo romanzo, Dawn O'Hara. Successivamente si dedica con passione e talento alla scrittura di romanzi in cui i protagonisti sono solitamente donne dal forte carattere e i temi trattati soprattutto la denuncia sociale e l'attacco al razzismo. Fra i tanti titoli da lei pubblicati ricordiamo So Big del 1924, per il quale ricevette nel 1925 il premio Pulitzer, Show Boat del 1926 e Il gigante del 1952, probabilmente il suo capolavoro. Oltre a lavorare per il teatro per il quale, insieme al drammaturgo regista-produttore George S. Kaufman, realizza squisite commedie)  celebre anche come acuta intellettuale presiedendo soventemente il "circolo vizioso" dell'hotel Algonquin di New York, membro della Tavola rotonda dell'Algonquin.
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INTRODUZIONE.
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Show Boat non  n un libro di storia n una biografia, ma un romanzo. Questa dichiarazione viene fatta nella speranza di evitare eventuali proteste avanzate da statistici zelanti a proposito di certe libert che l'Autrice si  presa con personaggi, luoghi ed eventi. Nella parte del libro che riguarda Chicago, per esempio, un personaggio appare saltuariamente tre o quattro anni dopo la data reale della sua morte. A volte un ristorante o una bisca sono descritti come funzionanti a pieno ritmo quando invece erano gi scomparsi per un soprassalto di civiche virt. Ci  stato fatto non per negligenza nelle ricerche, ma perch, nel tentativo di dare un quadro dell'epoca, si  dovuto in parte condensare un periodo di quindici o vent'anni.
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L'EPOCA E IL LUOGO.
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La vicenda si snoda dall'epoca d'oro degli anni intorno al 1870 attraverso l'ultimo decennio del 1800 fino alla met degli Anni Venti. La prima parte del racconto si svolge a bordo del Gran Teatro Galleggiante Fior di Cotone, un battello-teatro sul Mississippi. Lo sfondo, a bordo del Fior di Cotone,  panoramico. Due volte l'anno questa barca ingombrante veniva rimorchiata su e gi per il possente fiume e i suoi affluenti; era uno spettacolo familiare da New Orleans fino alle citt del Nord, dai campi di carbone della Pennsylvania fino a St. Louis e ancora oggi a Paducah, a Evansville, a Cairo, a Cape Girardeau, a Natchez, a Vicksburg, a Baton Rouge e in molte altre citt e paesi del fiume si ricordano entusiasmanti rappresentazioni di East Lynne, Tempesta e arcobaleno e di altri drammi famosi con la partecipazione degli attori e delle truccate signore della troupe del Fior di Cotone. Seguendo le sorti della famiglia Hawks-Ravenal la storia ci trasporta nel famigerato vicolo del giocatore dei primi anni di Chicago e poi nell'attuale centro del teatro americano, Times Square nella citt di New York.
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I PERSONAGGI.
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Capitano Andy Hawks: Comandante di un vapore sul fiume Mississippi e proprietario del Fior di Cotone.
Parthenia Ann Hawks: Sua moglie.
Magnolia Ravenal: La figlia, in seguito famosa attrice del variet.
Gaylord Ravenal: Giocatore, uomo avventuroso e qualche volta attore, marito di Magnolia.
Kim Ravenal: Figlia di Gaylord e di Magnolia, la famosa Kim Ravenal deipalcoscenici di New York.
Julie, Elly, Steve, Schultzy E ALTRI MEMBRI DELLA COMPAGNIA DEL TEATRO GALLEGGIANTE ABITUALI FREQUENTATORI DELLA VECCHIA SOUTH CLARK STREET di Chicago.
ATTORI E CRITICI DEL MONDO TEATRALE DI NEW York City.
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CAPITOLO 1.
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Per bizzarro che fosse il nome che portava, Kim Ravenal
diceva sempre che ringraziava il cielo se non era andata
peggio. Sapeva perfettamente quello che diceva dato che
l'aveva scampata bella: letteralmente per un pelo non
l'avevano chiamata Mississippi.
Ve lo immaginate Mississippi Ravenal? era solita
dire parecchi anni dopo. Probabilmente lo avrebbero
fatto diventare Missy o addirittura Sippy, se riuscite anche
solo a tollerare l'idea di un simile orrore. Cos avrei
dovuto cambiare nome, o rinunciare completamente al
teatro. Chi avrebbe mai pensato di andare a vedere un'attrice
di nome Sippy? Sembra un nome da mentecatta,
comunque la mettiate.  gi abbastanza brutto Kim, lo sa Iddio.
Avrete indubbiamente gi sentito il nome di Kim Ravenal.
Non  un segreto che l'assurdo monosillabo che
forma il suo nome sia composto dalla prima lettera del
nome dei tre stati, Kentucky, Illinois e Missouri, al confine
dei quali nacque, il che ha dell'incredibile, e si pu
dunque dire che sia nata in uno stato qualunque dei tre.
Sua madre sostiene che non  vero. Se voi foste stati
habitu della vecchia South Clark Street a Chicago nei
tumultuosi Anni Novanta, forse vi ricordereste anche di
sua madre Magnolia Ravenal, in arte Nola Ravenal,
soubrette anche se non arriv mai alla dubbia notoriet di
avere la propria fotografia sui pacchetti di sigarette. In
un'epoca in cui la bellezza femminile si valutava in termini
di fianchi, cosce e polpacci, era considerata troppo esile
per dirsi bella, non parliamo poi di affrontare la scena in calzamaglia.
Era stata l'insufficienza respiratoria di Magnolia Ravenal
a salvare la neonata dal portarsi dietro tutta la vita la
disgrazia di quel nome altisonante che vantava pi vocali
e consonanti uguali di qualunque altro sul vocabolario.
La sua intenzione era stata quella di chiamare la bambina
Mississippi dal nome del fiume bronzeo e minaccioso sul
quale aveva trascorso tanta parte dell'adolescenza e che
l'aveva sempre commossa e affascinata. Il parto era stato
ancor pi terrificante di quanto sia solitamente, dato che
Kim Ravenal era nata in effetti proprio nel ventre furibondo
e gonfio del Mississippi alle cinque di un mattino di
aprile del 1899, proprio mentre infuriava l'uragano e il
fiume scatenato rompeva gli argini inondando le cittadine
intorno per chilometri e chilometri. Esattamente in un
punto poco sotto Cairo, nell'Illinois, regione che chiamano
Piccolo Egitto e in cui le gialle acque del Mississippi e
quelle verdognole dell'Ohio s'incontrano sprezzanti e rifiutano,
con orgoglio ostinato, di mescolarsi.
Dalla finestra della sua cabina sul secondo ponte del
Gran Teatro Galleggiante Fior di Cotone, Magnolia Ravenal
avrebbe potuto vedere le coste brumose di tre stati, se
in quel momento le coste terrene l'avessero interessata.
Molto vicino c'era l'Illinois, alle cui rive di friabile argilla
il battello era pericolosamente ormeggiato. Al di l, quasi
nascosto dal velo della pioggia, c'era il Missouri e, pi
oltre, il Kentucky. Ma Magnolia Ravenal giaceva con gli
occhi chiusi, poich lo sforzo di sollevare le palpebre era
superiore alle sue possibilit. Vedendola avreste detto
che, se mai coste si fossero presentate in quel momento
alla sua vista, sarebbero state quelle del cielo e, per di pi,
pericolosamente vicine. Era cos pallida, cos abbandonata,
cos esausta che il suo volto sul cuscino assomigliava in
modo sorprendente a uno dei boccioli cerei di cui portava
il nome. Sotto le lenzuola e le coperte la sua figura minuta
si disegnava appena. Il copriletto era tirato fino al mento.
C'era soltanto quel fiore candido sul cuscino con i petali
chiusi.
Fuori, la pioggia che cadeva a dirotto andava malauguratamente
ad aggiungersi alla corrente gonfia e rabbiosa.
Nell'alba grigia e spettrale galleggiavano, roteavano e si
allontanavano ondeggiando i grotteschi resti dell'inondazione
che parevano accennare a una riverenza dissennata
passando accanto al battello, che a sua volta s'inchinava
dignitosamente, trattenuto dagli ormeggi. Passavano, in
una parata fantastica, enormi alberi sradicati che con le
braccia morte e rigide si afferravano all'acqua, tronchi
catapultati con spaventosa violenza, carcasse di animali
terrificanti nella loro immobilit, stie, zattere; e inoltre
un pianoforte, con la bocca d'avorio aperta in un ghigno
di morte, una cabina a due posti rimasta ritta che, impettita
e pesante, sembrava ballare una sorta di minuetto ora
affondando, ora avanzando, ora lanciandosi in un passo
di danza, pezzi di steccato, una poltrona il cui merletto
bianco dello schienale, lavorato all'uncinetto, fissava con
arcigna disapprovazione l'indiavolato sballottare dei suoi
compagni di viaggio, una pecora viva che arrivata belante
ben presto si era chetata, un letto con lenzuola e coperte
ben rincalzate per un qualche risucchio capriccioso, come
se chi lo aveva occupato ne fosse fuggito in preda al
panico; tutto ci e altro ancora contribuiva al terrore
soprannaturale di quel mattino. Lo stesso Mississippi era
una tigre fulva, aizzata, furiosa e assetata di sangue che
frustava l'aria con la sua grande coda, la lacerava con le
unghie crudeli, affondava profondamente le zanne nel
terreno per inghiottire in un boccone suolo, case, alberi,
bestiame, persino esseri umani, e nel frattempo ruggiva,
digrignava le zanne e bramiva orribilmente.
All'interno della cabina di Magnolia Ravenal tutto era
accogliente, caldo, allegro. Un fuoco di legna scoppiettava
e crepitava amabilmente nella piccola e panciuta stufa
di ferro. Su di essa era china una tipica robusta infermiera
che mescolava qualcosa di bollente e saporito in una
casseruola. Mentre rimestava rumorosamente, chiacchierava
e di tanto in tanto dava un'occhiata alla pallida figura
muta sul letto. La sua persona massiccia era ulteriormente
appesantita da vari strati di indumenti mal combinati,
come capita a chi viene svegliato di notte per un'emergenza
e si veste in fretta indossando vari capi uno sull'altro e
ritrovandosi, infine, infagottato alla bell'e meglio. La
base di questo abbigliamento era costituita con ogni probabilit
da una camicia da notte di flanella grigia, infatti
se ne vedevano spuntare i polsini grigiastri dalla giacca
maschile le cui maniche erano arrotolate per comodit e
praticit. La giacca di stoffa pesante era a doppio petto
blu con bottoni di metallo e profili dorati, come quelle che
portano i comandanti dei battelli fluviali. Le conferiva un
caratteristico aspetto marinaresco in netto contrasto con
la sua mole e la sua momentanea occupazione. Guardando
pi attentamente quell'insieme, l'occhio perplesso poteva
cogliere il balenare di frivolezze fuori luogo, come
una sottoveste di flanella rossa, un corpetto di stoffa
leggera a fiori il cui bordo di pizzo dal colore incerto
faceva apparire ancora pi stonata quella giacca da marinaio,
una gonna marrone di cachemire sgualcita e spiegazzata
e un paio di consunte pantofole da uomo di
capretto marrone chiaro. I suoi capelli erano raccolti
senza alcuna pretesa in una crocchia sulla nuca, mentre
sulla fronte si rizzavano in ciocche rigide, residuo evidente
di bigodini avvolti la sera precedente quella sveglia
repentina. A differenza della corporatura tozza, il volto e
la testa erano lunghi e cavallini. Era una persona dotata di
un'energia e di una decisione immense, lo si percepiva
subito, e del dono di far sentire acutamente a disagio
chiunque si trovasse, per disavventura, a portata di udito.
Infatti era il tipo che sbatacchia tutto ci che  possibile
sbatacchiare, che scuote tutto ci che  possibile scuotere,
che urta tutto ci che  possibile urtare. Il suo nome,
appropriato quanto mai, era Parthenia Ann Hawks, moglie
di Andy Hawks, capitano e proprietario del Gran
Teatro Galleggiante Fior di Cotone, inoltre era la madre
della nostra Magnolia Ravenal che aveva appena dato
alla luce una figlia e giaceva supina a letto.
In quel momento, mentre la signora Hawks rimestava
l'intruglio sul quale era china, il cucchiaio che teneva in
mano raschiava regolarmente il fondo della pentola con
un suono che avrebbe torturato qualsiasi sistema nervoso
che non fosse stato, come il suo, supercorazzato. Poi
estrasse il cucchiaio e lo liber delle gocce di brodo che vi
si erano rapprese battendolo vigorosamente contro il bordo
del lavandino. Le palpebre di Magnolia Ravenal ebbero
un leggerissimo palpito.
Suvvia! esclam bruscamente Parthy Ann Hawks
con un tono di comando al quale la persona pi mite si
sarebbe ribellata d'istinto. Suvvia, cara ragazza, che tu
lo voglia o no berrai un po' di brodo di carne, buono,
caldo e corroborante e forse non sembrerai pi uno straccio
come ora. Con il pentolino in una mano e il cucchiaio
nell'altra avanz verso il letto con un passo che fece
vibrare i mobili e ondeggiare le linde tendine di cotonina
alla finestra. Si arrest con un colpo sordo contro il fianco
del letto. Un'ombra di dolore aleggi sul volto pallido
appoggiato al cuscino. Gli occhi erano sempre chiusi.
Quando il profumo del liquido bollente le giunse alle
narici, le labbra della fanciulla sul letto si contrassero in
una smorfia di disgusto. Ecco qua, te lo do a cucchiaiate
direttamente dalla pentola, cos  pi saporito e pi caldo.
Apri la bocca! Apri gli occhi! Ti ho detto apri... Be',
in nome del cielo, come puoi pensare che si possa far
qualcosa per te se tu...
Con un gesto inatteso e imprevedibile che lasci tutti di
stucco la mano di Magnolia Ravenal emerse da sotto il
copriletto, saett contro il cucchiaio con il suo contenuto
fumante e lo mand a sbattere sul pavimento. Poi la mano
scivol di nuovo silenziosamente sotto il copriletto e la
giovane donna con un piccolo sospiro di soddisfazione
torn passiva come prima. Non aveva aperto gli occhi.
Un sorriso appena accennato le aleggiava sul viso.
Oh, bene! Benissimo! Comportarti come un gatto
selvatico solo perch cerco di farti ingoiare un po' di
brodo che Jo  stato a cuocere per ore, fatto, oltre che con
l'orzo e le verdure, con mezzo chilo di polpa tenera. E
pensare che tuo padre ha praticamente rischiato la vita
scendendo a terra per procurarselo a Cairo, con l'acqua
che saliva di mezzo metro ogni ora! No, non ti basta che
ce ne stiamo qui tutti quanti intrappolati dall'inondazione,
e sa Dio se riusciremo a scamparla, a goderci le tue
fisime, tanto che si direbbe che sei la prima e l'unica ad
avere avuto un bambino. Quando ho avuto te, io, non mi
sono lasciata sfuggire neanche un lamento. Neanche un
lamento. Avrei preferito morire, prima. Mai visto una
donna comportarsi in una maniera cos sconveniente e
con il marito in camera, per giunta. Be', se ti vedessi
adesso! Un topo annegato, no, non rende abbastanza
l'idea. Ora prendi il tuo brodo, cara la mia ragazza, o
vedremo chi... Si ferm, con quella drammatica minaccia,
per soffiare su una generosa cucchiaiata di liquido
fumante, sorseggiarla con soddisfazione e prenderne
un'altra. Schiocc la lingua. Suvvia, basta con queste
stupidaggini, Maggie Hawks!
Nessuno, tranne sua madre, aveva mai chiamato Magnolia
Ravenal Maggie Hawks. Era impensabile che un
nome cos duro e cos poco aggraziato potesse riferirsi a
un essere cos fragile. Dopo aver raccolto il cucchiaio
volato in terra e averlo asciugato sul corpetto, quella
terribile virago lo afferr con decisione, a scanso di sorprese,
con la mano destra e, reggendo il pentolino con la
sinistra, avanz per la seconda volta verso il letto. Si vide
il fiore sul cuscino irrigidirsi in una maschera di ghiaccio,
che esprimeva una totale repulsione, si ud la donna china
sul letto dire qualcosa come tutte storie, quando la
porta della cabina si apr ed entrarono due donne cinguettanti
paludate in un abbigliamento che aveva una strana
rassomiglianza con il vestiario raffazzonato indossato dalla
signora Hawks. La prima delle due si muoveva in
maniera cos affaccendata da sembrare inequivocabilmente
un ufficiale. Era al tempo stesso massiccia, festosa e
minacciosa, quest'ultimo attributo dovuto, forse, ai bruni,
magnifici baffi che le ornavano il labbro superiore.
Teneva tra le braccia un fagotto avvolto in fasce dentro
cui la seconda donna continuava a sbirciare emettendo
strani suoni chioccianti.
La pi bella marmocchia che abbia mai visto! esclam
quella pi agitata. Si avvicin al letto recando l'involto.
La signora Means dice lo stesso e anche..., diede
un'occhiata di disprezzo oltre la propria spalla a un giovane
pallido e dall'espressione spaurita che nonostante la
barba pareva un ragazzo e le seguiva da presso, il dottore!
Fece una pausa prima della parola dottore in modo
che, quando finalmente la pronunci, sembr detto con
ironia. Quella misteriosa frecciata suscit un risolino da
parte della signora Means e uno sbuffo minaccioso da
parte della signora Hawks. Arrossendo per il piacere, la
signora con il fagotto (inequivocabilmente una levatrice
e, come tutte le sue colleghe, abituata agli omaggi e agli
applausi come una regina) aggiunse, ancor pi maliziosa:
Il fatto , l'ha detto un momento fa, che non ricorda di
aver fatto mai venire al mondo una bambina pi bella.
A quelle parole, i risolini e gli sbuffi si tramutarono
inesorabilmente in risa sguaiate. Il giovane pallido arross
violentemente e si mise a giocherellare imbarazzato con
la massiccia e professionale catena dell'orologio che cos
inutilmente sorreggeva un orologino di nichel a buon
mercato. Diede un'occhiata al volto sul cuscino, simile a
un fiore. Sembrava cos poco interessato, cos lontano
dalle tre sciatte matrone che gli volteggiavano attorno che
parve trasmettergli per un momento dignit e coraggio.
Mise le mani sotto alle code della redingote e a gran passi
si avvicin al letto. Un cenno della mano, un lieve movimento
della spalla congedarono le tre disturbatrici. Un
momento solo, mia brava donna... Se non le dispiace,
signora Hawks, per favore niente dondoli...
La levatrice si fece da parte con il suo fagotto. La
signora Hawks indietreggi di un passo, reggendo sempre
casseruola e cucchiaio inutilizzati. La signora Means smise
di chiocciare. Da una capace tasca interna il dottore
estrasse uno stetoscopio, auscult la giovane donna, si
raddrizz. Dal taschino del gilet tir fuori l'orologio,
rivelatore della sua giovinezza e della sua scarsa disponibilit
di denaro, poi prese il polso abbandonato della sua
paziente da sotto il copriletto e lo tenne tra le sue dita a
spatola, dita di contadino.
Hm... Bene! esclam. Magnifico! La levatrice fece
sentire un inequivocabile tirar su con il naso. La sicurezza
del ragazzo parve abbandonarlo. Impercettibilmente curv
la schiena. La mano sensibile che teneva ancora tra le
grosse dita parve sentire il cambiamento sopravvenuto in
lui, anche se Magnolia Ravenal non aveva aperto gli occhi
neppure all'ingresso dei tre. Il polso di lei si sottrasse alla
stretta e le sue dita scivolarono fino a incontrare quelle
del dottore e le premettero leggermente per rassicurarlo.
Il giovane abbass gli occhi sorpreso. Magnolia Ravenal,
con le labbra esangui, gli sorrideva con quel suo largo,
meraviglioso e struggente sorriso.
Un sorriso al tempo stesso penetrante e radioso che
mostrava appena le gengive, ammorbidiva la superficie
degli zigomi e smussava la mascella un po' troppo pronunciata.
Un sorriso da amica, comprensivo, che scaldava
il cuore. Strano che quella donna sul letto, cos di
recente dilaniata e sopraffatta dai dolori del parto, incoraggiasse
l'uomo la cui opera maldestra era stata per
costarle la vita. Che lei riuscisse a sorridere era il puro
trionfo dello spirito sulla materia. E che potesse sorridere,
incoraggiante e amichevole, a quel giovane medico
inesperto e arruffone aveva dell'incredibile. Ma Magnolia
Ravenal era fatta cos. Ben regolato e amministrato,
quel sorriso in seguito avrebbe potuto fare la sua fortuna.
Ma regola e amministrazione erano parole altrettanto
vane, se riferite a lei, quanto lo sarebbero state se riferite
al grande, indomito Mississippi che in quel momento
stava spazzando via ogni barriera costruita dall'uomo e si
faceva beffe degli argini e derideva i moli; anzi, in quello
stesso momento ruggiva a sprezzo di Magnolia Ravenal in
persona, delle sue misere doglie e dei suoi progetti mortali;
di suo padre, capitano Andy Hawks, di suo marito
Gaylord Ravenal, di tutta la compagnia del Gran Teatro
Galleggiante Fior di Cotone e della barca stessa che appunto
andava su e gi come un turacciolo sul flusso giallastro
che la trascinava e risucchiava e ne strappava gli
ormeggi.
Due esplosioni della natura erano state responsabili
dell'attuale precaria situazione dello show boat e dei suoi
occupanti. Di una era responsabile il Mississippi e dell'altra
Magnolia Ravenal. O forse sarebbe pi corretto non
darne la colpa alla natura, ma alla stupidit umana che
della natura non aveva tenuto in considerazione i capricci.
Certo  che il capitano Andy Hawks avrebbe dovuto
prevederlo, dopo trentacinque anni di navigazione su
chiatte, piroscafi a vapore, mercantili e teatri galleggianti
su e gi per la grande Mississippi e i suoi affluenti (per
quanto gli indiani chiamassero questo fiume Padre delle
Acque, chi vi viveva sopra continuava rispettosamente a
chiamarlo al femminile). Il suo show boat, nuovo di zecca,
gliel'aveva fatta. Costruito nei cantieri di St. Louis, il
nuovo Fior di Cotone avrebbe dovuto essergli consegnato
in febbraio. Ma febbraio era passato, e cos marzo. Per
quell'epoca si era ripromesso di trovarsi a New Orleans,
con la sua bella barca nuova, la sua compagnia, la banda
di musicanti nelle luccicanti uniformi rosse e d'oro e il
meraviglioso organo a vapore, la Calliope, che si poteva
udire a distanza dai paludosi rami del fiume e dalle piantagioni.
Partendo da St. Louis aveva in animo di ridiscendere
rapidamente il fiume dando rappresentazioni nelle
cittadine che gli fossero capitate per via, in modo da
rifarsi delle spese. Poi cominciando con Bayou Teche e
spinti dal solido vapore Mollie Able, avrebbero proceduto
trionfalmente risalendo la corrente, con l'organo fischiante
a tutto vapore, le bandiere al vento e la banda, e
sarebbero andati in scena in ogni cittadina, in ogni approdo,
in ogni piantagione da New Orleans a Baton Rouge,
da Baton Rouge a Vicksburg; poi a Memphis, a Cairo, a
St. Louis, su su addirittura fino al Minnesota; e poi ancora
oltre, fino alle citt del Carbone sul fiume Monongahela e
sul Kanawha e a valle fino a New Orleans, seguendo via
via il maturare dei raccolti: la zona del granturco, la zona
del cotone, quella della canna da zucchero; a nord quando
imbiondiva il grano, seguendo con il sole il maturare
dei piselli, dei pomodori, delle mele selvatiche, delle
pesche, delle mele; e come il contadino raccoglieva la sua
messe dorata, cos l'accorto capitano Andy Hawks avrebbe
ammassato il suo raccolto di monete d'oro.
Arriv aprile prima che il nuovo Fior di Cotone fosse
finito e pronto a navigare i fiumi. Nonostante fosse ormai
tardi, quando il capitano Andy Hawks lo rimir, splendente
dal ponte di comando alla chiglia di vernice bianca
con decorazioni verdi e con il nome Gran Teatro Galleggiante
Fior di Cotone che spiccava in lettere alte mezzo
metro sul ponte superiore, fu cos presuntuoso, o avventato,
o tutt'e due, da decidere di attenersi al suo programma
originario. Era un ometto nervoso e sempre affannato,
Andy Hawks, con la pessima abitudine, quand'era
irritato o immerso in profondi pensieri, di stropicciarsi i
favoriti che come due spazzole spuntavano appena sotto
il suo berretto di seta bianca con la visiera in pelle, sempre
un pochino troppo largo per la sua testa. Un tipo stravagante,
i leggeri pantaloni di lino sempre sgualciti e a
bracaloni e la giacca blu a doppio petto, dai modi bruschi,
con vivaci occhi castani e il vezzo di parlare velocissimo
mentre tormentava le folte basette, prima da un lato poi
dall'altro con la piccola mano bruna e pelosa. C'era in lui
qualcosa di grottesco, quasi scimmiesco. Contemplando
il nuovo Fior di Cotone come un novello sposo e tirandosi
freneticamente i favoriti prese l'incauta decisione.
Quest'anno non avr l'acqua alta fino a giugno. Parlava
della tigre fulva, il Mississippi, e certo nessuno meglio
di lui ne conosceva gli umori. Poca neve l'inverno
scorso, al Nord, e ancora niente pioggia di cui valga la
pena parlare. Sissignore, ci precipiteremo gi fino a New
Orleans prima del Sensation di French, il mio rivale pi
accanito, e inizieremo a lavorare sui bracci. Gli faremo
vedere noi, come ce la filiamo su e gi per il fiume.
E cos erano partiti. E, poich la tigre se ne stava
tranquilla e solo le correnti si increspavano lievi sotto la
superficie come muscoli sotto la pelle gialla e dorata,
s'immaginarono che sarebbe rimasta cos, compiacente,
finch non avessero fatto quello che volevano. Quello fu il
primo errore.
Il secondo fu altrettanto insensato. Il figlio di Magnolia
Ravenal doveva essere maschio. Hawks e le sagge donne
sposate della compagnia riconoscevano i segni. Lei stava
in un certo modo, aveva un certo tipo di sensazioni.
Portava il bambino alto. I maschi impiegavano sempre
pi tempo a nascere delle femmine. Inoltre quello era il
primo figlio e si sa che i primogeniti sono sempre in
ritardo. Si radunarono, in un misterioso conclave femminile,
e contarono sulle dita delle due mani: agosto, settembre,
ottobre, novembre, dicembre... ma s, sarebbe
stato per la fine di aprile al pi presto. Per quell'epoca
sarebbero stati al sicuro a New Orleans, Magnolia avrebbe
avuto il pi bravo dei dottori per assisterla e sarebbe
rimasta a terra mentre una delle altre donne della compagnia
l'avrebbe sostituita finch si fosse rimessa in forze;
questione di due, tre settimane al massimo.
Erano appena partiti che iniziarono le piogge. E non
erano i soliti acquazzoni dei primi di aprile, ma torrenti
che cancellavano alla vista, da un lato all'altro, le sponde
del fiume, facevano franare l'argilla fino all'acqua e furibondi
ne scaraventavano altra dove gi ribolliva una massa
color ocra. Un giorno dopo l'altro, una notte dopo
l'altra caddero le piogge, sciogliendo i ghiacci e la neve
del Nord, penetrando nel terreno del bacino del Mississippi
e aprendosi una via, fosse essa filo d'acqua, rivoletto,
torrentello, ruscello o fiume, fino alla grande madre
affamata, il Mississippi. E questa si gonfi e si agit,
distese le sue membra immani e url nel travaglio come
ben presto sarebbe toccato a Magnolia Ravenal. Gli abitanti
dei piccoli paesi dell'Illinois e del Missouri, assetati
com'erano di divertimento dopo il lungo inverno monotono
tra la fattoria, la bottega e la scuola, giunsero alla
spicciolata a teatro. I manifesti li avevano informati dell'arrivo
del battello e la notizia era filtrata fin nell'entroterra.
Citt e villaggi fremevano al suono dell'organo a
vapore mentre il Gran Teatro Galleggiante Fior di Cotone,
tirato dal vecchio piroscafo bofonchiante Molile Able,
tozzo e squadrato, avanzava maestosamente lungo il fiume
fino all'approdo. Ma le strade di campagna erano
diventate delle paludi insuperabili e peggioravano ad ogni
ora di pioggia. Le ruote dei carri affondavano fino al
mozzo nel fango. Rozzi cartelli indicavano che mancava
un fondo stradale. I manifesti affissi sui muri e sulle
cancellate della citt erano zuppi e stinti. E quanto alla
banda di dieci elementi del Gran Teatro Galleggiante Fior
di Cotone, che in realt erano sei, come poteva rischiare
di rovinarsi le giacche rosse nuove fiammanti con i fregi e i
bottoni d'oro marciando lungo le strade inondate di quei
paesini i cui abitanti si limitavano a sbirciare ansiosamente
dalle finestre appannate dal temporale? Perfino la sera
era tetra, quando la barca risplendeva invitante al chiarore
di un centinaio di lampade a petrolio che illuminavano
l'auditorium che ospitava seicento posti (Mille posti! Un
lussuoso teatro galleggiante ospitato da un battello-politeama
incomparabile!) Di solito il bagliore delle lampade
sulla battigia, in cima ai lunghi pali piantati nei ripidi
argini di argilla che portavano alla barca, creavano un
suggestivo sentiero di luce. Ora fischiavano e borbottavano
lugubremente, smorzate dal diluvio. Anche quando le
piazze erano St. Elmo ed East Lynne, che di solito garantivano
un pienone e al solo annuncio riempivano l'auditorium
del teatro fino all'ultimo posto nella balconata riservata
ai negri, compariva solo uno sparuto gruppetto di
uomini che strascicavano i piedi umidicci e di ragazze ridacchianti,
e qualche bambino nei posti pi in fondo, meno
cari. Gli abitanti della valle del Mississippi, con la tremenda
saggezza derivata dalle molte sofferenze patite sotto il
dominio di quel mostro vorace e indomito, cos spietato
quando  provocato, si preparavano ad affrontare la catastrofe
se fossero continuati i giorni di pioggia.
Il capitano Handy Hawks si stropicci i favoriti scrutando
il cielo e frugando con gli occhi attenti la corrente
gonfia e giallastra. Salperemo per Cairo, annunci.
Avanti a tutto vapore. Non mi piace il suo aspetto.
Grosso serpente giallo!
Ma andare a lungo avanti a tutto vapore su un fiume
ingombro di tronchi d'albero era impossibile, e Andy
Hawks lo sapeva bene, un fiume il cui alveo ingannevole
mutava quasi giornalmente in tempi normali, e di ora in
ora durante la piena. Con molta cautela salparono per
Cairo. Capo Girardeau, Gray's Point, Commerce... poi di
colpo, verso sera, un sole infido splendente per una breve
ora. Subito tutti si rincuorarono. Le piogge, si dicevano
l'un l'altro rassicurandosi, erano finite. La piena primaverile
si sarebbe placata con una rapidit doppia rispetto a
quando era salita. La recita in cartellone per quella sera era
appunto Tempesta e arcobaleno, sempre un gran successo.
Magnolia Ravenal si strinse allegramente entro il busto
dell'epoca con i rinforzi in acciaio che spingeva in alto il
seno e mise la parrucca a riccioli biondi, infiocchettandosi
come la sua parte richiedeva. Una folla abbastanza numerosa
si arrampic fino alla barca sdrucciolando lungo
l'argine d'argilla inzuppato dalla pioggia, e illuminato
dalle torce, imbrattando di fango i corridoi e il teatro. Era
un pubblico irrequieto, sul quale era difficile fare presa. Il
tramonto era stato violento, con nubi minacciose a nordovest.
La folla strascicava i piedi, tossiva e si agitava
continuamente. C'era nell'aria qualcosa di elettrico, l'attesa
di un pericolo incombente. Improvvisamente, all'ultimo
atto, il vento da nord si alz sibilando e contro i fianchi
piatti della barca si udirono schioccare le piccole, violente
onde che si increspavano. Il battello prese a beccheggiare e
a rollare, sebbene saldamente assicurato con gli ormeggi
all'argine del fiume. Un lampo, una scarica di tuoni e poi
ancora la pioggia, pesante, come gocce di piombo fuso,
sospinta dal vento del nord. La gente si arrampic lungo
l'infido pendio franoso scivolando e cadendo tra imprecazioni
e risate, spaventata. Dicono addirittura che il fiume
sal di pi di due metri in ventiquattr'ore.
Il capitano Andy Hawks, continuando a tirarsi i favoriti,
sempre propenso a salpare per Cairo, lev gli ormeggi
e fece tirare a bordo la passerella mentre l'ultimo abitante
frettolosamente si faceva strada su per l'argine scivoloso
che il fiume restringeva sempre di pi, un centimetro
dopo l'altro.
L'Ohio  il posto giusto, insisteva con la voce acuta e
stridula per l'eccitazione. Alta marea a Cincinnati, St.
Louis, Evansville o anche Paducah non vuol dire alta
marea sull'Ohio.  il vecchio serpente giallo che fa tutto
questo pandemonio. Ma  l'Ohio il fiume che combina pi
guai a Cairo. Sissignore! E non va in piena fino a giugno.
Salperemo per l'Ohio e rimarremo l finch tutto questo
finir, in un modo o nell'altro.
Poi venne il bailamme della partenza. Urla, grida rauche,
scampani, ruote che battevano l'acqua facendola
spumeggiare. Svelti ora! Tenetela! Agguanta ora! Agguanta!
Debolmente, al di sopra dell'uragano, si udiva il falsetto
stridulo del piccolo capitano Andy Hawks, anni e anni
di pilotaggio alle spalle, che squittiva a se stesso, nel suo
nervosismo, gli ordini che la etichetta fluviale gli impediva
di impartire a quel re, a quel sovrano di fatto che era il
pilota, il vecchio Mark Hooper, il cui nome, che non era
Mark pi di quanto fosse stato quello di Mark Twain, era
un omaggio ai lontani giorni in cui stava allo scandaglio e
al grido di Segna tre braccia! Tre braccia! Due braccia e
mezzo! Due braccia e un quarto! Due braccia! D-U-E
braccia! sbraitava rauco lungo il ponte di manovra.
Sui fiumi si diceva, lo sapevano tutti, che una volta il
piccolo Andy Hawks aveva scavalcato senza vederlo il
parapetto ed era piombato nel fiume, rimanendovi a galla
finch non l'avevano recuperato e continuando a borbottare
e a strillare ordini in un falsetto inframmezzato da
imprecazioni.
Discesero il fiume galleggiando senza fatica su banchi
che in tempi normali sporgevano poco meno di due metri
fuori dell'acqua, sbatacchiando attraverso le rapide, rasentando
le coste. Fuori, tuoni, lampi, pioggia, caos.
Dentro, sul battello, continuavano le solite tranquille
occupazioni prima di andare a dormire. La signora
Means, la parte femminile della coppia dei caratteristi,
scaldava su un minuscolo fornello a spirito una cucchiaiata
di grasso d'oca che avrebbe poi spalmato sul magro
torace del marito, squassato dalla tosse; Maudie Rainger,
generica, sorseggiava la tazza di caff che era solita prendere
prima di coricarsi; Bert Forbush, generico e comparsa,
in maniche di camicia, pantaloni a quadri e pantofole,
per farsi venire sonno faceva un solitario dopo l'altro;
tutto ci sul palcoscenico, privo ormai degli scenari e
tramutato in un salotto improvvisato dove c'era di tutto,
a uso dei membri della compagnia teatrale galleggiante.
La signora Hawks, nella sua bella cabina nuova sul secondo
ponte, all'altezza del loggione, stava arrotolando i
capelli radi nei bigodini come avrebbe fatto anche se
quella fosse stata la notte precedente il giorno del giudizio.
La piena, l'uragano, il pericolo facevano parte della
vita dello show boat. Di solito, a dir la verit, non scendevano
il fiume prima che fosse l'alba. Dopo la rappresentazione
il battello e il vapore che lo rimorchiava se ne
stavano calmi e tranquilli lungo il pontile di questa o
quella cittadina e a mezzanotte compagnia ed equipaggio
dormivano profondamente al mormorio dell'acqua che
sciabordava dolcemente contro le fiancate del battello.
Quella sera probabilmente qualcuno avrebbe dormito
poco tra il temporale, il movimento, l'insolito trambusto
e il rumore che proveniva dal solido Mollie Able che,
prudentemente, raccoglieva le forze per opporsi all'incalzare
della piena; e certo il capitano Andy Hawks, il pilota
Mark Hooper e l'equipaggio del Mollie Able non avrebbero
chiuso occhio. Ma anche questo, come il resto,
faceva parte della loro vita.
La mezzanotte aveva colto il bel Gaylord Ravenal
sconvolto in viso, in camicia da notte e vestaglia nell'atto
di picchiare alla porta della cabina della suocera. Dalla
cabina dalla quale era appena uscito provenivano suoni
strazianti, gemiti, piagnucolii e mugoli prolungati, come
di un animale in agonia. Magnolia Ravenal non era una di
quelle persone che soffrono in silenzio. Aveva un temperamento
troppo drammatico per farlo. Pilotati magistralmente
dall'esperto Hooper, erano riusciti per miracolo a
fare un attracco rischioso proprio a monte di Cairo. La
regione era stata setacciata senza successo alla ricerca di
un medico, poich la piena aveva provocato molti incidenti.
Il capitano Andy aveva snidato una corpulenta e
riluttante levatrice che solo dopo una grossa mancia aveva
acconsentito a compiere il rischioso viaggio fino all'argine,
arrampicandosi laboriosamente lungo la sponda
sdrucciolevole con molti borbotti e pessimi pronostici
sostenuta, sia materialmente sia spiritualmente, dal piccolo
capitano svelto e vivace, proprio come un minuscolo
e guizzante rimorchiatore fluviale guida un gigantesco e
goffo transatlantico. Questi era fuori di s per l'agitazione,
giacch tra lui e la figlia Magnolia Ravenal esisteva
quel forte legame di affetto e di reciproca comprensione
che si crea di solito tra il coniuge bistrattato e la tormentata
progenie di una bisbetica del tipo di Parthy Ann
Hawks.
Quando, un'ora dopo, Gaylord Ravenal, fradicio di
pioggia e inzaccherato dal fango, era arrivato con il giovane
aiuto di un medico per il quale quello era il primo caso
di parto, trov la grassa levatrice gi padrona del campo e
propensa a pestare i piedi a qualunque pivello di medico
che potesse presumere di dettar legge a una donna della
sua esperienza.
Fu un travaglio squallido e violento che al culmine, per
un terribile momento, rest in bilico tra la tragedia e la
farsa. Infatti nel momento della crisi, proprio prima dell'alba,
la grassa mammana, tutta affaccendata a prodigarsi,
aveva detto al giovane dottore madido di sudore:
Crede che sia ora di tabaccare?
Esterrefatto, non osando mostrare la sua ignoranza, lui
aveva risposto prudentemente: Uh, non ora, no, non
ancora.
Di nuovo, dieci minuti dopo, la donna aveva ripetuto:
 ora di tabaccare, mi sa.
Be', forse s. L'aveva osservata, terrorizzato, chiedendosi
che cosa mai volesse dire e maledicendo la propria
mancanza di esperienza. Con orrore e stupore la vide
cacciare su per le delicate narici di Magnolia Ravenal una
gran presa di tabacco. E cos Kim Ravenal venne al
mondo sull'onda di una raffica di convulsi starnuti.
Dio onnipotente, donna! grid il giovane medico in
un accesso di disperazione. L'ha uccisa!
Ma vattene, fammi il piacere! ribatt stizzosamente
la levatrice grassa che ormai stanca e affamata desiderava
disperatamente un caff. Uh!  una bambina. Ed erano
tutti convinti che fosse un maschio! Mai pensato di non
indovinarla! Si volse alla madre di Magnolia, figura
massiccia e ingombrante ai piedi del letto. Be', ora, signora
Hawks, vero? Dico bene, Hawks. Be', ora, signora
Hawks, daremo una bella lavata a questa signorina e poi
le sar grata se vorr offrirmi una tazza di caff e la
colazione. Ho un debole per la carne, io.
Tutto ci era accaduto pi di un'ora prima. Magnolia
Ravenal continuava a giacere immota, assente. Non aveva
neanche guardato la bambina. La madre allora prese a
lagnarsi, querula, con gli altri nella stanza.
Non ha voluto toccare una goccia di questo buon
brodo nutriente. Mi ha sbattuto via di mano il cucchiaio,
lo credereste! Con tutto che sembra pi di l che di qua.
Bene! Ora le far aprire la bocca e glielo verser gi.
Il giovane dottore alz una mano in segno di protesta.
No, no, non lo farei se fossi in lei. Si chin sul volto
pallido. Solo una cucchiaiata, la bland piano. Un
sorso, eh?
Questa volta non lo degn di un sorriso. Lui diede
un'occhiata alla donna irata che reggeva la casseruola,
alle due comari che l'assistevano. Non c' nessuno...
Gli uomini della compagnia e l'equipaggio, lo sapeva
bene, erano fuori con le pertiche intenti ad allontanare
dalla barca gli oggetti alla deriva. Gaylord Ravenal doveva
essere con loro. Era entrato e uscito una ventina di
volte durante la notte, con il bel viso giovane (troppo
bello, aveva deciso tra s il goffo medico) contratto per
l'orrore, la piet e il rimorso. Aveva notato anche che le
grida della ragazza non erano diminuite di un briciolo
quando c'era il marito. Ma quando lui aveva preso tra le
sue le dita che si torcevano, le aveva appoggiato una
mano sulla fronte madida e aveva detto con la voce spezzata
dall'angoscia: Oh, Nola! Nola! non fare cos. Non
sapevo che fosse cos... non cos... Magnolia... lei, con i
denti serrati e le labbra esangui, con la consapevolezza
trasmessale attraverso i secoli da tutte le donne che si
erano contorte nelle doglie, gli aveva risposto, e nessuno
se l'aspettava: Va tutto bene, Gay... Sempre... cos...
accidenti... Non preoccuparti... ... tutto... E il giovane
medico, turbato, aveva visto allora per la prima volta la
meraviglia del sorriso commovente di Magnolia Ravenal.
Perci in quel momento, dicendo timidamente: Non
c' nessuno... pensava che, se quel giovane e bel marito
avesse potuto per un momento lasciar da parte la sua
pertica, sarebbe stato meglio correre il rischio che un
tronco andasse a schiantarsi contro la fiancata del battello
spinto dalla piena, piuttosto che quella bianca figura immobile
sul letto diventasse appena un po' pi bianca o pi
immota.
Altro che qualcun altro! Sciocchezze! esplose in maniera
assai poco elegante la signora Hawks. Erano tutti
terribilmente sgarbati Con lui, povero ragazzo, tranne
l'unica che avrebbe potuto essere giustificata. Se neanche
sua madre pu... Aveva scaldato di nuovo il brodo
sulla piccola stufa di ferro e stava avanzando per la terza
volta, armata di pentola e cucchiaio. La levatrice aveva
deposto il fagotto avvolto in fasce sul cuscino, cosicch
sfiorava quasi il braccio di Magnolia Ravenal. Fu lei, a
quel punto, a interrompere la signora Hawks, spalleggiandola.
Come pensa di poter allattare, quando sar il momento,
chiese, se non mangia?
Magnolia Ravenal non lo sapeva e, apparentemente,
non se ne dava pensiero.
La crisi era imminente. Il dramma era l l per scoppiare.
Per fortuna con opportuna tempestivit, proprio in
quel momento la porta si apr e lasci passare le due
persone che Magnolia Ravenal amava di pi al mondo.
Per primo, con aria smarrita, entr il bel Gaylord, che
riusciva, incredibilmente, ad apparire elegante, ben vestito
e pulito in un momento, in circostanze e in un abbigliamento
tali che avrebbero reso la maggior parte degli
uomini sgradevoli, se non ripugnanti. Molte infatti erano
le sue doti, non ultima quella di sembrare inappuntabile
quando qualunque altro uomo sarebbe apparso scarmigliato
e sciatto. Alle calcagna gli trotterellava Andy
Hawks, identico a ventiquattr'ore prima, con i pantaloni
di lino sgualciti, la giacca blu a doppio petto, il berretto a
visiera troppo largo, le basette e il resto. Andy e Ma
Hawks, nella sua giacca con i bottoni d'oro gemella di
quella del marito, riuscivano a dare alla riunione un tono
quasi militaresco. In quel momento infatti la signora
Hawks aveva un aspetto decisamente marziale. Alz la
voce, in tono lamentoso.
Non ha voluto toccare il brodo. Non deve stare poi
cos male come pretende, o non sarebbe cos testarda.
Non avrebbe la forza di esserlo, dico io.
Gaylord Ravenal le tolse di mano casseruola e cucchiaio.
Rimise la casseruola sulla stufa. Scov una tazza sul
lavabo e con un'occhiata la indic al capitano Hawks, in
silenzio. Andy Hawks ne vuot il contenuto nel secchio
per l'acqua sporca, la risciacqu con cura e la riemp a met
di brodo bollente. I due uomini si avvicinarono al capezzale.
C'era nell'aria una tenerezza goffa e commovente, e
tuttavia efficace, come per incanto. Gaylord Ravenal fece
scivolare il braccio sinistro sotto la testa della ragazza i cui
capelli umidi erano sparsi disordinatamente sul cuscino. Il
capitano Andy Hawks si chin, con la tazza in mano,
avvicinandogliela alla bocca. Con la mano destra, delicatamente,
Gay Ravenal le port alla bocca una prima
cucchiaiata e la vers a goccia a goccia, lentamente, tra le
sue labbra. Cos facendo le parlava, ma sommessamente,
sommessamente, in modo che gli altri non potessero udire
le parole. Solo l'inflessione della voce, ed era una carezza.
Un'altra cucchiaiata, un'altra e un'altra. La riappoggi sul
guanciale tenendole sempre il braccio sotto la testa. La
pelle cerea si tinse di una sfumatura rosa molto tenue.
Magnolia apr gli occhi, lo guard. Lo adorava. Anche in
quel momento i suoi occhi appannati dal dolore lo rivelavano.
Le sue labbra si mossero. Lui si chin pi vicino. Lei
sorrideva quasi maliziosamente.
Ci ha presi in giro.
Che dice? chiese la voce stridula della signora
Hawks, intimorita perch preoccupata per la ragazza.
Voltandosi verso di loro Gaylord ripet le parole che
aveva sussurrato.
Oh, esclam Parthy Ann Hawks, e rise. Vuol dire
che ci ha presi in giro perch  una femmina invece che un
maschio.
Ma nell'udirla Magnolia Ravenal scosse la testa impercettibilmente
e di nuovo lo guard, poi sollev l'indice
sottile e volse gli occhi in direzione degli angoli della
stanza con l'aria di chi ascolta. Lui allora, obbediente,
sollev la mano chiedendo silenzio, anche se era tanto
perplesso quanto gli altri. E nella quiete della stanza si ud
il ruggito, il rombo e il fragore del grande fiume la cui
piena li aveva colti e squassati e aveva fatto partorire
Magnolia Ravenal prima del tempo. In quel momento
cap quello che lei intendeva dire. Non pensava alla bambina
che le sfiorava il braccio. Le labbra si mossero di
nuovo. Lui si chin pi vicino e lei sussurr: Il Fiume.

 CAPITOLO 2.

Nessuna bambina certamente ebbe mai un'infanzia pi
stravagante di Magnolia Ravenal, da ragazza Magnolia
Hawks. A otto anni era caduta ed era stata ripescata
praticamente in ogni fiume del bacino del Mississippi, dal
Golfo del Messico al Minnesota. Aveva trascorso la giovinezza
facendo tutte quelle cose che di solito vengono
severamente vietate ai bambini. Nuotava in torrenti fangosi,
stava alzata fino a mezzanotte, leggeva i romanzi
gialli che trovava nelle cabine delle donne della compagnia,
andava a scuola solo di rado, pescava i pesci gatto,
beveva l'acqua dei fiumi, girovagava da sola per le strade
di citt sconosciute e aveva imparato a camminare impettita
strascicando i piedi e a ballare il tip tap dai negri che
affollavano le banchine del Sud. E tutto ci nonostante
fosse costantemente tenuta d'occhio, infastidita e ammonita
da quella zitellona di sua madre; infatti Parthy Ann
Hawks nonostante l'aspetto matronale era pur sempre
una zitella nell'animo e nei modi. E pur vivendo sul teatro
galleggiante di suo marito una stagione dopo l'altra, pur
tentando di governarlo dalla timoniera alla cambusa, era
un personaggio fuori posto nella vita gaia, noncurante e
vagabonda di quella banda di attori galleggianti. La sua
presenza a bordo era gi di per s un paradosso. La vita,
per Parthy Ann Hawks, doveva esser fatta di bianche
tendine di cotonina alle finestre della cucina, dell'infornata
del pane due volte la settimana, della funzione religiosa
della domenica e della riunione per la preghiera serale il
mercoled, di innocenti pettegolezzi sussurrati malignamente
a fior di labbra. Il maschio, per lei, era un animale
a due gambe che lasciava impronte sul nitido pavimento
della cucina un attimo dopo che era stato pulito e che
fumava la pipa a sfida di ogni decoro. Eppure era sempre
l, ed erano ormai dieci anni a condurre una vita che
avrebbe fatto sembrare, al confronto, metodica e ordinata
quella degli attori girovaghi di Stratford.
Prima di sposarsi era maestra di scuola nel Massachusetts
e viveva con un padre pescatore e bistrattato governandogli
con mani esperte la casa e insegnando. I compaesani
la consideravano l'esempio di tutte le virt femminili,
ma vedevano tornare a casa dalla chiesa i giovanotti
del paese ora con l'una ora con l'altra ragazzotta
cinguettante, notoriamente una cattiva cuoca, ma con un
modo tutto suo di legarsi attorno alla vita tentatrice una
fusciacca azzurra. Parthenia Ann, il libro di preghiere
stretto tra le mani guantate, se ne tornava tranquilla a
casa con il padre. Il piccolo, vivace Andy Hawks, andando
un giorno a far visita a certi parenti pescatori, aveva
conosciuto il padre e, in seguito, la figlia. Aveva mangiato
i suoi leggeri biscottini di pasta sfoglia, i suoi fritti dorati,
la sua gelatina vermiglia, i suoi saporiti sottaceti, le sue
torte succose. Lui stava sulla soglia della cucina e la
guardava timido e insieme ardito mentre lei si muoveva
rapidamente dal tavolo al fornello, dal fornello alla dispensa.
Le maniche del suo fresco vestito di cotone erano
arrotolate fino al gomito e se le braccia non erano rotondette
erano innegabilmente esperte nello sbattere la pastella,
nell'impastare il pane, nello sfregar le pentole. Le
sue guance di solito pallide erano un po' arrossate dal
calore della cucina e dalla foga dei suoi movimenti e,
forse, dalla consapevolezza di quell'insolito sguardo maschile
fisso su di lei con tanto interesse. Era quasi bella,
cos affaccendata, e per il piccolo impulsivo Andy era
l'incarnazione di tutto ci che, nella sua vita vagabonda,
rappresentava per lui l'ordine, la femminilit, il calore di
una casa. L'intolleranza che provavano di solito le donne
del tipo di Parthenia Ann nei confronti degli uomini in
generale era accresciuta per il fatto che lui era pi giovane
di qualche anno. Anche prima del matrimonio si rivel
autoritaria con lui come era stata con il suo vecchio padre,
ma, pur brontolando continuamente, li rimpinzava di cibi
saporiti e il balsamo della sua cucina gentile e raffinata
annullava l'acidit delle sue parole. La natura poi, vecchia
strega licenziosa, mise a lievitare quella pasta molle
che era il corpo di Parthy Ann. Andy le disse che il suo
vero nome era Andr e che discendeva, per parte di
madre, da una vecchia stirpe di pescatori baschi che avevano
vissuto in prossimit di St. Jean de Luz, nei Bassi
Pirenei. Ci era probabilmente vero e spiegava la sua
pelle bruna, i vivaci occhi castani, la sua impulsivit,
l'agilit dei suoi modi. La prima volta che baci quell'alta,
ossuta donna del New England rest sorpreso dall'ardore
con cui lei accolse e ricambi quella tenerezza. Si
sposarono e andarono a vivere nell'Illinois, nella piccola
citt di Thebes, sul Mississippi. Nel paesino dove lei
aveva abitato prima del matrimonio si disse che dopo la
sua partenza il vecchio padre, ordinato e preciso per
natura e addestrato da anni di brontolamenti alla massima
pignoleria, si lasciasse andare a un'orgia di disordine
per giorni e giorni. Come altri si danno al bere in momenti
di esuberanza o quando si allenta una tensione, cos quel
lindo vecchietto settuagenario dissemin la cucina di piatti
sporchi, di pentole e di casseruole unte, dorm per una
settimana senza mai rifarsi il letto, cammin senza scarpe,
mastic tabacco e lo sput dove pi gli piacque,
anner di fumo le tendine di merletto; pare anche che una
vicina spiona riferisse di averlo visto seduto al vecchio
organo di casa, le cui canne avevano sempre vibrato come
paralizzate al suono di inni religiosi, mentre con l'indice
nodoso accennava al motivo di una canzonaccia. Visse
per un anno libero e felice, poi mor intossicato da quello
che si cucinava.
Come pilota, comandante di battelli fluviali e, via via
che gli affari prosperavano, proprietario e comandante di
un piroscafo che trasportava passeggeri e carico, accadeva
di rado che il capitano Andy fosse incolpato di lasciare
impronte sul pavimento della cucina tirato a lucido o di
annerire con il fumo della pipa le pieghe rigide delle
tendine alle finestre. La piccola villetta linda e lustra
dell'Illinois lo vedeva ben poco quando la stagione della
navigazione fluviale era al suo culmine. Per molti mesi
dell'anno Parthy Ann Hawks era libera di condurre quell'esistenza
da vecchia zitella a cui la natura l'aveva evidentemente
destinata. Le imposte brillavano, la biancheria
era di un candore immacolato, i pavimenti lucidi.
Quando il capitano Andy tornava a casa c'erano continui
attriti tra loro. A volte quel marito allegro e un po'
stravagante guardava la moglie come una sconosciuta.
Forse quel suo tic, quell'abitudine di stropicciarsi i favoriti,
aveva avuto origine dalla disperazione.
La piccola Magnolia nacque dopo ben sette anni di
matrimonio. Che Parthy Ann Hawks fosse in grado di
procreare era uno di quei miracoli per cui si poteva credere
con rinnovata fede a certi incidenti ancora oggetto di
discussione riferiti nel Nuovo Testamento. La bambina
era Andy in tutto e per tutto; modo di fare, temperamento,
colori. Tra padre e figlia si stabil un tale legame di
reciproco amore e comprensione da rendere il loro rapporto
cos armonioso e saldo da sfidare con successo le
forze distruttrici che contro di esso scatenava la signora
Hawks. Il piccolo capitano ormai tornava a casa ogni
volta che gli era fisicamente possibile sacrificando tempo,
sonno, denaro, tutto eccetto la sicurezza della sua barca e
dei suoi passeggeri, per dare un'occhiata al faccino arguto
della figlia, per godere della sua allegria, del suo sorriso
gi da allora affascinante.
Ci vollero anni prima che riuscisse a persuadere la
moglie a fare un viaggetto in piroscafo con lui fino a New
Orleans portando la bambina. Naturalmente era soltanto
una scusa per stare con la piccola. Le mogli dei capitani
fluviali non erano molto gradite a bordo delle navi comandate
dai loro mariti. E Parthy Ann da quel primo
viaggio torn terrorizzata. Solo grazie alle inesauribili
minacce, alle suppliche, alle blandizie, addirittura alle
elargizioni di danaro cui Andy fece ricorso ogni giorno il
suo equipaggio non si ammutin. Mezz'ora dopo essersi
imbarcata per quel suo primo viaggio, Parthy Ann cacci
la testa nella cambusa e disse al cuoco che il locale era una
vera vergogna. Il cuoco era un nero dalla testa lanosa e
dagli occhi sporgenti che, come tutti quelli del suo mestiere,
si offendeva per un nonnulla. Per di pi, pur essendo
abile e molto quotato tra i battelli del fiume, secondo
un'antica tradizione era salito a bordo ubriaco; non ubriaco
al punto da diventare litigioso o incompetente, ma al
punto da covare manie di grandezza, inframmezzate da
sinistri intervalli di cupo silenzio. Passate dodici ore, e per
tutto il resto del viaggio, sarebbe tornato sobrio e in s. Il
capitano Andy lo sapeva, lo accettava, era soddisfatto di
lui.
Proprio in quel momento uno dei suoi tirapiedi se ne
stava seduto su un secchio capovolto fuori della porta,
intento a pelare patate estraendole da una gran pentola,
con velocit quasi magica e scarsissima economia.
L'occhio acuto di Parthy Ann not le bucce spesse che
cadevano in lunghe spirali sotto la lama affilata. Non
perse tempo.
Be', questa poi! Di tutti i vergognosi sprechi che abbia
mai visto, questo  il peggiore!
Il nero ai fornelli si volse a guardarla, sorpreso, senza
capire. I visitatori non erano molto graditi nella cucina di
bordo. Scrut senza entusiasmo la figura allampanata con
il lungo indice puntato in atto di accusa contro un'innocentissima
terrina ricolma di bucce di patate.
Che cosa ha detto, Missy? domand l'uomo.
Lascia perdere il Missy, sbott Parthy Ann Hawks.
Ho detto che non ho mai visto uno spreco cos criminale
come quelle bucce di patata. Saranno spesse un dito, e
nessun cuoco onesto passerebbe sopra a una cosa del
genere.
L'uomo era un'anima semplice, ignorante, forse un po'
selvaggio; altrettanto potente nel suo piccolo dominio
quanto il capitano Andy nel suo pi grande. Lo circondavano
i suoi aiutanti, neri come lui, con gli occhi roteanti e
le grandi labbra pronte ad allargarsi in un ghigno se
quell'intrusa dalla faccia dura avesse avuto la meglio su di
lui.
E una passeggera lei, Missy?
Parthy Ann esamin sdegnosamente l'interno della cucina,
sottosopra per la preparazione del pasto di mezzogiorno.
Passeggera! Hum! No, non lo sono. E, passeggera o
no, mai visto un buco pi lurido da quando sono nata. E
sappi che m'incaricher di riferire questo stato di cose al
capitano. Quanta grazia di Dio sprecata...
Un lampo rosso parve sprigionarsi dai grandi occhi del
negro. Le labbra si allargarono in una smorfia selvaggia e
sprezzante mettendo in mostra i grandi denti quadrati e le
gengive bluastre. Rapido come una pantera tuff la grossa
mano nera nella terrina delle bucce bagnate e scivolose
e gliene lanci in piena faccia una manciata. Le spirali le
aderirono addosso, inanellandosi sulle spalle, attorno al
collo, nelle pieghe della gonna e sulla testa, a mo' di
Medusa.
Ecco qualcosa da portare a vedere al capitano, Missy.
E cupo si volse nuovamente ai fornelli. Gli altri negri
erano poco meno tetri di lui. Intuirono qualcosa di sinistro
nella furia con cui quella figura coperta di immondizie
correva strillando sul ponte superiore. La scena in
coperta dovette essere atroce.
Lo sbarcarono a Memphis e imbarcarono un altro cuoco,
e il grosso negro, ormai perfettamente sobrio, scese
umilmente la passerella e si avvi sulla banchina con il suo
sacco da viaggio in mano. Dicono che, quando seppe che
la donna che aveva trattato in quel modo era la moglie del
capitano, diventasse color grigio cenere e tentasse di
saltare in mare e di nuotare fino a terra. L'allegro piccolo
capitano Andy era molto amato dal suo equipaggio. Pur
essendo il negro tutto contrito, nello sguardo che rivolse
al capitano Andy al momento di scendere a terra comparve
qualche cosa di simile alla piet. Se tutto questo  vero,
l'occhiata che a sua volta il piccolo capitano lanci al
furfante nascondeva un'intima e mal celata ammirazione.
Dicono anche, ma non fu mai provato, che qualcosa di
rotondo, dorato e brillante passasse dalla piccola mano
pelosa del capitano alla grossa mano nera.
Per il resto del viaggio la signora Hawks si proclam
governante di bordo. Si aggirava opprimente dal corridoio
alle cabine, dalla sala da pranzo alla cambusa. Avvelen
la vita alle svelte ragazzine mulatte che svolgevano il
servizio di camera nelle cabine. Piombava su di loro
quando erano radunate in piccoli capannelli a spettegolare.
Con le labbra strette e l'occhio minaccioso le fulminava
nell'attimo in cui stavano per rivolgere la parola a un
cameriere o a un marinaio, di modo che i fiori della
civetteria si inaridirono sulla loro lingua. Dei passeggeri,
considerava le donne con sospetto e gli uomini con disprezzo.
Si era alla fine degli Anni Settanta e il gioco era
parte integrante della vita dei battelli fluviali quanto il
mangiare e il bere. Spesso le barche erano infestate da
giocatori di professione. Non era difficile vedere una
partita di poker iniziata nella sala da pranzo nelle prime
ore del pomeriggio continuare ancora quando il tramonto
arrossava il fiume. Erano i tempi dei baffi fluenti, dei
cappelli a larghe falde, delle camicie aperte sul collo e dei
gemelli di diamanti. Era l'ultimo debole guizzo del maschio
americano verso il pittoresco prima di affondare per
sempre nelle grigie ceneri del conformismo. In modo
particolare un gentiluomo del Sud, se cos abbigliato,
assumeva un aspetto ardito e pericoloso. L'inclinazione
sbarazzina del cappello con la falda arrotolata, i lembi
fluttuanti della cravatta a fiocco, il movimento delle sottili
dita virili che tormentavano i baffi erano tutti segni distintivi
destinati a far colpo sul sesso femminile. Perfino
quella donna frigida, Parthenia Ann Hawks, provava un
brivido dei sensi nel rimirare quei romantici e a suo
giudizio dissoluti passeggeri seduti in silenzio, circospetti
e pallidi, attorno al tavolo da gioco. Ma secondo il suo
austero codice morale tutto ci che faceva fremere era
male. Apparteneva alla trib delle indefesse lavoratrici a
maglia, alla specie che mand al rogo le streghe di Salem
e di tutti quei fanatici che considerano la natura un nemico
da sopprimere e nelle cui vene la linfa della vita si
inaridisce. Se fosse stato possibile portare alla superficie
quello che era profondamente infiltrato nella mente di
Parthy Ann, lo si sarebbe potuto riassumere in queste
parole: Trovo questi uomini belli, eccitanti, desiderabili.
Ma questo  riprovevole. Non posso ammetterlo con
me stessa. Perci penso e dico che sono disgustosi, ridicoli,
spregevoli.
Il suo atteggiamento era in certo modo complicato dal
fatto che, come moglie del comandante del piroscafo, era
trattata con cortese deferenza da quegli stessi gentiluomini
che pretendeva di disprezzare e con condiscendente
cordialit dalle loro mogli. Gli uomini del Sud, in particolar
modo, pareva che recassero sui morbidi cappelli un
ciuffo di piume, quando s'inchinavano scappellandosi e le
si rivolgevano nel loro morbido dialetto strascicato.
Oh, cara signora, le piace viaggiare a bordo della
magnifica barca di suo marito? Come lo dicevano loro,
sembrava molto pi lusinghiero, pi sontuoso. Ca-a-a-ra
signo-o-o-o-ra... la ma-a-gnifica ba-a-rca. Davano la
sensazione di essere vestiti di raso, la spada al fianco, in
calze rosse e nastri di merletto.
Parthenia Ann, il cui busto non si sa come le irrigidiva
le forme pi di quanto facessero i busti delle altre donne,
guardava i suoi interlocutori con occhio freddo e vitreo.
Oh,  una buona barca, credo di s. Ma tutto questo
gran bere la sera e un tale spreco di giorno... Un cristiano
non pu assistere a tutto ci senza pensare che qualche
tremendo castigo ci piomber addosso prima della fine
del viaggio. Dal suo tono di voce si sarebbe quasi detto
che se lo augurava.
Accadeva allora che il gentiluomo dal cappello a tesa
larga e la sua dama in crinolina dal corpetto attillato si
scambiassero uno sguardo non proprio divertito. Collisioni,
esplosioni, naufragi per un tronco d'albero alla deriva
erano fin troppo all'ordine del giorno, a quell'epoca, per
rischiare di attirarsi deliberatamente sulla testa l'ira divina.
Allontanandosi, le melodiose voci del Sud si scoprivano
altrettanto violente nell'invettiva quanto erano state
suadenti nell'adulazione. Brutta bisbetica! sussurrava
tra i denti il cavaliere dall'immaginario cappello piumato
alla sua dama.
Per fortuna i cupi presentimenti di Parthy Ann non si
realizzarono. Il viaggio lungo il fiume fu delizioso e tranquillo,
per quanto fosse possibile con la signora Hawks a
bordo. Il piroscafo del capitano Andy, pur non essendo
grande come i cosiddetti palazzi galleggianti che infestavano
il Mississippi, era noto per la buona tavola, per le
comodit dei suoi arredi, per l'affabilit del suo equipaggio,
perci i passeggeri sopportavano il fastidio della presenza
della signora Hawks ammansiti da quelle comodit.
D'altronde l'equipaggio sopportava i suoi brontoli per
amore del piccolo capitano che rispettava e amava e per la
sua generosit negli stipendi.
Anche se Parthenia Ann Hawks considerava il grande
fiume, se pure lo notava, semplicemente come una strada
bagnata lungo la quale si poteva viaggiare comodamente
fino a New Orleans ed era indifferente al suo mistero,
imperturbata di fronte alla sua maestosit, non soggiogata
dalla sua sinistra potenza, pure, a dispetto di se stessa,
per quanto debolmente e in maniera del tutto distaccata,
doveva in parte subirne il fascino. Infatti quel viaggio fu
per lei il primo di una lunga serie e, alla fine, l'avrebbe
portata a passare sette mesi su dodici non solo sul Mississippi,
ma sull'Ohio, sul Missouri, sul Kanawha, sul Big
Sandy. Anzi, la sua propensione ai viaggi sul fiume, assieme
allo zelo nel volerli riformare e correggere, and
crescendo al punto che in seguito i viaggiatori cominciarono
a manifestare delle preferenze per altri piroscafi che
non fossero quello del capitano Andy, per eccellente che
fosse il trattamento.
Forse ad alimentare la fiamma bellicosa che animava
Parthy Ann contribuiva anche l'atteggiamento delle viaggiatrici
nei confronti del piccolo capitano e il suo galante
modo di fare con loro. Fino all'ingresso nella sua vita di
Andy Hawks, non c'era stato neanche un uomo a cui lei
fosse piaciuta. Nata e vissuta zitella, sicuramente doveva
avere avuto dei momenti di sorpresa e magari di incredulit
nel ritrovarsi moglie e madre; l'arte della civetteria le
era ignota e, poich le tenere blandizie d'amore le erano
sempre state negate, ora le ripudiava come peccaminose;
raccoglieva i capelli in una crocchia, rifuggiva da nastri e
pizzi, assumeva un atteggiamento severo; ed era l'ultima
a capire che ognuna di quelle sue repressioni non era che
una confessione. A bordo attorno a lei, e al capitano
Andy, c'erano donne attraenti che impiegavano ogni
trucco per sedurre, mogli di piantatori del Sud, creole di
New Orleans dalla pelle vellutata e dagli occhi sensuali,
indolenti e affascinanti, o mogli di prosperosi mercanti
dell'Illinois o dello Iowa, di avvocati o di industriali che
facevano un viaggio di piacere in compagnia del marito o
del padre in giro per affari.
E dicevano: Oh, capitano Hawks! E: Oh, capitano
Andy! Venga un po' qui, sia carino, ci dica che cosa vuol
dire quando la campanella suona cos svelta... e perch si
chiama ponte di passeggiata... Oh, capitano Hawks, che
cos', un serpente, quello che ha tatuato sul dorso della
mano? Ma s,  proprio un serpente! Guarda, Emmaline!
Emmaline, guarda! Questo cattivaccio del capitano Andy
ha un serpente...
Il contegno in societ del capitano Andy verso le donne
era costituito dalla pericolosa combinazione di modi deferenti
e di una lingua audace. Il bianco ditino affusolato
che con l'unghia rosea seguiva arditamente le volute azzurre
del serpente tatuato si ritrovava gentilmente imprigionato
dalla mano libera di Andy, bruna e forte.
In questo modo, osservava pensoso il piccolo capitano,
non passer molto che questo tatuaggio sar tutto
consumato. Sissignora! Niente pi serpente.
Ma perch?
Erosione, signora.
Er... ma non capisco. Sono cos stupida. Io...
Con voce suadente e quella sua aria da scimmietta
maliziosa il capitano continuava: Non far altro che
baciare il punto dove lei ha posato il suo bel ditino,
signora.
Oooh! Un severo colpetto di rimprovero con il ventaglio
di foglie di palma. Lei  uno sfacciato. Emmaline,
hai sentito che cosa ha detto questo cattivone del capitano?
Gran parte della libert di cui Magnolia godette in quel
primo viaggio fu dovuta all'ansiosa preoccupazione di sua
madre per queste vivaci signore.
Se l'incanto del fiume era cos insidioso da vincere
perfino la signora Hawks, la piccola Magnolia cadde completamente
vittima della sua magica seduzione. Fin da
quel primo viaggio sul Mississippi fu prigioniera del suo
fascino. Venti volte il giorno, nel corso del tranquillo
tragitto da St. Louis a New Orleans, la signora Hawks
andava a ripescare la figlia, che si dimenava e protestava,
appollaiata nella timoniera o nella sala macchine, nel
ventre della nave. Lustrata a nuovo, tolto il sudiciume
dalle mani e dal viso, vestita di un grembiule pulito, la
madre la piantava seduta su una delle poltrone di felpa
rossa nel salone delle feste. I capelli di Magnolia erano
quasi neri e senza neanche l'ombra di un'ondulazione
naturale. Quella era una gran croce per la signora Hawks,
che passava le ore a bagnare e ad avvolgere le lunghe
ciocche attorno all'indice con un pettine fitto nel tentativo
poco convincente di fare del suo anatroccolo un cigno. La
piccola figura ribelle era stretta tra le ginocchia inesorabili
della madre. Cos catturata e rimessa a nuovo, i piedini
instancabili nelle calze bianche pulite e nelle nere pantofoline
stringate, le gonne inamidate larghe e rigide, le
veniva ripetuto di comportarsi come una signorina della
sua et e della sua posizione.
Ascolta la conversazione delle signore e dei signori
che ti stanno vicino, le consigliava la signora Hawks
severamente, invece delle parolacce dei macchinisti unti
e dei piloti da cui corri sempre. Non so come mai tuo
padre te lo permetta... Oppure leggi il tuo libro... Dove
l'hai messo? Dov' il libro che ti ho comperato per leggerlo in viaggio? Ci scommetto che non l'hai nemmeno aperto...
Vallo a prendere e vieni subito qui.
Un raccontino edificante di una certa Rollo cos compita
che perfino dormendo teneva il mignolo alzato, Magnolia
ne era convinta. Quando tornava con il libro, se
tornava, si trattava di ben altro: un racconto terrificante
dei vecchi tempi del banditismo sul fiume o la storia
dell'avido e brutale Murrel e della sua banda di cento
assassini pronti a compiacere ogni sua malvagit, in paragone
al quale Jesse James era un filantropo, prestatole da
qualcuno dell'equipaggio. Lei adorava quelle storie sanguinarie
e le divorava con l'avidit che sempre dimostrava
per qualunque tema che accennasse al fiume. Ma non
appena capitava sotto l'occhio attento della madre il libro
veniva fatto sparire.
Magnolia detestava il salone con la felpa rossa e gli ori
tranne che la sera, quando le dorature e gli specchi parevano
brillare di un falso splendore sotto la luce delle
lampade a cherosene. Allora le signore, messe da parte
l'alpaca e la lanetta del mattino e indossata la seta, sedevano
a conversare pacatamente, a leggere o a ricamare.
Allora pi che mai gli uomini arricciavano i loro mustacchi
con aria spavalda e il diamante che adornava il medio
delle loro destre scintillava in modo incantevole. Magnolia
ritraeva da quello spettacolo una soddisfazione quasi
sensuale. Si beava del sontuoso rosso del tappeto e dello
scintillio delle lampade. Nel suo migliore abito di cachemire,
tutta agghindata, con la giacchetta a vita e le alte
balze che contornavano il bordo della gonna, sedeva
attenta osservando gli atteggiamenti affettati delle eleganti
signore e dei loro cavalieri.
Talvolta una delle signore cantava accompagnata dal
suono rauco del pianoforte di bordo, dai cui toni si sarebbe
detto che tutta la nebbia del Mississippi avesse preso
stabile dimora tra quelle corde. Le dame del Sud eseguivano
ballate vivaci e sentimentali. Le donne del Centro
Ovest si lanciavano di solito in esibizioni pi austere.
C'era una canzone in particolare, cantata con voce acuta
da una donna sgraziata che veniva dallo Iowa, che suscitava
in Magnolia una repulsione selvaggia e perfettamente
giustificata. Si intitolava: Non sprecare, non desiderare.
Non essendo psicologa, Magnolia non ne capiva la ragione,
ma quando sentiva cantare i primi versetti e poi il
coro, le veniva voglia di fare a striscioline il suo pi bel
vestito e di scaraventare nel fiume un barile di farina e una
dozzina di prosciutti. La canzone diceva pressappoco
cos:
Da bambina vivevo a Lincoln
con babbo e mamma in una fattoria.
Per me erano una festa
le lezioni che dava mamma mia.
Spesso mi prendeva sulle ginocchia
quand'ero stanca di giocare
e mentre mi stringeva al petto
sentivo mia madre cantare:
Coro: non sprecare, non desiderare,  la massima che
voglio insegnarti...
La sera scappare in coperta o nella timoniera era per lei
un'impresa impossibile. Cos cercava di trarre dalla situazione
il meglio che poteva. Quello, almeno, era meglio
che essere spedita a letto. Nel corso della sua vita disordinata
Magnolia andava a letto quando proprio non riusciva
a fare altro. E, anche allora, quando era nella piccola
cabina si metteva in posa e si pavoneggiava davanti allo
specchio troppo piccolo imitando spietatamente le belle
signore del salone di felpa rossa, colpiva con un ventaglio
immaginario un'inesistente spalla maschile e rideva con
un riso acuto e trillante, si dimenava animatamente e
squittiva: S, caaaro! e No, caaaro! inumidendo una
ciocca dei lisci capelli neri con la saliva per poter incollare
sulla fronte il ricciolino alla moda che rendeva aggraziata
la pettinatura femminile.
Ma durante il giorno lei e suo padre riuscivano spesso a
eludere la sorveglianza materna. Con la manina stretta in
quella del piccolo capitano girovagava per la barca, da
prua a poppa, dalle stive alla timoniera. Gi nella sala
macchine ascoltava deliziata il macchinista grondante sudore
che se la prendeva con il pilota, file di ponti pi in
alto, e gli dava del maledetto imprudente perch, facendo
da padrone, per riuscire in un attracco difficile faceva
suonare pi campane di quante il macchinista, sotto,
reputasse necessarie per un esperto. Ma pi di tutto Magnolia
amava la timoniera allegra e luminosa, racchiusa
dai vetri, la parte pi alta della barca, cui si accedeva
attraverso una ripida scala. Da l si vedeva il flusso turbolento
del Mississippi, un'immensa distesa gialla che si
allargava tutt'attorno, che sembrava scorrerle davanti
impetuosa per quanto si viaggiasse veloci e talvolta turbinava
di colpo e poi si volgeva a schernirla, lei e la sua nave
impacciata e lenta, e poi di nuovo balzava via. A volte le
acque si allargavano e sembrava un mare, tanto che non
riusciva a distinguere la linea della costa pi lontana; e poi
di nuovo si restringevano, come un serpente, e strisciavano
cos abilmente che le ruote a pala rombavano, nelle
rapide, mentre i salici spazzavano i ponti. Non si sapeva
mai quello che c'era davanti o, per meglio dire, Magnolia
non lo sapeva, ed era una parte del suo fascino. Il fiume
s'incurvava, serpeggiava, tornava indietro e si raddoppiava.
Dietro la curva successiva c'era il mistero. Ma suo
padre sapeva. E il signor Pepper, il primo pilota, sapeva
anche lui. Non sembrava possibile per un cervello umano
ricordare tutte le cose che il capitano Andy e il signor
Pepper sapevano a proposito di quel fiume infido, mutevole,
impenetrabile. Magnolia spesso si divertiva a metterli
alla prova, per gioco.
E ora che cosa viene?
La catasta di legna di Kinney.
E adesso?
La curva di Ealer.
E quando giriamo quell'angolo, che ci sar?
La piantagione di Patrie.
Che cosa c' l, dietro quell'ansa?
Un vecchio pioppo con un ramo colpito dal fulmine
che pende.
E poi cosa viene?
Un tronco d'albero che sporge dall'acqua a Higgin's
Point.
Avevano sempre ragione. Era una magia. Era incredibile.
Sapevano perfino la profondit dell'acqua. Additavano
un punto e dicevano: L c'era un'isola, Buckle's
Island.
Ma c' acqua! Non ci poteva essere un'isola. C'
acqua, ora. Ci stiamo... ci stiamo passando sopra.
Il signor Pepper insisteva, imperturbabile. Una volta
c'era un'isola. O, additando: Due anni fa l'ho proprio
toccata l, vedi, dove c' quella punta.
Ma  terra asciutta. Sta scherzando, eh, signor Pepper?
Come farebbe a portare una barca sulla terra asciutta?
Con tutto quel che ci cresce sopra. Perfino degli
alberelli. E allora come farebbe, eh?
Due anni fa c'era acqua... quasi tre metri e mezzo.
C' poco da meravigliarsi che Magnolia fosse impressionata
fin dalla sua conoscenza con quel mostro che si
contorceva e che, con una sferzata della coda, spazzava
via un'intera isola dalla faccia della terra o, con una
convulsione dell'immenso corpo fulvo, vomitava un tratto
di terra l dove prima c'era solo acqua.
Il signor Pepper lo rispettava, il fiume. Sissignore, il
Mississippi e quell'altro, il Nilo, laggi in Egitto, sono
una bella coppia di demoni. Io il Nilo non l'ho visto, n
credo che lo vedr mai. Questo vecchio fiume basta da
solo per la vita di un uomo. Come il matrimonio. Una
volta che impari veramente bene com' fatta una donna,
sai tutto quel che c' da sapere sulle donne, e ti basta per
una vita.
Non era affatto il vecchio pilota dei romanzi, dalla
barba grigia incrostata di salino, il signor Pepper. Era un
giovane di ventiquattr'anni tranquillo, taciturno e gentile,
facile alle imprecazioni, simpatico. I suoi chiari occhi
castani che senza batter ciglio fissavano la distesa del
fiume avevano delle minuscole pagliuzze dorate, come se
qualcosa del fiume stesso fosse diventato parte di lui. Se
fosse nato cinquant'anni dopo sarebbe stato il tipo di
uomo dai nervi d'acciaio adatto a diventare un asso dell'aviazione.
Qualche volta, in acque profonde, il signor Pepper
permetteva a Magnolia di girare la grande ruota che era
alta il doppio di lei. Le stava a fianco, naturalmente, o, se
per caso era presente, le stava dietro suo padre. Era
emozionante per lei quando suo padre prendeva la ruota
in un punto eccitante, dove l'acqua era molto bassa, per
esempio, o dove il piroscafo incontrava una corrente
violenta che lo respingeva indietro, o quando arrivava la
polvere traditrice. Dapprima Magnolia rest interdetta
vedendo suo padre, onnipotente ovunque, a bordo del
Creola Bella rivolgersi con deferenza a quel ragazzo ed
essere addirittura costretto, sulla sua stessa nave, a chiedere
al pilota il permesso di prendere la ruota. Erano tutti
e due molto formali e compiti, quando navigavano.
Le dispiacerebbe se la prendessi per un tantino, signor
Pepper?
Per nulla, capitano Hawks. Per nulla, signore, rispondeva
Pepper cordiale anche se ambiguo. I suoi gesti
mentre si faceva da parte e abbandonava la ruota erano
quelli di un artigiano che riconosce e rispetta l'abilit di
un altro. Andy Hawks era stato un fuoriclasse come
pilota del Mississippi, ai suoi tempi. E si vedeva allora il
capitano Andy afferrare la ruota e farla risalire girandola
con le mani e con i piedi, con i modi di una scimmietta
intelligente.
Magnolia impar perfino a distinguere le campane dal
tono. C'era la Avanti Tutta, voce di soprano. Il signor
Pepper la chiamava Tin Tin. Spiegava a Magnolia:
Quando do Tin Tin al macchinista, vedi, lui sa che la
deve mandare avanti a tutta forza. Fatto strano, la bambina,
abituata al sesso delle barche e dotata di una misteriosa
rapida comprensione per il gergo del fiume, lo capiva,
accennava di s con il capo cos vivacemente che i
riccioli fatti a mano dondolavano su e gi come una
campanella. Qualche volta la chiamiamo Soprano. Poi
c' la campana di mezzo, la campana di ferma, nei toni
mediani. Pi o meno Contralto. Questa qui  la campana
Indietro Adagio. Tono di basso. Chiamala Bum Bum.
Ecco, cos puoi ricordartele, Tin Tin, Contralto e Bum
Bum.
Il signor Pepper era veramente un delizioso intermediario
attraverso il quale conoscere il fiume. E la timoniera
un luogo incantevole dal quale osservarlo. Magnolia,
pur essendo molto disordinata, ne amava l'ordine rilucente.
La violenza dell'acqua e il paesaggio dei boschi, fuori,
rendevano ancora pi intima e accogliente la sua struttura
tutta chiusa dai vetri. Sul pavimento, la tela cerata. Nel
cassetto del piccolo tavolino, la pistola e le regole di
pilotaggio del signor Pepper. Magnolia s'incantava sul
titolo stampato sulla rilegatura di carta color mattone:
Regole di pilotaggio per i fiumi e i loro affluenti le cui acque
si versano entro il Golfo del Messico e per il Fiume Rosso
del Nord. Il Fiume Rosso del Nord! Qualcosa in quelle
parole la elettrizzava, e piccoli brividi deliziosi le correvano
per la schiena.
Poi c'era una lucida sputacchiera d'ottone. L'abilit
con cui il signor Pepper e lo stesso capitano Hawks miravano
al centro di quell'oggetto splendente e mantenevano
un record del cento per cento era affascinante come ogni
altra caratteristica di quel luogo meraviglioso. Raramente
era permesso l'ingresso ai visitatori. I passeggeri occhieggiavano
ansiosamente attraverso la vetrata dai gradini
sottostanti, ma si trovavano di fronte un perentorio
cartello di divieto che diceva: Vietato l'accesso ai visitatori.
Magnolia si sentiva molto superiore e leggermente
sprezzante mentre dall'alto abbassava gli occhi su di loro.
Qualche volta, durante la seconda comandata, compariva
un inserviente addetto al ponte superiore, molto nero con
un grembiale molto bianco, che portava caff e pasticcini
o gelato per il signor Pepper. Anche Magnolia prendeva
un gelato e lo assaporava piano piano per farlo durare
leccando golosamente il cucchiaio.
Un altro pasticcino, signorina Magnolia, insisteva il
signor Pepper. Ora prenda quello rosa, glielo consiglio.
Non credo che mia madre...
Ma il signor Pepper, stranamente essendo padre di due
gemelli, era sicuro che sua madre non avrebbe avuto
obiezioni, ma che se fosse stata presente avrebbe appoggiato
il suo suggerimento. Magnolia affondava rapida i
denti nel dolcino. In quei momenti si sentiva invadere da
un selvaggio senso di libert. Si sentiva come il fiume che
si precipita a capofitto sul suo cammino.
Essere strappata a quello stato di estasi era un tormento.
L'ombra dell'austera e disapprovante figura materna
si profilava sempre dietro l'angolo. In ogni momento
poteva farsi realt. E saperlo rendeva ancor pi delizioso
quel primo assaggio della vita sul Mississippi.

 CAPITOLO 3.

Pur rappresentando una forza sinistra, sarebbe assurdo
considerare Parthy Ann Hawks come l'unico elemento
che riduceva i profitti del battello a vapore. Un altro
mostro metallico, la ferrovia, con le sue ruote veloci e la
crescente rete di linee, suonava la campana a morto del
traffico fluviale. Le redingote e i corsetti di alpaca sceglievano
un modo pi rapido, anche se meno romantico, per
viaggiare da Natchez a Memphis o da Cairo a Vicksburg.
Gli uomini d'affari dell'Illinois, del Minnesota e dello
Iowa propendevano per un mezzo meno rischioso per il
trasporto delle loro mercanzie. I contadini preferivano
spedire i loro raccolti via terra piuttosto che via fiume. Il
battello fluviale sarebbe ben presto divenuto un anacronismo.
La pacchia era finita, lo vedeva bene il capitano
Andy. Tuttavia il fiume era irresolubilmente intessuto
con la sua vita, era, in realt, la sua vita. Non conosceva
altro sfondo, non era felice in altro ambiente, non aveva
imparato altro mestiere. Quei corsi d'acqua, ampi o stretti
che fossero, del Nord, del Mid-west e del Sud con i loro
nomi indiani dal suono aspro eppure musicale, Kaskaskia,
Cahokia, Yazoo, Monongahela, Kanawha, li conosceva
in ogni stagione: conosceva le correnti, i fondali, gli
approdi, gli argini, i pericoli. L'ascendenza francese che
aveva per parte di madre non gli impediva di pronunciare
i nomi dei fiumi del Sud storpiandoli, come facevano gli
altri battellieri. La Fourche diventava Foosh. Bayou Teche
era Bayo Tash. Quanto poi ai nomi come Plaquemine,
Paincourteville e Thibodaux, ne uscivano mutilati al
di fuori di ogni possibile riconoscimento, con sillabe intersecate
l'una all'altra e vocali che spuntavano dappertutto.
Pronunciarli in qualsiasi altro modo sarebbe stato
considerato affettato.
Il capitano Andy pensava solo in termini di corsi d'acqua.
Nonostante la linda casetta a Thebes, per lui la casa
era la barca. Considerava citt e villaggi come semplici
fonti di rifornimento e di passeggeri insediate lungo gli
argini del fiume per la comodit dei piroscafi. Conosceva
nei minimi particolari ogni approdo sul fiume da St. Paul
a Baton Rouge. Nello stesso modo con cui il cielo si rivela
all'astronomo come la pagina di un libro stampato, cos
Andy Hawks riconosceva e interpretava ogni scogliera,
ogni banco di sabbia, ogni corrente, ogni vortice sui fiumi
che si immettevano nel grande bacino del Mississippi. E
di tutti conosceva meglio di ogni altro la gran madre, il
Mississippi. L'amava, la temeva, la rispettava. I suoi
corteggiatori e amanti l'abbandonavano, uno alla volta,
per una fraschetta dalla gola di ferro, dai grandi piedi e
dalla voce penetrante, ma Andy era tra i pochi che le
restavano fedeli.
Lasciare il fiume, cercarsi per forza un lavoro a terra
era per lui impensabile. Sui fiumi era qualcuno. Come
capitano e pilota abile ed esperto la sua era un'opinione
che contava. Se mai fosse sbarcato e avesse iniziato una
tranquilla esistenza tra una linda casetta e un noioso
impiego cittadino, certamente sarebbe mutato e sfiorito
finch, inevitabilmente, il capitano Andy Hawks proprietario
e armatore del vapore Creola Bella sarebbe diventato
semplicemente il marito di Parthy Ann Hawks, la
signora delle tendine di merletto, la sacerdotessa del
tappeto del salotto, la guardiana del pavimento della
cucina. Tutto questo non lo aveva mai detto chiaramente,
per lo sentiva con certezza dentro il suo animo.
La sua mente sveglia cerc una soluzione; con furbizia
fece i suoi piani e incominci a esporli con cautela, conoscendo
la forza di resistenza di Parthenia.
Leggo qui che il vecchio Ollie Pegram ha intenzione di
vendere il suo show boat. Era seduto in cucina a fumare
la pipa e leggeva il giornale locale. Si chiama Fior di
Cotone.
Parthy Ann non era il tipo di fingere interesse quando
non ne provava alcuno. Affaccendata tra i fornelli e la
dispensa lo ud soltanto a met. Be', e allora?
Il capitano Andy, seduto con le ginocchia accavallate,
volt tranquillamente pagina facendo frusciare il foglio
che teneva in mano e dondolando pigramente una gamba.
Ogni movimento era calcolato perch risultasse casuale.
Si  fatto una fortuna con questa faccenda del teatro,
Ollie. Non c' una citt sul fiume che non aspetti il Fior di
Cotone. Sissignore. Chi se lo compra fa un vero affare e di
certo un mucchio di quattrini.
Farabutti! Con questa risposta succinta Parthenia
pens di lasciar cadere l'argomento esprimendo al tempo
stesso la sua opinione sui guitti del fiume.
Farabutti un corno! Ci sono un mucchio di galantuomini
occupati sugli show boat. Guarda Pegram! Guarda
Finnegan! Guarda Hosey Watts!
Era abitudine della signora Hawks esprimere il suo
disprezzo riferendosi a una pertica di tre metri, attrezzo
che personificava il suo sdegno e l'arma di difesa che era
la sua Excalibur. Annunci dunque che non soltanto si
sarebbe ben guardata dall'osservare i suddetti gentiluomini,
ma che non avrebbe toccato uno di loro neanche
con una pertica di tre metri. Concluse ripetendo ancora
una volta Farabutti! ed evidentemente consider chiuso
l'argomento.
Due giorni dopo fu colta dalla prima improvvisa punta
di sospetto quando Andy torn sulla faccenda fingendo
una disinvoltura che questa volta non riusc a ingannarla.
All'astuta donna fu chiaro che dalla loro ultima breve
conversazione lui non aveva fatto altro che pensare intensamente
agli show boat. Era l'ora di cena. Andy avrebbe
potuto godersi quella cucina casalinga pi di quanto facesse
in realt. Gli orari dei pasti erano sempre rispettati e
i cibi erano caldi, appetitosi. Parthenia era una brava
cuoca. Eppure lui mangiava spesso con aria assente e
senza apprezzare. Forse gli mancava quell'aria di festa,
l'animazione, la compagnia che caratterizzavano i pasti
nel salone da pranzo del Creola Bella. Il suo temperamento
latino e un po' teatrale, anche se non se ne rendeva
conto, lo induceva a raffigurarsi mentalmente nella sua
giacca blu con i bottoni e i galloni dorati, seduto a capotavola,
mentre le signore in alpaca cinguettavano: Che
cosa ne dice, capitano Hawks? gli uomini in redingote si
rivolgevano a lui dicendo: Qual  la sua opinione, signore?
e i camerieri negri dalla parlata dolce nelle loro
giacche bianche inamidate si chinavano su di lui con i
piatti da portata ovali e le zuppiere.
Parthenia non approvava la conversazione all'ora del
pranzo. Andy e Magnolia di solito chiacchieravano, come
capita a tavola. Stranamente nel suo tono con la figlia non
c'era nulla dell'atteggiamento paternalistico dell'adulto.
Niente del tipo: Che hai fatto oggi a scuola? o: Sei
stata brava? Chiacchieravano come due grandi un po'
esagitati, seccati dai rimproveri continui dell'austera
Parthenia. Andy non restava seduto a lungo sulla sedia durante
il pasto; era un'abitudine che aveva preso quando
era al comando del piroscafo e lo chiamavano in continuazione.
A casa quel suo nervosismo era fonte di grande
irritazione per la signora Hawks e il suo modo di partecipare
alla conversazione non cambiava mai di molto.
Per amor del cielo, Hawks, sta' fermo! E la terza volta
che ti alzi, e non sono cinque minuti da che ho portato in
tavola... Mangia le patate, Magnolia, o non avrai neanche
una cucchiaiata della crema in tazza... Belle storie da
raccontare a una ragazzina, devo dire, Andy Hawks...
Non sai parlare d'altro che di un mucchio di scaricatori di
porto ubriachi e buoni a nulla!... Bevi il latte, Maggie...
Oh, smettila di agitarti, Hawks! E non togliere tutto il
grasso in quella maniera, Magnolia. Non c' da meravigliarsi
che tu sia uno stecco tanto che me ne vergogno, i
vicini penseranno che non hai abbastanza da mangiare.
Come un nugolo di zanzare quelle ammonizioni ronzavano
nelle conversazioni tra padre e figlia.
Una sera Andy si sofferm su un drammatico incidente
raccontatogli quel giorno stesso dal pilota del teatro galleggiante
New Sensation, che era andato a fuoco sulla
battigia. Chiacchierava animatamente e i vivaci occhi
castani gli brillavano per l'interesse. Ogni tanto si alzava
improvvisamente dalla sedia nella foga di descrivere una
particolare situazione. Magnolia ne seguiva attenta ogni
parola e ogni gesto, come incantata. Non le era mai stato
permesso di assistere a una rappresentazione. Quando
una di quelle allegre navi giungeva a pavoneggiarsi sul
fiume con la banda che suonava, l'organo a vapore che
fischiava e le bandiere che sventolavano mentre la barca
di rimorchio ansimava e, finalmente, in un ultimo bagliore
e con un'ultima fanfara si fermava all'approdo dove
sarebbe rimasta ormeggiata per qualche giorno, a Magnolia
veniva detto e ripetuto di non avvicinarsi. Durante
il giorno i bambini del paese vi sciamavano attorno incantati
da quel mistero, affascinati dai sonatori in giacca
rossa che marciavano per la strada principale; qualche
volta assistevano addirittura alla recita e restavano poi
per i numeri di canto e ballo che facevano parte del
concerto che si teneva dopo la commedia e per il quale si
pagava un biglietto supplementare di quindici cents.
Magnolia moriva dalla voglia di cogliere un barlume di
quelle delizie proibite. La casetta bianca a Thebes offriva
a monte una vista del fiume verso Capo Girardeau. La
sera dalle finestre della stanza da letto vedeva brillare le
luci dorate degli innumerevoli obl della barca e si sentiva
elettrizzata alla vista delle torce a cherosene sugli argini
che illuminavano la strada ai fortunati e al suono della
banda. Negli anni della sua prima infanzia nella sua mente
si stamparono indelebilmente le notti di primavera,
quando gli show boat discendevano la corrente del fiume,
e le notti d'autunno quando lo risalivano mentre, inginocchiata
in camicia da notte alla finestra della stanza buia,
guardava il fiume e quello spettacolo abbagliante e proibito.
Aveva i piedini gelati e le guance in fiamme. Tendeva
le orecchie per afferrare gli allegri ritmi della musica e
gli occhi tentavano di discernere i volti che passavano
sotto il magico brillio delle torce. Di solito non sentiva il
passo che si avvicinava a scoprirla finch un gracchiante
Magnolia Hawks, fila immediatamente a letto! feriva
crudelmente le sue orecchie rapite. A volte vedeva di
sfuggita uomini e donne della compagnia del teatro galleggiante
nella Front Street o nella Terza Strada, a zonzo
o a far compere. Di tanto in tanto li si vedeva a spasso in
una carrozza affittata dalla scuderia Deffler. La gente del
paese li chiamava Quelli del teatro e il termine era
chiaramente oltraggioso. Li si distingueva da qualche
cosa di diverso nell'abito, nel viso, nel modo di camminare.
Le donne non erano sempre giovani. Magnolia not
che spesso erano pi vecchie di sua madre (Parthy aveva
allora quasi trentanove anni). Eppure avevano l'aria vivace
e in qualche modo giovane anche se i loro visi erano
pieni di rughe. Emanavano una certa spensieratezza, un
che di brioso. Sembrava, decise Magnolia, che fossero
appena arrivati da qualche luogo interessante e stessero
andando in un altro, ancora pi interessante. Era un'osservazione
acuta, quella. Magnolia sentiva che l'opacit
della vita di paese e di campagna, il marchio che la monotonia,
un lavoro ingrato e la noia pura e semplice stampano
indelebilmente sul viso delle donne di paese mancavano
in quei volti animati e spesso particolari. Una volta
incontr un gruppetto di tre persone, due donne e un
uomo, che passeggiavano lungo lo stretto marciapiede di
assi vicino a casa sua. Mangiavano allegramente delle
ciliegie che estraevano da una borsa e ne sputavano i
noccioli ridendo e chiacchierando tranquillamente. Una
delle donne era giovane e molto carina e il suo vestito,
pens Magnolia, era il pi bello che avesse mai visto. La
gonna blu scuro era pieghettata sul dietro e ai lati aveva
degli sbuffi rifiniti da passamaneria. Sulla testa, inclinato
alla sbarazzina, portava un minuscolo cappellino blu guarnito
di merletto e nastri e di adorabili roselline rosa.
L'altra donna era molto pi vecchia. Sul volto aveva degli
strani solchi, non rughe, anche se Magnolia non poteva
saperlo, ma segni di una vita sofferta. Gli occhi erano
profondi e scuri, spenti. Era vestita senza alcuna cura e la
coda pieghettata della sua gonna nera a balze toccava
terra ed era tutta impolverata. Il velo legato attorno al
cappellino le pendeva sulla schiena dandole un aspetto
spagnolesco e misterioso. Anche l'uomo, pur essendo
giovane, alto e abbastanza piacente, aveva l'aria sciatta. I
suoi indumenti erano male assortiti e non portava la
cravatta. Ma tutti e tre avevano un che di piacevole e
indolente, mentre percorrevano la strada del paese ombreggiata
dagli alberi. Magnolia si ferm a guardarli dal
cancello di casa. La donna pi anziana sorrise incontrando
il suo sguardo e immediatamente la bambina decise
che le piaceva molto pi dell'altra, giovane e graziosa, e,
dopo averla gravemente ispezionata per un momento,
ricambi con quel suo improvviso, luminoso, largo sorriso.
Guarda quella bambina, osserv la donna. Tutt'a
un tratto  diventata bella.
I suoi compagni la esaminarono pigramente. Il sorriso
di Magnolia era svanito. Videro una ragazzina pallida e
pelle e ossa, dagli occhi enormi, la mascella troppo marcata,
la fronte troppo alta e ampia, i cui neri boccoli erano
evidentemente e malamente arricciati a mano.
Sei matta, Julie, comment senza alcun interesse la
ragazza graziosa, e distolse lo sguardo.
Ma tra Magnolia e la donna pi anziana si era stabilito
d'impulso un tacito legame di simpatia. Ciao, ragazzina,
le disse.
Magnolia continuava a fissarla gravemente senza rispondere.
Non vuoi dirmi ciao? insistette la donna; e sorrise di
nuovo. E di nuovo Magnolia le restitu il sorriso. Ecco!
esclam la donna trionfante. Che ti dicevo?
Il gatto le ha mangiato la lingua, osserv distrattamente
il giovane sciatto.
Oh, andiamo, esort la ragazza graziosa infilandosi
in bocca un'altra ciliegia.
Ma la donna insistette. Si rivolse a Magnolia con aria
seria: Quando sarai cresciuta, non sorridere troppo
spesso; fallo, per, ogni volta che desideri molto intensamente
qualcosa o ti piace qualcuno, o vuoi piacere a
qualcuno. Ma penso proprio che lo imparerai senza che te
lo dica io... Senti, non vuoi dirmi almeno ciao?
Magnolia si lasci intenerire. Non mi  permesso,
spieg.
Non... E perch, per amor del cielo?
Perch siete gente di teatro. La mamma non mi lascia
parlare con la gente di teatro.
Maledetta marmocchia, esclam la ragazza graziosa,
e sput un nocciolo di ciliegia. L'uomo rise.
Con un gesto fulmineo la donna pi anziana si tolse il
cappello e lo cacci sottobraccio all'uomo, tese le sue
chiome abbondanti in una crocchia, stir le labbra con gli
angoli rivolti in basso, si port i gomiti ai fianchi, le mani
strette a pugno, le scapole accostate e il busto rigido.
La mamma  cos, eh? chiese.
Ma s, come fa a saperlo! grid Magnolia, esterrefatta.
I tre scoppiarono a ridere forte. E a quel punto comparve
protettiva sulla porta Parthy Hawks pronta alla
lotta.
Maggie Hawks, entra immediatamente in casa!
I tre allora raddoppiarono le risa. La tranquilla stradina
di paese ne risuon mentre continuavano senza fretta e
senza pensieri la loro passeggiata per il sentiero cosparso
di foglie e screziato di sole.
Quella sera a cena suo padre aveva qualcosa da raccontare
di quegli incantatori proibiti. La storia gli era stata
riferita quel pomeriggio da Harry Swager il Duro, pilota
di fiume, che era appena approdato dopo una terribile
esperienza.
Sembra che stessero recitando a China Grove, sul
Chappelia. Sissignore. Be', questa ragazza, La Verne o
qualcosa di simile, stava cantando sul palcoscenico. Era il
concerto dopo lo spettacolo. Esce di scena e subito dopo
si scorge una fiammella nello spazio sovrastante il proscenio.
Un attimo dopo lei era in fiamme e non c'era modo di
salvarla. Chi non conosceva bene il capitano avrebbe
avuto difficolt, dato l'uso che lui faceva del pronome
femminile, a capire se si riferisse alla ragazza oppure alla
barca. Trent'anni ha, non un giorno, e brucia come carta
unta. Se n' andata in dieci minuti. Harry Il Duro si
precipita nel casotto del timone a prendersi i vestiti.
Quando raggiunge il ponte delle caldaie il fuoco gli ha gi
tagliato la strada. Cerca di calarsi di tre metri e mezzo dal
ponte caldaie al ponte principale, ma cade e si rompe una
gamba. Intanto tagliano il cavo che legava la barca rimorchio
al Sensation, per salvare almeno quella. E alla fine
l'hanno salvata, ma il Sensation non dura pi del tempo
che ci vuole a dirne il nome. Be', lui ormai era l e non
dovevano far altro che chiamare il medico a sei chilometri
nell'entroterra, ma quando arriva, quel furfante, indovina
un po'!
Che cosa? grida Magnolia che muore dalla voglia di
sapere. Il capitano Andy  in piedi, forchetta in mano.
Quando il medico arriva d un'occhiata in giro e tutti
erano l, vestiti con la roba che erano riusciti a racimolare
o avevano gi addosso. Cos lui dice che non mette a
posto la gamba se non gli pagano in anticipo venticinque
dollari. "Oh, no, questa poi!" dice Harry Il Duro, che se ne
sta sdraiato con la sua gamba rotta, "Me la rimetti a posto
o sparo alla tua in modo che non camminerai pi, figlio di
puttana!"
Capitano Andy Hawks!
La rappresentazione  al culmine. La forchetta rappresenta
la pistola. Magnolia  in attesa, con il fiato sospeso.
Entrambi fissano, colpiti, la signora Hawks. Il loro orrore
non  dovuto alla parola pronunciata, ma all'interruzione.
Continua! urla Magnolia; e balla su e gi nella sedia.
Continua!
Ma tutta la messinscena  stata avvelenata dall'interruzione.
Andy si rimette seduto a tavola. Riprende svogliatamente
a mangiare la bistecca di maiale con le patate. Si
vergogna un po' di essersi lasciato trascinare dal racconto
fino a quel punto. Mi  scappata, borbotta.
Be', lo dicevo io, me l'aspettavo! ribatt Parthy ambigua.
Che razza di linguaggio si pu pensare che usi,
quando te ne vai gironzolando attorno a quella gentaglia
degli show boat.
Magnolia non volle essere privata della fine del racconto.
Ma che ha fatto? Gli ha sparato o lui gliel'ha rimessa
a posto? O che altro? Che ha fatto?
Oh, gliel'ha sistemata, tutto a posto. Gli hanno dato i
suoi venticinque dollari e gli hanno detto di andare all'in...
di andarsene, e se n' andato. Ma dovevano tirare
fuori la barca, la barca-rimorchio che avevano salvato, e
non c'era altro pilota che Harry. Perci il giorno dopo
l'hanno messo sul ponte di passeggiata, sotto un'incerata
perch la pioggia veniva gi che Dio la mandava come fa
sempre l, peggio che altrove. E con due uomini al timone
ha portato la barca a Baton Rouge per settantacinque
miglia attraverso il bayou e il Mississippi. Sissignore.
Magnolia riprende a respirare.
E chi  quello che ti ha raccontato tutte queste baggianate?
chiede la signora Hawks, chi hai detto che ?
Proprio Harry Swager. Harry Il Duro, lo chiamano
cos. In quel momento si sarebbe potuta vedere la pertica
di tre metri balzare da sola nelle mani della signora
Hawks, mentre le dita tamburellavano sulla tovaglia.
Gli ho parlato oggi. Ultimamente  stato con il New
Sensation. Prima ha pilotato per anni il Fior di Cotone,
finch Pegram ha deciso di lasciare. Bene, signori miei!
Dice che cinquecento persone a sera sul suo teatro non
erano niente, e addirittura ottocento le sere di sabato
nelle citt con un buon entroterra. Lasciate che vi dica
subito che questo significa far quattrini. Diciamo che un
quarto della gente paghi cinquanta cents, met trentacinque
e il resto venticinque. I negri venticinque in galleria,
naturalmente. Allora... cinque per cinque... cinque e
porto due... cinque per due e riporto di uno... cinque...
Parthy non era una stupida. Sent che si annunciava
minacciosa una situazione che richiedeva maggior fermezza
del solito.
Io forse non so molto, incominci con la sua locuzione
preferita detta con un tono che smentiva totalmente le
sue parole: un tono che sottintendeva che non solo lei
sapeva molto, ma tutto. Io forse non so molto, ma
questo lo so. Hai da spender meglio il tuo tempo che
andandotene a bighellonare all'approdo come un topo di
fiume con questo briccone di Swager. Harry Il Duro!
Scommetto che quel nome gli sta proprio bene, se mai ha
fatto una cosa buona in vita sua. E dirlo davanti alla
bambina, poi. Show boat! E che modo di parlare!
Perch ce l'hai con gli show boat?
Perch s, e per un mucchio di altre ragioni. Una
massa di fannulloni immorali e mascalzoni, uomini e
donne. Feccia, ecco che cosa sono. Prostitute! Anche
Parthy sapeva usare le parole adatte, all'occasione.
Il capitano Andy torturava freneticamente i favoriti
come una scimmietta furibonda, con il tipico modo di fare
dei momenti di irrequietezza. Non pi feccia del tuo
stesso marito, signora Hawks. Anch'io stavo con una
compagnia di attori girovaghi.
S, facevi il pilota, comment Parthy ironicamente.
Pilota un corno. Si era rialzato e saltellava come un
forsennato. Attore, signora Hawks, e anche un ottimo
attore, a sedici o diciassette anni. Avresti dovuto vedermi
nell'atto unico. S'intitolava Red Hot Coffee. Io facevo il
negro. E avevo anche una doppia parte. Nella banda
suonavo un tamburo che era pi grande di me.
Magnolia era incantata. Balz in piedi e corse vicino a
lui. Davvero? Un attore? Non me l'hai mai detto. Mamma,
lo sapevi? Sapevi che pap era un attore su uno show
boat?
Parthy Ann si alz, adiratissima. Pi alta di suo marito,
pareva in quel momento torreggiare su di lui. Lui la
sfidava, come un cagnolino che affronti un mastino.
Che razza di discorsi sono questi, Andy Hawks! Mi
meraviglio che tu ti inventi delle storie per prendermi in
giro davanti alla bambina, anche se ormai non mi meraviglia
pi niente di quello che fai.
Ma  vero. Si chiamava Sunny South. Il proprietario
era il capitano Jake Bofinger. Si era sposato dieci volte, il
vecchio Jake. Eravamo una bella compagnia, a quei tempi,
lascia che ti racconti. Ricordo la volta in cui...
Non un'altra parola, capitano Hawks. E lascia che ti
dica che hai fatto proprio bene a non dirmelo per tutti
questi anni. Non ti avrei mai sposato se l'avessi saputo.
Un attore di teatro!
Oh, s che mi avresti sposato, Parthy. E saresti stata
ben felice dell'occasione.
Parole. Bisticci. Recriminazioni. Alla fine: Ti sar
grata se non vorrai pi nominare i teatri galleggianti di
fronte alla bambina. Tu, la tua La Verne, il tuo Harry Il
Duro, i concerti, le gambe rotte, gli incendi, le dieci
mogli, il linguaggio scurrile e che altro! Non voglio essere
sporcata da queste cose, n io n la bambina... Corri fuori
a giocare, Magnolia... E che sia l'ultima volta che si parla
di show boat in questa casa!
Andy tir un profondo sospiro, si accarezz con
entrambe le mani i basettoni e alla fine arrischi: Temo che
sar tutt'altro che l'ultima volta, Parthy. Ho comprato da
Pegram il Fior di Cotone.

 CAPITOLO 4.

La loro vita matrimoniale era stata costellata da molti
litigi, ma quello assunse proporzioni serie. Fu una nota
veramente sinistra nella sfilza delle unioni male assortite
che pass sotto gli occhi ignari di Magnolia nel corso della
sua infanzia. Parthenia si era opposta spesso al marito, e
soprattutto ogni volta che una nuova avventura o un
nuovo programma le sembravano un tantino anticonvenzionali.
Ma ora fu il suo animo puritano ad avere la
meglio. Quella proposta l'avrebbe umiliata davanti a tutta
la comunit. Avrebbe rovinato la vita di sua figlia.
Sarebbe tornata nel natio New England. Andy non
avrebbe pi visto Magnolia. Lui le aveva spiegato, anzi
era venuto fuori a spizzichi, che il suo nuovo progetto
comportava la sua assenza da casa per mesi interi di
seguito. Sarebbe stato sicuramente assente da aprile a
novembre. Se Parthy e la bambina avessero voluto vivere
con lui sullo show boat per parte di quel periodo, per
esempio l'estate in cui la vita sul battello  pi facile,
avrebbero potuto vedere un mucchio di cose, imparare a
conoscere il paese...
La tempesta si scaten, rabbiosa, e impervers sul
piccolo capitano squassando la sua minuscola figura. Ma
lui si stropicci i favoriti e tenne duro, come se ne andasse
della vita. Alla fine vinse.
Tutto ci che Parthy aveva vissuto di pittoresco, di
romantico, di mutevole le veniva da lui. Se non fosse stato
per lui sarebbe rimasta ad arrancare tra i mucchi di neve e
il fango del New England, su e gi per la strada della
gelida scuola di paese. Se non fosse stato per lui sarebbe
rimasta a vivere la sua arida vita di zitella con il vecchio
padre che puzzava di mare nella cupa cittadina costiera da
dove era venuta. Ora, invece, sarebbe andata a zonzo
attraverso i fiumiciattoli folti di rampicanti della Louisiana;
sarebbe discesa lungo i generosi fiumi della Carolina,
del Tennessee, del Mississippi, tra gli argentei salici che
annebbiano il pelo dell'acqua. Avrebbe ascoltato le calde
voci lamentose dei negri che cantano sugli argini o davanti
alla loro capanna mentre la barca scivolava oltre.
Avrebbe assaggiato frutti esotici e assistito a spettacoli da
far rimescolare il sangue; avrebbe conosciuto personaggi
fantastici che passano su e gi per i fiumi, come ombre che
entrino ed escano da un sogno incantato. Eppure, come
sempre, lei era infastidita da tutto ci che era armonioso,
combatteva l'influenza di ogni nuova esperienza, lottava
contro l'attrazione di ogni volto nuovo. A labbra strette,
bellicosa, incontrava bellezza e avventura e le sfidava a
modificarla.
Per tre giorni, quindi, dopo lo stupefacente annuncio di
Andy, Parthenia minacci di lasciarlo, anche se certamente,
in un'epoca in cui il matrimonio si considerava
quasi indissolubile, non era quello che intendeva veramente,
rigida e conformista com'era. Per altri tre giorni
rifiut di parlargli, inviandogli le proprie comunicazioni
tramite una terza persona che era, forzatamente, Magnolia.
Di' a tuo padre questo e quell'altro. E, alla presenza
di lui: Chiedi a tuo padre cos e col.
L'esperienza aveva insegnato a Magnolia a non farsi
sconcertare da quelle tattiche; si divertiva perfino, come
se fosse un gioco. Ma alla fine il gioco la stanc; o forse,
nonostante fosse una bambina, la simpatia istintiva per il
padre le fece sentire il dolore che traspariva dal viso
contorto di quell'uomo. Di colpo batt i piedi, eman il
suo editto. Non gli dir pi neanche una parola a nome
tuo.  sciocco. Credevo che fosse divertente, ma non lo .
 sciocco, per una persona grande e grossa come te che ha
un milione di anni.
Andy restava assente da casa tutto il giorno e spesso
fino a notte alta. Il Fior di Cotone veniva sottoposto a
revisione dalla chiglia alla timoniera. Era ormeggiato
proprio sotto l'approdo; pittori e carpentieri davano gli
ultimi tocchi alle rifiniture. Andy trotterellava su e gi
dalla citt all'argine del fiume parlando, gesticolando,
saltellando eccitato. Si dovevano ordinare innumerevoli
provviste, si doveva radunare la compagnia. Non gli mancava
mai un foglio di carta sul quale continuamente scarabocchiava
cifre. Le tasche e il nastro del suo berretto
erano zeppi di questi foglietti.
Una settimana dopo la lite Parthy Ann cominci a
mostrare interesse per quelle trattative. Chiese dettagli.
Quanto aveva pagato quel vecchio mucchio di legna (intendendo
con ci, naturalmente, il Fior di Cotone)?
Quanti posti a sedere ospitava il teatro? E quanti erano i
componenti della compagnia? Che rotta si proponevano
di fare? Quanti marinai? E un cuoco o due? Frammisti a
quelle domande si udivano brontoli e cupe previsioni
circa quello sperpero di danaro e la povert nella vecchiaia;
o sull'opportunit, per chi aveva palesemente perduto
il senno, di esser fornito di un tutore. Tuttavia era
ovviamente divorata dalla curiosit.
Sai che ti dico? sugger Andy con quella che ritenne
un'abilit consumata, mettiti il cappello e vieni gi a
darle un'occhiata.
Mai, rispose Parthenia; e si sleg il grembiule da
cucina.
Be', allora fa' venire Magnolia a vederla. Le piacciono
le barche, non  vero, Nola? Come al pap.
Ehm! Figurarsi se la lascio venire, disse Parthy arricciando
il naso. Andy cambi rotta. Non vuoi venire a
vedere dove pap andr a vivere per tutti i lunghi mesi che
star lontano da te e dalla mamma?
Al che Magnolia, con meraviglioso senso drammatico,
proruppe in un pianto selvaggio e inconsolabile. Parthy
rimase arcigna. Eppure l per l dovette esserne turbata,
dato che Magnolia piangeva cos di rado da essere considerata
una bambina diversa dalle altre anche in quello.
Silenzio e non far rumore, le ordin.
Grandi singhiozzi squassavano Magnolia. Andy senza
piet mantenne il suo vantaggio. Mi sa che dimenticherai
che faccia ha tuo padre prima che sia tornato.
Magnolia, perfettamente conscia dell'impossibilit di
una simile predizione, si lanci verso il padre, lo circond
con le braccia, gettando indietro la testa, battendo i piedi
e inframmezzando gli ululati con suppliche pietose di non
lasciarla mai. Voleva vedere il teatro galleggiante e, con
la memoria del magnifico viaggio sul Creola Bella ancora
fresca nella mente, voleva viaggiare sul Fior di Cotone
come mai aveva desiderato qualcosa in vita sua. Aveva gli
occhi spalancati e dilatati, le dita rattrappite, il corpo teso
per la convulsione; i suoi lamenti spezzavano il cuore. Era
una recita di gran classe.
Andy cerc di confortarla. Gli ululati aumentarono.
Parthy tent provvedimenti pi severi. Isterismo. Poi i
due si unirono e dalla preoccupazione si pass alle suppliche,
dalle suppliche alle promesse e alla fine tutti e tre
sedettero allacciati, il braccio di Andy su Magnolia e
Parthenia, il braccio di Parthenia che stringeva Andy e
Magnolia; e Magnolia attaccata a tutti e due.
Vieni, che ti pettino. Mamma ti cambia il vestito. Ora
smetti di piangere. Magnolia era stata scossa da un'ultima
serie di singulti laceranti, veri ormai che il meccanismo
era stato innescato. Il labbro inferiore le tremava a
tratti mentre il pettine bagnato avvolgeva le ciocche dei
lisci capelli neri attorno all'indice esperto della signora
Hawks. Quando finalmente comparve, in sottogonna di
mussolina inamidata e con l'abito di saia delle feste, era
seguita da Parthy Ann in persona, incappellata e pronta
per uscire. Era fatta. La moglie di un impresario teatrale.
La puritana tremava in lei, ma la curiosit aveva la meglio
anche su questi tremori. Marciarono lungo Oak Street
fino all'approdo, la bambina eccitata saltellava a pi non
posso. C'era una certa esultanza anche nella camminata
di Andy. Se non fosse stato per la figura arcigna al suo
fianco e per la mano che lo tratteneva, appoggiata al suo
braccio, i due, padre e figlia, se ne sarebbero andati
saltellando e facendo capriole,  probabile, fino alla battigia.
Il passo e l'espressione della signora Hawks erano
quelli di una martire incontro ai leoni. Durante il tragitto i
genitori parlarono di cose irrilevanti, alle quali giustamente
Magnolia non prest alcuna attenzione, avendola
spuntata. Star all'aria aperta la maggior parte del tempo...
Non le far alcun male, te l'assicuro... Imparer pi
in una settimana di quanto non farebbe in un anno sui
libri... Ma non sono cos, lasciamelo dire.  gente per
bene, gente normalissima. La maggior parte  sposata...
Ma che cosa credi, che faccia il capitano di un bordello?...
Oh, accidenti al linguaggio!... Ora, Parthy, sei arrivata
qui, non ricominciamo tutto da capo... Eccola! Guardala,
com' bella! Guarda, Magnolia! Ecco dove vivrai... Oh,
va bene, va bene! Dicevo cos per dire...
Il Fior di Cotone era ormeggiato a due grandi pali. Era
lungo, largo e tondeggiante, comodo, e pareva una casa
mal progettata che per una qualche perversione avesse
deciso di darsi alla vita sull'acqua e ora se ne stava tranquilla
nell'ampio seno del fiume. Gli avevano dato due
mani di pittura bianca con le decorazioni verdi, tra le
quali lettere alte trenta centimetri che colpirono l'occhio
angosciato di Parthy e le strapparono un brontolio, mentre
deliziarono lo sguardo di Magnolia e la fecero squittire
di gioia. La mano del pittore aveva definitivamente chiuso
la partita; vi si leggeva: gran teatro galleggiante
FIOR DI COTONE DEL CAPITANO ANDY HAWKS.
Parthy si strinse ancora di pi nel suo mantello, come
colta da un brivido. Le sponde argillose dell'argine erano
disseminate di scorie di carbone e di cenere per offrire un
appiglio. I ripidi fianchi del fiume sarebbero stati per loro
la strada di casa negli anni a venire.
Il ponte superiore coperto da un tendone, come una
graziosa veranda, dava alla grande barca piatta una strana
aria di casa. Sul ponte principale, poi, la passerella
terminava in un comodo portico sostenuto da due colonne
adorne di volute ornamentali. E, la porta aperta in un
mezzo ovale di benvenuto, c'era lo sportello dei biglietti
attraverso il quale si intravedeva il piccolo ufficio quadrato
con la scrivania, la sedia e la rastrelliera a muro per i
biglietti. Vi erano effettivamente infilati dei biglietti viola,
rossi e azzurri. Parthy chiuse gli occhi come se avesse
visto un lebbroso. Un ampio vano conduceva alla sala
d'ingresso. Da l si aprivano delle doppie porte e pi in
fondo una scala.
Le scale che portano alla balconata, spieg Andy, e
ai palchi superiori. Non meno di centocinquanta, duecento
posti a sedere. I negri per la maggior parte in balconata,
naturalmente. Parthy rabbrivid. Ai lati della scala
c'erano due corridoi e, in mezzo, il vero e proprio auditorium
del teatro, con le file di sedie e la buca per l'orchestra,
il palcoscenico, i palchi, il sipario dipinto in parte
sollevato che lasciava vedere soltanto la parte inferiore
d'un paesaggio veneziano, le gambe dei gondolieri rigide
come pali, la laguna color celeste pallido, i gradini dei
palazzi. Magnolia prov una punta di delusione, anche se
i palchi avevano delle balaustre di ottone lucido e si
gloriavano di poltroncine imbottite di felpa rossa.
Ma io credevo che fosse tutto luminoso e splendente
come nelle favole, protest.
La sera, la rassicur Andy. Le piccole dita di Magnolia
si agitarono tra le sue. La sera. Allora sembra veramente
una favola. Quando le lampade sono illuminate,
c' tutta la gente e la banda suona.
Dov' la cucina? chiese la signora Hawks.
Andy balz agilmente nella buca dell'orchestra, si chin,
apr una porticina sotto il palcoscenico e fece cenno di
seguirlo.
Faticosamente Parthy lo segu. Magnolia sgambett
dietro di loro. La sala da pranzo e la cucina erano sotto il
palcoscenico. Le grandi travi maestre erano cos basse
che perfino Andy fu costretto a chinarsi per evitare di
battere la testa, Magnolia riusciva a toccarle facilmente
con la punta delle dita. Molto tempo dopo sarebbe sembrato
del tutto naturale vedere compagnia ed equipaggio
del Fior di Cotone entrare nella sala da pranzo all'ora dei
pasti chini umilmente come per rendere grazie al Signore
prima di mettersi a tavola.
C'erano due lunghi tavoli che potevano ospitare ciascuno
forse dieci persone e a un capo della stanza un tavolo
pi piccolo da sei.
Questo  il nostro tavolo, annunci fieramente Andy
indicandolo. Parthy sbuff, ma al sensibile Andy parve
che in quella sua sbuffata vi fosse appena un'ombra di
rancore, meno di quello che ci si sarebbe aspettati. Tra la
sala da pranzo e la cucina era stata praticata nel muro
un'apertura delle dimensioni di una finestra e alla base di
quella c'era un largo ripiano che serviva ad appoggiare i
piatti caldi. Mentre i tre passavano in cucina, Andy lanci
da sopra la spalla ulteriori informazioni da sottoporre
all'approvazione della ispida moglie. Jo e Queenie, lei
cucina e lui serve in tavola, rigoverna e fa un po' di tutto,
hanno promesso di tornare il primo di aprile. Sono stati
con il Fior di Cotone dieci anni e pi. I pittori hanno
messo tutto sottosopra, qua, non ti dico. Eppure, guarda
com' la cucina, nonostante tutto. Lustra come uno specchio.
Guarda la stufa! Furbo, Andy.
Parthenia Ann Hawks guard la stufa. E che stufa!
Panciuta, ampia, nera, capiente come un enorme e fertile
mammifero il cui seno avrebbe nutrito innumerevoli padelle
e casseruole. Lustra e lucente, immensa; faceva
pensare che da quelle viscere non poteva scaturire nulla
che non fosse saporito, nutriente, soddisfacente. Tutt'intorno
sul muro erano appese file di tegami e pentole di
ogni forma e dimensione. In quella cucina c'era tutto
l'occorrente per cucinare all'infinito. Si potevano immaginare
interi prosciutti, schidionate di polli, plotoni di
pagnotte scure, canestri di verdure, enormi vassoi di torte.
Il vasellame, spesso e bianco, di qualit comune, era
ammonticchiato, un piatto sopra l'altro compresi quelli di
portata, dietro le nitide porte della cambusa. Una stufa
supplementare al cherosene, apparentemente superflua,
se ne stava servizievole in un angolo.
Per uno spuntino caldo la sera dopo lo spettacolo,
spieg Andy. Un caff o un uovo, cos non c' bisogno di
accendere la grossa stufa a legna.
Lentamente, molto lentamente, sul volto di Parthy
apparve un'aria concentrata, riflessiva, gradatamente sostituita
da un'espressione che, paradossalmente, era insieme
ansiosa e sognante. Come rendendosene conto
cerc di smentire il suo aspetto con le parole. Tutto
questo cucinare per un mucchio di persone. Ci vorr una
miniera di quattrini, dico io.
Ci render una miniera di quattrini, replic Andy
allegramente. Un gatto nero liscio e flessuoso, imperturbabile,
attravers lentamente la stanza, rest un momento
a sorvegliare i due con i diffidenti occhi gialli, poi si
accost, camminando di sghembo, a Parthy e strofin la
schiena arcuata contro la sua gonna. Gatto da topi,
osserv Andy.
Gattaccio! grid Parthy, ma lo intendeva solo a met
e non si mosse. Negli occhi le brillava la luce sacrilega
della massaia che contempla per la prima volta il dominio
tanto sognato. Jo e Queenie a cui dare ordini. Fare la
spesa all'ingrosso... Forse Andy, nel suo zelo, aveva perfino
un po' esagerato. Di colpo: Dov' la bambina?
Dov'... Oh, bont divina, Hawks! Visioni di Magnolia
caduta nel fiume. Ne avrebbe avute molte, in seguito, di
queste visioni, tanto che lei a volte vi cadeva per dispetto,
come fanno di solito i bambini che avvertiti di restare in
cortile scappano appena possibile.
Andy sfrecci fuori della cucina attraverso la porticina
che pareva quella di una conigliera. La signora Hawks
raccolse le sue voluminose sottane e gli corse appresso;
diede la scalata alla buca dell'orchestra; si volse al suono
di una voce, quella di Magnolia... eppure non sembrava
la sua, quella che proveniva dal palcoscenico al di sotto
del sipario sollevato a met. Con toni gutturali e affettati,
quella voce arrogante che  l'inconscia imitazione che i
bambini fanno degli adulti, Magnolia stava recitando;
nulla in particolare, ma impegnandosi con evidente piacere
nell'esecuzione. Era chiaro che le parole le venivano in
mente via via: Oh, ma veramente lo crede! La mia
bambina  molto cattiva... Siamo ricchi, s: gelato ogni
giorno alla prima colazione, a pranzo e a cena... Indossava
il mantello che la madre si era tolto e aveva appoggiato
a una delle balaustre di ottone di un palco. Da
qualche parte aveva scovato un cappellino la cui aigrette
nera tremava per l'impegno che chi lo indossava metteva
nel suo sforzo artistico. Il mantello strascicava nella polvere
del pavimento. La mano destra era sollevata in una
posizione graziosa, il mignolo elegantemente piegato.
Maggie Hawks, scendi da l immediatamente! Parthy
piroett verso Andy. Ecco! Ecco cosa succede, nell'attimo
in cui mette piede in questo pozzo di iniquit. Mettersi
a recitare!
Andy si stropicci le basette, ridacchiando. Fece un
passo verso il proscenio e tese le braccia alla bambina che
lo guard, arrossendo, sorridente e radiosa. Sei quasi
brava come il tuo pap, Nola. E non ti faccio complimenti.
La prese in braccio e la depose sul pavimento in un
turbinio di mantello, gonnellina corta inamidata e cappellino
di traverso. Poi, mentre Parthy le slacciava il mantello e fissava esterrefatta il cappellino, Andy cap che doveva
creare di nuovo un'impressione favorevole, escogitare
un nuovo diversivo, o avrebbe perduto il vantaggio acquisito
da poco. Un vero e proprio impresario nato, Andy.
Dove hai preso quel cappellino, Magnolia?
L dentro. Indic una serie di porte che si trovavano
di fronte, sul retro del palcoscenico. In una di quelle
piccole stanze da letto, cabine... che cosa sono, pap?
Spogliatoi, Nola, ma anche camere da letto. Vuoi
vedere Parthy? Apr una porticina che conduceva dal
palco di proscenio sulla destra al palcoscenico, lo attravers
seguito dalla riluttante Parthenia e spalanc una
delle porte sul retro. Rivel cos una minuscola cabina
che conteneva un letto, un piccolo cassettone e un lavabo.
Dei pratici scaffali erano attaccati al muro sopra il letto.
Tendine di percalle pendevano alla finestra che inquadrava
la vista del fiume e della sponda. Un calendario a colori
sgargianti era appeso al muro, assieme ad alcune fotografie
e a ritagli di giornale ingialliti dal tempo. La cameretta
aveva un'aria intima, accogliente e, paradossalmente,
dava una sensazione di ampiezza, dovuta senz'altro alla
finestra aperta e alla vista dell'acqua che, con il cielo,
faceva pensare alla libert.
Spogliatoi durante lo spettacolo, spieg Andy, e
stanze da letto per il resto del tempo.  cos che lavoriamo,
noi.
La signora Hawks con una sola occhiata abbracci la
piccola stanza e la respinse. Non ti aspetterai certo che io
viva in un simile buco! Era, senza volerlo, la sua prima
ammissione.
Magnolia, dietro alle gonne della madre, sbirciava nella
stanza a occhi spalancati. Ma mi piace! E mi piacerebbe
viverci. Guarda, qua c' un lettino, e un cassettone
e...
Andy la interruppe in fretta. Naturalmente non mi
aspetto che tu viva in un buco del genere, Parthy. E
neanche la bambina. Venite con me, vi prego. E non dir
niente, ora, smetti di brontolare finch non avrai visto.
Rimetti quel cappello dove l'hai preso, Nola. Fa parte dei
costumi. Da quale stanza l'hai preso? Te lo ricordi?
Di nuovo passarono attraverso il palcoscenico, su per il
corridoio fino alla scala che conduceva alla balconata,
Andy in testa, la signora Hawks che lo seguiva funerea e
Magnolia che correva zigzagando tra le file di sedie riuscendo
misteriosamente ad arrivare ai piedi delle scale
contemporaneamente a loro. Raggiunta la balconata, si
dovette salvare Magnolia dalla morte che, secondo la
signora Hawks, sarebbe inevitabilmente seguita se lei si
fosse affacciata alla balaustra per guardare incantata la
sala riservata al pubblico e il palcoscenico sottostante.
Hawks, da' un'occhiata alla bambina! Dichiaro che se
mai uscir viva da questa barca non vi metter mai pi
piede.
Ma il tono mancava di convinzione. E quando vide le
due stanze da letto superiori, a prua, che comunicavano
con la balconata, le due stanze spaziose, quadrate, grandi
in effetti come la sua camera da letto alla villetta, fu
perduta. La cucina aveva segnato un punto a favore. Le
camere da letto vinsero. Ciascuna aveva due finestre.
Ciascuna aveva un letto, un cassettone, una sedia a dondolo,
una stufa. Delle tendine di percalle tutte impolverate
pendevano alle finestre. I pavimenti erano opachi.
Parthy istintivamente avanz verso il cassettone, pass
sulla sua superficie un dito esperto, lo esamin criticamente
e schiocc la lingua tra i denti con evidente disapprovazione.
Spessa un dito, disse poi. Ci vuole una
bella pulita a questa barca, ve lo dico io. Non c' una
tendina che sia a posto e dovr venir qui a lavarle, inamidarle
e stirarle.
L'istinto o una sovrumana saggezza consigliarono ad
Andy di non dire nulla. Dalla stanza successiva venne un
urlo di gioia.  questa la mia stanza? C' una sedia a
dondolo e una stufa con il serbatoio e mi posso vedere
tutta intera nello specchio,  grande!  questa la mia
stanza?  questa? Mamma!
Parthy pass nella stanza successiva. Vedremo. Vedremo.
Vedremo. Andy la segu quasi in punta di piedi,
per non rompere l'incanto con un rumore improvviso.
Dimmelo, se  la mia! Voglio saperlo. Pap, dille che
me lo dica. Guarda! La finestra qui  una porta, una
piccola porta. E posso uscire sul portico in cima alle scale.
E l c' il fiume.
Certo che c' il fiume, e c' anche il modo di caderci
dentro e di annegare senza che nessuno lo sappia.
Ma la bambina era fuori di s per l'eccitazione e l'incertezza.
Non riusc a sopportarla oltre, vol dalla sua austera
madre e scosse quella rigida figura in mantello e cappellino.
 la mia?  la mia?  la mia?
Vedremo. Padre e figlia si scambiarono allora uno
sguardo di quasi comica disperazione, uno strano sguardo,
per una bambina, quasi da adulta. Uno sguardo che
voleva dire: Che donna  mai questa! Come faremo a
sopportarla? Io ci riesco solo se ci riesci tu.
Andy avanz qualche suggerimento. Potremmo dipingere
i mobili del colore che Nola preferisce...
Azzurro, intervenne pronta Magnolia.
... e mettere forse delle nuove tendine, con dei nastri
in tinta... Tra altre insospettate qualit, Andy aveva
occhio per i colori e per le linee, amava le stoffe.
Parthy non disse nulla. Aveva le labbra strette. Lo
sguardo che pass allora tra Andy e Magnolia fu di pura
disperazione, senza alcuna vena di umorismo. Uscirono
sconsolati dalla porta, attraversarono la balconata e scesero
con passo pesante le scale con aria da funerale. Ai
piedi delle scale udirono delle voci provenire dall'esterno,
voci di donne, alte e chiare, e delle risa. I suoni
provenivano dalla piccola coperta a prua cos simile a un
portico. Parthy piomb sulla porta ed ebbe appena il
tempo di contemplare due femmine briose in allegre piume
e pennacchi prima che entrambe si lanciassero sul suo
legittimo consorte, capitano Andy Hawks, e lo abbracciassero.
E la donna giovane e carina lo baci sul basettone
di sinistra. E quella pi brutta e pi vecchia lo baci sul
basettone di destra. E: Oh, caro capitano Hawks!
gridarono. Non  sorpreso di vederci? E contento? Lo dica,
che  contento. Siamo venute apposta da Cairo in carrozza
per vedere lei e il Fior di Cotone. C' Doc con noi.
Andy pass un braccio compiacente attorno alla vita di
ognuna e diede una strizzatina. Contento non  la parola
giusta. E in realt non sembrava la parola adatta alla
situazione, poich c'era Parthy che in piedi osservava i tre
allacciati e intanto pareva crescere a vista d'occhio e
diventare sempre pi alta, pi larga e minacciosa, come
una nuvola incombente. Andy cambi pi volte espressione,
combattuto tra la spavalderia e l'apprensione.
Magnolia le aveva riconosciute immediatamente, erano
la giovane donna graziosa con il cappello adorno di
rose e la donna bruna che le aveva detto di non sorridere
troppo spesso quando, in compagnia del giovane trasandato,
erano passate davanti alla sua casa, ridendo e chiacchierando
e sputando pigramente noccioli di ciliegia nella
polvere della strada del villaggio. Fece quindi un passo
avanti uscendo dalle voluminose sottane della madre e
accenn un gesto di saluto con la mano nei confronti della
donna pi vecchia. La briosa signora esclam all'istante:
Oh, mio Dio! Guarda, Elly!  la ragazzina!
Elly guard. Che ragazzina?
La ragazzina con quel bel sorriso. Allora, senza alcuna
premeditazione e con sua stessa sorpresa, Magnolia le
corse incontro e mise la mano nella sua, poi alz gli occhi
verso quello strano viso sciupato e sorrise. Ecco! esclam
la donna, esattamente come aveva fatto la prima
volta.
Maggie Hawks! apostrof una voce.
Oh, mio Dio! esclam la giovane di nome Elly. 
la... Sent un pericolo nell'aria, rise, tacque bruscamente.
Andy si distric dall'abbraccio e tent di riordinare la
matassa arruffata che erano i loro rapporti mondani.
Le presento mia moglie, la signora Hawks. Parthy,
questa  Julie Dozier, la nostra caratterista e una delle
migliori attrici sul fiume, oltre a essere una signora cos
graziosa come ne potresti incontrare solo in un mese tutto
di domeniche... E questa piccola bellezza  Elly Chipley,
Lenore La Verne sui cartelloni, la nostra attrice giovane,
beniamina del pubblico da Duluth a New Orleans...
Dov' Doc?
A quel punto, con profondo senso teatrale, Doc comparve
inerpicandosi su per il sentiero di cenere verso la
barca; con un balzo super la scaletta, rest in equilibrio
sulla punta dei piedi, allarg le braccia e canterell: Tra-
l-l! Era un uomo sui cinquantacinque anni dai lineamenti
duri eppure gentili; aveva il volto profondamente
solcato e senza et, gli occhi tristi del pagliaccio da circo e
dell'uomo di teatro.
Le ragazze dicono che siete venuti in carrozza. Devi
averne di quattrini, eh, Doc... Parthy, ti presento Doc.
Credo che abbia un altro nome, ma nessuno l'ha mai
usato. Basta Doc, per chi sta sul fiume. Doc ci precede,
attacca i manifesti e fa tutto il lavoro pi noioso, eh,
Doc?
Be', pi o meno rendi l'idea, convenne lui sputando
con tristezza e precisione uno schizzo di saliva marrone
oltre la fiancata della barca, nel fiume. Felice di fare la
sua conoscenza.
Andy indic Magnolia. E questa  mia figlia Magnolia
di cui mi avete sentito parlare.
Bene, bene! Guarda che occhi! Andrebbero bene in
teatro, un po' pi in l. Parthy, che fino a quel momento
era rimasta immobile come un idolo o una statua di sale,
fece udire un suono. Doc si volse a lei, mellifluo e gentile.
Ha intenzione di fare un viaggetto con noi per buon
augurio, signora, alla nostra prima uscita con il capitano?
La signora Hawks saett allora un'occhiata al viso interessante
di Julie Dozier, caratterista e una delle migliori
attrici sul fiume. Guard Elly Chipley, Lenore La Verne
sui cartelloni, la piccola bellezza beniamina del pubblico
da Duluth e New Orleans. Poi respir profondamente.
S, infatti. E con quelle due parole Parthenia Ann
Hawks rinunci ai legami con la terra, alle convenzioni,
dimentic l'ordine e la tranquillit della piccola villetta
dipinta di bianco a Thebes, si tapp le orecchie di fronte
ai pettegolezzi scandalizzati dei posati vicini, cedette risolutamente
al richiamo del fiume e ne divenne, controvoglia,
la signora.

 CAPITOLO 5.

Quando venne aprile, e la sanguinella balen con il suo
bianco spettrale nei boschi, lo show boat part. Fu un
viaggio di sogno, placido, indisturbato. In un paese in
subbuglio ancora intento a riparare le devastazioni della
Guerra Civile, soltanto loro parevano vivere un'esistenza
incantata, in un'altra dimensione, attraverso miglia e miglia,
attraverso centinaia, migliaia di miglia di corsi d'acqua
frangiati da salici che alla luce del sole splendevano di
color acquamarina e all'ombra erano verde oliva. Il caprifoglio
selvatico si arrampicava lungo i tronchi neri degli
alberi; mulattiere; negri; nude capanne dello stesso colore
del suolo sabbioso; piccoli villaggi addormentati che
occhieggiavano indolenti su un fiume che era la dimenticata
progenie del Mississippi. La linea ferroviaria pi
vicina distava forse quaranta chilometri, e forse anche di
pi.
Scendevano e ridiscendevano i fiumi. A volte si trattava
di corsi d'acqua larghi e maestosi che turbolenti si
versavano in mare nei quali si scaricava tutto un continente.
A volte erano fiumiciattoli stretti e poco profondi,
quasi torrenti, attraverso i quali il Fior di Cotone si faceva
strada cautamente, come una ragazzina che guarda bene
dove mette i piedi, tra i sassi. Dietro di loro, spingendoli
maternamente avanti come una grassa anatra sbuffante
farebbe con il suo sciocco anatroccolo, navigava il vapore
Mollie Able.
Per la gente che abitava nelle cittadine, nelle piantagioni,
nelle frazioni lungo i molti affluenti del Mississippi e
dell'Ohio, lo show boat non era pi una novit. Era uno
spettacolo familiare e gradito fin dal 1817, quando la
prima rudimentale chiatta di quel genere aveva disceso il
fiume Cumberland. Ma il fatto che quelle imbarcazioni
fossero familiari non diminuiva il loro fascino. Per i contadini
e gli abitanti dei villaggi del Midwest, per i piccoli
piantatori negri e bianchi del Sud il teatro galleggiante
significava musica, allegria, avventura. Visitava citt nascoste
tra gli alberi che non avevano mai risuonato del
fischio acuto di una macchina, di un motore. Entrava in
insediamenti di zone remote e selvagge i cui abitanti non
avevano mai assistito in vita loro a una rappresentazione
teatrale, gente semplice e ingenua come bambini per la
quale le scelleratezze, i melodrammi, gli amori, le avventure
del teatro erano cos reali da mettere talvolta in
imbarazzo la compagnia del Fior di Cotone. Spesso andava
ad assistere alle rappresentazioni anche gente distinta,
dame in seta e profumi e gentiluomini in panno di lana
pettinato provenienti dalle loro tenute, e affollava i palchi
e le prime file delle poltrone.
Quella prima estate fu per Magnolia un sogno di pura
felicit. Nulla poteva offuscarlo, soltanto lo spettro ossessionante
dell'autunno in cui sarebbe ritornata a Thebes e
alla solita vita. Ma per tutti i mesi d'estate Magnolia si
sent la regina delle fate. Come Cenerentola al ballo
sbarr la mente all'orrida certezza che l'orologio avrebbe
inevitabilmente battuto i dodici colpi della mezzanotte.
Anno dopo anno, man mano che l'incanto del fiume
andava aumentando e la placida indolenza di quella vita
andava sempre pi facendo presa, la signora Hawks e la
bambina trascorsero periodi sempre pi lunghi sullo show
boat e sempre minor tempo nella monotona sicurezza
della villetta a terra. Di solito la barca partiva in aprile.
Ma qualche volta, se la stagione era mite, a marzo. La
signora Hawks annunciava con una buona dose di risolutezza
che Magnolia doveva finire il trimestre della scuola,
che terminava a giugno. Poi lei e la bambina avrebbero
raggiunto la barca.
Se perde un paio di mesi non c' niente di male,
argomentava il capitano Andy restio come sempre a esser
separato dalla figlia. Maggio  il pi bel mese sul fiume, e
anche aprile. Tutto germoglia. Pu stare fuori tutto il
giorno. Le fa bene.
Io forse non so molto, ma questo lo so, Andy Hawks:
mia figlia non crescer come un'ignorante solo perch suo
padre non ha nulla di meglio da fare che andarsene saltellando
per il paese con un mucchio di canaglie.
Ma alla fine, quando lo show boat iniziava il suo viaggio
placido e svagato, c'era la signora Hawks ad attaccare
fresche tendine di percalle alle finestre, a bisticciare con
Queenie, a impedire, con la sua presenza acida, la possibilit
di un'esistenza troppo dolce per i membri della
compagnia del Fior di Cotone. Nella sua antica veste di
maestra di scuola, Parthy si assunse il compito di provvedere
all'educazione di Magnolia durante quei pigri mesi
di primavera. Era un'impresa ardua e spiacevole, che
finiva quasi invariabilmente in collere furibonde, lacrime,
disubbidienze, sgridate. Senza saperlo Andy Hawks era
stato benemerito della giovent del New England, quando
aveva messo fine alla carriera di Parthy come insegnante
nelle scuole pubbliche.
Nove per sette, ho detto... No, nossignore! Se cinquantasei
era la risposta giusta l'ultima volta non  detto
che lo sia sempre. Prima ti ho chiesto quanto fa sette per
otto, e ti sarei grata se guardassi il libro e non fuori della
finestra. Dichiaro, Maggie Hawks, che qualche volta penso
che tu sia una sciocca bell'e buona.
Magnolia cominciava a sporgere il labbro inferiore.
Aggrottava la fronte. Talvolta durante quelle sedute con
la madre era proprio bruttina, proprio scialba. Non
m'importa quanto fa nove per sette. Neanche Elly lo sa.
Gliel'ho chiesto e mi ha detto che non ha mai avuto nove
di niente, e tanto meno nove per sette; ed Elly  la pi
bella al mondo, tranne Julie, qualche volta, e anch'io,
quando sorrido. E poi io non mi chiamo Maggie Hawks.
Vorrei sapere come ti chiami, allora. E se ti rivolgi a
me in questo modo, signorina mia, ti do un ceffone,
quant' vero che son seduta qui.
Io mi chiamo Magnolia. Magnolia... qualcosa di bello,
non so come. Ma non Hawks. Magnolia... Un gesto
della mano destra tentava di rendere l'idea della squisitezza
del suo vero nome.
La signora Hawks appoggi una mano materna sulla
fronte leggermente prominente della figlia, decise che
aveva la febbre e che doveva prendere una medicina e
prontamente gliela somministr. Quanto alla geografia,
se Magnolia non la studiava, la viveva. Giunse a conoscere
il suo paese viaggiando su e gi per le sue vie d'acqua.
Impar a conoscere la gente che incontrava, gente di ogni
sorta e condizione. Impar usi e costumi popolari, il
folclore del fiume, i canti dei negri, i richiami degli uccelli,
le regole di pilotaggio, un buon numero di parolacce,
l'arte di truccarsi per la scena, tutte le parti del repertorio
della compagnia del Fior di Cotone, tra cui East Lynne, Il
segreto di Lady Audley, Tempesta e arcobaleno, La zingara
spagnola, Margherita la scervellata e La capanna dello
Zio Tom.
Probabilmente c'era molto di squallido in quella vita,
ma per una ragazzina fantasiosa e volubile di dieci anni o
poco pi essa rappresentava insieme un gioco, un teatro,
una scampagnata. Passava giornate di incanto, o almeno
le avrebbe passate se non fosse stato per la pratica Parthy
che, donna tutta d'un pezzo, faceva in modo che fosse
convenientemente nutrita, ben vestita e dormisse il giusto
numero di ore di sonno. Ma gli interessi di Parthy erano
troppo molteplici e diversi per consentirle di concentrarsi
come il solito su Magnolia. Aveva da governare un'intera
barca e il suo personale; due barche, anzi, poich non
esitava a ficcare il naso e a criticare la morale e i costumi
dell'equipaggio del Mollie Able. Nessuno degli uomini la
scampava se veniva colto seduto a fumare la sua pipa
pomeridiana o a sputare con aria contemplativa nel fiume.
Ne risult che la vita di Magnolia fu infinitamente pi
libera a bordo di quanto fosse mai stata a terra.
Lungo i fiumi si diffuse la voce che il Fior di Cotone era
una barca sulla quale vigeva una disciplina di ferro, ma
anche la meglio amministrata e la meglio approvvigionata
di tutte. Ed era notorio che un cartello sul retro del
palcoscenico e in ogni spogliatoio indicava: Non  consentito
alle signore della compagnia di recarsi in coperta
in vestaglia. Si sapeva anche che l'ubriachezza a bordo
del Fior di Cotone era punita con il licenziamento immediato,
che la moglie del capitano, la signora Hawks, era
un vero spauracchio e che i piatti di pollo fritto la domenica
erano inesauribili. Era tutto vero.
L'esistenza di Magnolia divenne una strana mescolanza
di illegalit e di ordine, di monotonia e di fantasia. Scivol
in quella vita come se vi fosse stata predestinata. Soltanto
Parthy imped che fosse completamente viziata dai
membri della troupe.
Il passo austero della signora Hawks non assunse mai il
ritmo svagato di quello degli altri membri del teatro galleggiante.
Ci appariva ovvio perfino a Magnolia. All'inizio
del loro primo viaggio aveva udito sua madre chiedere
spiccia a Julie: Che ora ? La signora Hawks stava
marciando da un capo all'altro della barca intenta a qualche
sua incombenza domestica. Julie, seduta su una sedia
bassa, in coperta, cuciva e ogni tanto alzava gli occhi al
fiume giallo e turbolento; rispose con la voce profonda e
indolente, senza neanche guardarla: Che cosa importa?
Quelle quattro parole riassumevano l'esistenza beatamente
spensierata che conduceva la compagnia del Fior
di Cotone.
A volte recitavano ogni sera in una citt nuova. A
volte, in regioni popolose e con un buon entroterra,
restavano per una settimana. In citt come quelle, dato
che la barca tornava ogni anno ed era diventata quasi
un'istituzione, tra la gente del battello e la gente di paese
si stabiliva una sorta di amichevole intimit. All'arrivo
erano accolti con grande slancio, alla partenza salutati
con rimpianto. Non viaggiavano quasi mai di notte. Di
solito andavano a letto sentendo l'acqua che sciabordava
gentilmente contro i fianchi piatti della barca e all'alba
discendevano lungo il fiume. Il che voleva dire che tra
l'equipaggio del vapore Mollie Able e la compagnia del
Fior di Cotone infuriava una continua guerra. L'equipaggio
del vapore, compiuto il suo lavoro, se ne andava a
dormire presto poich all'alba doveva essere in piedi e al
lavoro. Faceva colazione alle quattro e mezzo o alle cinque.
Gli attori invece non si coricavano mai prima di
mezzanotte o l'una e facevano colazione alle nove del
mattino. Si lagnavano che quelli del Mollie Able, tra
campane, fischi, ordini gridati ad alta voce, martellamenti,
sbuffi e con tutto il tramestio che implicava il levar gli
ormeggi e il mettersi in navigazione, impedivano loro il
sonno del mattino. L'equipaggio brontolava e bestemmiava
cercando di dormire, la notte, nonostante il rumore
della banda e del pubblico che si allontanava, l'allegria
di mezzanotte degli attori che, ancora eccitati dopo il
lavoro della sera, non riuscivano ad andarsene tranquillamente
a letto.
Branco di maledetti mangia-scene, brontolava l'equipaggio
girandosi nel sonno.
Sudici scaricatori di porto, rimbeccavano gli attori
disturbati all'alba. Urlano perch non son capaci di parlare
come gli altri esseri umani, non hanno rispetto per
nessuno!
Di rado facevano comunella, tranne che con quei membri
dell'equipaggio che suonavano nella banda, e mai si
scambiavano cortesie di sorta. Quello stato di cose
aggiungeva un po' di pepe a un'esistenza che altrimenti si
sarebbe dimostrata troppo placida. Il bisticcio agiva da
valvola di sicurezza.
Era forse il peggiore degli ambienti per una ragazzina
magra, ipersensibile ed emotiva come Magnolia. Ma lei
pareva crescervi a suo agio come nel suo elemento naturale.
Bastava il puritanesimo solido e goffo di Parthy a
controbilanciare l'eccessivo permessivismo del suo volubile
padre. Cos riusc a non essere del tutto viziata.
Quella vita era al tempo stesso indolente e indaffarata.
Il capitano Andy, che sgambettava qua e l in citt o
sull'argine del fiume, che si precipitava lungo il corridoio,
alle prove, per strillare un ordine sbagliato alla compagnia
impegnata sul palcoscenico o partiva in carrozza per
la campagna per tornarne in trionfo carico di provviste,
amava dire: Siamo come una grande famiglia felice.
Il capitano Andy infatti conosceva e apprezzava la
buona tavola, il suo lato francese. Mangiavano il meglio
che offriva la campagna; non grandi quantit di carne nel
colmo dell'estate, quando capitava che recitassero nelle
afose, umide citt del Sud, ma un mucchio di verdura e
frutta, grandi cocomeri acquistati sul posto, con il sole
ancora caldo sulla superficie gonfia e protuberante, e poi
ghiacciati, che diventavano una vera ghiottoneria, saporite
patate dolci, burro e panna delle fattorie. Bevevano
tutti l'acqua attinta dal fiume sul quale si trovavano a
navigare. Tracannavano delle gran sorsate del Mississippi,
dell'Ohio e perfino del torbido Missouri, e non ne
risentivano minimamente. A poppa c'era un barile dove
l'acqua veniva posta a sedimentare. La si tirava su a
buglioli e prima di berla la si lasciava depositare. In fondo
a quel contenitore, quand'era vuoto per tre quarti, si
poteva trovare un bello strato di limo del Mississippi con
in mezzo un po' di tutto, a volte addirittura qualche pesce
gatto di considerevoli dimensioni.
Tranne che per le prove e le recite, Magnolia viveva la
stessa vita della troupe. La barca era la loro casa.
Mangiavano, dormivano, lavoravano, recitavano. La compagnia
doveva essere pronta all'ora dei pasti, alle prove e agli
spettacoli della sera. L terminava ogni loro responsabilit.
La prima colazione era alle nove, e sotto l'austero
regime di Parthy questo voleva dire le nove esatte. Erano
un gruppo davvero eterogeneo quando si radunavano. In
quello scenario bizzarro l'abbigliamento giornaliero degli
uomini e delle donne assumeva un aspetto quasi grottesco.
Pareva che fossero vestiti ciascuno per una parte. La
mattina, quando comparivano in sala da pranzo, soli, a
coppie o a gruppi, con un saluto allegro o arcigno, a
seconda dell'umore con cui si erano svegliati, un osservatore
non avrebbe pensato ad altro se non alla corte dei
miracoli. Dopo aver visto Elly la sera prima nei panni
della signorina Lenore La Verne, con i riccioli d'oro, le
gonne corte e gli occhi sgranati e innocenti di Bessie, la
figlia del boscaiolo che all'ultimo atto si rivelava addirittura
Lady Clarice Trelawney, sconsideratamente scambiata
al momento della nascita, e la si vedeva poi comparire
a colazione, si rimaneva con ogni probabilit un po'
delusi. Lo sguardo imbambolato dei suoi grandi occhi
azzurri era dovuto alla miopia e per correggerla quando
non era sotto l'occhio del pubblico portava degli occhiali
cerchiati d'argento. La giacchettina che indossava alla
prima colazione anche se piena di fronzoli non era certo
fresca di bucato e dalla cuffia di seta e di merletto sbucavano
i bigodini. Nonostante quelle sue bizzarrie Elly era
innegabilmente e trionfalmente carina, e cos conciata
sembrava una ragazzina che si fosse maliziosamente appropriata
del guardaroba della nonna. Suo marito, noto
come Schultzy in privato e come Harold Westbrook sui
cartelloni, aveva le funzioni di direttore della compagnia.
Era quello che in gergo teatrale si dice un gigione e
quando recitava i suoi colleghi dicevano che faceva il
birignao. Era un giovane dall'aspetto sfuggente, in pantaloni
attillatissimi e colletto alto sempre un tantino troppo
largo. Portava sempre dei gemelli rilucenti di un materiale
simile al quarzo sui quali alitava di continuo strofinandoli
poi con il fazzoletto. Schultzy impersonava le parti di
amoroso o attor giovane, in contrapposizione a quelle di
ingenua o attrice giovane della moglie; e aveva un vivo
senso del teatro.
A volte quando suonava la campana della colazione
erano in mezzo al fiume, a volte invece erano ormeggiati a
terra. Che il panorama fosse una piantagione, i boschi o
una qualunque cittadina era lo stesso per la compagnia
del Fior di Cotone, quando era occupata dal caff e dalla
pancetta affumicata. Gi molto prima che Jo con il suo
grembiule bianco e la campana della colazione in mano
emergesse dalla porticina sul retro del palcoscenico dietro
alla buca dell'orchestra, come un amabile pitone nero
dalla sua tana, la signora Hawks era sul posto e dava
un'occhiata bieca alle brocche della panna, attaccava le
mosche come fossero draghi, faceva infuriare Queenie
con l'osservazione che i biscotti sembravano un po' molli,
quella mattina. Cinque minuti dopo che era suonata la
campana, deponeva la colazione calda sul tavolo: farina
d'avena, tazze fumanti di caff, piatti di uova fritte con
prosciutto o pancetta affumicata, mucchi di pane tostato,
biscotti usciti freschi dal forno.
Parthy, la cui cuffia per la colazione destinata a nascondere
i bigodini faceva comunque l'effetto di un elmetto,
era invariabilmente la prima a sedersi a tavola nel lato
della stanza pi lontano dalla porticina. Nello stesso
modo doveva esser rimasta seduta alla sua cattedra di
maestra durante gli inverni del New England, aspettando
i monelli ritardatari riluttanti e intirizziti. Magnolia era
uno di quei bambini disinteressati alla prima colazione.
Lasciata a se stessa l'avrebbe tranquillamente ignorata.
Di solito arrivava tardi, i capelli neri ancora inumiditi dal
pettine, gli occhi spalancati, ansiosa di comunicare le
prime notizie nautiche del mattino.
Dice Doc che c' una famiglia che sta discendendo il
fiume con una chiatta; hanno a bordo un bambino piccolissimo,
cos piccolo che non  pi grande di una...
Bevi il latte.
... bambola, e dice che dev'essere nato sulla barca e
scommette che non ha pi di una settimana. Oh, spero
che si ormeggino vicino a noi...
Mangia il pane tostato con l'uovo.
Devo mangiarlo l'uovo?
S.
Se Magnolia arrivava tardi, Andy arrivava sempre pi
tardi di lei. Mangiava in fretta, distratto. Mentre inghiottiva
il suo caff si sarebbe quasi potuto vedere la sua
mente fertile sfrecciare qua e l, tanto da chiedersi come
il suo corpicino elettrico riuscisse a non essere trascinato
dai suoi pensieri su nella timoniera e gi nella sala macchine
o in citt, quando balzava a terra al successivo
approdo, a tirar sul prezzo con i bottegai per le provviste.
Era sempre il primo a finire e scappava via a piccolo trotto
stropicciandosi i basettoni.
Presto o tardi che fosse, Julie e Steve arrivavano insieme,
e Steve si chinava ridicolmente in tutta la sua altezza
per evitare le travi basse della sala da pranzo. Julie e
Steve erano i due caratteristi, Julie di solito aveva parti di
avventuriera, sorella, in contrasto con Elly, l'ingenua.
Julie era un'attrice naturale e istintiva, probabilmente la
migliore della compagnia. A volte osservava il modo
poco intelligente con cui Elly lavorava, ne udiva il linguaggio
sciatto e le sciocche inflessioni della voce e le
lanciava un'impercettibile occhiata di disprezzo.
Steve faceva il cattivo e non sarebbe mai riuscito a
conservare il suo posto, anche in un gruppo cos poco
critico, se non fosse stato per Julie. Era molto grosso,
molto biondo e mancava quasi completamente di capacit
di recitare. Gigante tranquillo e gentile, pareva sempre
fuori posto nella sua parte, poich il colore dei capelli e i
suoi fiduciosi e fedeli occhi azzurri smentivano la tradizionale
durezza del cattivo. Julie gli faceva ripetere la parte
con pazienza, instancabilmente. Il risultato era abbastanza
soddisfacente. Ma le sfumature, le inflessioni di voce,
erano al di l della sua portata.
Chi ha pi ragione di me! diceva, per esempio, la sua
battuta. Schultzy, il regista, tentava invano di fargliela
pronunciare in maniera corretta. Dopo la prova si sentiva
Julie che gliela faceva ripetere infinite volte.
Chi ha pi ragione di me? tuonava Steve, drammaticamente.
No, caro. Devi mettere l'accento sul "Chi" cos: "Chi
ha pi ragione di me?"
Gli occhi azzurri di Steve erano serissimi, il viso rosso
per lo sforzo. Oh, capisco. La voce dev'essere appoggiata
sul "chi", vero? "Chi ha pi ragione di me?"
Era inutile.
I due erano molto innamorati. Gli altri membri della
troupe qualche volta li prendevano in giro, ma non sempre.
Julie e Steve semplicemente non erano sensibili a
quell'ironia. Esisteva tra loro un'intesa che metteva quasi
a disagio un estraneo. Quando si guardavano vibrava tra
loro una corrente che metteva un leggero brivido alla
schiena di chi li osservava. Gli occhi di Julie erano infossati,
nerissimi, e profondi e avevano una strana, indefinibile
malinconia. A Magnolia piaceva affondarvi lo sguardo.
Anche lei aveva gli occhi neri, ma non erano come quelli
di Julie.
Una volta Magnolia li aveva visti baciarsi. Era andata
in coperta vicino a loro, silenziosa e inaspettata, al crepuscolo.
Certo non aveva mai assistito a uno scambio amoroso
di quel genere tra i genitori; e anche la familiarit da
poco acquisita con gli idilli da palcoscenico non l'aveva
preparata a quello. Doveva ancora passare molto tempo
prima che si arrivasse alla dissolvenza del cinema. Il
famoso bacio di Olga Nethersole non aveva ancora scandalizzato
l'America puritana. Steve l'aveva tenuta stretta
a lungo, senza parlare. La figura sottile di lei pareva
fondersi in lui. Julie aveva gli occhi chiusi. Mentre lui la
toccava, sollevandola, era completamente abbandonata.
Rest cos per un momento, ondeggiando, gli occhi sempre
chiusi. Quando li riapr erano annebbiati, appannati,
come quelli di Steve. E si ritrovarono a guardare una
ragazzina che li fissava affascinata, palesemente incapace
di muoversi. Julie aveva riso, una risatina rauca. Non era
arrossita, non esattamente. Il suo colorito pallido aveva
assunto un tono pi profondo e pi chiaro, pi brillante,
come di ambra sull'oro. Gli occhi le si erano allargati fino
a diventare enormi nella bruna faccia luminosa. Era come
se qualcuno dietro di loro avesse acceso all'improvviso
una lampada.
Che cosa ti fa sembrare cos? aveva chiesto Magnolia
molto esplicitamente.
Cos come? aveva chiesto Julie.
Come sei. Sei tutta... splendente.
L'amore, aveva risposto semplicemente Julie. Magnolia
non aveva capito niente, ma lo ricord. E in seguito
cap.
Oltre a Elly, l'ingenua, a Schultzy, attor giovane, e a
Julie e Steve, caratteristi, c'erano il signore e la signora
Means, generici, Frank, il padre nobile, e Ralph, comparsa.
Elly e Schultzy sedevano allo stesso tavolo degli
Hawks, abituale segno distintivo della loro qualit di
primi attori della compagnia. Gli altri, assieme a Doc e a
tre membri della banda, sedevano al lungo tavolo al
centro della stanza.
Al tavolo vicino alla porta della cucina sedevano il
capitano e l'equipaggio del Mollie Able. Non c'erano
giornali del mattino da leggere tra un sorso e l'altro di
caff, n posta da aprire. Erano tutti uomini e donne
ricchi di esperienza, avevano viaggiato in lungo e in largo
per il mondo, e c'era sui loro volti un'aria vissuta, assieme
a un'espressione quasi fanciullesca. Il capitano Andy non
sbagliava poi tanto nel vantarsi del fatto che erano tutti
una grande famiglia, una famiglia chiusa e possessiva che
non aveva bisogno di stimoli esterni per divertirsi. Erano
capacissimi di divertirsi da soli. La loro conversazione era
briosa, piccante, pungente. Le donne erano, per la maggior
parte, di tempra pi robusta degli uomini, parlando
degli attori, ovviamente. Il fatto che gli uomini avessero
scelto quella vita alla deriva spensierata e protetta e ne
fossero soddisfatti ne era una prova. Sicuramente Julie
aveva un carattere pi forte di Steve, Elly schiavizzava
Schultzy, la signora Means pareva piuttosto l'austera madre
che la moglie del suo piccolo marito debole di petto,
caustico e umorista.
Di solito si attardavano a tavola bevendo il caff. Jo,
comparendo senza far rumore sulla porta della cucina, ne
portava un'altra caraffa bollente.
Julie aveva una scimmietta che aveva trovato a New
Orleans, dove era arrivata per mano di qualche marinaio
scuro di pelle e con gli orecchini. La portava spesso a
tavola con lei, rannicchiata sotto il suo braccio, e la testolina
scura con il musetto simile a una maschera tragica
faceva capolino dall'incavo del gomito. Con profondo
disgusto della signora Hawks, Julie la nutriva dal suo
piatto e la faceva dormire in cabina in un manicotto di
pelle di foca dalle cui profondit i suoi tristi occhi neri
guardavano supplichevoli, in un muso che assomigliava
terribilmente a quello di un bambino vecchio, vecchissimo.
Dichiaro, protestava Parthy quasi ogni giorno, che
fa veramente rivoltare lo stomaco vederla mangiare nello
stesso piatto di quel sudicio piccolo ratto.
Ma, mamma! Non  un ratto!  una scimmia e lo sai
bene. Julie dice che forse Schultzy me ne pu trovare una
a New Orleans se prometto di averne molta cura.
Vorrei che ci provasse! E metteva cos risolutamente
fine a quel sogno.
Le donne badavano alla pulizia delle loro cabine, occupazione
che le teneva impegnate fino a met mattinata.
Spesso alle dieci c'era una prova che durava un'ora o pi.
Schultzy l'annunciava a colazione.
Quando risalivano il fiume, o lo discendevano, il loro
approssimarsi alla citt era annunciato dal fischio lacerante
della Calliope, l'organo a vapore orgoglio del capitano
Andy. La sua voce chiassosa annunciava l'arrivo dello
show boat molto prima che la barca stessa fosse visibile da
terra. Aveva dei robusti tasti di ottone e la si poteva udire
in un raggio di otto chilometri. George, che la suonava,
era anche il pianista. Era noto, come tutti i suonatori di
quello strumento, come il Fischiatore. Magnolia si divertiva
immensamente a vederlo suonare. Indossava un impermeabile
e un cappello anch'esso impermeabile e dei
guanti pesanti per proteggersi le mani, dato che il vapore
dei fischi si tramutava in gocce d'acqua bollente che gli
piovevano addosso. Mentre si avvicinavano all'approdo,
la banda, appollaiata a prua, suonava alternandosi con
l'organo. Dalla citt, affrettandosi lungo le strade, per i
boschi, punteggiando l'argine e l'approdo arrivavano figure
impazienti, bianche e nere. Quasi invariabilmente
un negro dal piede fatato, sopraffatto dalla musica, eseguiva
sul molo un ballo dai passi ritmici e complicati, gli
stracci che gli ondeggiavano grottescamente attorno, la
bocca come uno squarcio bianco. Alle nove del mattino
qualsiasi essere umano nel raggio di otto chilometri sapeva
che il Gran Teatro Galleggiante Fior di Cotone aveva
attraccato sul lungofiume.
Alle undici e mezzo la banda, con il concorso di due o
tre membri della compagnia che erano anche suonatori,
doveva essere pronta per il concerto mattutino all'angolo
della strada principale. Spesso, fatto strano, la cittadina
alla quale dovevano approdare non c'era pi. Il Mississippi,
in vena di birichinate, aveva scaricato milioni di tonnellate
di fango sulla strada che portava al fiume. Cos,
anno dopo anno, quella che un tempo era stata una citt
sul fiume era diventata una citt dell'entroterra, con pi
di un chilometro di boschi e di strada sabbiosa che la
separava dal fiume. E il vecchio serpente stendeva le sue
lente spire gialle in un altro canale.
Alle undici in punto la banda era pronta nella sua
sgargiante uniforme. La parte inferiore di quell'abbigliamento
irritava sempre Magnolia. Il suo occhio amante del
colore vi si ritraeva offeso. Infatti, mentre la parte superiore
della divisa era superbamente marziale, la parte
inferiore era composta dai pantaloni di ogni giorno, quelli
che ciascun membro della banda indossava al momento
del concerto, ed era un duro colpo per il suo occhio rapito
passare dall'allegro rosso fiamma e oro della giacchetta e
dalla smagliante insolenza del berretto alla parte sottostante.
Se ne sentiva irritata specialmente nei confronti
del tamburo maggiore. Questi veniva chiamato capobastone
e invece del cappello scarlatto degli altri membri
della banda, portava un imponente, anche se un po'
trasandato, chep di pelliccia nero con il sottogola dall'aspetto
fiero. Pete, che suonava la grancassa, lavorava alle
macchine. Di solito all'ultimo momento si lavava in fretta
e furia, afferrava il suo strumento, si abbottonava la
giacca e si trasformava come per magia da un corvo tutto
nero in un pappagallo scarlatto.
Arrancavano su per l'argine: due cornette, un clarinetto,
una tuba, un flicorno (Magnolia ne amava l'um-pa
um-pa ta-ta-ta-um-pa um-pa ta-ta-ta), un tamburo e la
grancassa, meglio nota come il toro.
Quando l'approdo era una cittadina sul lungofiume il
concerto della banda era un intervallo abbastanza piacevole
tra i minori impegni della giornata. Ma quando tra il
battello e il paese c'era un chilometro o pi di strada di
terra battuta diventava una vera fatica. Reggendo i loro
pesanti strumenti, le giacche rosse aperte, il berretto in
mano, i suonatori stanchi, accaldati, sudati si trascinavano
per la lunga strada polverosa attraverso i boschi.
Quando la strada sbucava nella cittadina si abbottonavano
la giacca, si asciugavano il volto accaldato, si mettevano
il berretto o il chep e irrigidivano le spalle cascanti.
Passavano dall'andatura stanca e affaticata al procedere
impettito e brioso e le loro gambe si muovevano con
precisione ritmica a tempo con la musica. Dopo aver
arrancato stancamente appiccicosi e afflosciati, si trasformavano
in figure romantiche ed eroiche. Il petto del
tamburo maggiore sporgeva tronfio, la mano sinistra riposava
elegantemente sull'anca, la testa e le spalle erano
rigide e tese in modo arrogante, la mano destra faceva
roteare il bastone luccicante finch abbagliava gli occhi
come raggi di sole. Le cameriere degli alberghi correvano
alle finestre con il cuore che batteva all'impazzata, i bambini
si precipitavano in disordine fuori del cortile della
scuola, i commessi nei loro grembiuli neri di rasatello con
le mezze maniche color paglierino si affacciavano sulla
soglia delle botteghe, le massaie lasciavano la pentola sul
fuoco e si attardavano pensose sul portico davanti a casa
facendosi ombra con la mano segnata dal lavoro, i perdigiorno
si riversavano fuori dei saloon e restavano a bocca
aperta, strizzando gli occhi. E mentre la musica strombazzava
e s'innalzava la piccola citt in letargo si trasformava
per un'ora e diventava allegra e vivace. Perfino i
vecchi cavalli mangiati dalle mosche avanzavano a balzi
con andatura scattante e con un bagliore nuovo negli
occhi opachi, drizzando le orecchie a quei suoni. Scovato
l'angolo pi affollato della torpida strada principale, la
banda si fermava strombettando e soffiando, con il sole
che brillava sull'ottone lucido degli strumenti.
Anche se non partiva mai assieme a loro, a quel punto
compariva sempre il capitano Andy che in qualche modo
misterioso li aveva superati. Forse balzava da un albero
all'altro nei boschi. Nella sua giacca blu, i pantaloni di
lino larghi e spiegazzati, il berretto di tela bianca con la
visiera di pelle, si stropicciava i favoriti agitato e nervoso,
con gli occhi vispi e animati. Sottobraccio portava un
fascio di locandine che annunciavano i programmi e decantavano
il talento degli attori. Dopo che la banda aveva
suonato due pezzi molto allegri iniziava il suo discorso,
con la magniloquenza tipica del teatrante. Sapeva parlare.
Faceva ridere il pubblico, piccola figura bizzarra eppure
stranamente attraente. La pi splendida compagnia di
attori mai riunita sui fiumi... scene e costumi senza pari...
La signorina Lenore La Verne... un magnifico insieme di
talenti... reduci dai trionfi nell'Est... concerto dopo lo
spettacolo... ballo e danze... Portate i bambini... Venite,
venite tutti... La troupe del Fior di Cotone  una grande
famiglia felice.
La banda attaccava di nuovo. Il capitano Andy sgattaiolava
tra la folla con magica rapidit distribuendo le
locandine, salutando una vecchia conoscenza, dando un
buffetto a un bambino, decantando la bellezza e la vivacit
della commedia in programma per quella sera. Dopo
una mezz'ora la banda tornava indietro marciando e suonando
per le strade. Tra la folla che si disperdeva si
distingueva la figura agile e minuta di Andy che sfrecciava,
si chinava, si slanciava mentre raccoglieva parsimoniosamente
le locandine che, una volta lette, erano state
lasciate cadere nella polvere dagli spettatori sbadati.
Il pranzo era alle quattro, un pasto abbondante. Prima
e dopo la compagnia del Fior di Cotone era libera di fare
quello che pi le piaceva. Le donne leggevano o cucivano.
C'erano sempre da arrangiare nuovi costumi o da
rammendare e da rimettere a nuovo i vecchi. L'avventuriera
dal cuore fosco delle prove del mattino sedeva rammendando
con pignoleria i calzini del marito. C'era sempre
da visitare la citt vicina, da comperare un rocchetto
di filo, un francobollo, un sacchetto di caramelle alla
menta, un po' di mussolina, uno spazzolino da denti. Era
una vita cos svagata e pigra che di rado qualcuno organizzava
in anticipo una passeggiata. A volte, a primavera,
andavano a zonzo per i boschi, quando un verdolino
tenero attutiva il verde cupo della foresta. Pescavano,
anche se di solito prendevano solo pesci gatto. Quando
faceva molto caldo i pi ardimentosi azzardavano una
nuotata. Il fiume era un po' come il cortile di casa, ci
erano abituati come se fosse un grande prato. Riuscivano
a divertirsi sempre. Difficilmente non c'era qualcuno che
suonasse il pianoforte, il violino, il flauto, il banjo o il
mandolino.
Verso le sei era percepibile un fremito, un'inquietudine
sorda ed elettrizzante, un flusso segreto di eccitazione a
bordo dello show boat. Gli attori tornavano a passo lento
dai boschi, dalla citt, dall'argine. Si disperdevano lungo i
corridoi, entravano e uscivano dagli spogliatoi. Nemmeno
i tanti anni di mestiere riuscivano a quietare il batticuore
che li coglieva sempre all'avvicinarsi dello spettacolo della sera.
Nella buca dell'orchestra la banda accordava gli strumenti.
Prima dello spettacolo suonava in cima al battello,
in coperta a prua, alternandosi con la Calliope come al
mattino. Il letargo del giorno era scomparso. Sul palcoscenico
gli uomini della compagnia sistemavano gli scenari.
Grida rauche: Alza l! No, un po' pi gi. Sollevalo,
adesso. Indietro! Pi vicino! Le porte degli spogliatoi si
aprivano e si chiudevano. Richiami da una stanza all'altra.
Scendeva il crepuscolo. Doc cominciava ad accendere
nel salone le lampade a cherosene i cui riflettori metallici
rimandavano una gialla luminosit. I proiettori esterni,
installati abilmente sulla timoniera del Mollie Able,
gettavano un ampio cono di luce sulla riva del fiume fino
all'argine.
Di tutte le ore del giorno quella era la prediletta da
Magnolia. Le piaceva l'eccitazione, il colore, la musica, la
gente. Tra le sette e le undici di sera tutto poteva accadere
a bordo del Gran Teatro Galleggiante Fior di Cotone. E
proprio allora la spedivano a letto. Ogni sera si dichiarava
battaglia e quasi sempre, durante i primi mesi della sua
vita sui fiumi, vinceva la signora Hawks. Solo di rado, con
le buone o con le cattive, Magnolia riusciva a sottrarsi
all'austero occhio materno.
Fammi restare alzata per il primo atto, quando Elly gli
spara.
Neanche un minuto.
Allora fammi rimanere finch alzano il sipario.
Fila a letto, signorina, oppure niente gita domani con
Doc alla cava dei pirati, te lo dico io. Ubbidisci, su.
Doc sapeva tante storie raccapriccianti sul banditismo e
la pirateria sul fiume che Magnolia a volte passava pi di
un'ora ad ascoltarlo con la pelle d'oca, in preda a un
delizioso terrore. Insieme se ne andavano a terra alla
ricerca dei luoghi pi terrificanti, dal Piccolo Egitto fino ai
fiumiciattoli della Louisiana.
La sera, sdraiata sul letto a occhi spalancati, tesa, Magnolia
aguzzava le orecchie per cogliere, attraverso la
porta chiusa a chiave che si apriva sulla balconata, le
parole del dialogo della commedia che le arrivavano appena,
battute incredibilmente ingenue di un dramma popolare
trito e ritrito che ci nonostante incatenava l'attenzione
del pubblico per la giusta dose di emozioni umane
fondamentali: odio, amore, vendetta, disperazione, speranza,
gioia, terrore.
Ti costringer a gettarti in ginocchio, mia fiera bellezza!
Mai. Preferirei morire piuttosto che accettare aiuto
dalla tua mano macchiata di sangue.
Una volta Parthy, per un improvviso istinto materno,
scivol quatta quatta nella stanza di Magnolia e trov che
la prigioniera era fuggita, riuscendo ad aprire la serratura
speciale che la separava dal ponte-veranda superiore appena
fuori della sua camera. Magnolia si era infilata furtivamente
sulla sporgenza pericolosamente stretta e limitata
da una bassa balaustra giusto al di sopra del ponte
superiore, e l venne trovata, con uno scialle sulla camicia
da notte e le pantofoline lavorate a maglia ai piedi, che
sbirciava dalle finestre in alto assieme a dei monelli del
paese che erano riusciti in qualche modo ad arrampicarsi
fino a quell'incerto punto di appoggio.
Dopo un adeguato castigo gradatamente l'interdizione
venne tolta, o forse la signora Hawks si rese conto dell'inutilit
di educare una bambina che viveva su uno show
boat secondo i criteri di un paesino del Massachusetts.
Per un naturale spirito di contraddizione, Magnolia da
allora in poi prese ad andarsene spesso a letto di sua
iniziativa mentre la banda sotto strombazzava, si udivano
colpi di pistola, si perdeva l'amore, si sconfiggevano i
cattivi, si metteva in pericolo la bont, si versavano rivoli
di sangue. Stranamente per non si stanc mai di assistere
a quei drammi a forti tinte. Automaticamente impar
tutte le parti di ogni commedia del repertorio del Fior di
Cotone, cosicch quando ebbe tredici anni avrebbe potuto
balzare sulla scena con il preavviso di un minuto e
recitare qualsiasi parte, da Simon Legree a Lena Rivers.
Ma soprattutto le piaceva vedere il pubblico radunarsi.
Inconsciamente la sua mente di ragazzina assisteva alla
rappresentazione della parte contadina di una nazione.
Era un pubblico che difficilmente si sarebbe riunito in
altri teatri, in tutto il mondo. Fattori, braccianti, negri,
massaie, bambini, bifolchi, amanti, scaricatori di porto,
manovali, boscaioli, gente di fiume, giocatori. Le regioni
delle miniere di carbone fornivano il pubblico pi rozzo.
Gli attori temevano abbastanza le citt carboniere della
Virginia Occidentale o della Pennsylvania. Sapevano che
quando recitavano sul Monongahela o sul Kanawha era
probabile che ci fossero pi risse e pi spargimenti di
sangue fuori del palcoscenico che su di esso.
Alle sei e mezzo l'argine e l'approdo erano gi disseminati
di curiosi, di perdigiorno, di poveracci, di monelli
scalzi che si erano radunati per assistere a tutto quello che
potevano senza pagare. Si pascevano del colore, della
folla, della musica, del balenio di un altro mondo che
potevano cogliere dalle finestre dello show boat.
Su per l'argine del fiume, dall'approdo fino in cima al
promontorio, scintillavano le torce appese a lunghi pali
confitti nel terreno. Magnolia sapeva che erano semplicemente
delle torce al cherosene, ma le fiamme scarlatte e
arancioni contro il cielo fosco, i boschi sullo sfondo e,
sotto, il mistero sinistro del fiume, le davano sempre
un'emozione. Vi scorgeva qualcosa di barbarico e di sfarzoso.
A quella vista si agitava in lei una sensazione selvaggia
e primigenia, come un repentino ritorno alle origini,
che lei stessa ignorava. Sapeva solo amare le fantastiche
ombre danzanti che le vivide lingue di fuoco gettavano
sulle figure che ondeggiavano e scivolavano arrampicandosi
lungo il ripido argine. Trasformavano la gente comune
in sagome magiche, soprannaturali. Il bianco degli
occhi dei negri diventava ancor pi bianco. Le luci davano
alle loro guance lo splendore del rame, del bronzo,
dell'ebano lucido. I minatori bruni di pelle e le loro
pallide mogli ammantate negli scialli, i contadini che
coltivavano il grano, i poveri bianchi che vivevano in
regioni isolate e selvagge, i raccoglitori di cotone del
Tennessee, della Louisiana, del Mississippi, i bottegai dei
piccoli paesi, i fannulloni dall'andatura dinoccolata e cascante,
le coppie di innamorati si trasformavano come per
magia in streghe, giganti, principesse, vecchiacce, gnomi
e folletti.
Al botteghino sedevano l'astuto Doc o il capitano
Andy. In seguito si scopr che la signora Hawks aveva una
sua particolare dote nello smistare la gente che si affollava
alla cassa e nel sapersi rigirare nell'intrico dei biglietti e
degli spiccioli. Quei soldini, quei quarti di dollaro o mezzi
dollari che venivano volonterosamente porti attraverso lo
sportello della biglietteria, spesso erano frutto di dolore,
sudore e fatica. Per Parthy non faceva differenza. Visi
neri. Visi bianchi. Mani nodose. Mani callose. Uomini in
pantaloni di cotone. Donne in cotonina stampata. Neonati.
Bambini. Un biglietto, per favore. Ho solo quindici
cents. E questa qui, quanto paga? Molti di loro non
avevano mai visto un teatro o uno spettacolo. Di solito
era una folla tranquilla; qualche risata, un vocio sommesso.
Arrivavano allo show boat a occhi spalancati, curiosi
come bambini. Fungevano da maschere due uomini dell'equipaggio
del vapore oppure due dei musicisti. Alla
fine del primo atto dovevano spesso spiegare a quella
gente semplice che la commedia non era ancora finita. 
solo un intervallo. Potete tornare al vostro posto tra un
paio di minuti. No, non  finito. C' ancora parecchio da
vedere.
Dopo la commedia c'era il concerto. Doc, Andy e le
maschere passavano su e gi negli intervalli per la vendita
dei biglietti. Ci volevano altri quindici cents. Ogni membro
della compagnia del Fior di Cotone doveva cantare,
ballare, suonare uno strumento musicale o recitare un
monologo, contribuire insomma alla mezz'ora di spettacolo
che seguiva la regolare rappresentazione.
D'un tratto attaccava la banda. Le luci venivano abbassate.
Il pubblico si acquietava immediatamente. In quella
immobilit c'era anche un certo timore. Visi segnati. Visi
rugosi. Visi grigiastri, amari, istupiditi. Visi di bambini.
Stanchi. A volte nella mezza luce, stranamente in risalto,
si coglieva il profilo di qualche macilento lavoratore del
Sud o di qualche boscaiolo; ed era il profilo di un ritratto
visto in qualche museo o in un libro di storia. Naso
aristocratico, aquilino; bocca sensibile, altera; occhi infossati,
arroganti. Spagnolo, francese, inglese? Il sangue
di uno Stuart, di un Plantageneto? Forse un furfante agli
ordini del re, un avventuriero di tanti e tanti anni prima
ne era l'antenato?
Si alzava la tela. La musica cessava di colpo. Diventavano
come bambini che ascoltino una favola. Uno splendido
mondo irreale si spalancava dinanzi ai loro occhi.
Succedevano delle cose. Sapevano bene che nella vita le
cose non accadono in quel modo, ma guardavano, credevano,
erano felici. L'innocenza aveva riccioli biondi. La
malvagit riccioli neri. L'amore trionfava, il diritto vinceva,
la virt era ricompensata, il male punito.
Dimenticavano i campi di cotone, i campi di granturco,
di grano. Dimenticavano la miniera di carbone, rappezzamento
di patate, la stalla, il fienile, la rimessa. Dimenticavano
la fatica sotto il calore spietato del sole di mezzogiorno,
l'amaro freddo dell'inverno che penetra fino al
midollo, la pelle coperta di vesciche, la strada gelata,
vento, neve, pioggia, inondazioni. Le donne dimenticavano
l'acquaio, i fornelli, i dolori del parto, il lavoro
ingrato, le preoccupazioni, le delusioni. L c'erano sangue,
lussuria, amore, passione. C'erano calore e incanto,
risate, musica. Era un narcotico. Era il Lete. L'Evasione.
Era il Teatro.

 CAPITOLO 6.

Era il teatro, forse come dovrebbe essere. Un luogo in
cui si vedevano realizzati i propri sogni. Un luogo in cui si
riusciva a vivere un'altra vita, di splendore e di successo,
in cui in amore si vinceva e chi aveva fatto del male veniva
punito; un luogo in cui si poteva piangere senza vergogna,
ridere forte, dare sfogo a emozioni troppo a lungo represse.
Quando lo spettacolo era finito, la musica della banda
era cessata e restava soltanto il chiarore morente delle
lampade a cherosene, li si vedeva barcollare appena e
strizzare gli occhi, abbagliati, come chi si risvegli bruscamente
alla realt dopo un bel sogno.
Alle undici le torce erano gi state radunate e le luci dello
show boat si abbassavano. Ma nessuno della compagnia
era capace di andarsene tranquillamente a dormire, finito
il lavoro della giornata. Erano ancora tutti elettrizzati.
Allora discutevano per la millesima volta lo spettacolo
andato in scena mille volte. Analizzavano il pubblico.
Be', stasera non avevano voglia di applaudire, chiaro.
Sembrava che non si sarebbero mai scaldati.
Io ho avuto una gran risata con quella nuova idea del
cuscino. L'hai notato?
Notato! Senti, la prossima volta che ti viene in mente
di introdurre una novit ti sarei grato se me ne informassi
prima. Sono rimasto di stucco. Se Schultzy non mi avesse
dato la battuta non so che cosa sarebbe successo!
Non ci avevo mai pensato fino a quel momento, lo
giuro! Ho visto il cuscino sul sof e mi  venuto in mente
che era una buona idea prendermelo in braccio e cullarlo
come un bambino. Non me l'aspettavo, una risata come
quella che ho suscitato. Non volevo farti perdere la battuta.
E Schultzy, nel suo ruolo di regista: La prossima volta
che ti viene una di queste ispirazioni  meglio la segui
prima, alle prove.
Dio, stasera c'era una marea di bambini. Mi sa, capitano,
che ha messo un gran fervore in quella sua tiritera di
venire e portare i bambini. L'hanno presa alla lettera e li
portano tutti. Tanto vale recitare per un orfanotrofio e
non pensarci pi.
Julie faceva il caff su un fornelletto a spirito. Il luogo
di riunione era il palcoscenico. Privo di scenari e pronto
per la recita dell'indomani, era la loro stanza di soggiorno.
Pur essendo completamente in ombra, aveva un'aria
intima, familiare. La signora Means, la figura massiccia
avvolta nella veste da camera e in pantofole, scaldava un
intruglio oleoso con cui spalmare durante la notte il petto
delicato del suo fragile marito. Di solito Andy, Parthy,
Elly e Schultzy, l'lite della compagnia, con l'aggiunta
occasionale del capitano e del pilota del Mollie Able,
cenavano insieme nella sala da pranzo sotto il palcoscenico
dove Jo e Queenie avevano preparato uno spuntino
freddo: formaggio, prosciutto, pane, una torta avanzata
dal mattino. Parthy faceva il caff sulla stufa a cherosene.
Sul palcoscenico le donne della compagnia riponevano
con cura i loro costumi nei piccoli scompartimenti fuori
degli spogliatoi. Gli uomini per calmarsi fumavano la
pipa. Le luci della cittadina sulla sponda del fiume erano
spente da un pezzo. Perfino dai bar sul lungofiume veniva
solo di tanto in tanto un lieve bagliore. Talvolta George
provava al pianoforte una nuova canzone per Elly, Schultzy
o Ralph, per il concerto della sera dopo. Il suono del
pianoforte, la voce del cantante si perdevano sul fiume.
Gi in paese, in una sonnolenta villetta sul lungofiume,
un'anima inquieta si rigirava nel letto e si risvegliava a
quel suono chiedendosi, tra veglia e sonno, chi mai fosse
quella strana gente che cantava in barca a mezzanotte e
invidiando la loro meravigliosa vita vagabonda.
Un'esistenza abbastanza pacifica nel suo scorrere quotidiano,
eppure curiosamente affollata e colorita per un
bambino. Magnolia vedeva l'uno dopo l'altro paesi che
sul lungofiume erano un unico susseguirsi di bar, aperti
giorno e notte. Le sue impressioni infantili erano fatte di
storie, avvenimenti, incidenti, eventi nati dal fiume. Gente,
citt e villaggi si associarono nella sua mente con
questo o quel particolare della vita sul fiume. La confluenza
dell'Ohio e del Big Sandy, per esempio, Magnolia
la ricordava come il posto in cui, il giorno che il Fior di
Cotone era andato in scena a Catlettsburg, era stato aperto
il Black Diamond Saloon. Catlettsburg, tipico centro fluviale
dell'epoca, era come un nodo che univa i due fiumi.
L s'incontravano l'Ohio, la Virginia Occidentale e il
Kentucky. E alla confluenza dei fiumi, con le dovute
cerimonie, fu aperto il Black Diamond Saloon, di propriet
di due pittoreschi compari, il Grosso Wayne Damron e il Piccolo Wayne Damron. Dalla coperta del Fior di
Cotone Magnolia vide la gente che aspettava l'apertura
delle porte del locale, tutti invitati a mangiare e bere con
la munifica ospitalit delle citt fluviali. Quando il Grosso
Wayne apr le porte la folla arretr, mentre il gigantesco
anfitrione, tenendo alta la mano che reggeva le chiavi,
cammin fino alla sponda del fiume, tenne per un momento
le chiavi sospese in alto, poi le lanci lontano nelle
gialle acque del Big Sandy. Il Black Diamond Saloon era
aperto ufficialmente.
La mutevole e pittoresca vita del fiume si svolgeva
come un nastro davanti agli occhi di Magnolia. Lei guardava,
imparava, ricordava. Erano spettacoli rozzi e brutali
o visioni di colore e bellezza, atti di coraggio, azioni
sordide. Passavano i terreni coltivati a grano, la zona del
granturco, la cintura dei frutteti, la regione del cotone,
del legname. La vita sul fiume fluiva e cambiava come il
fiume stesso. Barche in cui cantavano cori di marinai.
Barche che trasportavano viveri. Piroscafi con ruote a
pale. Battelli postali indaffarati, pieni di boria. Regate
che finivano spesso con disastri mortali. Chiatte per il
carbone. Una flotta di zattere cariche di tronchi... Le
zattere del legname che scendevano fino a Louisville
erano governate a gran colpi di remi. Mentre scendevano
per l'Ohio, gli uomini cantavano in coro, con le grandi
spalle e il torace muscoloso si chinavano e si raddrizzavano
al ritmo del canto dei rematori. Magnolia aveva imparato
le parole da Doc e quando li spiava dalla coperta del
Fior di Cotone si univa al canto e si dondolava avanti e
indietro con loro presa dall'entusiasmo:
Il fiume  gonfio
l'alveo  profondo
il vento soffia forte e costante.
Dinah cuoce la focaccia di granturco
e tu rema e vai avanti.
Gi per il fiume
gi per il fiume
gi per l'O-hi-o.
Gi per il fiume
gi per il fiume
gi per l'O-hi-o.
Tre terribili spinte accompagnavano le ultime sillabe,
su cui la voce appoggiava. Magnolia lo trovava elettrizzante.
Doc, poi, le aveva detto che l'Ohio si chiamava cos
dal tempo in cui gli indiani, fermi su una sponda e desiderando
passare sull'altra, portavano le mani a coppa davanti
alla bocca e lanciavano il grido alla sponda opposta,
forte alto e chiaro: O-hi-o!
Credi che sia vero? chiedeva Magnolia, dato che la
signora Hawks aveva preso l'abitudine di chiamare sciocchezze
tutte le storie di Doc. Pareva che tutti quei racconti,
quelli che pi la elettrizzavano, non fossero altro,
secondo la madre, che sciocchezze. Perci lei chiedeva
timorosa: Credi che sia vero?
Ma ti pare! Ma diamine! Certo che  vero. Sicuro
come l'oro.
Un aspetto singolare della personalit di Magnolia era
che lei preferiva i fiumi pi turbolenti. L'Illinois, che
aveva avuto un grande fascino, per innumerevoli trasportatori
di legname che avevano frequentato quella pista
per il Sud-Ovest, la lasciava indifferente. Le sue acque
chiare, la sua corrente tranquilla, il suo alveo sicuro, i
suoi verdi pendi, i campi di grano ben delimitati che lo
orlavano la annoiavano. Da Doc e dal padre aveva appreso
una cronaca raffazzonata e pittoresca della sua storia,
analoga a quella di altri fiumi: racconti di viaggiatori e
cacciatori, di chiatte, di barconi e dei loro equipaggi, di
zattere e rematori nei giorni eroici del trasporto del legname,
di canzoni e di cori, di zingare e di piroscafi. Ascoltava
e ricordava, ma non si appassionava. Quando il Fior di
Cotone galleggiava entro il seno tranquillo dell'Illinois
Magnolia leggeva un libro. Beveva le sue acque limpide e
rimpiangeva il sapore di fango che ritrovava in una sorsata
del Mississippi.
Se dovessi essere un fiume, annunciava, non vorrei
essere l'Illinois, o un altro del genere. Vorrei essere il
Mississippi.
Come mai? chiedeva il capitano Andy.
Perch l'Illinois  sempre lo stesso. Ma il Mississippi 
sempre diverso.  come una persona di cui non sai mai
che cosa far dopo, e questo la rende interessante.
Doc era il pi delle volte il suo cicerone e il suo compagno
a terra. Conosceva a menadito la campagna, i fiumi,
gli abitanti delle sponde e dell'entroterra, simile a un dio
nella sua onniscienza. La sapeva lunga sui bucanieri, sui
pirati e su altri avventurieri. Le raccontava dell'avido
Murrel assetato di sangue che, non contento di derubare
e uccidere le sue vittime, le sventrava, le sbudellava e le
gettava nel fiume.
Oh, perbacco! si limitava a esclamare Magnolia
scrutando con un certo disgusto l'acqua che gorgogliava
contro le fiancate della barca. Che aspetto aveva? Come
Steve quando fa Legree?
Neanche un po'. Era vestito da parroco e aveva l'abitudine
di viaggiare da una citt all'altra facendo sermoni.
Aveva la parlantina facile e quando la congregazione era
tutta intenta a farsi salvare l'anima, la sua banda rubava
tutti i cavalli.
Storie di schiavi rubati, venduti, rirubati, rivenduti e
infine uccisi. Il tentativo di Murrel di impadronirsi di New
Orleans spingendo i neri a sollevarsi contro i bianchi.
Racconti di Crenshaw, l'avvoltoio; di Mason, terrore
della strada di Natchez. Nelle loro escursioni a terra Doc
le mostrava le cave dei pirati, i cimiteri abbandonati, gli
antichi rifugi dei ladroni lungo le sponde del fiume o tra i
boschi. La port a vedere la tinozza di Sam Grity, un gran
pentolone di ferro nascosto in un campo roccioso abbandonato
entro il quale Grity era solito nascondere il bottino.
Da allora Magnolia, ogni volta che vedeva per caso
sulla soglia di una cucina in una citt del Sud un pentolone
rotondo dai fianchi ricoperti di uno strato di sudiciume
simile a nero velluto, sentiva un delizioso brivido correrle
per la schiena. Era ben temprata, la ragazzina, in un'epoca
in cui le sue coetanee leggevano solo romanzetti rosa.
Doc si divertiva a raccontarle quelle cronache sanguinarie
tanto quanto Magnolia ad ascoltarle. Il suo viso
segnato, coriaceo, assumeva di volta in volta le espressioni
adatte al tenore del racconto. L'astuzia, la crudelt, la
cupidigia si rincorrevano sul suo viso mutevole. Doc era
stato anche lui attore, in un'epoca imprecisata della sua
versatile carriera. Cos, assieme, lui, Magnolia e il suo
vecchio Catchem, un terrier bianco e nero panciuto come
un barilotto, vagabondavano per boschi, paesi, colline,
campi e cimiteri da Cairo al Golfo.
Qualche volta, in primavera, Magnolia se ne andava in
giro con l'indolente Julie. Elly non faceva mai passeggiate
e spesso per giorni interi non scendeva dal Fior di Cotone.
Era estremamente pulita e pignola per quanto riguardava
la sua persona. Scaldava in continuazione pentole e tegami
d'acqua per fare il bagno, per lavarsi le calze e i
fazzoletti. Aveva talento per il cucito ed era capace di
cavare da una pezza di raso, un po' di tulle e un metro o
due di lam una gonna adattissima per il ballo del terzo
atto. Non leggeva mai. La sua industriosit infastidiva
Julie, mentre l'indolenza di Julie irritava Elly.
Elly era una bisbetica (Schultzy aveva imparato a proprie
spese che non sempre le bionde dagli occhi azzurri
sono delle colombe). Per amor del cielo, diceva la
giovane a Julie, come puoi stare l seduta a far nulla,
fissando quell'eterno fiume? Credo che finirai con l'impazzire.
Che cosa vuoi che faccia?
Fare! Rammendati quel buco nella calza, tanto per
dirne una.
Direi lo stesso anch'io, conveniva la signora Hawks,
se per caso era presente. Non aveva alcuna simpatia
neanche per Elly, ma la sua passione per l'industriosit e
l'ordine non poteva che farle apprezzare quelle qualit in
un'altra donna.
Julie abbassava gli occhi osservando senza interesse il
lungo piede affusolato nella scarpa logora. Ho un buco
nella calza?
Lo sai perfettamente, Julie Dozier. Devi averlo visto
quando te la sei infilata stamattina,  grande almeno
quanto un mezzo dollaro. E c'era anche ieri.
Julie sorrideva con grazia. Lo so. Dichiaro davanti a
Dio che preferirei che non ci fosse. Quando mi sono
svegliata, stamattina, credevo che una buona fata me
l'avesse rammendato mentre dormivo. La voce di Julie
era pigra quanto lei. Parlava strascicando le vocali e con
la pronuncia molto aperta del Sud.
Magnolia sorrideva approvando la garbata presa in giro
di Julie. La adorava. Pensava che Elly, con la sua carnagione
chiara e gli occhi di porcellana azzurra, fosse bella
come la principessa delle favole, e ci era naturale per
una bambina dalla pelle olivastra e dai lunghi capelli neri
e diritti. Ma non si erano simpatiche. Elly in un momento
di cattivo umore aveva chiamato Magnolia quel topo,
anche se la sua vanit era sollecitata dall'ammirazione
della bimba per la sua bellezza. Ma non le permetteva mai
di indossare i suoi vestiti di scena, come faceva invece
Julie. Elly si considerava apertamente un'attrice di talento
le cui grazie e la cui bellezza, a causa di un marito
inetto, erano come perle gettate ai porci delle citt sul
fiume. Pur essendo molto graziosa, non piaceva molto
agli uomini della troupe e all'equipaggio. Fatto strano,
quella che li attraeva era Julie, senza alcuna intenzione da
parte sua. C'era qualcosa nel suo viso segnato dalla vita,
nei suoi occhi tristi, nel suo languore, nella sua passivit,
nella sua noncuranza per l'abbigliamento che li affascinava
e li conquistava. La gelosia di Steve era nota. Sulla
barca si mormorava che Pete, il motorista del Mollie Able
che nella banda suonava la grancassa, fosse apertamente
innamorato di lei e avesse cercato di portargliela via. La
seguiva non appena scendeva a terra, lo si ritrovava appiattato
negli angoli sui vari ponti del Fior di Cotone,
gironzolava attorno al palcoscenico dove non aveva nulla
da fare. Le mandava perfino dei regali: bigiotteria e fazzoletti
vistosi o scatole da lavoro che lei immediatamente
regalava a Queenie, incitando quella gran massa scura ad
adornarsene quando serviva il pranzo. In una comunit
cos ristretta, giunse ben presto alle orecchie fuligginose
di Pete la voce della fine che facevano quei regali. Ci fu
perfino una rissa tra Steve e Pete, una di quelle battaglie
furibonde e tempestose, simili nella loro ferocia e brutalit
a quelle tra animali; bestemmie nell'oscurit, voci basse
e minacciose, rumori sordi, respiri profondi come singhiozzi,
un lungo grido di dolore, terrore, rabbia. Pete si
ritrov in acqua, a dibattersi nella veloce corrente del
Mississippi. Pur essendo un buon nuotatore fecero fatica
a ripescarlo. Per fortuna sia il Fior di Cotone sia il Mollie
Able erano alla fonda. Pesto e gocciolante, Pete si era
rifugiato nella sala macchine ad asciugarsi e a curare le
sue ferite, giurando in modo teatrale che si sarebbe vendicato
di tutti e due. Da allora, non molest mai apertamente
Julie, ma le minacce, le proteste, le insinuazioni
continuarono. Steve aveva proibito alla moglie di scendere
a terra non accompagnata. Cos, quando giunse la
primavera e la sanguinella splendette bianca come una
sposa tra i neri tronchi dei pini e degli abeti, Julie, con uno
dei suoi cappellini flosci e sgualciti annodato sotto il mento
vagava per i boschi insieme a Magnolia alla ricerca di
fiori selvatici. Si spingevano nell'entroterra finch trovavano
alberi diversi dai salici, dalle querce e dagli olmi che
orlavano le sponde del fiume o si imbattevano nel caprifoglio
selvatico, di un rosa opalescente. In autunno tornavano
con sacche piene di nocciole lasciando da parte le
noci nere che, come ben sa chi naviga, se vengono portate
a bordo provocano immediatamente un temporale. Talvolta
scoprivano improvvisamente la genziana, un raro
sprazzo di azzurro, cos bella da togliere il fiato.
Alla loro tranquilla partenza, faceva eco un coro di
ammonizioni e di critiche.
Da parte della signora Hawks: Tieni il cappello abbassato
sugli occhi, cos non prenderai sole, Magnolia. Mi
sembra che tu sia gi abbastanza nera. Non correre,
altrimenti finirai tutta accaldata. Non mangiare bacche o
altro che troverai nei boschi... Tornate alle quattro al
massimo... l'edera avvelenata... i serpenti... perdute... le
zingare...
Da Elly, che si curava le unghie rosee nell'ombra fresca
del ponte centrale: Julie, hai la tasca rotta. Tirati su i
capelli. No, da quella parte.
Cos risalivano l'argine, attraversavano la cittadina e...
via per i boschi. Quando erano fuori vista della barca si
voltavano a guardare indietro. Poi, senza una parola, si
toglievano il cappello; si guardavano, Julie sorrideva del
suo largo sorriso lento e la piccola faccia appuntita di
Magnolia splendeva di un'improvvisa bellezza. Da qualche
parte Julie estraeva una spilla e appuntava la coda
della sottana. Innalzata cos la rossa bandiera della rivolta,
s'infilavano nei boschi da dove emergevano accaldate,
appiccicose, ferite dai rovi, macchiate, cariche di fiori e
perennemente in ritardo, ma prendevano le sgridate di
Parthy e i rimproveri di Steve con allegra noncuranza.
Spesso Magnolia andava anche in paese in carrozza con
suo padre o con Doc nell'entroterra. Andy si occupava
degli approvvigionamenti della barca, ostacolato o aiutato
da Parthy, certo meno grandiosa. Lui amava il buon
cibo, lo considerava importante per essere felici, gli piaceva
ordinarlo e parlarne; era lui stesso un ottimo cuoco,
come molta gente di fiume, ed era risaputo che spesso
passava piacevolmente una mezz'ora a leggere un libro di
cucina. I macellai, i droghieri, i bottegai delle citt sul
fiume conoscevano Andy, capivano le sue maniere agitate,
lo amavano. Comperava oculatamente ma generosamente,
senza mercanteggiare, e spesso a un negoziante di
cui era amico di vecchia data regalava un paio di biglietti
per lo spettacolo della sera. Quando lui e Magnolia avevano
il tempo di battere la campagna in carrozza, Andy
sceglieva il calessino pi elegante e pi lucido e il pi
vivace dei pony. Dato che non aveva molta pratica e
guidava a scatti, senza alcuna conoscenza dei nervi e del
morso dei cavalli, la passeggiata in carrozza era davvero
esilarante e un tantino pericolosa. L'animale veniva sempre
restituito alla stalla tutto sudato, il calesse inzaccherato
fino alla cassetta. Era certo merito di Andy, pi che di
Parthy, la fama che aveva il Fior di Cotone di essere la
barca in cui si mangiava meglio. Spesso il capitano portava
a casa in trionfo un gran prosciutto morbido o un
quarto di bue, gli piaceva procurarsi le primizie e la merce
migliore sul mercato: pesche succose, appena colte, cocomeri,
piccole pere dolci come il miele, una dozzina di
grassi capponi, granturco nuovo, una gran forma di formaggio
pronta per essere tagliata.
Rovesciava i suoi acquisti sul tavolo della cucina mentre
Queenie sorvegliava il bottino, le mani sui fianchi
tondi. Non se la prendeva mai per un suggerimento del
capitano, ma quelli di Parthy la offendevano. Saltellando,
Andy indicava una grassa gallina. Strofinala con un po'
d'aglio, Queenie, per insaporirla. Parecchio burro e fasciala
con la pancetta. Poi falla cuocere piano piano finch
la carne  tenera e rosolala a fiamma viva gli ultimi
venti minuti.
Queenie, pur sapendo benissimo quello che doveva
fare, non se la prendeva. Se quel buono a nulla di Jo
sapesse di cucina quanto lei, capitano Andy, ogni tanto
potrei anche riposarmi, certo che lo farei.
A Magnolia piaceva attardarsi nella grande cucina dal
soffitto a travi basse. Era un luogo di meravigliosi profumi
e c'era sempre qualcosa da vedere o da ascoltare. Fu l
che impar da Jo gli spiritual negri e da Queenie a
cucinare, il che le fu molto utile in seguito. Queenie, per
esempio, aveva un modo tutto suo di steccare il prosciutto
prima di cuocerlo e Magnolia si divertiva ad assistere a
quel procedimento che richiedeva ore e ore. Prima le
spezie, alloro, timo, cipolla, chiodi di garofano, senape,
pepe della Giamaica, pepe nero, tritate e mescolate assieme.
Poi con un coltello aguzzo si pungeva il prosciutto.
L'incisione veniva riempita con la mistura di spezie. Altro
taglio, altra mistura. L'operazione veniva ripetuta finch
il grande prosciutto raddoppiava quasi di dimensioni. Poi
si prendeva un panno bianco pulito piuttosto pesante, ago
e filo grosso. Lo si cuciva tutto attorno al prosciutto che,
cos avvolto, veniva immerso in una pentola d'acqua e
bollito. Quand'era tenero si tirava fuori, si toglieva il
panno, poi si metteva il prosciutto in forno. Queenie lo
copriva e ricopriva di grasso con il cucchiaio dal lungo
manico. Poi di nuovo usava il coltello affilato per tagliarlo,finalmente, a fette: succose e profumate, con il ripieno
di spezie che si disegnava come un mosaico contro il rosa
della carne. Parecchi anni dopo Kim Ravenal, l'attrice,
nelle sue famose cenette della domenica sera cui teneva
tanto insieme al marito Kenneth Cameron, serviva un
piatto che chiamava prosciutto alla Queenie.
Come fa a farlo la tua cuoca? le chiedevano gli amici
Ethel Barrymore, Kit Cornell, Frank Crowninshield,
Charley Towne o Woollcott. Scommetto che  finto. 
dipinto sul piatto.
Ma no!  proprio un prosciutto, steccato con ogni
sorta di diavolerie.  una ricetta di mia madre. La impar
da una vecchia cuoca del Sud che si chiamava Queenie.
Senti, Kim. Sei tra amici. Il tuo amato pubblico non
c'. Con noi non  proprio il caso di far credere questa
storia di vecchia aristocrazia della Virginia, bambinaie
negre e cos via.
Far credere? Sciocco che non sei altro! Sono nata su
uno show boat del Mississippi e ne sono fiera. Lo sanno
tutti.
A volte la signora Hawks, piombando in cucina con
quell'infallibile istinto che le faceva subodorare un'atmosfera
di sereno piacere, e infrangendola, trovava Magnolia
appollaiata su una sedia, con i gomiti sul tavolo e il
mento appoggiato alle mani che guardava affascinata le
magiche manipolazioni di Queenie. Oppure era Jo, l'amabile
e inetto Jo, che cantava per lei uno dei canti negri
delle piantagioni, malinconico e nostalgico; canti popolari
di una razza maltrattata che in seguito sarebbero diventati
famosi con il nome di spirituals.
Per una qualche esigenza nautica il pavimento della
cucina era attraversato da una larga trave, alta una ventina
di centimetri e larga altrettanto, che divideva in due la
stanza. Con il tempo Jo e Queenie si erano abituati a
scavalcare l'ostacolo; Queenie larga e massiccia, Jo
lanciando in avanti senza fatica le gambe lunghe e magre. Su
quella trave sedeva Magnolia, allacciandosi con le braccia
le ginocchia, i grandi occhi nel visetto appuntito fissi su
Jo. La cucina era pulitissima e splendente, ma mal ventilata.
Jo aveva le gambe accavallate, un piede coperto
dalla grande scarpa sformata e bassa appoggiato al piolo
della sedia, il banjo in grembo. La faccia dello strumento,
un tempo di un bianco color pergamena, era ora quasi
nera come la sua, a furia di strimpellarvi con le dita
sporche dal lavoro.
Quale, signorina Magnolia?
I Got Shoes, rispondeva subito Magnolia.
Jo gettava indietro la testa, gli occhi tristi mezzo chiusi,
e intonava quei versi lamentosi che esprimevano la nostalgia
di una razza dai piedi doloranti per il troppo camminare,
cenciosa e scacciata; parole tragicamente infantili,scarpe e abiti bianchi, ali; e il modo saggio e semplice di
affrontare l'ipocrisia: Chi parla tanto di Paradiso non ci
andr...
E ora quale? Le dita pizzicavano ancora le corde
pronte, a un cenno, a passare agli accordi di un'altra
canzone.
Go Down, Moses.
Questa le piaceva molto, era insieme la pi maestosa e
la pi supplichevole di tutte le canzoni popolari negre, e
la faceva sempre piangere un po'. A volte Queenie, occupata
ai fornelli o al tavolo della cucina, si univa a loro con
la voce piena, alta, ideale per i raduni religiosi all'aperto.
La voce di Jo era sottile, da tenore, eppure dolce e rauca
come tutte le voci dei negri, indescrivibile. Magnolia
impar ben presto il motivo e le parole di tutte le canzoni
del repertorio di Jo. Inconsciamente, essendo dotata di
qualit mimiche eccellenti, cantava come Jo e Queenie: la
testa leggermente gettata all'indietro, gli occhi roteanti e
mezzi chiusi mentre con un piede batteva il tempo ritmicamente.
Aveva una voce genuina, anche se mediocre, e
a essa aggiungeva il tono dolce caratteristico dei negri.
Jo e Queenie erano legati da un affetto un po' tempestoso,
ma profondo, vero e duraturo. Si poteva forse
avanzare qualche dubbio sulla legalit effettiva del loro
matrimonio, ma erano una coppia affiatata, come tante
altre. Ad ogni chiusura di stagione, scarpe nuove, cappello in testa e fagotto sotto il braccio, lasciavano il teatro
galleggiante pi ricchi di trecento dollari, di un vestito di
cotonina per Queenie e di un buon paio di pantaloni per
Jo. Ogni primavera ritornavano senza una lira, cenciosi e
lievemente ubriachi; si erano immensamente divertiti.
Una volta messo piede a bordo e fatta della cucina la loro
casa non bevevano pi. Ma l'inverno successivo la storia
si ripeteva. Il capitano Andy voleva loro bene, se ne
fidava. E loro lo ripagavano come potevano, malgrado le
fanciullesche stravaganze.
Cos, ricolmi della sana estasi del canto, l'uomo e la
donna negri e la bambina bianca sedevano immersi in una
profonda contentezza nella cucina dello show boat. Il
suono di una porta sbattuta. Passi pesanti, rapidi. I nervi
dei tre si tendevano: Parthy.
Maggie Hawks, hai fatto i tuoi esercizi al pianoforte?
Qualcuno.
Quanti?
Oh, mezz'ora... no, di pi.
Quando?
Stamattina.
Non ti ho sentita.
Il labbro inferiore cominciava ad abbassarsi, scontento.
La fronte si aggrottava. Addio canto. Addio pace.
Li ho fatti. Jo, mi hai sentita?
S, certo, Miss Magnolia.
Fila fuori di qui, signorina, e va' a esercitarti per
un'altra mezz'ora. Come credi che tuo padre li faccia, i
quattrini, se pensi che io voglia gettar via cinquanta cents
che do a George per niente? Ora va' a fare i tuoi esercizi
per quindici minuti e per altri quindici suona l'Ave Maria...
Figurarsi!
Magnolia filava. Quando erano fuori portata di orecchio,
Parthy esprimeva la sua opinione sui canti negri.
Dichiaro che non so proprio come fai a essere cos
maleducata. Credo proprio che i bianchi non vadano
bene per te, dato che devi scappartene in cucina con i
negri. E ora siedi su quello sgabello.
Magnolia prendeva in effetti lezioni di pianoforte da
George il Fischiatore per cinquanta cents all'ora, una
volta la settimana. Costretta dall'austera madre, Magnolia
si esercitava ogni giorno per un'ora sul vecchio pianoforte
dal suono metallico situato nella buca dell'orchestra,
piccola figura ribelle e sparuta che strimpellava coscienziosamente
nel gran salone vuoto dello show boat.
Necessariamente doveva scegliere il momento degli esercizi
quando non c'era la prova dello spettacolo della sera
o quando la banda non era alle prese con la musica di una
nuova canzone o di un numero di ballo. Fatto abbastanza
incredibile, impar in realt qualcosa della meccanica
della musica, non della tecnica. Aveva un eccellente senso
del ritmo e in questo chi l'aiutava veramente era Jo,
che sentiva il tempo, la battuta e il tono alla perfezione.
Queenie accomunava il suo dono per la musica con la sua
generale inettitudine. Se per fosse nato cinquant'anni
dopo avrebbe conosciuto una breve fama in qualche night
di Broadway. Involontariamente Magnolia impar pi
vera musica da Jo il negro e dai cantanti ballerini sui moli
che da tutte le ore di lezione prese da George, poco lirico
e dalla mano pesante.
Che la signora Hawks fosse riuscita a introdurre nel
pigro tenore di vita dello show boat qualcosa di cos
monotono come un'ora al giorno di esercizi con le cinque
dita, era il trionfo della sua indomabile forza trainante.
La vita aveva sbagliato nel darle il ruolo di moglie
e madre. Era nata per essere una presidentessa.
Comitati, voti, movimenti, iniziative, piattaforme, assemblee,
relazioni: questo sarebbe dovuto essere il suo
destino. Priva di tutto ci, doveva accontentarsi di trovare
uno sfogo alle proprie enormi energie, e il Fior di
Cotone glielo forniva. Parthy non aveva mai sentito la
parola femminista, e non avrebbe saputo dire che cosa
fosse. A quell'epoca si parlava solo dei torti delle donne,
non dei diritti delle donne. Sul primo argomento Parthy
era acidamente eloquente. Il suo fervore domestico era il
naturale risultato della mancanza di una valvola di sicurezza
meno personale. Il Fior di Cotone brillava come una
casa metodista la domenica. Solo Julie e Windy, il pilota
del Mollie Able, la sfidavano. A bordo della barca lei si
occupava anche del pi casalingo dei rituali, quello di fare
conserve e marmellate. Indossando un grembiule di percalle
che la copriva tutta si metteva freneticamente all'opera
con dei gran quantitativi di pesche o di pere, cestini
di pomodori, mucchi di mele. Cipolline sott'aceto, marmellate
di pesche, gelatine di uva in vasetti, bicchieri e
barattoli riempivano gli scaffali e le credenze. Queenie
era molto soddisfatta quando, di tanto in tanto, a causa di
qualche accidente culinario o per l'insolito movimento
del Fior di Cotone nelle acque agitate di una baia aperta,
uno di quei barattoli si ritrovava in frantumi sul pavimento,
il ricco contenuto color porpora o ambra mescolato a
pezzi di vetro. Nessuno, neanche Parthy, os mai collegare
Queenie con quelle d'altronde spiegabili disavventure.
Parthy era molto brava a cucire. Spesso aiutava Julie,
Elly o la signora Means ad aggiustare i loro costumi.
Vedere il suo austero volto implacabile chino su un mucchio
di frivolezze mentre le sue dita industriose spingevano
svelte l'ago attraverso invariabili cuciture era come
assistere a uno spettacolo assurdo. L'enormit del gesto
penetrava perfino nella sua scorza dura e poco sensibile.
Se qualcuno mi avesse detto che sarebbe venuto il
giorno in cui avrei cucito i costumi per la gente di teatro!
Dai, Parthy. Ti fa piacere, diceva Andy.
Ma lei non voleva ammetterlo. Che mi faccia piacere
o dispiacere, che posso farci! Ti ho sposato per seguirti
nella buona e nella cattiva sorte, o no? Il suo tono non
lasciava dubbi sulla qualit della sorte che le era toccata in
seguito a quell'atto inconsulto. In verit conduceva una
vita ricca, spensierata e felice come non avrebbe mai
sognato e della quale era segretamente innamorata.
Gli abitanti delle cittadine sul fiume che gironzolavano
all'approdo per sincerarsi di quale vita sregolata e peccaminosa
si conducesse a bordo del battello teatro, con le
donne truccate e gli uomini che recitavano, sarebbero
rimasti perplessi nell'udire suoni e nel percepire odori
identici a quelli che in quello stesso momento emanavano
dalle loro pie e rispettabili dimore a terra. Dalle porte
aperte del Gran Teatro Galleggiante Fior di Cotone giungeva
l'inequivocabile suono monotono di solfeggi e altri
esercizi eseguiti di malavoglia da ribelli mani infantili. Tata-ta-Ta-ta-ta-ta.
Da sottocoperta saliva un profumo da
far venir l'acquolina in bocca di salsa di pomodoro piccante,
aceto e spezie messe a bollire, o l'aroma di frutti
succulenti che cuocevano in acqua zuccherata.
Dall'odore si direbbe che stiano mettendo qualcosa in
salamoia o che stiano facendo la marmellata, diceva una
matrona del paese all'altra.
Be', devono mangiare come tutti gli altri.
Ta-ta-ta-Ta-ta-ta-ta.
Era inevitabile, comunque, che quella vita facile e
pigra e il contatto giornaliero con dei tipi strani e poco
conformisti lasciasse il segno anche su una tempra cos
adamantina come quella di Parthy. A poco a poco perse
quel suo modo di parlare da maestra di scuola. Lentamente
prese ad articolare male le vocali, a strascicarle, e
la sua spiccata pronunzia del New England assunse qualcosa
della cadenza sciatta, molle e dolce del Sud, di tanto
in tanto si mangiava addirittura le parole. In verit continuava
a darsi da fare e a brontolare, a organizzare e a
sgridare tutti, a pungolare e a criticare. Aveva ancora il
potere di far saltare i nervi ad Andy. Consciamente o
inconsciamente, tutti a bordo del Fior di Cotone, compagnia
ed equipaggio, sentivano l'influenza di quella virago.
Gli unici che trionfavano sulla signora Hawks erano Julie
Dozier e Windy il pilota, chiamato appunto il Verboso
perch non apriva mai bocca. Quella di Julie era la vittoria
della passivit. Non rivolgeva mai la parola a Parthy e
aveva la capacit di portarla sulle soglie dell'isterismo
restandosene rilassata e con le mani in mano quando
Parthy pensava che dovesse darsi da fare; sollevando
interrogativamente il sopracciglio destro in risposta a una
tirata pi energica del solito; lasciando abitualmente in
disordine la cameretta che divideva con Steve; disinteressandosi
apertamente di se stessa.
Dichiaro, capitano Hawks, che il motivo per cui tieni
a bordo quella sudicia gatta gialla supera la mia comprensione.
E la migliore attrice di tutta la baracca, ecco perch.
Il capitano Andy con il suo fiuto aveva riconosciuto la
fiamma che se non avesse consumato Julie avrebbe invece
potuto renderla famosa. Quella ragazza ha stoffa e potrebbe
avere un gran successo, non solo a bordo di un
teatro galleggiante. Sono stato a New York. Ho visto
come recitano, l, da Wallack, da Daly e altri.
 una donnaccia, ecco che cos'. E se fosse per me
lascerebbe immediatamente questa barca, armi e bagagli.
Be', questa volta non la spunterai, signora mia. La
signora Hawks non aveva ancora fatto perdere ad Andy il
suo coraggio.
Ascoltami bene, te ne pentirai. E come ti guarda, con
quei suoi occhi neri! Mi fa venire la pelle d'oca.
E con che cosa vorresti che ti guardasse, con le orecchie?
replicava Andy, per la verit non troppo brillantemente.
Julie non poteva sapere dell'antagonismo di cui era
oggetto. E tuttavia una vena di cattiveria in lei, che per
altro era generosa e gentile, le faceva provare un sinistro
piacere nel provocarlo inconsciamente.
La vittoria di Windy fu invece assolutamente strepitosa,
anche se i suoi metodi di difesa contro gli attacchi di
Parthy furono, sia provocatoriamente, placidi ed equilibrati
quanto quelli di Julie. Windy era considerato uno
dei piloti pi esperti del Mississippi. Conosceva ogni spira,
ogni muscolo, ogni curva del gran serpente giallo. La
gente del fiume circondava il suo nome di un alone di
magia. Una notte senza stelle o una giornata nebbiosa,
acque basse o profonde non facevano differenza per Windy.
Pur avendo quindici anni pi di Andy erano amici da
venti. Il capitano nutriva un immenso rispetto per la sua
abilit di timoniere; era impressionato dalla sua riservatezza,
essendo lui al contrario chiacchierone e vivace, e
gli piaceva parlare con lui nella tranquilla sicurezza della
timoniera. Era lo zar assoluto del Mollie Able e del Fior di
Cotone, come si conveniva alle sue alte capacit. Nessuno
pens mai di contrastarlo eccetto Parthy. Era un tipo
sciatto e trascurato. A quelle sue manchevolezze Parthy
tent di porre rimedio nei primi tempi della sua vita a
bordo. Ma fu sconfitta cos prontamente, e la disfatta fu
cos completa e travolgente, che da allora in poi lo lasci
vivere indisturbato.
Windy aveva sempre gli stivali infangati. Era un vizio
congenito, pareva. Se scendeva a terra nel pomeriggio di
un'afosa giornata di agosto, quando da settimane e per
miglia e miglia all'intorno i contadini avevano fatto voti
perch piovesse, tornava a bordo con un'acquazzone e
met del letame e dell'argilla dell'entroterra gli restava
attaccata agli enormi stivali neri, rozzi, elastici. Era un
vecchio un po' curvo, alto ed emaciato con lunghe mani
muscolose e nodose e le palme spesse e ruvide, risultato
di quasi mezzo secolo passato al timone. I suoi calzoni
erano sempre macchiati di unto, la sua cravatta nera e la
camicia grigia schizzate di sugo di tabacco, il maglione
marrone tutto sfilacciato e logoro. Portava attorno alla
fronte una bella catena da orologio. E in mezzo alla lunga
fluente barba grigia, che gli arrivava alla vita, anch'essa
sempre macchiata di tabacco, occhieggiava, come una
stella dietro un fosco banco di nuvole, una perla rosa.
Evidentemente quel gioiello gli era stato dato in pagamento
di un debito di gioco, in qualche bar del lungofiume.
Certamente in passato aveva brillato su biancheria
fine e profumata.
Fu proprio a quel taciturno e onnipotente conquistatore
dei fiumi, che Parthy dichiar guerra.
Se ne va su e gi da questa barca al Mollie Able
sputando il suo lurido tabacco e lasciando tracce di fango
come un elefante uscito da un pantano. Se li avessi sfregati
una sola volta, quei gradini che portano alla timoniera,
ma li ho sfregati dieci volte almeno, questa settimana, e
ora guardali! Non lo sopporter, ti avverto. Perch non
pu passare dalla fiancata come dovrebbe fare un pilota?
A che serve quella scaletta, allora, vorrei sapere!  da l
che deve passare, non dai gradini!
Andiamo, Parthy, non puoi pensare che questa barca
sia come la tua cucina a Thebes. Windy non  uno stipendiato.
 il miglior pilota che ci sia sul fiume ed  una
fortuna che stia con noi. Non ha che da schioccare un dito
e troverebbe un centinaio di offerte di lavoro migliori
della nostra. Ha portato questa carretta in tali e tante
strettoie quando qualsiasi altro pilota ci avrebbe fatto
andare in secca su un banco di sabbia! Non scordarlo.
 un vecchio sudicio e non lo voglio. I miei... tutti
infangati...
Parthy non era una di quelle bisbetiche che limitano le
loro lamentele alle parole. Per lei minacciare voleva dire
agire. Quella stessa mattina, giusto prima che il Fior di
Cotone si preparasse per una tarda partenza da Greenville,
dove avevano dato spettacolo la sera prima, diretto a
Sunnisie Side Landing venti chilometri a valle, quella
donna formidabile, armata di chiodi e martello, approfitt
della temporanea assenza di Windy sottocoperta per
inchiodare il portello di boccaporto sovrastante i gradini
che portavano alla timoniera. Era il tipo di donna che
pianta un chiodo diritto. Ne piant dieci lunghi e profondi
con mano ferma. Peccato che nessuno la vide. Sarebbe
valsa la pena di osservare quella compita e indomabile
virago in bigodini conficcare un chiodo dentro l'altro con
colpi sicuri e ripetuti.
Windy, salito in coperta di primo mattino per dare
un'occhiata in giro, batt la pipa per svuotarla della cenere,
affond i grossi denti gialli in una generosa presa di
tabacco e si prepar a salire la scaletta che portava alla
timoniera del Fior di Cotone per poi prendere in mano il
timone e la cima che avrebbe portato i suoi ordini a Pete,
nella sala macchine.
Sal le scale lasciando dietro di s una scia di fango.
Sollev una mano per aprire il portello, chiedendosi nel
frattempo come mai fosse chiuso. Diede una spinta potente,
poi un colpo con il pugno, un'altra spinta, con la
vecchia spalla robusta.
Inchiodato, si disse forte Windy con molta calma.
Poi, sempre con calma: Vecchia strega. Sput poi sui
gradini e pacatamente li ridiscese. Si chin sul parapetto,
osservando benignamente la folla di perdigiorno radunati
sul molo per assistere alla partenza della barca. Poi riattravers
la coperta diretto a una capace e invitante poltrona
imbottita. Vi si lasci cadere con un respiro di soddisfazione.
Dalla tasca estrasse la pipa che aveva appena
abbandonato, la riemp, vi pigi il tabacco, la accese. Da
un'altra tasca prese una copia vecchia di un mese del
Times-Democrat di New Orleans, trov la colonna intitolata
Notiziario della navigazione intenzionato, apparentemente,
a dedicare in tutta calma la sua giornata alla
lettura.
L'ancora fu salpata. Fu recuperato il cavo. Clangore di
catene. Il suono della passerella tirata a bordo. Grida
rauche da terra e da bordo che accompagnano sempre la
partenza di un battello: Lascia! Lascia! Solleva! Ehi,
Pete, dammi una mano qua. Un po' pi a sinistra! Dall'altra
parte! Agguanta! Fila!
I volti della folla a terra si volsero in aspettativa verso la
barca. Tutto in ordine. Pete nella sala macchine. Il capitano
Andy che saltellava su e gi per il ponte di comando.
Silenzio. Niente campane. Niente vapore. Niente ordini
rauchi. Potenza divina, dov' Windy? Windy! Windy!
Windy abbass il giornale dietro il quale si nascondeva
e pacatamente osserv il capitano saltellante, l'equipaggio
esterrefatto e la troupe a bocca aperta, gli occhiali con
la montatura d'argento appoggiati leggermente di sghimbescio
sul naso aquilino, biblico. Andy si precipit da lui,
il sangue basco in ebollizione. Per amor di Dio, Windy,
che aspetti... perch non vai al tuo posto... stiamo partendo.
Windy per un momento mastic ritmicamente, poi sput
un lungo getto di saliva marrone, si asciug la bocca
ispida con il dorso della mano nodosa. No, non si parte,
capitano Andy. Finch quel portello non  aperto, non
salgo alla timoniera. E finch non salgo alla timoniera, io
non do l'ordine di partire. E finch non do l'ordine di
partire la barca non parte, neanche se stiamo qui alla
banchina finch il Fior di Cotone marcisce.
Si guard attorno benignamente e riprese la lettura del
Times-Democrat di New Orleans.
Un torrente di imprecazioni, gi ridotto al silenzio
sotto il regime di Parthy, zampill in Andy e si rovesci
sugli astanti con la violenza di un uragano. Le parole
ribollirono alla superficie ed esplosero come fuochi d'artificio.
Venticinque anni di vita sul fiume l'avevano fornito
di un vocabolario ricco, variato, colorito. Non trascur n
il cielo n la terra. Rabbia e ribellione squassavano la sua
piccola figura nerboruta. Anni di maltrattamenti, anni in
cui la sua naturale gaiezza era stata ridotta al silenzio,
anni in cui la sua schiettezza si era diluita in smancerie,
anni in cui aveva taciuto quando aveva voglia di cantare
furono in un attimo spazzati via da una esplosione di
rabbia pura. Era un torrente, un'inondazione, un Mississippi
di bestemmie in cui inferno e dannato non
erano che gocce in un magma ruggente.
Forza con i palanchini. Schiodatemi quel portello!
Sono io che comando questa barca, perdio, e chiunque,
uomo o donna, riprover a inchiodare quel portello senza
i miei ordini sar sbarcato immediatamente, ovunque noi
siamo; e tanto basti.
Forse che Parthenia Ann Hawks si fece piccola piccola
acquattandosi impallidendo accecata dallo sfolgorio pirotecnico
di quelle imprecazioni? No davvero, non quella
donna indomabile. Ritratto della virt oltraggiata, in bigodini,
rest a pi fermo come una matrona romana.
Anzi, nel momento in cui si scaten l'uragano, giunse al
punto di ordinare con un gesto a Magnolia di ritirarsi,
quasi a proteggerla dalla contaminazione di quel torrente
di parole.
Ebbene, capitano Hawks, devo proprio dire che hai
dato un bell'esempio alla compagnia e all'equipaggio.
Tu, devi dire! Tu... Ti dico io, signora Hawks, signora
mia, che meno dici meglio . E ripeto che chiunque si
azzarda a toccare quel portello...
Toccarlo! gli fece eco Parthy con gelido disdegno.
Non lo toccherei, come non toccherei n la timoniera n
il pilota, se non ti dispiace, neanche con una pertica di tre
metri.
E se ne and maestosa con la dignit che l'abbigliamento
mattutino le concedeva. Furibonda ma indomita.

 CAPITOLO 7.

La tragedia era entrata nella vita di Magnolia, aveva
gettato il suo mantello sul Fior di Cotone. Julie se n'era
andata. Steve se n'era andato. Pete aveva mantenuto la
promessa e si era vendicato. Ma il sapore del trionfo,
dopotutto, era stato piuttosto amaro. Si leggeva una ben
scarsa soddisfazione sul viso che sporgeva dalla porta
della sala macchine. Il braccio che suonava la grancassa
nella banda, floscio e ammosciato, ne traeva un tonfo
sordo e triste, l dove prima si sarebbe udito un bum
vigoroso.
Il giorno in cui il Fior di Cotone teneva il cartellone a
Lemoyne, Mississippi, Julie Dozier si ammal. Nelle
compagnie itineranti sul fiume, come del resto in tutti i
teatri del mondo, esiste un tacito accordo per cui un
attore non  mai tanto malato da non poter recitare.
Certo, pu sentirsi male. Prima della rappresentazione
pu non reggersi in piedi, immediatamente dopo la rappresentazione
pu crollare. Pu, se  necessario, morire
in scena, e allora viene calato il sipario. Ma nessun attore
ammetter mai di non essere in grado di affrontare il
palcoscenico quando  finito il prologo e le luci si spengono.
Julie lo sapeva bene. Erano anni che recitava sui battelli
su e gi per i fiumi del Middle West e del Sud. Aveva un
pubblico affezionato e numeroso. Lemoyne era una buona
piazza, una citt prosperosa, piuttosto grande.
Julie giaceva a letto rifiutando ogni offerta di aiuto.
Non voleva mangiare. Non voleva impacchi freddi sulla
fronte. Non voleva impacchi caldi. Voleva essere lasciata
sola con Steve. I due stavano assieme nella penombra
della stanza e quando uno dei membri della compagnia si
affacciava alla porta con offerte di aiuto o di conforto sui
loro volti compariva un'espressione stranamente simile
alla paura, seguita immediatamente da uno sguardo di
sollievo.
Queenie sped Jo con un po' di brodo, la panacea che
lei riservava a tutte le indisposizioni fossero fisiche o
mentali. Julie fece mostra di berlo, ma quando Jo con il
suo passo pesante riattravers il palcoscenico e torn in
cucina fece un cenno a Steve. Questi gett il contenuto
della ciotola fuori dalla finestra, nelle gialle acque del
Mississippi.
Doc comparve per la decima volta sulla porta, anche se
si era solo a met mattinata. Credi che ce la farai a
recitare stasera, Julie?
Nella semioscurit della stanza gli occhi di Julie brillarono
all'improvviso, grandi e luminosi. Si mise a sedere
sul letto, ricacciandosi i capelli indietro sulla fronte con
gesto cos selvaggio da lasciare di stucco il vecchio amico.
No! grid con una sorta di terrore. No! Non posso
recitare, stasera. Non chiedermelo.
Il volto di Doc parve quasi ridicolo, tale fu la sua
meraviglia. Che un'attrice annunciasse dieci ore prima
dell'ora stabilita che non era in grado di recitare, un'attrice
che non fosse stata decapitata o amputata, era una cosa
mai sentita, per quel che ne sapeva lui.
Potenza divina, Julie! Se sei tanto malata, faresti meglio
a chiamare un medico. Che ne dici, Steve?
Il grosso gigante biondo a fianco del letto non si volse, a
quella domanda. Aveva gli occhi fissi sul viso di Julie. 
strana, lo sai. Non vuol saperne di dottori. Non lo vuole,
insomma. Lasciala in pace. La farai stare peggio.
Per quanto fosse assuefatto ai capricci delle donne,
quello era troppo per Doc. Sulla soglia della porta comparve
Schultzy; sbirci nella penombra della cameretta.
Che strano. Mi sa che hai un ammiratore in citt,
Julie. Qualcuno ha rubato il tuo ritratto, cornice e tutto,
dall'atrio, l fuori. Dapprima ho pensato che fosse stato
quel matto di Pete, che ti sta sempre alle costole... Suvvia,
Steve! Non toglierti la camicia! Sta' calmo!... gliel'ho
chiesto senza tante storie, ma era sorpreso quanto me. E
non  un cos bravo attore da darmela a bere. Non  stato
lui. Dev'essere uno zotico di paese, Julie, che fa il cascamorto
con te o qualcosa di simile. Ne ho attaccato un
altro. Rest per un attimo soprappensiero. Elly comparve
alle sue spalle, in cappello e guanti.
Vado in citt, Julie. Vuoi qualcosa? Un'arancia? O
qualcosa in farmacia?
La testa di Julie sul cuscino fece cenno di no. Dice di
no, grazie, rispose brusco per lei Steve. Pareva che
entrambi fossero estremamente tesi. I tre sulla soglia
della porta lo sentivano. Elly si strinse nelle spalle, non si
sa bene se per ripicca o per indifferenza. Doc rimaneva
perplesso, esterrefatto. Schultzy si mosse per andarsene.
Be', ciao, vedrai che stasera starai bene, concluse allegramente.
Dice di no, soggiunse Doc abbassando la voce.
No? ripet Schultzy con voce stridula. Ma come,
non  malata, vero? Malata veramente, voglio dire!
La voce acuta di Schultzy dalla soglia della stanza da
letto di Julie attravers il palcoscenico, risal per i corridoi
del salone vuoto e raggiunse il botteghino, all'altro capo
della barca, dove Andy, allo sportello dei biglietti, stava
alzandosi per cedere il posto a Parthy.
Ehi, capitano! Capitano! Venga qui. Julie  ammalata.
Julie sta troppo male per recitare. Dice che sta troppo
male...
Ecco, disse Andy sbrigativo a Parthy; e la lasci a
sbrogliarsela da sola. Discese per il corridoio con il leggero
passo veloce che pareva quasi un galoppo e con un
balzo fu sul palcoscenico.  la vendita migliore da che
siamo partiti. Non abbiamo mai recitato in questa citt.
La licenza costava troppo. Eppure, ecco qui, non sono
ancora le undici e gi met dei biglietti sono venduti.
Sbirci nella penombra della stanza.
Dalla sua morbida tana di pelle di foca la scimmietta
cacci fuori la sua maschera tragica e si lament come un
bambino malato. Quella mattina la faccia tormentata e
patetica sul cuscino e quella del piccolo animale dagli
occhi tristi si assomigliavano stranamente.
A quel punto sulla soglia della stanza di Julie si era
radunata una piccola folla. Era arrivata anche la signora
Means e andava borbottando qualcosa di impiastri di
senape e di brodo bollente. Andy entr nella stanza con la
libert di un vecchio amico. Guard con occhio indagatore
il volto sul cuscino. Il suo sguardo penetrante scrut
quegli occhi torturati che lo fissavano pietosamente.
Qualcosa che vi lesse gli fece tendere la mano bruna, non
troppo pulita, e dare un colpetto affettuoso alla mano
sottile e scura che stringeva cos affannosamente il copriletto
. Suvvia, Julie, che cosa... Sentite, e se voialtri ve ne
andaste e ci lasciaste parlare tranquillamente, Julie, Steve
e me? Nessuno potrebbe stare bene con tutta questa
calca. Aria! Andy sapeva distinguere l'angoscia fisica da
quella morale.
Si mossero tutti. Ancora un momento e sia pur riluttanti
se ne sarebbero andati. Ma Parthy, dilaniata tra il
dovere alla biglietteria e la curiosit femminile per il
motivo di tanto trambusto alla porta di Julie, cedette
improvvisamente a quest'ultima. Per di pi, essendo dotata
di una memoria di ferro, ricord tutt'a un tratto una
curiosa coincidenza collegata all'improvvisa malattia di
Julie. Abbass di furia lo sportello della biglietteria, sbatt
la porta del botteghino, veleggi per il corridoio. Al
suo avvicinarsi Doc stava dicendo per la decima volta:
Se uno non se la sente di recitare, tanto vale che chiami
un medico. E domani andiamo in scena a Xenia. Bella
rappresentazione. Mi sa tanto che non riusciremo ad
aprire neanche l, se stai cos male.
Domani sar in grado di recitare! grid Julie con una
strana voce acuta. Domani ce la far. Domani star
benissimo.
Come fai a saperlo? chiese Doc.
Steve si volse verso di lui con improvvisa disperazione.
Domani star benissimo, te lo dico io. Star benissimo
non appena ce ne andremo da questa citt.
Questa poi  buffa, esclam Parthy. Avanz maestosamente
tra la piccola folla assembrata alla porta, e pareva
una falciatrice. Questa poi  buffa.
Che cosa? chiese Steve con aria bellicosa. Che cosa
 buffo?
Il capitano Andy alz la mano per placare le acque.
Suvvia, Parthy, suvvia, Parthy. St, st!
E non zittirmi, Hawks. So quel che sto dicendo. Mi 
venuto in mente in questo momento. Julie si  ammalata
in questa strana citt di Lemoyne l'anno scorso, quando
abbiamo ridisceso il fiume. Ma, appena tu e Doc avete
deciso che non avremmo aperto perch la licenza era
troppo cara, si  sentita subito bene, proprio cos. E
schiocc pollice e indice.
Un silenzio spesso, sgradevole, denso di presagi cal
sul piccolo gruppo fermo sulla porta.
Non c' proprio niente di buffo, in questo, disse
intrepidamente il capitano Andy; e lanci uno sguardo
indagatore al volto sul cuscino. Questo clima caldo e
appiccicoso dopo tutto quel freddo al Nord farebbe star
male chiunque. Neanch'io mi sento tanto per la quale, a
dir la verit. A qualcuno fa quest'effetto. E si tir freneticamente
le basette, prima da una parte e poi dall'altra.
Be', io forse non so molto... cominci Parthy.
Magnolia arriv correndo dal corridoio, gridando, la
voce infantile alta e acuta per l'eccitazione: Mamma!
Mamma! Guarda! Pensa un po'! Hanno rubato di nuovo il
ritratto di Julie dall'atrio. Julie, hanno portato via di
nuovo il tuo ritratto. Qualcuno l'aveva preso e Schultzy ce
l'ha rimesso, ma adesso non c' pi.
Era estasiata da quel fatto. Raggiante. Si immuson un
poco alla vista della figura sul letto, del gruppetto serio
sulla soglia che aveva accolto la notizia con molta gravit.
Allora vol verso il letto, tutta contrita. Oh, Julie, cara,
mi dispiace tanto che tu sia malata. Julie distolse il volto,
fissando il muro.
Il capitano Andy, pretendendo di incutere paura, saltell
minacciosamente contro l'assembramento a cui si
erano aggiunti la supplichevole signora Means e l'alto e
dinoccolato Ralph. Gente, volete sgomberare, o sar
costretto a usare la forza. Si direbbe che una povera
ragazza non abbia il diritto di ammalarsi. Doc, scendi e
va' al botteghino, tu o Parthy. Se stasera non andiamo in
scena dobbiamo salpare ora. Ralph, scrivi un cartello e
vallo ad affiggere all'ufficio postale... Sei sicura che non
starai meglio da qui a stasera, eh, Julie? Guard dubbioso
la donna sul letto.
Con un movimento improvviso Julie si gett tra le
braccia di Steve e si strinse a lui piangendo. No! grid
con voce stridula. No! no! no! Lasciatemi sola, per favore!
Lasciatemi sola!
Certo, Andy fece un cenno altezzoso alla compagnia.
Certo che ti lasciamo sola, Julie.
Ma la tragedia che incombeva inesorabilmente da tutta
la mattina stava ora per abbattersi sulla sua vittima. I suoi
ignari portatori si erano avvicendati lungo il corridoio e
ognuno aveva contribuito ad approfondire lo sguardo di
terrore negli occhi di Julie. Risuon il passo lento, strascicato
di Windy, cupo e minaccioso come il fato stesso. Il
gruppetto si volse automaticamente verso di lui; era tutto
assurdo, sembrava una scena mal diretta di una delle loro
improbabili commedie.
Pesantemente Windy sal la breve rampa di gradini che
portava dal palco di proscenio di sinistra al palcoscenico.
Istintivamente Parthy aguzz gli occhi in cerca delle impronte
fangose lasciate dai suoi passi e sbuff indignata.
Mentre attraversava il palcoscenico la sua barba oscillava
ritmicamente al lento lavorio delle mascelle che masticavano
una tavoletta di puro trinciato. Avvicinandosi alla
porta si tolse il berretto e si strofin la testa con il palmo
della mano, segno sicuro che il vecchio patriarca era in
preda ad un grave turbamento.
Si ferm sulla soglia immobile, come una sfinge, masticando
e sbirciando pacatamente nella semioscurit della
stanza. Continu rumorosamente a masticare. La troupe
del Fior di Cotone aspettava. Erano troppi anni che recitavano
melodrammi per non fiutarne uno in arrivo. Poi
Windy parl. Pare che quel furfante di Pete ne stia
combinando una delle sue. Aspettarono. La lunga barba
macchiata di tabacco continuava ad andare su e gi. Se
l' filata mezz'ora fa;  andato in citt, pareva indemoniato.
Ha strappato la fotografia di Julie dall'atrio. L'ho visto
io. Mi pare che stiano succedendo parecchie cose.
Steve balz in piedi, prorompendo in un'orribile imprecazione.
Questa volta l'ammazzo, quel...
E ti ho visto mentre toglievi la prima fotografia, Steve.
L'intenso rossore che era comparso sulla faccia di
Steve facendogli gonfiare le vene del collo svan immediatamente,
lasciando gli occhi azzurro porcellana sgranati
nel volto pallido e sconvolto.
Non sono stato io! Non sono stato io!
Julie si mise a sedere, stringendosi la vestaglia. Poi rise,
di una risata stridula. E perch mai avrebbe dovuto
rubare il mio ritratto! Il ritratto di sua moglie. Figurarsi!
Perch nessuno in citt lo potesse vedere, Julie, rispose
Windy in tono pacato. Ascolta. In cinquant'anni
di pilotaggio sul fiume, bisogna avere la vista buona. La
mia, oggi,  come quando avevo vent'anni. Sono appena
sceso dal ponte di comando per avvertirti che ho visto
Pete venire lungo la banchina con Ike Keener. Ike  lo
sceriffo. Saranno qui tra un minuto.
Che venga pure, esclam Andy fieramente. La licenza
l'abbiamo pagata. Lo sceriffo  il benvenuto a
bordo come chiunque altro. Che venga pure.
Ma nessuno lo ascolt. Nessuno gli diede retta. Un
evento inaspettato e terribile stava per abbattersi su di
loro. Julie balz dal letto. Con la camicia da notte bianca
che sbucava dalla vestaglia, i lunghi capelli neri scarmigliati
e arruffati, figura atterrita e perseguitata, si strinse a
Steve. Si ud qualcuno picchiare alla porta che dalla coperta
a prua portava all'auditorium. Parve di colpo che gli
occhi di entrambi affondassero nelle orbite, gli zigomi
ancor pi in evidenza, le mascelle irrigidite. Steve allent
quasi bruscamente la stretta. Tir fuori dalla tasca un
grande coltello a serramanico e ne apr la lama scintillante.
Tutte le donne urlarono tranne Julie. Il capitano Andy
si lanci su di lui, come un topo contro un mastodonte.
Steve se ne liber con una scrollata delle spalle possenti.
Non ho intenzione di farle del male, idiota. Lasciatemi.
So quel che faccio. Si ud di nuovo un picchiare alla
porta, pi forte e pi insistente. Qualcuno scenda e lo
faccia entrare, ma trattenetelo per un minuto.
Nessuno si mosse. I colpi cessarono. Le porte si aprirono.
Lo scalpiccio degli stivali di Ike Keener, lo sceriffo,
echeggi lungo il corridoio del Fior di Cotone.
Fate tacere quelle donne, grid Steve. Poi, a Julie:
Non ti far molto male, amore. Con rapidit sorprendente
le afferr la mano con la sinistra e fece scorrere la
lama aguzza e splendente del coltello con decisione sulla
punta del suo indice. Il coltello tracci una linea scarlatta.
Steve chin la testa bionda, premette le labbra sulla ferita
e la succhi avidamente. Con un piccolo gemito Julie
ricadde sul letto. Steve rinfoder la lama e s'infil il
coltello in tasca. Gli stivali dello sceriffo Ike Keener
attraversarono il palcoscenico. Volti pallidi si affollarono
sulla soglia; i volti sconvolti, stupefatti, terrorizzati, poi
si volsero verso l'uomo che si avvicinava. Silenziosamente
gli fecero ala. Perfino Parthy era muta. Magnolia le stava
attaccata, senza capire, gli occhi spalancati, intuendo una
tragedia imminente.
Ike Keener esamin il gruppetto spaventato. Una stella
gli brillava a sinistra sul petto.
Chi  il comandante di questa barca?
Andy, le dita che tormentavano i favoriti, fece un passo
avanti. Sono io. Che cosa deve dirgli? Mi chiamo
Hawks, capitano Andy Hawks, da vent'anni sui fiumi.
Sembrava proprio lo sceriffo del melodramma, Ike
Keener: stivaloni, cappello nero a tesa larga, cravatta
svolazzante, speroni, baffi e tutto il resto. Perfino Steve,
se fosse stato preparato per la parte, non sarebbe potuto
essere pi appropriato. Be', capitano,  spiacevole, ma
mi dicono che a bordo c' un caso di matrimonio misto.
Che cosa? sussurr Magnolia. Che cos'? Che cosa
vuol dire, mamma?
St... sibil Parthy, e le diede uno strattone al braccio.
Come sarebbe? chiese Andy, ma lo sapeva.
Matrimonio misto. Il caso di una donna negra sposata
a un bianco.  un reato in questo stato, come lei sa bene.
Non c' nulla di simile, grid Andy. Nulla di simile
a bordo di questa barca.
Lo sceriffo Ike Keener esib un pezzo di carta. Il nome
del bianco  Steve Baker. Il nome della negra... diede
ancora un'occhiata al foglio, il nome della negra  Julie
Dozier. Si guard in giro. Chi di loro ...
Oh, mio Dio, strill Elly. Oh, mio Dio! Oh, mio
Dio!
Zitta, intim Schultzy brusco.
Steve avanz verso la finestra e sollev la cortina lasciando
entrare la luce del mattino nel piccolo ambiente
affollato e in disordine. Sul letto giaceva Julie, gli occhi
enormi sul viso pallido e angustiato.
Sono io Steve Baker. Questa  mia moglie.
Lo sceriffo Ike Keener si cacci in tasca il pezzo di
carta.  meglio che voi due vi vestiate e veniate con me.
Julie si alz. Sembrava una vecchia. La scimmietta
prese a frignare e a lamentarsi dal suo angolino. Lei tese
automaticamente una mano, la tir su dal manicotto e la
tenne nel cavo caldo del seno. I suoi grandi occhi neri
fissavano lo sceriffo come gli occhi spalancati, che non
vedono, di un sonnambulo.
Steve Baker fece una smorfia, o meglio, le sue labbra
arretrarono sui denti in un'orrida parvenza di allegria.
Pass gaiamente un braccio attorno alle spalle tremanti di
Julie. Guard negli occhi Ike Keener. Lei non chiamerebbe
bianco uno che avesse un po' di sangue negro nelle
vene, no?
No, certo; non nel Mississippi. Da queste parti basta
una goccia di sangue negro per essere negri.
Be', nelle vene io ne ho pi di una goccia, di sangue
negro voglio dire, e questo  un fatto. Non c' matrimonio
misto, in questo caso.
Lei  pronto a giurarlo in tribunale?
Sono pronto a giurarlo ovunque. Anche ora. Steve
fece un passo avanti, la mano tesa. Far di pi. Guardi
questa gente. Non ce n' uno che possa giurare che non
ho del sangue negro, io, in questo momento. Altro che
bianco!
Lo sceriffo Ike Keener abbracci la folla con lo sguardo.
Forse quello che vide sui loro volti non riusc a convincerlo.
Be', ho visto dei negri pi biondi di lei. Tuttavia
sarebbe meglio...
Pacata, benevola, patriarcale, la figura del vecchio
Windy si stacc dagli altri. Mi conosci, Ike, da pressappoco
venticinque anni. Ero gi sulle barche quando tu eri
un ragazzino a piedi scalzi che gironzolava sul molo. E io
ti dico, io Windy McKlain, che quest'uomo ha del sangue
negro. E sono pronto a giurarlo.
Liberatosi cos di quello che era forse il discorso pi
lungo della sua vita se ne and con passo pesante, attravers
il palcoscenico, scese le scale, simile, pur in quell'ambiente
bizzarro, a una figura della Genesi.
Lo sceriffo Ike Keener era francamente perplesso. Se
me l'avesse detto chiunque altro, ma Windy... eppure
l'ho saputo da qualcuno... da qualcuno che dovrebbe
esserne al corrente.
Da chi? grid Andy indignato. Da una canaglia con
la faccia sporca di fuliggine, da un meccanico che suona la
grancassa che si chiama Pete? E perch? Perch non so da
quando  innamorato di Julie e lei non vuol saperne.
 vero, questo?
S che  vero, interloqu prontamente Steve. Stava
appresso a mia moglie. Chiunque della compagnia glielo
potr confermare. Non la lasciava in pace, anche se lei
non lo poteva vedere, e gli ha parlato perfino il capitano;
vero, capitano? Non voleva saperne di piantarla e allora
non mi restava altro che dargliene un mucchio; l'ho conciato
per le feste e l'ho messo a mollo nel fiume perch si
pulisse quella sua sporca faccia. E se n' uscito fuori
giurando che me l'avrebbe fatta pagare. Ora sa tutto.
Keener a questo punto si rivolse per la prima volta a
Julie. Dice, questo Pete, che lei  nata qui a Lemoyne e
che suo padre era bianco e sua madre negra.  vero?
Julie s'inumid le labbra con la punta della lingua. S,
rispose,  vero.
Un'improvvisa agitazione si sparse nel gruppo fino allora
cos immobile. Si ud la voce di Elly, acuta, isterica:
Voglio dirlo subito! Voglio... Sgualdrina! Brutta bugiarda
negra...
Ma fu immediatamente soffocata, come se una mano le
fosse stata applicata non troppo gentilmente sulla bocca.
Vi fu un tramestio subito placato. Schultzy aveva sollevato
di peso Elly come un sacco di farina continuando a
tenerle fermamente una mano sulla bocca e l'aveva portata
nella sua stanza sbattendo la porta.
Che cosa dice? s'inform Keener.
Ancora una volta Andy si gett a capofitto.  la nostra
attrice giovane. Ha ricevuto un brutto colpo. Vede, erano
amiche con questa, con Julie Dozier, e non ne sapeva
niente, del sangue negro e di tutte queste storie.  un po'
uno choc per lei. Naturale.
Era chiaro che lo sceriffo Ike Keener era sul punto di
andarsene, perplesso ma convinto. Si tolse il cappello
dalla larga tesa, si gratt la testa, se lo rimise inclinato in
maniera tale da indicare il suo stupore. Mentre si voltava
l'occhio gli cadde sulla maestosa figura di Parthenia Ann
Hawks e su Magnolia che si acquattava, a occhi spalancati,
tra le ampie sottane materne.
Lei, signora, ha l'aria di una donna rispettabile.
Per imponente che fosse in ogni momento, a quel punto
Parthy divenne visibilmente pi alta. Scocc dagli occhi
gelide scintille. Lo sono, infatti.
Questa  la sua bambina?
Andy fece le presentazioni. Mia moglie, sceriffo. La
mia bambina, Magnolia. Che cosa dici allo sceriffo, Magnolia?
Cos sollecitata, Magnolia disse tutto quel che le ribolliva
dentro. Sei cattivo! grid, il volto contratto nello
sforzo di ricacciare indietro le lacrime. Sei cattivo e
crudele, ecco che cosa sei! Hai chiamato Julie so io come
e l'hai fatta star male. Sei un...
La mano materna le chiuse la bocca.
Se fossi in lei, signora, non alleverei mia figlia su una
barca come questa. No, non ci vivrei, io. Bel posto per
educare un bambino!
A queste parole, sorprendentemente, Parthy non rest
sulla difensiva.La mia bambina  bene educata quanto la
sua e forse meglio, glielo dico io. E le sar grata se vorr
tenere per s le sue opinioni, signor sceriffo.
Parthy! Parthy! Si ud l'allarmata voce di Andy.
Ma lo sceriffo Ike Keener era uomo di grandi qualit.
Be', le donne sono tutte uguali. Me ne vado. Sento
odore di negro in questa catasta pi che mai. Ma voglio
prendervi in parola. Guard severamente negli occhi il
capitano Andy. Mi lasci dire questo soltanto, capitano
Hawks. Meglio rinunciare allo spettacolo di stasera. C'
della gente che arde di senso civico, qui a Lemoyne, e
questo pasticcio  trapelato. Se lei va in scena e cerca di
dare comunque la rappresentazione con questi mezzosangue,
vedr che si ritrover fuori della citt e su qualcosa
molto pi scomodo di una barca. Capito?
Il cappello inclinato in maniera autorevole, le code
della giacca che si agitavano mentre camminava, risal il
corridoio e usc.
Il gruppetto di persone che si stipava sulla porta parve
sul punto di crollare, come se una mano invisibile avesse
tolto alla spina dorsale di ciascuno un sostegno di ferro.
Magnolia avrebbe voluto correre da Julie, ma Parthy la
trattenne. Dei bisbigli. Un'occhiata sdegnata.
Bene, Julie, ragazza mia, cominci Andy Hawks
gentilmente. Julie si volse verso di lui.
Ce ne andiamo, replic quietamente.
La porta della camera di Elly si spalanc. Elly, arruffata
e sconvolta, quasi brutta, comparve sulla soglia della
stanza, mentre Schultzy cercava invano di placarla.
Fuori di qui! Si rivolse frenetica ad Andy: Che se ne
vada con quel lurido bianco che chiama suo marito o me
ne vado io, l'avverto.  negra!  negra! Dio, che imbecille
sono stata a non accorgermene in tutto questo tempo.
Guardatela, brutta negra... Un torrente di insulti, di
volgari oscenit, raccattati dalla feccia del gergo del fiume
nel corso degli anni sgorg dalle labbra di Elly, storcendole
orribilmente.
Vieni via da qui, intim a labbra strette Parthy a
Magnolia. E port via la bambina che protestava su per il
corridoio fino alla sua stanza a prua, dove la sentiva
protetta.
Voglio stare con Julie! Voglio stare con Julie! gridava
Magnolia dimenandosi mentre quella mano inesorabile
la trascinava su per le scale.
Nella sua stanzetta disordinata Julie stava raccogliendo
con una rapida mossa della mano i capelli ribelli. Diede
appena un'occhiata a Elly. Fate tacere quella donna,
disse tranquillamente. Ditele che me ne andr.
Cominci ad aprire lentamente scatole e cassetti.
Steve si avvicin ad Andy, e mormor: Capitano, ci
porti fino a Xenia, per amor di Dio! Non ci faccia scendere
qui.
Certo che vi porto fino a Xenia, grid con tutta la
forza della sua voce il capitano Andy, e se a qualcuno
della compagnia non va,  libero di sbarcare ora, armi e
bagagli. Ora salperemo. Saremo a Xenia al pi tardi alle
quattro del pomeriggio. E se voi due volete passare la
notte a bordo, siate i benvenuti. Sono il comandante di
questa barca, perdio!
I due se ne andarono quando il Fior di Cotone attracc
a Xenia, nel tardo pomeriggio. Andy strinse loro gravemente
la mano e Windy scese con passo pesante dalla
timoniera per compiere lo stesso cerimoniale solenne. Ad
ogni porta e ad ogni finestra del Fior di Cotone e del
Mollie Able si sentivano sbirciare occhi invisibili.
Come state a quattrini? chiese bruscamente Andy.
Stiamo bene, replic Julie tranquilla. Dei due era la
pi composta. Abbiamo risparmiato. Si  troppo preoccupato
per noi, sul Fior di Cotone. Non c'era modo di
spenderli, i quattrini. Lo sguardo dei suoi scuri occhi
cerchiati esprimeva un'assoluta gratitudine. Prese i bagagli
pi leggeri. Steve si era accollato gli altri, scatole
rigonfie, sacche da viaggio e fagotti: i loro vestiti e i
costumi, le loro povere bagattelle: un puntaspilli tutto
bozzi che Magnolia le aveva fatto l'anno prima, a Natale,
fotografie del Fior di Cotone, un libro pieno di fiori selvatici
secchi, vecchi ritagli di giornale.
Julie si attardava. Steve attravers la passerella, si
volse, le fece un cenno con la testa. Julie non si muoveva.
Negli occhi aveva una domanda che non osava fare.
Andy arross e si stropicci i favoriti. Be', lo sai com'
fatta, Julie. Non  cattiva. Ma non ha detto a Magnolia a
che ora andavate via. Glielo dir domani, probabilmente.
Le donne sono strane, a modo loro. Non  cattiva.
Oh, va bene, assent Julie; prese le valigie e si mise a
fianco di Steve. Assieme i due arrancarono faticosamente
su per l'argine ripido, Steve voltandosi ad aiutarla come
meglio poteva. Arrivarono in cima. Si fermarono un momento,
senza fiato; poi si volsero e si avviarono per la
polverosa strada di campagna, illuminati dal sole al tramonto.
La sottile figura di Julie era piegata sotto il peso
dei bagagli. Si vedeva la bella testa bionda di Steve rivolta
verso di lei, tenera e preoccupata, incoraggiante.
A un tratto dal ponte superiore su cui davano le stanze
di Magnolia e di Parthy si udirono degli strilli, una gran
confusione, uno schiaffo deciso, uno scalpiccio lungo gli
stretti gradini di legno della balconata. Una figurina selvaggia
con il vestitino bianco strappato, il viso rigato dalle
lacrime e graffiato, i grandi occhi che splendevano nel
volto pallido corse oltre Andy, attravers la passerella,
risal l'argine e s'incammin per la strada. Dietro di lei,
affannata e ansimante, seguiva Parthy. La mano sul cuore,
il seno anelante, si appoggi al sostegno inadeguato
rappresentato dal braccio destro del marito e minacci
per un momento di farlo ruzzolare, con il suo peso, nel
fiume.
E pensare che dovevo vivere fino a questo giorno! La
mia bambina mi ha schiaffeggiato... sua madre! Li ho visti
dalla finestra, cos le ho detto di mettere a posto i cassetti
della scrivania. Immaginarsi! All'improvviso ha sentito la
voce di quella donna, per bassa che era, ed eccola alla
finestra. Quando ha visto che stava andando via, eccola
alla porta. L'ho pescata sui gradini, ma sembrava un gatto
selvatico e ha alzato la mano contro di me, sua madre, e
mi  scappata via e mi  rimasto in mano questo! Tese un
frammento di stoffa bianca, lacerato. Ha alzato la mano
contro la...
Andy sogghign. Ben fatto.
Che cosa dici, Andy Hawks!
Ma Andy rifiut di rispondere. Il suo sguardo segu la
figurina in corsa che si stagliava contro il cielo della sera in
cima all'alto argine del fiume. La donna sottile e un po'
curva e l'uomo dalle larghe spalle camminavano a fatica
lungo la strada, davanti. Si sent alta e chiara la voce della
bambina gridare quasi istericamente: Julie! Julie!
Aspettami! Voglio salutarti! Julie!
La donna si volse e fece per tornare indietro poi, con
una sorta di paura folle, prese a correre via dalla piccola
figura che l'inseguiva, via da qualcosa che non aveva il
coraggio di affrontare. Magnolia continu a correre ancora
per un poco, inciampando, e poi si ferm e si nascose la
testa tra le mani e pianse. La donna, timorosa, lanci
un'occhiata indietro. Vedendola lasci cadere sacche e
fagotti per la strada e si mise a correre verso di lei, svelta
nonostante le lunghe sottane scompigliate che la inceppavano,
con le braccia tese. Quando finalmente furono
insieme la donna cadde in ginocchio nella polvere della
strada, trasse a s la bambina piangente e la tenne stretta;
da lontano, contro il tramonto il nero del vestito della
donna e il bianco dell'abitino della bambina sembravano
una cosa sola.

 CAPITOLO 8.

Magnolia a quindici anni era una ragazzina esile e
sgraziata con gli occhi troppo grandi nel viso minuto e le
gambe troppo lunghe per le sue sottane. Infatti sembrava
tutta gambe, occhi e gomiti. Le sue ginocchia erano in
gara continua con gli orli delle gonne. Parthy non faceva
che allungare vestiti. Spesso Magnolia, guardandosi
come Alice nel paese delle Meraviglie dopo aver mangiato
la magica torta di ribes, era sorpresa nel vedere quanto
i suoi piedi fossero lontani dalla testa. Essendo dotata di
un pallore vellutato naturale, che sua madre considerava
a torto mancanza di globuli rossi, le venivano somministrati
olio di fegato di merluzzo, panna, uova e burro che
detestava e che le causavano degli attacchi di bile cronici.
Poi d'improvviso, a sedici anni, braccia, gomiti e occhi
assunsero le loro proporzioni naturali. Apparentemente
nel corso di una notte usc dall'adolescenza, giovane donna
dall'aspetto sorprendente, dalla fronte alta e spaziosa,
con una grande bocca espressiva, grandi occhi neri liquidi
e una bellissima voce cui nessuno faceva caso. I suoi
vestiti, con la stessa velocit di quelli di Cenerentola,
passarono dai grembiuli alle crinoline. Non era una bellezza.
Anzi, da un osservatore poco attento poteva essere
considerata piuttosto brutta. Con i fianchi poco pronunciati,
piatta di seno come un ragazzo in un'epoca in cui la
figura femminile doveva essere non solo fatta di curve,
ma di rotondit, era costretta dalla madre a indossare
ogni sorta di imbottiture, di corsetti increspati e di congegni
che non riuscivano tuttavia a nascondere l'esilit della
sua struttura. Alta, pallida, con i capelli neri era, gi a
sedici anni, una persona dall'aria distinta. Il semplice
fatto di trovarsi vicino a Elly trasformava quella donnina
paffuta e graziosa in una bionda tozza dalla faccia scipita
sul cui viso l'egoismo e l'insoddisfazione cominciavano a
incidere segni rivelatori.
Erano ormai quasi sette anni che viveva sullo show boat.
Sette anni che le avevano fatto scorrere davanti agli occhi
una vita ricca e colorita come un arazzo. Fiumi ampi che si
versavano in mare. Piccole citt appollaiate in alto o
rannicchiate, piatte e timorose, alla merc delle acque
che spesso strisciavano furtive sopra l'argine e nella valle
sottostante come mostri affamati pronti a divorarle. Negri
che cantavano. Bianchi in lotta. Negri che figliavano.
Una vita fantastica e bizzarra, pacifica e turbolenta, regolata,
movimentata, calma. Sul fiume tutto poteva accadere
e tutto accadeva. Aveva visto squadre di condannati al
lavoro lungo le strade, figure da incubo con le uniformi a
strisce, incatenate gamba a gamba. La sera sentiva cantare
le canzoni delle piantagioni nel bagliore intermittente
dei fuochi degli accampamenti nei boschi; canzoni semplici,
piene di speranza. Nella campagna dei bayou della
Louisiana aveva visto i negri eseguire lo strano magico
rito religioso noto come il grido dell'anello, primitivo,
isterico, ipnotizzante.
Le massaie dei piccoli paesi del Missouri, dello Iowa,
dell'Illinois diventarono sue amiche, e perfino di Parthy.
L'arrivo dello show boat era l'unico sprazzo di colore
nella routine della loro esistenza. Per lo Schultzy era
il John Drew dei fiumi, Elly la Lillian Russel. Le si
vedeva correre lungo le placide strade ombreggiate nei
loro vestitini del mattino di percalle e cotonina, la monetina
d'argento stretta nella mano segnata dal lavoro o
annodata all'angolo di un fazzoletto: cinquanta cents per
due posti allo spettacolo della sera.
Come sta, signora Hawks?... E la bambina?... Santo
cielo, com' cresciuta in un anno!... Be', non la si pu pi
chiamare una bambina... Le ho portato un bicchiere della
mia marmellata di prugne fatta in casa. Metto una tazza di
zucchero per ogni tazza di succo di prugne. S,  fatta con
tutte le regole,  buona, me lo lasci dire... Ho detto a Will
che sarei venuta allo spettacolo tutte le sere che vi fermate
qui, che lui voglia o non voglia. Ho fatto i miei risparmi
sulle spese di casa.
Portavano enormi torte di cioccolata, infornate di biscottini,
caraffe di vino d'uva fatto in casa, pagnotte di
pane fresco, barattoli di miele filtrato, grandi mazzi di
fiori di giardino, tutte offerte sull'altare dell'Arte.
Periodicamente Parthy minacciava di rinunciare a
quella vita vagabonda e di portare con s Magnolia. Teneva
quella minaccia sospesa come un'arma sulla testa di
Andy quando la contrariava o non era gentile con lei.
Immediatamente si spalancavano di fronte a Magnolia
pensioni, conventi e seminari.
Forse Parthy aveva ragione. Che razza di vita  questa
per una bambina? si chiedeva. E, in seguito: Bel modo
di vivere per una ragazza, diguazzare su e gi per i fiumi e
non vedere altro che buoni a nulla o giocatori d'azzardo e
negri o peggio ancora. Che ne sar del suo Avvenire?
L'avvenire, come lo pronunciava lei, aveva la A maiuscola
ed era un travestimento trasparente della parola marito.
All'avvenire ci si penser a tempo debito, la rassicurava
allegro Andy.
Ma non  lo stesso che per un uomo!
Era inevitabile che Magnolia, prima o poi, si ritrovasse
a calcare le scene come attrice nella compagnia del Gran
Teatro Galleggiante Fior di Cotone. Non solo, ma si ritrov
a impersonare la prima attrice giovane. Era stata scelta
come tappabuchi dopo la defezione di Elly ed era diventata,
del tutto senza preavviso, membro permanente della
compagnia. Pur mancando di quella civetteria zuccherosa
tipica delle attrici giovani, si fece un enorme pubblico. S,
le sue gambe erano un po' troppo lunghe e smilze sotto le
gonne corte dell'ingenua figlia del boscaiolo, ma compensava
da una parte quello che le mancava dall'altra. Quando
la guardavano negli occhi erano soddisfatti e la sua
voce faceva piangere le brave casalinghe dei paesini.
Eppure, quando i loro mariti davano loro di gomito e
chiedevano: Che cos'hai da tirar su con il naso? riuscivano
a rispondere soltanto: Non lo so.
Elly aveva ventotto anni quando abbandon Schultzy
per un giocatore d'azzardo di Mobile. Da tre anni era
inquieta, insoddisfatta, trovava da ridire su tutto. Ogni
autunno annunciava al capitano Andy la sua intenzione di
rinunciare ai fiumi e di seguire la sua vocazione a terra.
Durante l'inverno aveva tentato di ottenere un ingaggio
tramite un'agenzia di Chicago, contrariamente alle abitudini
degli attori dei teatri sui fiumi che di solito svernavano
in letargo vivendo sui risparmi di un'estate lunga e
fruttuosa. Ma l'ambiente di Chicago era dispersivo e
incerto, e lei non ebbe mai il coraggio o la fantasia di
andare fino a New York. Aprile la ritrovava sul Fior di
Cotone. Litigi e rimbrotti fra lei e Schultzy si fecero
sempre pi frequenti. Lei lo sfidava apertamente quando
dirigeva le prove. Rifiutava di seguire i suoi suggerimenti
anche se lui aveva veramente il senso della regia ed era
stato lui a insegnarle tutto quello che lei sapeva. Lei
invariabilmente sbagliava la battuta e si era costretti a
fargliela ripetere: inflessione, mimica, tutto.
Ma ormai, quando Schultzy diceva: No! Ascolta. Sei
stata rapita e trasportata di nascosto a bordo dello yacht
di questo ricco signore. E lui crede di averti in suo potere.
Sta per afferrarti. Tu sei qui, vedi. Poi indichi la porta alle
sue spalle, come se vedessi qualcosa di spaventoso. Lui si
volta e tu afferri la pistola sul tavolo, e gliela punti contro,
e qui fai il tuo discorso... Cos e cos, cos e cos, cos e
cos... dandole le solite indicazioni di regia che sono in
vigore fin dai tempi di Shakespeare, Elly lo sfidava deliberatamente.
Altri della compagnia, nuovi venuti, cominciarono
a imitarla.
Si lamentava del guardaroba, rifiutava di interessarsene,
anche se era sempre stata abile e infaticabile con
l'ago. Invece di cucire guardava cupamente oltre il fiume,
le mani oziose, imbronciata. Una donna poco intelligente
e senza risorse che diventa pensosa e imbronciata finisce
con il combinare guai, poich in se stessa non trova alcun
conforto.
E cos a Mobile scapp. Si trattava, lo sapevano tutti,
del giocatore con i baffi neri che aveva seguito il Fior di
Cotone fin da quando avevano recitato a Paducah, nel
Kentucky. Elly aveva avuto dozzine di ammiratori nel
corso della sua carriera; aveva ricevuto attenzioni e
omaggi dai damerini del Sud, da giocatori, avventurieri,
tutti giovani leoni delle citt sul fiume negli Anni Ottanta.
Il suo atteggiamento nei loro confronti era stato cos
puritano da sembrare quasi sprezzante, anche se aveva
sempre accettato i loro omaggi e le lettere d'amore e li
aveva sempre esibiti.
Fedele alla tradizione melodrammatica del suo ambiente,
lasci un biglietto per Schultzy, scritto con uno
stile fiorito che compensava in parte l'ortografia. Se ne
andava. Non doveva tentare di seguirla o di ritrovarla o di
farla tornare. Avrebbe recitato come capocomica di una
sua compagnia, avrebbe fatto Camilla e perfino Giulietta.
Lui gliel'aveva promesso. Era stufa marcia di quell'eterno
diguazzare per i fiumi. Non sarebbe pi tornata, qualsiasi
cosa accadesse. La sua sostituta avrebbe potuto
prendere tutti i suoi costumi. Avevano impegni gi nello
Iowa, nell'Illinois, nel Missouri e nel Kansas. Poteva
perfino darsi che andasse a New York. (Incredibilmente,
recit la parte di Giulietta nel Middle West a folle di
bifolchi stupefatti.) Le dispiaceva di lasciare il capitano
nei guai in quel modo. E cos terminava, rimanendo per
sempre la sua amata moglie (cancellato, ma ancora decifrabile),
rimanendo sinceramente la sua Elly Chipley.
Sotto la firma l'aggiunta: Lenore La Verne, in grossi
tratti verticali e svolazzi sfumati.
Per Schultzy, che l'amava, fu un brutto colpo. Sconvolto,
pens soltanto alla sua felicit. Non ce la far senza di
me, borbott. Poi, come intontito: Giulietta! Non
c'era amarezza o rancore nella sua voce, solo una ottusa,
disperata meraviglia. Giulietta! E non era in grado di
recitare la parte della piccola va senza sembrare una
sciattona! Riflett per un momento. Si  messa in testa
di essere una specie di Sarah Bernhardt... Be', torner.
Vuoi dire che te la riprenderesti? chiese Parthy.
Be', certo, replic Schultzy semplicemente. Non 
mai stata capace neanche di fare una valigia. Ho sempre
fatto tutto io. In un certo modo  una bambina. Credo
proprio che sia per questo che mi  rimasta attaccata.
Aveva sempre bisogno di me... Be', torner.
Il capitano Andy mand a chiedere a Chicago una prima
attrice giovane. Fu allora, in attesa del suo arrivo, che
Magnolia si gett sulla breccia scavalcando, incidentalmente, il cadavere di sua madre. Giacch, al calmo annuncio
di Magnolia che lei conosceva ogni battuta della parte e
tutta la storia, la madre diede in smanie, fu colta da un
attacco isterico e alla fine si mise a letto, quasi fino al
momento in cui si doveva alzare il sipario. Quella sera la
commedia in cartellone era La sposa del pastore. Ancora
oggi, da una compagnia all' altra, tutti ricordano quello che
accadde a bordo del Fior di Cotone durante lo spettacolo.
Fecero due prove, una al mattino e una che si prolung
per tutto il pomeriggio. Di tutti la pi calma era Magnolia.
Il capitano Andy pareva rimbalzare, come tirato da invisibili
paranchi, dalla buca dell'orchestra, in basso, alla
camera di Parthy, in alto. Un momento lo si vedeva seduto
sotto le luci della ribalta, gli occhi che luccicavano di gioia
tra le rughe, le piccole mani brune che tiravano freneticamente
i favoriti. Non celava la sua soddisfazione.
Cos va bene.  questa la maniera! Elly non  riuscita
mai neanche a met... Scusami, Schultzy, non volevo
offendere i tuoi sentimenti, ma perdiana, Nola! Non avrei
mai creduto che tu fossi cos brava, neanche se me l'avesse
detto tua madre... Poi, ricordandosi, lanciava un'occhiata
timorosa sopra la spalla, la spalla gli ricadeva, lui si
districava dalla confusione delle luci e dei leggi e dei
copioni in cui era accovacciato e trotterellava per il corridoio.
Certo, era un'illusione la sua, di vedere una testa
femminile irta di bigodini sbirciare dall'alto della balconata,
poich, dopo aver scalpitato per le scale e aver
girato piano piano la maniglia della porta della stanza da
letto, scorgeva quella stessa testa irta di bigodini, con un
ampio panno bianco e umido impregnato di una sostanza
acre su una guancia, giacere sul cuscino del gran letto da
cui provenivano sordi lamenti. Gli occhi erano chiusi.
L'intero corpo era scosso da brividi. Si sarebbe detto, non
conoscendola bene, che una mortale agonia stringesse
nella sua orrida stretta quella creatura sconvolta e monumentale.
In un sussurro: Parthy!
Un lamento sordo, straziante, funebre.
Entr, chiuse la porta, si avvicin in punta di piedi al
letto e appoggi una mano bruna, confortante, sulla spalla
tremante. I tremori si fecero convulsi, si gonfiarono in
sussulti. Andiamo, andiamo, Parthy! Perch te la prendi
tanto? Dio onnipotente, si direbbe che stia facendo qualcosa
di cui ti vergogni, invece di qualcosa di cui puoi
andare fiera! Se tu la vedessi! Be', davvero,  un'attrice
nata.
I lamenti si tramutarono in un gemito continuo. Gli
occhi si aprirono. Quel grande corpo si mise seduto. La
pezza bagnata, floscia, rotol gi. Mia figlia! Un'attrice!
Chi pensava mai di vivere un giorno simile!... Meglio
sarebbe stato... nella tomba... perch mai le ho concesso
di metter piede su questa sudicia chiatta...
Andiamo, Parthy, ti stai montando, ecco tutto. In
realt, quella volta che la signora Means si prese una
storta alla caviglia e pensavamo tutti che non riuscisse a
camminare, tu stavi imparando la sua parte, e scommetto
che se lei non si fosse fasciata il piede e non avesse fatto
finta di niente, da quel soldato che , ti avremmo vista sul
palcoscenico, quella sera. In fondo l'idea ti piaceva. L'avevo
capito.
Io! Io recitare! Non che non sia capace di recitare
quanto una Sophy Means, e non  un complimento. Sarei
proprio una sciocca in caso contrario. Ma la sua difesa
mancava di convinzione. Andy aveva individuato una
segreta ambizione in quel seno corazzato.
Suvvia, smettila! Allegra! Dovresti essere contenta
che tua figlia intervenga in questo modo, facendoci per
giunta risparmiare un mucchio di quattrini. Stasera non
avremmo potuto dar spettacolo. Avremmo dovuto chiudere
per forza. Chiss quando arriver la nuova, se pure
arriver. E quella Chipley! Come una figlia, l'ho trattata,
e guarda ora... Non vorresti un goccetto di whisky, Parthy?
E poi vieni a dare una mano a Nola per i costumi.
Quelli della Chipley le ballano addosso. Suvvia, suvvia!
Non ho detto che... Oh, mio Dio!
Parthy era stata colta da un altro attacco di isterismo.
Mia figlia! La mia bambina!
Era giunta l'ora di prendere misure pi severe. Andy
non per nulla aveva avuto a che fare con attrici per anni e
conosceva ogni arma per combattere l'isterismo.
Benissimo. E allora ti dar io di che strillare. Stamane
a mezzogiorno i ragazzi hanno sfilato con una
bandiera alta due metri a lettere scarlatte che annunciava
la comparsa straordinaria di Magnolia, la misteriosa
tragicomica, ne La sposa del pastore. Io poi ho fatto un
discorso per l'occasione. E abbiamo fatto un pienone
che non ti dico, il migliore della stagione, finora. Sissignore!
Doc  gi che sta rastrellando il danaro a piene
mani e se tu avessi un minimo di buon senso, invece di
startene qui a lamentarti e a montarti, verresti... Andy
non fin la frase.
Quant' l'incasso? chiese Parthy, esperta del botteghino.
Trecento; e non capita spesso, quando sono appena le
quattro del pomeriggio.
Con un gesto Parthy scost lenzuola e coperte e usc dal
letto rivelando inesplicabilmente di essere completamente
vestita, incluse le scarpe.
Andy era gi fuori, gi per le scale, su per il corridoio,
nella buca dell'orchestra giusto in tempo per sentire Magnolia
dire: Schultzy, per favore! Non darmi la battuta in
quel modo, la so. Non  che mi sia fermata perch mi sono
bloccata.
E perch allora te ne stai l come se avessi visto un
fantasma?
Ma l'ho fatto apposta! Lei vede il marito che odia e
che pensava fosse morto da anni entrare in casa furtivo e
non comincia a parlare subito. Resta l, irrigidita e immobile,
fissandolo.
Va bene, va bene, se ne sai tanto di regia continua tu
e...
Lei corse da lui e gli gett le braccia al collo tutta
contrita. Oh, Schultzy, non essere sciocco. Non  per
comandare. Volevo solo recitare come mi sentivo. E mi
dispiace moltissimo di Elly e di tutto. Far come dici tu,
solo non posso fare a meno di pensare, Schultzy, che la
protagonista deve restare a fissarlo come un'idiota, o
quasi.
Hai ragione. Mi sa che non ci sono con la testa. Dovrei
sapere che hai ragione. Ho avuto la lettera che Elly mi ha
lasciato e me ne sono rimasto a guardarla a bocca aperta,
e non ho detto una parola non so per quanto... Oh, mio
Dio!
Su, su, Schultzy.
Con un tremendo ed evidente sforzo l'uomo Schultzy si
fece da parte di fronte ad Harold Westbrook, l'artista.
Hai ragione, Magnolia. Questo far presa sul pubblico.
Tu che resti ferma, cos pallida e istupidita.
Ma come faccio a essere pallida, Schultzy?
Devi sentirti pallida dentro e il pubblico penser che
lo sei. Schultzy esprimeva cos inconsciamente tutta l'arte
dell'attore. E poi Frank fa quel suo discorso beffardo,
cos e cos, cos e cos, e pensava che tu avresti sposato il
pastore protestante, dico bene? E poi arrivi tu con la tua
scena madre, cos e cos, cos e cos...
Apparentemente calma, Magnolia a cena prese solo
una tazza di caff e Parthy, per una volta, non insistette
perch mangiasse. L'afflitta matrona, pur se scossa di
tanto in tanto da un brivido convulso, cen di buon appetito
come il solito e pass il tempo dalle quattro alle sette
allungando e riducendo i vestiti di Elly per la sottile figura
della ragazza.
Schultzy la trucc ed esager forse un po' troppo cos,
invece che moglie abbandonata e maestra di scuola e in
seguito futura sposa del pastore protestante, pareva piuttosto
una via intermedia tra una Camilla che scoppiava di
salute e una Cleopatra poco prima di farsi mordere dall'aspide.
In effetti, nello sforzo di colmare il vuoto lasciato
dall'improvvisa partenza di Elly, l'intera compagnia esager
e fu la causa determinante del cataclisma che ancor
oggi fa parte della storia del teatro sul fiume.
Magnolia, cos sicura delle sue battute durante la prova,
le dimentic un'infinit di volte durante lo spettacolo
e se non fosse stato per Schultzy, che gliele sugger rapidamente
e con sicurezza, quella sua prima comparsa sulla
scena si sarebbe risolta in un terribile fallimento. Erano a
Vidallia, di solito una buona piazza. Il teatro era pieno,
dai palchi di balconata fino all'ultima fila in fondo alle
scale vicino alla porta, da dove si vedeva molto poco e
non si sentiva praticamente nulla. Qualcosa della sorda
eccitazione che pervadeva la troupe del Fior di Cotone
parve filtrare nel pubblico; o forse perfino un pubblico
cos poco esigente come quello si rendeva conto che c'era
qualcosa di insolito, nello spettacolo. Tutti i membri della
troupe, Schultzy, la signora Means, il signor Means
Frank, Ralph, i Soapers (i caratteristi che avevano sostituito
Julie e Steve), tremavano per Magnolia. E poich
avevano paura si gettarono freneticamente nella loro parte.
Magnolia, prendendo la battuta da loro, in senso
letterale oltre che figurato, fece lo stesso. Come prima
attrice giovane, la sua parte era quella di una maestrina
che si guadagnava la vita in un piccolo paese. Abbandonata
alcuni anni prima da un marito indegno, a un certo
punto viene a sapere che  morto. Il pastore protestante
del paese la ama da tempo, e lei lo ricambia. Ora possono
finalmente sposarsi. L'abito da sposa  finito. Vengono
diramati gli inviti.
 l'ultimo giorno di scuola.  sola, nell'aula vuota.
Addio, cari allievi. Addio, cara aula, lavagna, cancellino,
cara cattedra, banchi... Prende la chiave. Ma qual  il viso
malvagio che appare sulla soglia della porta? Chi  quell'ubriacone,
quel barbone che sbircia lascivo, spaventoso
e stracciato, repellente... Mio Dio! Tu! Mio marito!
Mai furfante fu cos nero e diabolico come Frank. Mai
eroina fu cos amabile e debole, tremante e indifesa,
pallida come Magnolia, secondo le direttive di Schultzy.
In quanto allo stesso Schultzy, l'eroico pastore, truccato
molto pesantemente e tuttavia puro e coraggioso, sarebbe
stata proprio una sciocca la ragazza che non avesse
tentato in tutti i modi di cacciarsi in qualche guaio per il
puro piacere di esserne tirata fuori da quel pio, e tuttavia
bello come un dio, giovane prete.
Frank, allora: Probabilmente tu pensavi che fossi
morto. Ebbene, sono pi vivo che mai. Una risata diabolica.
Peccato, davvero peccato che tu non possa indossare
il tuo nuovo abito da sposa.
Suppliche, spasimi, disperazione.
A quel punto venne fuori la vera furfanteria. Mille
dollari, allora, e presto, o niente marcia nuziale.
Non li ho.
No? E dov' il denaro che hai risparmiato in tutti
questi anni? Lo hai gi sperperato tutto, forse?
Non ho mille dollari. Lo giuro.
Ah,  cos? L'afferra. La trascina per la stanza. Urla
soffocate.
Sfortunatamente, proprio perch cos ansiosi di aiutare
Magnolia, tutti esagerarono la loro parte, i buoni e i
cattivi. Magnolia poi, essendo un tantino incerta sulle
battute, cerc di coprire le sue manchevolezze sottolineando
l'emotivit delle scene. Quando doveva esprimere
terrore, il suo volto ne era distorto. Le sue grida di
paura erano grida reali di mortale spavento. I suoi contorcimenti
avrebbero mosso a piet un demonio. Frank digrignava
i denti, ridacchiava chiocciando come fosse uscito
di senno. Le avvolgeva le dita tra i lunghi capelli neri e
giustificava i suoi strilli. Per contrasto, la nobilt e la
purezza di Schultzy spiccavano chiare e lampanti come il
bianco sul nero. Non esistevano sfumature per il pubblico
dello show boat, ma solo grida, proteste, disordine, sghignazzi,
suppliche, tormenti, crudelt, angoscia.
Qualcosa, l'intuizione, forse, o forse un rumore da un
palco superiore, fece s che Frank, il cattivo, desse un'occhiata
in alto. L, chino sulla balaustra, il volto come una
maschera d'odio, gli occhi scintillanti, sedeva un villano
immane e irsuto. Nella mano gli brillava il tamburo di una
pistola. Stava prendendo attentamente la mira. Il dramma
si era fatto strada lentamente in quella mente meschina.
Nel corso di una vita dal grilletto facile, rissosa,
avendo spesso visto il maschio brutale malmenare la belt
in pericolo, seguiva un suo semplice codice morale. Ancora
un secondo e lo avrebbe messo in pratica.
La mano di Frank abbandon la vittima che si dimenava.
Sui suoi lineamenti comparvero gentilezza e amore,
svan la cattiveria. Mentre Magnolia lo fissava stupefatta,
a bocca aperta, fece un gesto di abnegazione. Ebbene,
Marge, non ho pi nulla da dire se tu e il pastore volete
sposarvi. E dopo questa stupefacente dichiarazione se la
svign rapidamente, lasciando il campo all'avversario e
rinunciando del tutto inaspettatamente a fare l'eroe.
Cal la tela. Il pubblico, alzando gli occhi al palco, si
chin, url, bestemmi. La banda attacc a suonare.
L'omone, un po' perplesso ma sempre minaccioso, si
plac in qualche modo. Un tantino disorientato, ma sotto
l'impressione che si trattasse di ordinaria amministrazione,
il pubblico ud Schultzy, presentatosi al proscenio,
spiegare che il cattivo si era improvvisamente sentito
male; che sarebbe seguito il concerto, compreso nel prezzo
del biglietto, e che quindi ogni uomo, donna o bambino
era invitato a mantenere il suo posto. Il villano, a quel
punto piuttosto confuso, diede un morso a una tavoletta
di puro trinciato e si guard attorno con aria bellicosa. Si
present il signor Means per fare il numero comico del
cinese. L'ordine regnava almeno da un lato della ribalta,
anche se dietro la gonfia laguna veneziana c'era una troupe
salvata dal collasso soltanto dall'umana incertezza se
fossero meglio le lacrime o il riso.
La nuova attrice giovane, che era previsto incontrasse
il Fior di Cotone a Natchez, non comparve. Magnolia,
dopo la prima esperienza con le armi da fuoco, recitava
gi da una settimana la parte dell'assente Elly. Pareva che
non ci fosse alcun motivo valido per non continuare a
farlo, almeno finch il capitano Andy non avesse ingaggiato
una prima attrice a New Orleans.
Pass un anno. Magnolia aveva messo radici nella compagnia.
Quando appariva in compagnia di Parthy, della
signora Means o della signora Soapers sulla strada principale
di questa o di quella piccola citt sul fiume, la gente la
fissava e faceva commenti. Bambine dagli occhi tondi che
si dondolavano sul cancello di casa la contemplavano
come lei a sua volta, non tanti anni prima, aveva contemplato
Elly e Julie che passeggiavano lungo il sentiero
ombroso davanti alla sua casa di Thebes.
Amava quella vita. Lavorava con impegno. Le piacevano
l'ammirazione e gli applausi. Non si considerava un
apostolo dell'arte, non si faceva illusioni sulle sue qualit
di attrice. Ma si beava di quel calore che dalla gente del
fiume, minatori, contadini, negri, casalinghe, mietitori,
boscaioli, paesani, saliva alla ribalta verso di lei. Gente
semplice, che accettava il teatro senza domande, come
bambini. Gente che credeva in quello che vedeva. Che
fischiava il cattivo, applaudiva l'eroina, piangeva per la
triste condizione dell'offeso. Le commedie erano ingenue
come il pubblico. In esse pericolosi ordigni in movimento
si fermavano appena in tempo; eroi legati mani e piedi e
abbandonati per essere schiacciati sulle rotaie venivano
salvati dall'onnipresente figlia del ferroviere, sceriffi balzavano
fuori inaspettatamente in cave nascoste. Si udiva
sempre il suono degli zoccoli dei cavalli quando la virt
era l l per essere oltraggiata. Gli attori erano i giullari dei
fiumi e narravano in termini di sangue, amore e avventura
la cruda saga di un paese nuovo.
Frank, il cattivo, s'innamor immediatamente di Magnolia.
Parthy, che subito si accorse degli occhi dolci che
le faceva, lo tenne d'occhio, furibonda come una tigre; e
lui, pur vivendo sul Fior di Cotone e vedendola in continuazione
a non pi di trenta metri, non riusc mai a
parlarle da solo e sicuramente non riusc mai a toccarla, se
non al bagliore dei riflettori, sul palcoscenico, sotto lo
sguardo di centinaia di occhi. Sconsolato le gironzolava
attorno; era un tipo alto, con i piedi piatti, e con la testa
troppo piccola rispetto alle spalle.
La sua passione non corrisposta e non espressa per
Magnolia sarebbe stata di ben scarso disturbo per la
ragazza e per i suoi genitori, se le sue emozioni non
avessero cominciato a influenzare la sua recitazione. Nelle
scene con lei divenne sempre pi incerto nelle battute.
Non solo, ma il suo atteggiamento e il suo tono da cattivo
assunsero una nota tenera che sconcertava il pubblico,
abituato alla furfanteria bell'e buona, senza mezzi
termini. Quando avrebbe dovuto gettare Magnolia nella
corrente del mulino, legarla brutalmente a una rotaia o
frustarla o ringhiare, guardandola, come un lupo, diventava
un piccioncino che tuba. I suoi colpi erano carezze. Il
suo sguardo bieco un sorriso di adorazione.
Hai intenzione di parlare con quella pecora o devo
farlo io? chiese Parthy al marito.
Ci penso io, la rassicur in fretta Andy. Lascialo
stare fino a che arriviamo a New Orleans. Cos, se qualcosa
esplode, posso sempre trovare un sostituto, l.
Avevano recitato nei comuni della Louisiana, piccole
parrocchie cattoliche tra New Orleans e Baton Rouge i
cui abitanti erano un misto di francesi e di creoli. Frank
aveva vagato sconsolato in ogni cattedrale in miniatura di
cui ciascuna piccola parrocchia andava fiera e, al ritorno,
aveva parlato oscuramente di abbandonare le scene per la
Chiesa.
New Orleans voleva dire posta per la troupe del Fior di
Cotone. E con la posta vennero i guai. Schultzy, pallido
ma deciso, abbord il capitano Andy con una lettera in
mano.
Devo andare, Cap. Ha bisogno di me.
Andare! squitt Andy. Il suo squittio equivaleva a un
muggito in un uomo di statura normale. Andare dove?
Che intendi dire? Ma lo sapeva benissimo.
Sentendo odor di guai, comparve Parthy.
Schultzy tese una lettera scritta su carta ordinaria a
righe e che sapeva vagamente di antisettico.  in ospedale,
a Little Rock. Dice che ha subito un'operazione.
L'ha lasciata, quel farabutto. Non ha una lira.
Ci avrei giurato, soggiunse Parthy sarcastica.
Non puoi andartene e piantarmi cos proprio ora,
Schultzy.
Devo andare, le dico. La mia parte pu farla Frank
finch trova qualcun altro, o finch torno. Il vecchio
Means pu benissimo sostituirlo per il momento e Doc
pu fare il generico.
Frank, annunci Parthy chiaramente e senza indugio,
non far mai l'attor giovane in questa compagnia, te
lo dico io, Hawks.
Ma chi lo dice! Bell'attor giovane che sarebbe, con
quella testa a spillo e quelle zampacce da elefante... Sta' a
sentire, Schultzy.  troppo tempo che fai questo mestiere
per non sapere che non puoi affossare uno spettacolo in
questo modo. Nessun attore farebbe mai una cosa simile,
lo sai bene.
Certo che lo so. E per me non lo farei mai, in nessun
caso. Ma si tratta di lei. Le ho scritto una lettera, quando
 partita. Le ho detto: "Se un giorno avrai bisogno di me
fammelo sapere e io verr". Lei ha bisogno di me, me l'ha
fatto sapere e io devo andare.
E noi? chiese Parthy. Lasciarci nelle peste in questo
modo, prima Elly e ora tu, dopo tutti questi anni. Bella
coppia che siete, tutti e due!
Suvvia, Parthy!
Oh, non ho pazienza come te, Hawks. Lasci sempre
che la gente la spunti, con te.
Ma gliel'ho detto, ricominci Schultzy quasi in lacrime,
 per lei, non per me.  ammalata. Potete trovare
qualcuno qui a New Orleans. Scommetto che in questo
momento ce n' una dozzina, di attori migliori di me, che
se ne sta sulle banchine. Un momento fa mi sono messo a
parlare con un tizio, gi al molo. C'era una gran calca, un
mucchio di merci da scaricare e stavo aspettando di passare
per venire a bordo. Gli ho raccontato che ero un attore
del Fior di Cotone e lui ha detto che era attore anche lui e
che gli sarebbe piaciuto davvero molto essere al mio
posto.
S, sbott Parthy. Lo credo bene che gli sarebbe
piaciuto. Ma cosa crede, che questa sia una barca qualunque?
C' un mucchio di buoni a nulla che darebbe non so
che cosa...
Schultzy indic il luogo dove una figura slanciata si
appoggiava con indolenza a una enorme cassa da
imballaggio, uno dei numerosi fannulloni che costellavano il
grande approdo di New Orleans.
Andy regol il vecchio binocolo con cui aveva appena
osservato il molo e la citt oltre l'argine e scrut quella
figura bella e indolente.
Se fossi in lei andrei a terra a parlargli, gli consigli
Schultzy.
Andy abbass il binocolo e fiss stupefatto Schultzy.
Quello l! Ma non potrei mai andare a parlargli di fare
l'attore su uno show boat.  un signore, quello.
Da' qua, disse Parthy incuriosita. A sua volta punt
il binocolo sul personaggio in discussione. Il suo esame fu
breve ma accurato. Pu darsi che sia un signore. Ma
nessuno si sente un signore se ha una scarpa rotta, e lui ce
l'ha. Non potrei dire che mi piace particolarmente il suo
aspetto. Ma se Schultzy ci gioca questo sporco tiro... be',
si tratta di questo, inutile cercare di abbellire la cosa, c'
poco da scegliere. Se fossi in te, Hawks, andrei a parlargli.

 CAPITOLO 9.

Fu quella la prima visione che Magnolia ebbe di Gaylord
Ravenal: una figura pigra ed elegante in abiti di buona
stoffa e di taglio moderno che, da lontano, ne nascondevano
l'usura. Imbronciato, appoggiato contro un'alta cassa
da imballaggio scaricata sul molo da qualche cargo, si
guardava intorno e batteva pigramente con un bastone da
passeggio di squisita fattura dal pomo d'avorio la punta
della scarpa lucida. Aveva un'aria distinta ed emanava
un'atmosfera di ricchezza. Avvicinandosi, si notava che il
tessuto di lana pettinata era liso, il bel lino dello sparato
della camicia e dei polsini un po' logoro, le scarpe innegabilmente
rotte, il cappello, di un grigio delicato e appoggiato
di sbieco, sudicio come mai dovrebbe essere un
cappello grigio chiaro. Dalla coperta del Fior di Cotone lo
si sarebbe preso, forse, per il figlio di qualche ricco piantatore
della Louisiana che oziava un momento sul molo in
attesa, senza dubbio, di uno dei grossi postali del fiume, i
palazzi galleggianti del Mississippi, che l'avrebbe trasportato
lussuosamente a monte del fiume fino all'approdo
della sua piantagione.
La verit era che Gaylord Ravenal era completamente
rovinato, come avrebbero detto i giocatori d'azzardo sul
fiume. Al verde, avrebbe detto lui. Nessuno meglio di lui
avrebbe potuto saperlo. Dei suoi due possedimenti, a
parte gli abiti piuttosto malandati che indossava, uno era
il piccolo bastone di malacca. E anche se avesse dovuto
separarsi dai gemelli, dalla perla della camicia e, se necessario,
dalla camicia stessa, sarebbe sempre rimasto attaccato
a quel piccolo bastone di malacca, il suo portafortuna.
Che la buona sorte lo avesse abbandonato era un fatto
temporaneo. Aveva la natura superstiziosa del giocatore;
presto il bastone gli avrebbe nuovamente portato fortuna.
Non solo Gaylord Ravenal era in bolletta, ma aveva
appena gentilmente informato il capo della polizia di New
Orleans che si trovava in citt. Quella non era semplicemente
una visita di cortesia. Era, in realt, un obbligo
impostogli dalla legge.
In primo luogo perch il capo della polizia, Vallon, in
un improvviso accesso di virt politiche nel tentativo di
ripulire New Orleans da tutti i giocatori di professione,
aveva dato a tutti loro un preavviso di ventiquattr'ore. In
secondo luogo perch quel particolare visitatore sarebbe
comparso comunque nell'elenco degli indesiderabili, anche
se la sua professione fosse stata fino ad allora quella di
filantropo. Infatti Gaylord Ravenal un anno prima aveva
usato male la pistola.
Non si era trattato di un omicidio commesso a sangue
freddo o in un impeto d'ira, ma di un colpo sparato per
legittima difesa una frazione di secondo prima che l'altro
premesse il grilletto. Le testimonianze lo confermavano e
la difesa di Ravenal lo prov. Ma New Orleans, offesa nel
suo senso civico, addit la porta in segno di congedo. Da
allora in poi la prima visita al suo arrivo doveva essere al
capo della polizia e doveva limitarsi a restare ventiquattr'ore,
non di pi, nella citt di cui amava le aragoste, le
creole, le rose e i gin fizz da Ramos.
La sera prima era sceso dal postale fluviale Lady Lee,
ora visibile alla banchina assieme a un centinaio di altre
imbarcazioni. Le sue ventiquattr'ore sarebbero scadute la
sera stessa.
Certo non era stata sua intenzione sbarcare a New
Orleans. Era salito a bordo del Lady Lee a St. Louis,
scarso di quattrini, ma ricco di speranze, gli abiti un
tempo eleganti nell'attuale stato precario. Aveva in programma,
seguendo il giro del poker nel quale si era immediatamente
immerso, di scendere a terra a Memphis o al
pi tardi a Natchez ricco di quattrini quanto era stato
ricco di speranze. Sfortunatamente era un giocatore onesto
e appassionato. L'unica cosa che possedeva, a parte il
piccolo bastone di malacca di ben scarso valore effettivo,
era un anello con un diamante bianco azzurrato, particolarmente
chiaro che non portava mai. Era una reliquia di
giorni pi fortunati, quando ancora il panno del suo vestito
non era liso, n il lino sfilacciato, n le scarpe rotte. Gli
era affezionato come al bastone e ne era rimasto in possesso
dopo avventure quasi incredibili. Non era superstizioso
o sentimentale nei confronti di quell'anello, ma la
sottile furberia che era in lui lo induceva a pensare che
quando si possiede un bel diamante chiaro e puro si pu
tenere la testa alta e nutrire speranze, qualunque sia lo
stato della propria giacca, della camicia, delle scarpe e del
cappello. Non era mai appartenuto alla sua santa madre,
se mai ne aveva avuto una, n era una vecchia eredit
Ravenal. Era una vincita di giorni pi felici e rappresentava,
lui lo sapeva bene, una ricchezza potenziale. Nel
viaggio che si era protratto, inaspettatamente, da St.
Louis a New Orleans aveva vinto e perduto quell'anello
per sei volte. Quando il Lady Lee era entrato nell'approdo
di Memphis e poi a Natchez, l'anello non era pi in suo
possesso. Lui, necessariamente, era rimasto a bordo.
Mezz'ora prima di arrivare a New Orleans lo aveva recuperato
e in quel momento ne era in possesso. Il gioco del
poker era durato giorni e giorni e all'alzarsi dal tavolo era
povero esattamente come prima.
Aveva dato un'occhiata fuori della finestra dal salone
del Lady Lee, gli occhi arrossati per la mancanza di
sonno, i nervi a pezzi, i lineamenti tesi e tuttavia il volto
perfettamente rasato, le mani immacolate. Gaylord Ravenal,
nella buona e nella cattiva fortuna, aveva le abitudini
e gli istinti di un gentiluomo.
Buon Dio! aveva esclamato a quel punto, ma questa
si direbbe... ma  New Orleans!
E che cosa credevi che fosse? aveva borbottato uno
dei giocatori che era stato per parecchie volte temporaneo
possessore del diamante durante il viaggio. Che
cosa credevi che fosse? Shanghai?
Come vorrei che lo fosse, aveva osservato Gaylord
Ravenal. Un po' stordito, era sceso dalla passerella del
Lady Lee e, a un uomo dagli occhi piccoli e acuti e dai
piedi giganteschi che immediatamente gli aveva rivolto la
parola con tono basso e non'ostile, aveva ribattuto stizzito:
Ma datemi tempo, eh? Non sono ancora ventiquattr'ore
che sono sceso dalla passerella sul molo, o sbaglio?
E allora?
Senza offesa, Gay, aveva risposto quel tale, mentre
gli occhi ancora frugavano gli altri passeggeri che sfilavano
lungo la stretta passerella. Ho solo pensato che era il
caso di ricordartelo, a scanso di guai. Sai com' Vallon.
Vallon aveva detto pi tardi, concisamente: Va benissimo,
Gay. Ma domani sera a quest'ora... Aveva dato
un'occhiata all'abbigliamento di Ravenal con occhio
comprensivo. Un sigaro? Quello che gli aveva porto
era lungo, pallido e logoro come l'uomo che gli stava di
fronte. I nervi tormentati di Gaylord Ravenal anelavano
al sollievo del tabacco; e tuttavia esamin quel dono
palesemente di seconda mano con un'occhiata di sdegno
che era il trionfo dello spirito sulla materia. Certo nessun
uomo che si trovasse in condizioni di inferiorit sia dal
punto di vista sociale sia dell'abbigliamento come lui
sarebbe stato giustificato nel sollevare in atto interrogativo
il sopracciglio destro come fece Ravenal.
Come lo ha chiamato? aveva chiesto a quel punto.
Vallon lo aveva guardato. Non aveva molta presenza di
spirito. Sigaro.
Ottimista. Davvero molto ottimista. Ed era uscito
dall'ufficio dondolando il piccolo bastone di malacca.
Perci in quel momento se ne stava l, imbronciato,
appoggiato contro una cassa di legno sul molo di New
Orleans, distinto e scalcagnato, elegante, bello, senza un
soldo. Aveva ventiquattro anni.
Stava osservando con un certo divertimento l'equipaggio
del Mollie Able portare la massa piatta e ingombrante
del Fior di Cotone alla banchina in mezzo alla confusione
di postali, chiatte, piroscafi, rimorchiatori, navi da carico,
carrette. Si trov, per caso, a scambiare alcune parole con
Schultzy mentre quel portatore di cattive notizie, con la
lettera in mano, aspettava impaziente sul molo che il Fior
di Cotone fosse portato all'approdo. Aveva visto quei
teatri galleggianti nel Mississippi e nell'Ohio parecchie
volte, ma non aveva mai parlato, fino a quel momento,
con uno dei loro attori.
Attor giovane! esclam, incapace di nascondere una
certa incredulit nella voce. Schultzy, un occhio ansioso
alle noiose manovre del Mollie Able, gli aveva appena
spiegato la sua posizione nella compagnia del Fior di
Cotone. Ravenal, osservandone le sopracciglia corrugate,
le guance non rasate, il vestito trasandato, l'occhio
spento, aveva involontariamente lasciato trapelare un po'
del suo stupore.
Schultzy fece con le mani e le spalle un piccolo gesto di
scusa. Credo proprio di non avere l'aria dell'attor giovane,
e questo  un fatto. Ma sono a pezzi. Mi sono scolato
un bicchiere alto cos, e indic una spanna, laggi, a
Canal Street; whisky puro. Non si pu bere a bordo dello
show boat. Ebbene, signore, non me ne sono accorto,
neanche fosse stato acqua.  che ho appena avuto notizie
da mia moglie che  ammalata in ospedale.
Ravenal emise un breve, svogliato suono di simpatia.
A New Orleans?
A Little Rock, nell'Arkansas. Ci vado.  un tiro
mancino, ma ci vado.
Che cosa intende dire, con tiro mancino? Ravenal
era blandamente interessato a quell'estraneo che gli raccontava
i fatti suoi.
Lasciare lo spettacolo cos, all'improvviso. Non so che
cosa faranno. Io... Vide che il Fior di Cotone era finalmente
a posto e che avevano di nuovo abbassato la passerella.
Si volse di colpo, senza un saluto, fece forse una
decina di passi, poi torn indietro di cinque e lo interpell:
Ha mai recitato, lei?
Recitato?
Sul palcoscenico. Recitato. Fatto l'attore, intendo?
Ravenal gett indietro la bella testa e rise come non
avrebbe mai pensato, dieci minuti prima, di poter pi
ridere. Io! L'attore! N... Poi, improvvisamente serio,
anzi pensoso Be', s. S. E osservando Schultzy tra le
palpebre mezzo chiuse batt la punta della sua lucida
scarpa scalcagnata con il bel bastoncino di malacca.
Schultzy si avvi di nuovo in direzione del Fior di Cotone.
Sulla banchina Ravenal osservava il via vai con tale aria
di divertita indulgenza, che nessuno avrebbe potuto credere
che proprio in quel momento aveva la legge alle
calcagna e, se pure si accorse dell'esame al quale veniva
sottoposto attraverso il binocolo, non lo diede certo a
vedere.
Il capitano Andy Hawks scese sgambettando dal Fior
di Cotone e si avvicin a quel personaggio usando tutta la
delicatezza che la situazione richiedeva.
Mi hanno detto che lei ha recitato sul palcoscenico.
Gaylord Ravenal sollev il sopracciglio destro e abbass
lo sguardo sul piccolo capitano saltellante. Mi chiamo
Gaylord Ravenal, dei Ravenal del Tennessee. Non ho
capito il suo nome.
Andy Hawks, capitano e proprietario del Gran Teatro
Galleggiante Fior di Cotone. Indic con il pollice al di
sopra della spalla lo show boat.
Ah, s, rispose Ravenal con cortese indifferenza.
Consent al suo sguardo patrizio di oziare pigramente per
un attimo sul Fior di Cotone tozzo e tarchiato attraccato
alla banchina.
Il capitano Andy rimpianse di colpo di non averlo fatto
ridipingere e revisionare. Si torse le basette e, imbarazzato,
sbott a dire la cosa sbagliata: Mi sa che Parthy aveva
torto. Il sopracciglio di Ravenal si fece interrogativo.
Andy s'impappin. Ha detto che nessuno che abbia una
scarpa rotta... qui si ferm, atterrito.
Gaylord Ravenal abbass gli occhi alla calzatura in
discussione. Poi li alz verso la arcigna e corpulenta figura
femminile sul ponte a prua del battello. Parthy indossava
uno dei suoi cappellini pi intransigenti e una gonna
palesemente drappeggiata e voluminosa secondo la
moda. Il nero non donava al colorito pallido della signora
Hawks. Il nero pesante e voluminoso le era fatale. Se mai
qualcosa avesse potuto rendere la sua figura meno attraente
di quanto in realt non fosse, questo era, si sarebbe
detto, lo sguardo di Ravenal. Quella... ah... signora?
Mia moglie, disse Andy. Poi si fece coraggio e vuot
il sacco. Abbiamo perduto il nostro attor giovane. Quindici
la settimana, pi vitto e alloggio. Possibilit di vedere
il mondo. Nessuna responsabilit. Schultzy ha detto che
lei aveva detto... Io ho detto... Parthy ha detto... Ormai
impegolato senza speranza, tacque.
Devo ritenere che mi viene offerto il lavoro di... primo
attor giovane sul... un'occhiata sarcastica verso l'alto,
Gran Teatro Galleggiante Fior di Cotone...
Ecco, appunto, l'interruppe Andy animatamente.
Dopo tutto, neanche il tono e il modo di fare di quel
giovanotto riuscivano a far dimenticare completamente
quel buco nella scarpa. Andy sapeva bene che nessuno
porta una scarpa rotta per libera scelta.
Nessuna responsabilit, ripet. Un'occasione per
vedere la vita.
L'ho vista, la vita, rispose nel tono di uno a cui non
importa nulla di quello che ha visto. I suoi occhi erano alla
stessa altezza della coperta del Fior di Cotone. D'improvviso
il suo sguardo si fece attento. Un'alta, sottile figura in
bianco era apparsa sulla coperta superiore, a prua, la
coperta considerata da tutti la versione nautica di una
veranda. La sottile figura bianca era Magnolia. Preparandosi
a scendere a terra stava dando un'occhiata alla
romantica citt che aveva sempre amato e che aveva percorso
in lungo e in largo in compagnia di Andy o di Doc
almeno una dozzina di volte dal suo primo viaggio, da
bambina, sul Creola Bella.
Anche il suo vestito era voluminoso, come voleva la
moda. Ma nei punti in cui non era voluminoso era molto
attillato e la sua ampiezza serviva appunto a sottolinearne
l'aderenza. I capelli neri erano tirati lisci sulle tempie e
ricadevano in una cascata sulle spalle. Il bel viso e il lungo
collo sbocciavano squisitamente dal collarino pieghettato
che le adornava la scollatura. Portava in mano un cappellino
assurdo adorno di nastri e di fiori. Una figurina
giovane e graziosa, flessuosa, esile, vestita di bianco, che
contemplava quel pandemonio del molo di New Orleans.
Colonne di fumo nero si alzavano dai fumaioli di un
centinaio di piroscafi. Barili e casse vagavano nell'aria o
venivano spostati attraverso la banchina con accompagnamento
di urla, sudore e bestemmie. Negri dappertutto.
Cappelliere, sacche da viaggio, bambini, carri pesanti,
vetture, carriole, carretti. Oltre il molo sorgevano i vecchi
magazzini del sale. Al di l di quelli c'era Canal Street.
Magnolia si preparava ad andare in citt con i suoi genitori.
Andy le aveva promesso una cena da Antoine e una
serata al vecchio teatro francese. Lei di francese sapeva a
malapena dieci parole. Andy, se pure l'aveva conosciuto
da bambino, l'aveva del tutto dimenticato. Parthy lo considerava
il linguaggio del peccato e dei romanzi a forti
tinte. Ma tutti e tre si divertivano per la grazia, il colore,
l'eccezionaiit della rappresentazione e del pubblico che
non si trovavano in nessun altro luogo, in tutto il Paese. Il
piacere di Andy era ravvivato da una vaga nostalgia; il
piacere di Magnolia era quello che prova un'artista vedendo
altri al lavoro; quello di Parthy era il puro piacere
del sospetto. Sperava sempre che le scene culminanti
della commedia fossero pi spinte di quanto non erano in
realt.
Dal suo punto di osservazione Magnolia guardava avidamente
quanto avveniva attorno a lei, godendo della
babele dei moli di New Orleans.
Individu e riconobbe la piccola figura saltellante che
con la mano destra si tormentava i favoriti. Era impaziente
di scendere a terra. Gli fece cenno con la mano che
reggeva il cappello. Il braccio sollevato accentu le sue
curve delicate.
Andy, vedendola, le fece un cenno di risposta.
Quella signorina, s'inform Gaylord Ravenal,  un
membro della vostra compagnia?
Il volto di Andy s'intener e s'illumin. Quella? Quella
 mia figlia Magnolia.
Magnolia. Magnol... Ed ... Fa parte...
Certo che s!  la nostra attrice giovane, Magnolia. La
controparte dell'attor giovane. Ma se lei ha gi fatto
teatro lo sapr bene, immagino. Gli balen un improvviso
sospetto. Dica, giovanotto... come ha detto che si
chiama? Oh, s, Ravenal. Bene, Ravenal, lei fa presto a
imparare la parte? Devo saperlo, prima di tutto. Perch
stasera lasciamo New Orleans e andiamo a recitare nei
bayou. Domani sera a Bayou Teche in Tempesta e arcobaleno...
La impara presto, la parte?
Come un lampo, rispose Gaylord Ravenal.
Cinque minuti dopo, chino sulla mano di lei, non sapeva
se prendersela con il buco nella scarpa che lo diminuiva
ai suoi occhi, o se benedirlo, poich era la causa della sua
presenza a bordo.
Che lui e Magnolia s'innamorassero l'uno dell'altra era
inevitabile come il corso della natura. Certo qualche forza
pi grande dell'umana dovette avervi parte, poich
riuscirono a superare perfino l'opposizione di Parthy.
Tutto contribuiva a unirli, incluso il fatto che forzatamente
erano tenuti separati. Gi di per s figura pittoresca,
misteriosa e romantica, Gaylord Ravenal, immediatamente
dopo essersi unito alla compagnia del Fior di Cotone
si trov al centro di una serie di episodi drammatici
ciascuno dei quali lo avrebbe fatto rifulgere agli occhi di
Magnolia, anche se ancora non aveva assunto per lei la
gloria di un eroe.
Lei non aveva mai incontrato, prima di allora, un uomo
dello stampo di Ravenal. In quella squallida ed eterogenea
compagnia si muoveva distaccato, remoto, eppure li
attraeva tutti irresistibilmente, tutti eccetto Parthy. Anche
lei doveva sentirsi attratta da quell'uomo affascinante
e magnetico, ma combatteva quell'attrazione con tutta la
forza della sua natura possente e vendicativa. Sentendo
che l'opposizione pi aspra veniva da lei, Ravenal si
adoper deliberatamente a esercitare il suo fascino per
conquistarne l'amicizia. Per la prima volta nella sua vita
sub uno scacco cos deciso, cos inequivocabile, da portarlo
a dubitare, temporaneamente, delle proprie doti.
Le donne avevano sempre adorato Gaylord Ravenal.
Non era un mascalzone. Era solo un uomo particolarmente
piacevole e debole. Il suo sistema, unito alla forte
attrazione personale, era estremamente semplice. A tutte
le donne professava amore e non chiedeva nulla. Travolte,
aspettavano in un delizioso tremore l'attacco finale.
Dato che esso, non si concretizzava, alzando gli occhi
scorgevano il suo bel viso reso ancora pi interessante da
una certa pensosa tristezza, e se ne sentivano struggere il
cuore. Quello che avevano inteso difendere, l'offrivano.
Per il resto, il suo era un carattere contradditorio. Raffinatezza
di modi, unita a una schietta ingenuit. Sfacciataggine,
e insieme timidezza. Non era un uomo particolarmente
intelligente. Non aveva bisogno di esserlo. Lo
sguardo che rivolgeva alla cameriera di un ristorante
china su di lui non era affatto diverso da quello che
rivolgeva direttamente a Parthy, o alla figlia di un ricco
avvocato del Sud, o alla mamma vagamente a disagio di
quella figlia. Non che vi fosse in lui la volont di fare
deliberatamente del male, o superficialit, ma era incapace
di fare altrimenti.
Certo non aveva mai avuto intenzione di continuare a
far parte di quella compagnia eterogenea che girovagava
su e gi per i fiumi. N, d'altra parte, aveva mai avuto
l'intenzione di innamorarsi di Magnolia, e tanto meno di
sposarla. La vicinanza e l'opposizione, delle quali basta
generalmente una sola per attizzare il fuoco, causarono
assieme l'exploit finale. Per settimane, dopo che fu salito
a bordo, non parl mai a Magnolia da solo. Ci pens
Parthy. La vedeva non solo ogni giorno, ma quasi ogni
ora. Si considerava fortunato quando era abbastanza
svelto da dire: Bella giornata, vero, signorina Magnol...
prima che la signora Hawks pilotasse la sua rampolla
fuori portata del suo orecchio. Parthy era abbastanza
saggia da capire che quell'estraneo bello, affascinante
e insidioso sarebbe apparso desiderabile e romantico agli
occhi di donne mille volte pi smaliziate dell'ingenua
Magnolia. Si rifugi nell'idea che quel maschio pericoloso
era la pi precaria delle aggiunte alla troupe del Fior di
Cotone. Il suo rapporto con loro sarebbe finito con il
ritorno di Schultzy.
Nel frattempo Gaylord Ravenal si divertiva immensamente
ed era terribilmente occupato. Imparare le parti di
attor giovane nelle commedie che costituivano il repertorio
della compagnia del Fior di Cotone non era impresa da
poco. Non solo doveva imparare a memoria battute,
trama e copione delle commedie regolarmente in cartellone,
La capanna dello Zio Tom, East Lynne, Tempesta e
arcobaleno, Il segreto di Lady Audley, La sposa del pastore,
Il giocatore e altre, ma doveva essere pronto a intervenire
nel concerto dopo lo spettacolo, qualunque fosse il
tema della rappresentazione: Un dollaro per un bacio o
Red Hot Coffee. La compagnia provava giorno e notte;
durante il giorno c'erano le prove dello spettacolo della
sera, dopo la rappresentazione si provava la commedia in
cartellone per il giorno dopo. Con un certo stupore la
troupe del Fior di Cotone si rese conto, dopo due settimane,
che Gaylord Ravenal aveva assunto le funzioni di
regista. Era accaduto come un fatto naturale e inevitabile.
Ravenal aveva un preciso senso del teatro: sentiva il
tempo, il ritmo, la battuta, l'armonia, l'inflessione, la
caratterizzazione, insieme o separatamente. L'atmosfera
aveva per lui il sapore della novit, era interessato, desiderava
far buona impressione su Andy, Parthy e Magnolia
e considerava tutta la faccenda un'allegra avventura e
un piacevole intermezzo. Per un mese recitarono nei
bayou e nelle piantagioni della Louisiana, e si lasciarono
alle spalle una campagna dove i piantatori, gli abitanti dei
paesini, i negri erano stati svegliati dal loro letargo del
Sud. Per tutta la vita avevano conosciuto gli show boat e
le loro rappresentazioni. Erano stati visitati da compagnie
volgari, squallide, raffazzonate o corrette e scrupolose.
La troupe del Fior di Cotone era quella che aveva il
cartellone pi vario e di conseguenza il pubblico pi
affezionato. Di solito invece le commedie erano sempre
le stesse e l'esecuzione meno che mediocre. Si trovarono
quindi del tutto impreparati al divertimento offerto da
quei due giovani belli, appassionati e commoventi che
avevano il ruolo di primi attori nel Gran Teatro Galleggiante
Fior di Cotone. Gaylord Ravenal: brillante, giovane,
avvenente, aristocratico, dall'aspetto romantico. Magnolia:
slanciata, fanciullesca, ardente, elettrizzata, affascinante.
Le loro avventure simulate, cos come le
vivevano sulla scena, divennero reali; i loro pericoli e le
loro disavventure facevano tremare; il loro amore era
qualcosa di squisito, di fragrante. Da una piantagione
all'altra corse voce di quella compagnia filtrando da un
bayou all'altro, da un insediamento all'altro in qualche
misterioso sotterraneo modo. Il Fior di Cotone registr
pienoni in una regione che non era mai stata particolarmente
redditizia. Andy esultava, Parthy era preoccupata,
Magnolia, ardente e piena di tremori, sprizzava felicit.
Le sue labbra presero una curva pi piena, la sua pelle
emanava un dolce splendore come illuminata da un riflesso
interiore, proprio come anni prima il colorito ambrato
di Julie pareva affondare in uno splendore dorato. Gli
occhi erano enormi, luminosi. L'adolescente sbiadita,
allampanata e goffa di diciassette anni era diventata una
diciottenne adorabile e innamorata.
Quando tornarono a New Orleans trovarono una lettera
di Schultzy, una missiva patetica, scarabocchiata e
sgrammaticata, leale. Elly era uscita dall'ospedale, ma
era debole e senza risorse. Lui aveva un lavoro temporaneo,
di cui non specificava la natura. Portiere di qualche
bar a Little Rock, ci scommetterei, azzard Parthy, perspicace,
se ne star l a lucidare gli ottoni e le sputacchiere.
Aveva conosciuto un tizio che dirigeva una compagnia
di comici da strapazzo. Una delle attrazioni aveva
come titolo La vecchia piantagione, un'altra il Sud prima
della Guerra. Avevano delle scritture nel Middle West.
Tra qualche settimana, se Elly fosse stata pi in forze...
Non parlava di danaro. Non parlava del loro eventuale
ritorno sul Fior di Cotone. Tutto ci, Andy lo sapeva, era
a causa di Elly. Di nascosto da Parthy gli mand duecento
dollari. Schultzy non torn mai pi sui fiumi. Fu Elly
stranamente che, molti anni dopo, complet il cerchio
che la ricondusse allo show boat.
Andy, Parthy e Doc si consultarono. Dovevano tenersi
Ravenal. Ma Ravenal ovviamente non aveva la vocazione
dell'attore. L'aveva detto chiaro la prima volta che era
salito a bordo, che era il pi transitorio dei compagni e
che sarebbe rimasto sul Fior di Cotone al pi tardi fino al
ritorno di Schultzy. Aveva intenzione di lasciarli non a
New Orleans, come avevano temuto in un primo tempo,
ma a Natchez, nel viaggio di ritorno.
Non diciamogli che Schultzy non torner, propose
Doc brillantemente.
Dovr pur saperlo, prima o poi, fu l'ovvia risposta di
Andy.
Ci sarebbe da credere, osserv Parthy, che sia l'unico
attor giovane rimasto al mondo. In realt, non mi pare
poi che sia questo gran che, come attore. Non fa che
roteare gli occhi e parlare con voce profonda, ha le mani
bianche come quelle di una donna e giocherella in continuazione
con le unghie. Ci scommetto che se andate a
chiedere in giro a New Orleans scoprirete qualcosa di
strano, con tutto quel suo gran parlare del fatto che  un
Ravenal del Tennessee e che i suoi anticamente erano
governatori e hanno le lapidi nella chiesa o che so io.  un
tipo ambiguo, ecco quello che . Fate attenzione a quello
che dico.
 il miglior attor giovane che abbia mai recitato sui
fiumi. E non ho mai sentito dire che il fatto di avere le
unghie pulite sia nocivo a un attore.
Oh, non  solo il fatto che abbia le unghie pulite,
sbott Parthy.  tutto il complesso.
Be', non lo si pu proprio giudicare colpevole per
questo, scoppi a ridere Doc. Dopo di che i due uomini
fecero infuriare la signora Hawks, assolutamente priva di
senso dell'umorismo, sganasciandosi dalle risate e dandosi
delle gran pacche sui ginocchi.
Va bene, va bene, Hawks. Ridi pure di tua moglie. E
anche tu, Doc.
Ma lei non  mia moglie, ribatt Doc, approfittando
dei privilegi di chi ha superato la sessantina. E rise di
nuovo.
La sottile trama che teneva a freno il cattivo umore di
Parthy a quel punto si ruppe. Non posso sopportarlo.
Sempre a blaterare e a lusingare. Quante galanterie. Crede
di poter raggirare una donna della mia et. Be', ne
valgo dieci come lui in quanto a furbizia. Si chin pi
vicino ad Andy, il viso contratto dall'ansia e da una sorta
di gelosia. Guarda Magnolia, te lo dico io.
Sarebbe un pazzo se non lo facesse.
Andy Hawks, hai intenzione di dirmi che intendi stare
l seduto a guardare tua figlia sposare un barbone buono a
nulla, topo di banchina o peggio, che non aveva neanche
la camicia quando l'hai raccattato?  questo che vuoi?
Oh, Dio onnipotente, donna, possibile che un uomo
non possa guardare una ragazza senza doverla sposare!
Doverla sposare, capitano Hawks! Dover... Be', che
cosa pu aspettarsi una poveretta quando suo marito
parla in questo modo, e di fronte a un estraneo, per
giunta. Dover...!
Doc si strofin il mento coriaceo con aria mesta. Esagera
un po', signora Hawks, chiamandomi estraneo, non
trova?
E va bene. Tenetevelo, tutti e due. Chi  stato a
mettervi in guardia contro quella faccia gialla di Julie?
Con quello che  successo! Se  con gli sceriffi che volete
avere a che fare, scommetto che ci riuscirete in un baleno
se pronunciate il suo nome in certe parti del paese. Aspettate
finch saremo tornati a New Orleans. Ho intenzione
di andare in giro a chiedere informazioni, e anche
Frank.
E che c'entra Frank?
Ma, di fronte a quell'ultima dimostrazione dell'ottusit
maschile, Parthy abbandon quel consesso.
Al suo ritorno dai bayou il Fior di Cotone rest all'attracco
per un giorno alla banchina di New Orleans. Nelle
prime ore del mattino del loro arrivo Gaylord Ravenal
and a terra. Mentre scendeva dalla passerella scambi
qualche parola con quel medesimo gentiluomo dallo
sguardo penetrante che ancora gironzolava sulla banchina.
Il saluto che i due si scambiarono sarebbe apparso a
un osservatore qualunque abbastanza amichevole.
Gi di ritorno, Gay, aveva esclamato l'uomo dallo
sguardo penetrante. Si direbbe che tu non riesca a star
lontano dalla scena del...
Oh, va' all'inferno, aveva risposto Ravenal con insofferenza.
Torn a bordo del Fior di Cotone alle tre. Al suo
apparire lo sfaccendato che lo aveva abbordato (e che
ancora misteriosamente ciondolava sulla banchina) chiuse
gli occhi e poi li riapr improvvisamente come per
scacciare una visione.
Caspita, Ravenal! Hai rapinato una banca?
Dalla punta delle scarpe lucide alla sommit del cappello
grigio chiaro l'abbigliamento di Ravenal era assolutamente
perfetto. Le scarpe erano fatte a mano, sottili, di
gusto eccellente. Il panno dell'abito era palesemente di
provenienza inglese, e non cucito per un cliente occasionale,
ma fatto su misura per lui. I calzoni andavano
elegantemente restringendosi al collo del piede. Il colletto
era tagliato con perizia in modo da stringere il collo. Il
lino della camicia era della miglior qualit e candido, e il
sobrio monogramma sul fazzoletto, che faceva capolino
dalla tasca sinistra della giacca, era ricamato finemente. Il
bastone di malacca pareva brillare di nuovo lustro e ricchezza,
ora che si trovava ancora una volta nella compagnia
che gli si addiceva. Dai bayou della Louisiana Gaylord
Ravenal aveva spedito per posta a Plumbridge, unico
sarto inglese di New Orleans, l'ordine, che si era tradotto
in quel suo attuale splendore, accludendo come prova
della sua onest i guadagni delle sue prime due settimane
sul Fior di Cotone e garantendo di pagare in avvenire.
Si ferm un attimo per liberarsi della fastidiosa attenzione
dell'uomo dagli occhi piccoli e penetranti. Ascoltami,
Piedipiatti. Il Fior di Cotone ha gettato l'ancora alle
sette di questa mattina al molo di New Orleans. Sono
sceso a terra alle nove. Ora sono le tre. Sono libero di
restare a terra o no, a mio piacere, fino alle nove di
domattina. Fino ad allora, se udr ancora una parola
della tua offensiva conversazione, te ne far pentire.
Piedipiatti, cos duramente rimproverato, fiss Ravenal
con un'espressione di sorpresa e ammirazione insieme.
Perdio, Ravenal, con un po' di fortuna la tua insolenza
potrebbe renderti un milione, un giorno o l'altro.
Non vorrei essere infastidito da una somma cos volgare.
Da una tasca interna estrasse un sigaro di marca,
lungo, scuro e succoso. Prego. Ne estrasse un secondo.
E dai questo a Vallon quando vai a fare il tuo rapporto.
Digli che volevo che per una volta nella vita gustasse
l'aroma di un sigaro decente.
Mentre risaliva la passerella incontr la signora Hawks
e Frank, il goffo cattivo, evidentemente diretti a terra
insieme. Si fece da parte con una galanteria che non era
da meno di quella dei Ravenal del Tennessee all'epoca
delle spade, dei rasi e delle parrucche.
La signora Hawks era, alla fin fine, una donna; e nessuna
donna sarebbe rimasta indifferente di fronte all'immagine
della perfetta eleganza che le stava di fronte.
Ges! esclam, e fu comunque inadeguato. Frank, il
cui abbigliamento, a bordo o a terra, era sempre trascurato
al punto da suscitare in chi l'osservava un reale nervosismo,
tent un sorriso beffardo che, senza l'aiuto del
trucco, fall miseramente.
Ravenal si rivolse alla signora Hawks. Non rimarr a
lungo a terra, spero!
E perch no? s'inform la signora Hawks con il suo
consueto garbo.
Speravo che forse lei, il capitano Hawks e la signorina
Magnolia mi avrebbero fatto l'onore di cenare con me a
terra e di andare, dopo, a teatro. Conosco un piccolo
ristorante dove...
Neanche per sogno! ribatt Parthy, a mo' di gentile
rifiuto; e mosse maestosa lungo la passerella, seguita dal
cattivo tutto felice.
Ravenal continu pensoso a camminare. Il capitano
Andy era nel botteghino all'altezza del piccolo ponte a
prua che serviva da ingresso allo show boat. Con lui
c'era Magnolia, Magnolia senza le ali protettrici della
madre. Dopotutto neanche Parthy aveva il dono dell'ubiquit.
In quel momento era immersa in una fitta conversazione
con Piedipiatti sul molo.
Magnolia era evidentemente vestita per una festa. La
gonna del suo abito di seta grezza chiara era drappeggiata
su una sottogonna bianco panna, anch'essa di seta, e la
parte anteriore dell'attillato corpetto era della stessa stoffa
bianco panna. Il cappello rotondo di paglia di Firenze,
con la cupola alta, alla moda, aveva un'ala guarnita di
velluto rosa cupo che le ombreggiava i begli occhi. I suoi
capelli sembravano ancora pi neri in contrasto con quel
colore vivo. Un parasole grezzo e dei lunghi guanti di
pelle scamosciata completavano il suo abbigliamento.
Pareva uscita da un numero di Harper's Bazaar, e di fatto
lo era. Il vestito era la copia fedele di un abito che aveva
considerato particolarmente seducente sfogliando le pagine
di quel giornale di moda.
Andy era occupato alla sua scrivania sulla quale erano
disposti in file sacchetti di tela gonfi e tozzi, sacchetti di
tela molli e sbilenchi; sacchetti di tela che, se si sollevavano
e poi si riappoggiavano sul tavolo, mandavano un
piacevole suono tintinnante. Ammucchiati di fianco c'erano
dei pacchetti di banconote, a mucchi di cinquanta,
ciascuno avvolto in un foglio di carta bianca fermato nel
mezzo con uno spillo. Tra questi, formando una specie di
muraglia cinese, erano ammassati mezzi dollari, quarti di
dollaro, monetine da dieci cents, monetine da cinque
cents e qualche pila di dollari d'argento. In mezzo a tutto
ci Andy assomigliava a uno gnomo amabile e molto
facoltoso uscito da una fiaba dei fratelli Grimm. Il viaggio
nei bayou aveva superato ogni record in quanto a guadagni.
Pi cinquanta fanno seicentocinquanta, cantilenava
felice Andy mentre scarabocchiava cifre su un foglio di
carta listato di giallo, ... pi cinquanta fa settecento, pi
venticinque settecentoventicinque, pi venticinque...
Oh, pap! esclam Magnolia impaziente, e si volse
verso la piccola finestra dalla quale si scorgeva New Orleans
giacere invitante tra le braccia protettrici del fiume.
Sono quasi le quattro e non ti sei neanche cambiato
d'abito, e continui a contare e a ricontare quel denaro, e
mamma  scesa a terra per chi sa quale orribile faccenda
con quel subdolo di Frank. So che si tratta di qualcosa di
orribile perch aveva un'aria tutta soddisfatta. Me l'hai
promesso. Passer un anno prima che torniamo a New
Orleans. Hai detto che avresti preso una carrozza e due
cavalli e che saremmo andati fino al Lago Pontchartrain e
avremmo pranzato l, e che poi saremmo andati a teatro,
e sono quasi le quattro, ora, e non ti sei neanche cambiato
d'abito e continui a contare quel denaro e mamma...
Dopotutto, in un certo senso, Magnolia attrice giovane
non era molto cambiata dalla bambina che si era fatta
venire un attacco isterico per averla vinta quel giorno a
Thebes, tanti anni prima.
Un minuto, bofonchi Andy con aria assente. Non
posso lasciare in giro questo denaro come fossero bottoni,
ti pare? La Banca Nazionale mi fa il favore particolare
di lasciarmi entrare da una porta laterale dopo le ore
d'ufficio, in modo che possa depositare... pi cinquanta
fa ottocentocinquanta, pi cinquanta fa novecento...
Non me ne importa niente! grid Magnolia battendo
i piedi.  veramente una cattiveria da parte tua, pap.
Me l'hai promesso. Sono tutta vestita. E tu non ti sei
neanche cambiato...
Oh, Dio onnipotente, Nola, non starai diventando
una donna irragionevole come tua madre, eh? Me ne sto
qui seduto a sgobbare...
Oh! Com' bello! esclam a quel punto Magnolia,
con gran stupore di Andy che alz gli occhi per guardarla.
Lo sguardo di lei era diretto, oltre la sua testa, verso la
porta. Andy si gir in fretta, cigolando, sulla vecchia
sedia girevole; sulla soglia, naturalmente, c'era Ravenal.
Andy emise un acuto fischio di sorpresa e di ammirazione.
Com' bello! ripet Magnolia; e strinse le mani come
una bambina.
Anche lei, signorina Magnolia, rispose Ravenal;
quindi, fatto un passo avanti nella minuscola stanzetta,
prese delicatamente tra le sue una mano di Magnolia e,
chinatosi su di essa, la baci. Magnolia, buona attrice e
figlia del galante e francese Andy, era abbastanza disinvolta
da accogliere quell'omaggio con una lieve graziosa
inclinazione della testa e nessuna sorpresa apparente. Lo
stesso Andy non manifest alcuna meraviglia nel vedere
quella figura amabile ed elegante china sulla mano di sua
figlia. Anzi, parve abbastanza compiaciuto. Ma d'improvviso
lo sguardo che aveva sul volto assunse un'espressione
allarmata. Balz in piedi. Si stropicci i basettoni,
segno evidente di turbamento.
Ascolti, Ravenal. Questo non vuol dire che lei ci
lascia, eh? Quegli abiti, e ora questo baciar la mano di
Nola. Dio onnipotente, Ravenal, non ha intenzione di
lasciarci, vero?
Ravenal scacci un immaginario granello di polvere dal
polsino della sua manica impeccabile. Questi sono i miei
soliti abiti, capitano Hawks, signore. Intendo dire che di
solito vesto nel modo in cui mi vede ora. La prima volta
che ci siamo incontrati mi trovavo temporaneamente in
difficolt. Il che pu sempre accadere a un gentiluomo.
Certo, certo, convenne Andy in fretta, con entusiasmo.
Be', mi ha fatto prendere un bello spavento. Ho
creduto che venisse a congedarsi. E, dato che siamo in
argomento,  una stupidaggine lasciarci a Natchez, come
lei ha detto, Ravenal. Non so che cosa abbia fatto prima,
ma lei  tagliato per fare l'attore, me lo lasci dire. Resti
con noi e le aumenter a venti... e, mentre Ravenal
scuoteva la testa, venticinque... ancora la testa fece
cenno di no, trenta! E, Dio onnipotente, non esiste attor
giovane che abbia mai guadagnato una cifra simile, sui
fiumi.
Ravenal sollev una mano bianca e ben fatta. Non
parliamo di quattrini ora, capitano. Per, se... volesse
avere la bont di anticiparmi cinquanta, io... Grazie...
Stavo dicendo che sono venuto a chiederle se lei, la
signora Hawks e la signorina Magnolia vogliono farmi
l'onore di cenare con me a terra, stasera, e di andare poi a
teatro. Conosco un piccolo ristorante francese...
Pap! Lei piomb sul piccolo Andy, avviluppandolo
tra le crespe dell'abito, nella seta, nel suo velluto rosa, nel
suo profumo. Gli gett le braccia al collo. La sua guancia
giovane, fresca, premette contro la testa grigia. I suoi
occhi erano enormi, e fissavano gli occhi di Ravenal.
Pap!
Ma anni di familiarit con la compassata Parthy gli
avevano insegnato la prudenza. Tua madre, cominci
debolmente.
Magnolia lo abbandon, vol da Ravenal, gli afferr
un braccio. I suoi begli occhi lasciavano trasparire le
lacrime. Involontariamente la mano libera di lui copr
quella di lei che si attaccava supplichevole alla sua manica.
Me l'ha promesso. E adesso, dato che ha da contare
tutto quel denaro perch Doc  stato trattenuto a Baton
Rouge e non l'abbiamo trovato qui questo pomeriggio
come prevedeva, e mamma  scesa a terra, e dovevamo
andare in carrozza fino al lago Pontchartrain e pranzare l
e non si  nemmeno cambiato d'abito e sono quasi le
quattro... anzi, probabilmente sono le quattro, e lui continua
a contare e a ricontare il danaro...
Magnolia! grid Andy con frenesia tipicamente francese,
aggrappandosi ai favoriti come se volesse sollevarsi
dal suolo.
Magnolia evidentemente si godeva la situazione: due
uomini, che l'adoravano entrambi, e lei che adorava loro.
Decise perci di mettere alla prova il loro amore. La sua
espressione divenne tragica, ma non abbastanza da sciupare
il suo aspetto delizioso. A colui che l'amava pi
profondamente e senza egoismo disse:
Non te ne importa niente di me o della mia felicit. Tu
pensi solo a questa vecchia barca, agli affari e al denaro.
Come se non avessi lavorato io, una sera dopo l'altra, un
anno dopo l'altro! E ora che ho l'occasione di divertirmi...
 come se tu non mi avessi mai promesso...
Andremo, te lo assicuro, Nola. Ma la mamma non 
ancora tornata. E come facevo a sapere che Doc sarebbe
rimasto incastrato a Baton Rouge! Abbiamo un mucchio
di tempo per pranzare a terra e andare a teatro, ma
dovremo rinunciare alla passeggiata in carrozza fino a
Pontchartrain.
Magnolia emise un gemito da spezzare il cuore. I suoi
grandi occhi neri si volsero supplici a Ravenal.  la
passeggiata, che mi piace di pi. E i cavalli. Vado pazza
per i cavalli e non ho mai la possibilit... oh, va bene, a
un'obiezione da parte di Andy, qualche volta; ma che
razza di cavalli hanno nei paesini! Qui invece si pu
trovare una splendida pariglia... tutti lustri, con le narici
dilatate, e delle bellissime code lunghe, i finimenti risonanti
e i cuscini rossi... e il lago, e i granchi dal guscio
morbido... Stava diventando incoerente, ma era pi
bella che mai e sempre pi attraente.
Ravenal resistette al desiderio folle di stringerla tra le
braccia. Si rivolse, serio, all'angosciato Andy. Se si fida
di me, capitano Hawks, avrei un'idea che mi  appena
venuta in mente. Conosco benissimo New Orleans e
sono... molto conosciuto. La signorina Magnolia tiene
molto a questa piccola vacanza. So dove posso trovare
una splendida pariglia di sauri sicurissimi, ma magnifici
trottatori. Magnolia lanci un infantile gridolino di
gioia. Se partiamo immediatamente potremmo fare una
magnifica passeggiata, la signorina Magnolia e io. Se
vuole, possiamo portare con noi la signora Means, o la
signora Soapers...
No! sugger quell'imprudente belt.
... e tornare in tempo per incontrare lei e la signora
Hawks, per esempio da Antoine, per la cena.
Oh, pap! esclam Magnolia. Oh, pap!
Tua madre... incominci di nuovo a dire Andy, debolmente.
I mucchi e le pile di monete giacevano ancora
sul tavolo, e bisognava contarli. Quella faccenda andava
sistemata in qualche modo. Si affrett alla finestra, scrut
il molo, le strade intorno. Non so dove sia andata.
Dalla finestra si volse a esaminare la coppia, smarrito.
Qualcosa in loro (stavano cos bene insieme, cos giovani
e belli, ansiosi, vivi, vibranti) intener il suo cuore romantico.
Magnolia con il suo vestito delle feste, Ravenal,
altrettanto elegante.Oh, be', non credo che ci sia niente
di male. Tua madre e io vi aspettiamo da Antoine, diciamo
alle sei e mezzo.
Erano gi fuori. Come se fossero stati sollevati e spinti
oltre il piccolo ufficio, attraverso la passerella, fino all'approdo.
Piedipiatti li guard allontanarsi quasi benignamente.
Andy torn alla sua scrivania. Riprese la sua cantilena
soddisfatto. Batterono le quattro. Le quattro e mezzo. La
sua matita faceva rat-a-tat-tat mentre scarabocchiava
quelle meravigliose cifre. Una miniera d'oro, quel Ravenal.
Bravo ragazzo. A trenta era a buon mercato. Rat-a-
tat-tat. Pi cinquanta, mille. Pi venticinque fa mille e
venticinque. E pi cinquanta... e pi cinquanta... mille e
duecentoventicinque, Dio onnipotente!
Uno strillo. Un tramestio sulla passerella, poi nello
stanzino, proprio mentre Andy arrivava felicemente alla
cifra tonda di mille e trecento. Una mano gli strinse
freneticamente la spalla, lo sollev quasi di peso dalla
scricchiolante sedia girevole: Parthy, il cappello di traverso,
il seno palpitante, gli occhi fuori della testa, la bocca
anelante.
A Canal Street! ansim. Era come se l'urlo che si era
ripromessa fosse stato soffocato nella gola dalla violenta
emozione e le usc strozzato. Canal Street! Tutti e due...
con i miei occhi... in carrozza... in...
Piomb su una sedia. Per una volta pareva non vi fosse
alcuna finzione nel suo atteggiamento. Andy ne fu allarmato.
L'alta, dinoccolata figura di Frank, pass oltre il
botteghino e ne blocc il portoncino d'ingresso. Fiss a
bocca aperta Parthy quasi sdraiata. Respirava pesantemente
e aveva l'aria afflitta.
 scappata via, esclam. Li ha visti tra la folla, in
calesse e ha cercato di correre dietro alla carrozza, e tutti
a pensare che fosse diventata matta. Poi se ne scappa qui
all'approdo, e io dietro. Una donna della sua et. Per chi
mi prende, dico io!
Ma Parthy non lo udiva. Era come se non esistesse.
Aveva il volto cinereo.  un assassino, boccheggi.
Andy, di solito piuttosto tollerante, dopo la tensione
degli avvenimenti del pomeriggio perdette la pazienza.
Che cosa c' che non va, donna! Sei diventata completamente
pazza? Chi  un assassino? Frank? Chi ha ammazzato?
Vi ammazzerei io tutti e due, entrare qui urlando
quando sto cercando di mandare avanti gli affari come se
fossero affari e non un manicomio di gente ululante...
Parthy si alz, tremante. Poi disse, con voce alta e
tremula: Ascoltatemi voi due, idioti. Ho parlato con
quell'uomo sulla banchina, quello con cui stava parlando,
e non ha voluto dirmi niente, ma poi ha detto che se
volevo sapere qualcosa di qualcuno potevo parlare con il
capo della polizia, e sono andata a parlargli, un vero
gentiluomo, se mai ce n' stato uno, e ha ammazzato un
uomo.
Il capo della polizia! Ammazzato un uomo? E chi?
No! strill Parthy. Ravenal! Ravenal ha ammazzato
un uomo.
Dio onnipotente, quando? Si mosse, come per andare
al salvataggio di Magnolia.
Un anno fa. Un anno fa, proprio in questa citt.
L'emozione, il sollievo, furono troppo per Andy. Era
furioso. Non l'hanno impiccato per quello, eh?
Impiccare chi? chiese Parthy debolmente.
Chi? Ravenal! L'hanno impiccato?
Be', no, l'hanno prosciolto. Ha detto che aveva sparato
per le...
Ha ammazzato un uomo e l'hanno prosciolto. Che
cosa prova, questo? Che aveva ragione lui. Benissimo. E
allora?
E allora? Tua figlia se ne va in giro proprio in questo
momento in carrozza con questo assassino, ecco che c',
Andy Hawks. Li ho visti con i miei occhi. E io ero uscita
apposta per tentare di proteggerla da questa contaminazione,
per scoprire... e l'ho vista, ho girato la schiena per
un attimo... tutta colpa tua... tua figlia che se ne va in giro
per le strade in carrozza aperta con un assassino...
Oh, al diavolo l'assassino, sbott Andy con il falsetto
che gli era tipico quando era al colmo della rabbia. Io ho
ammazzato un uomo quando avevo diciannove anni, signora
Hawks, signora mia, e per venticinque anni e pi
sono stato l'uomo pi rispettato che ci sia sul fiume, e
questa  la verit se vuoi continuare a parlare di assass...
Ma Parthenia Ann Hawks, per la prima volta nella sua
vita, era svenuta.

 CAPITOLO 10.

Gaylord Ravenal non pensava di innamorarsi. Certo
non gli era mai passato per la mente di sposarsi. Non era
tipo da sposarsi, avrebbe detto. Eppure arrivarono a
Natchez e ripartirono, e lui era sempre l, a fare l'attor
giovane sul Fior di Cotone, a studiare, con un anticipo di
giorni, come poter aggirare la signora Hawks e vedere
Magnolia da sola. Era assolutamente, disperatamente
innamorato. Ora s'impuntava, ora strisciava umilmente.
Un giorno voleva farla finita, con quella sudicia chiatta.
Che cosa mai faceva lui, Gaylord Ravenal, a bordo di un
teatro galleggiante a recitare per trenta miseri dollari alla
settimana, lui che aveva vinto, e perduto, mille dollari in
una notte a poker o a faraone? Il giorno dopo era deciso a
rinunciare al gioco per sempre, a diventare degno di
quella creatura affascinante, a rendersi indispensabile ad
Andy, a trovare il punto debole nell'armatura di Parthy.
Nei ventiquattro anni della sua vita aveva incontrato
ogni sorta di donne. Ne aveva amate alcune, e molte lo
avevano amato. Non aveva mai incontrato una donna
come Magnolia. Lei era il risultato paradossale della vita
che aveva condotto. Il contatto con i personaggi strani e
anticonformisti che costituivano la troupe del Fior di
Cotone, la vita sul fiume, sordida, romantica, senza pretese,
grottesca, tragica, umoristica, la saggezza condiscendente
e profonda che aveva assimilato dal padre piccolo e
brioso, lo spirito di tolleranza che permeava tutta l'atmosfera
che la circondava l'avevano resa semplice, matura,
spontanea come di solito erano soltanto le donne che
avevano il doppio dei suoi anni e cento volte la sua
esperienza. A tutto questo si intrecciava un'affascinante
compostezza che si poteva far risalire direttamente a
Parthy. Aveva inoltre una certa dignit che era, forse, il
risultato di anni di deferenza dimostratale quale figlia del
capitano di un battello fluviale. A volte guardava Ravenal
con gli occhi spalancati come quelli di un bambino. In
quei momenti lui desiderava tuffarsi nel Mississippi (per
fangoso che fosse) e lavarsi di tutti i suoi peccati, come i
pellegrini nel fiume Giordano.
Il giorno che segu l'escursione di Parthy a terra, a New
Orleans, tra lei e il capitano Andy ci fu una lotta, breve e
aspra, dalla quale Andy emerse pesto, ma vittorioso.
Quell'assassino di un giocatore deve andarsene, o me
ne vado io, aveva annunciato Parthy sconsideratamente.
Era una di quelle dichiarazioni causa di imbarazzo per chi
le rilascia.
Lui resta. Per una volta Andy fu ferreo.
Rest. Naturalmente rest anche Parthy.
I due, Parthy e Ravenal, si squadravano con la schiena
al muro, pronti a fare un balzo e a colpire.
Gli affari del Fior di Cotone andavano a gonfie vele. Su
e gi per i fiumi filtravano le notizie della prima attrice e
del giovane amoroso. Durante le scene pi romantiche di
questa o di quella commedia Parthy invariabilmente si
piantava nel corridoio e guardava in cagnesco emettendo
cupi borbotti dei quali i due sulla scena, Magnolia nei
panni della sdolcinata eroina, Ravenal in quelli dell'amante
ardente e appassionato, erano assolutamente ignari.
Era la loro unica opportunit di esprimere reciprocamente
i propri sentimenti. Amoreggiavano in pubblico,
ed erano pi che mai convincenti, come non era forse mai
accaduto sul palcoscenico di un teatro.
Ravenal si rendeva utile in molti modi. Si dedic, per
esempio, agli scenari un po' malandati del Fiordi Cotone.
Di solito sugli show boat le scene venivano usate da
ambedue le parti. Cos, mentre da una parte c'era un
salotto, dall'altra, il verde delle foglie e il marrone dei
tronchi d'albero rappresentavano una foresta. Di questo
doppio uso erano responsabili l'economia e la mancanza
di spazio. Dipinte da una mano maldestra e priva di
fantasia, l'effetto di quelle scene troppo leziose era poco
convincente anche agli occhi poco sofisticati dei contadini.
Ravenal si mise all'opera con vernice e pennello ed
elabor due serie di scenari che suscitarono gli scherni e le
proteste della compagnia radunata sul palcoscenico.
Ma non deve sembrare una vera foresta, spieg Ravenal,
che aveva dato senza tanti riguardi e generosamente
la pittura verde. Deve dare l'idea di una foresta. Il
pubblico non sta seduto sul palcoscenico, o sbaglio? Be',
allora! Questo, per esempio,  un cancello. E inutile
dipingere una cosa piatta con delle assicelle che mai sembreranno
un cancello. Io farei cos... e cos...
 vero! grid Magnolia dal centro della sala dov'era
andata a collocarsi, con la testa piegata da un lato, pronta
a criticare. Ti fa pensare che l ci sia un cancello, anche
se non c' veramente... Guarda, pap! E gli alberi. Tutte
quelle macchioline verdi bitorzolute che c'erano prima
non sembravano affatto foglie.
Senza saperlo Ravenal applicava in quell'epoca e in
quell'ambiente rozzo un sistema che avrebbe reso famoso
a New York un certo Bobby Jones un quarto di secolo
dopo.
Dove ha imparato a... si meravigli qualcuno della
troupe; forse Magnolia, o la signora Means, o Ralph.
A Parigi, replic brevemente Ravenal. Eppure non
aveva mai parlato di Parigi.
Spesso accennava, per caso, a un misterioso passato.
Parigi, stupidaggini! criticava subito Parthy. Non 
mai stato a Parigi, non pi di quanto sia un Ravenal del
Tennessee, questo furfante, lui e le sue fanfaronate!
In seguito, quando settimane dopo si trovarono a recitare
nel Tennessee, Ravenal un giorno fece una passeggiata
con Magnolia e Andy fino alla vecchia chiesa del
villaggio coperta di rampicanti; il cimitero era misterioso
e fragrante di magnolie e di lecci, il gradino davanti alla
porta consunto, le colonne incurvate. L, in una custodia
di vetro, assieme a una Bibbia malconcia, che risaliva a un
secolo e mezzo prima, rilegata in pelle, c'era un documento
ingiallito dal tempo. Il nero dell'inchiostro aveva
assunto una sfumatura di grigio, ma la scrittura a mano,
chiara e leggibile, era l, davanti agli occhi.
TESTAMENTO DI GIOVANNI BATTISTA
RAVENAL
Io, Giovanni Battista Ravenal di questa provincia, essendo
per volont di Dio onnipotente sano di mente e
di memoria certifico, prescrivo, dichiaro e ordino ci e
ci soltanto essere l'ultimo mio volere e testamento. 
mia volont che i miei figli entrino in possesso dei loro
beni non appena rispettivamente raggiungano l'et di
ventun anni, essendo il maggiore Samuele,il secondo
Giovanni, il terzo Gaylord.
Dispongo che i miei schiavi continuino a lavorare sulle
mie terre, che la mia propriet sia amministrata per il
meglio cosicch i miei figli possano avere la migliore
educazione umanistica che sia loro consentita dai profitti
che ricaveranno dalle propriet suddette. Che apprendano
a leggere e a scrivere e che siano introdotti
alla parte pratica dell'Aritmetica, senza troppo sollecitarli
a sapere di Latino e di Grammatica. Ai miei figli,
raggiunta che abbiano la maggiore et, raccomando di
proseguire e studiare qualche professione o mestiere
(uno di loro Legge, l'altro Commercio).
L'altro? sussurr Magnolia arrossendo, alzando gli
occhi brillanti dalla custodia sulla quale si era chinata.
Ma il terzo? Gaylord? Non lo nomina neanche? Com'
possibile?
La pecora nera. Il mio bisnonno. C' sempre stato un
Gaylord. Ed  sempre stato la pecora nera. Mio nonno,
Gaylord Ravenal, e mio padre Gaylord Ravenal, e...
s'inchin.
 nero anche lei, dunque? osserv allora Andy,
seccamente.
Come la pece.
Magnolia si chin di nuovo sul libro, la fronte aggrottata,
mentre con le labbra sillabava le parole e le pronunciava
piano, decifrando il bizzarro scritto.
Lego a mio figlio Samuele le terre chiamate Ashwood
che si trovano sulla sponda sud del fiume Cumberland,
assieme all'altra mia terra sulla sponda nord del suddetto
fiume...
Lego a mio figlio Giovanni, a lui e ai suoi eredi e
assegno per sempre un appezzamento di terreno che
misura settecentoquaranta acri che si trova su Stumpy
Sound... inoltre un secondo appezzamento per l'ammontare
di mille acri...
Lego a mio figlio Samuele quattrocentocinquanta acri
situati al di l della piantagione di William Lowrie sul
ramo principale di Old Town Creek...
Magnolia si drizz. Nei suoi begli occhi fiammeggiava
l'indignazione. Ma, Gaylord! disse.
S! Non l'aveva mai chiamato per nome, prima.
Voglio dire questo Gaylord. Quello che viene dopo
Samuele e Giovanni. Come mai non ... come mai allora...
Cattivo soggetto, spieg Ravenal, con il suo incantevole
sorriso.
Si sent tutta intenerire, protendere verso di lui. Non
avrebbe potuto dire nulla di pi calcolato per ribadire il
suo fascino. Quasi barcollarono l'uno verso l'altra al di
sopra della reliquia custodita nel vetro. Andy toss, in
fretta. Dolcemente si allontanarono. Erano come ipnotizzati.
C' altra gente qui nel cimitero? s'inform Andy
animatamente per rompere l'incanto. Parenti Ravenal?
Ce n' a mucchi, lo assicur Gaylord allegramente.
Figlio di... e figlia di... e amato padre di... Guardi anzi,
ce n' uno proprio accanto a lei.
Andy si fece da parte precipitosamente con una breve
esclamazione. Lanci uno sguardo un po' timoroso verso
il luogo indicato con tanta noncuranza da Ravenal, una
lastra di pietra grigia incastrata nel muro. Andy ne sbirci
l'iscrizione. Senti, leggila tu, Nola. Hai gli occhi giovani.
Con la guancia fresca quasi appoggiata alla pietra grigia
e fredda, lei lesse con la bella voce armoniosa.
Qui giace il corpo della signora Suzanne Ravenal, moglie
del nobile Giovanni Battista Ravenal, facente parte
del Consiglio di Sua Maest e Governatore Generale
delle terre di questa provincia, che mor il 19 ottobre
1795, all'et di 37 anni. Dopo aver sofferto per dieci
anni di gravissime afflizioni corporali provocate dal
cambiamento di clima, pur ritornata alla terra natia
non ne trasse sollievo, ma qui torn sopportandole con
non comune fermezza e rassegnazione fino alla fine.
Magnolia si rialz lentamente, la gonna a balze si era
allargata attorno a lei come un fiore mentre si era chinata
a leggere. Povera cara! esclam, gli occhi inteneriti
dalla compassione. Ancora una volta parve che i due
barcollassero l'uno verso l'altra, come sospinti da una
raffica di passione. A quel punto il piccolo capitano Andy
gir la schiena e trotterell fuori dalla cripta. Quando
emersero nuovamente alla luce del sole lo trovarono,
come un folletto, appoggiato pensosamente al grosso
tronco nero di una quercia. Fumava la pipa, quasi vergognandosi,
come se sperasse che i Ravenal l giacenti non
avessero nulla da obiettare.
Mi sa, osserv mentre Magnolia e Ravenal venivano
verso di lui, che dovr portarci tua madre. Va matta per
la storia, lei che  stata maestra, capisci.
Come gli scenari, che aveva escogitato cos bene per
lo show boat, Gaylord Ravenal aveva un talento particolare
per costruire attorno a s un'atmosfera romanzesca. Anche
quella messa in scena non avrebbe retto a un esame
troppo accurato. Ma con la luce favorevole, osservata da
una certa distanza, era magicamente efficace e convincente.
Il suo senso teatrale non si limitava al palcoscenico. Era
l'attor giovane, fosse o no di scena. Il pubblico lo adorava.
Le casalinghe dei paesini del Middle West, per anni
integerrime mogli e madri, dopo averlo visto nei panni
dell'eroe di qualche dramma d'amore e di morte diventavano
misteriosamente silenziose e irascibili, alternativamente.
Sui loro volti si leggeva chiaramente la disapprovazione
mentre osservavano i loro bravi normali noiosi
mariti seduti al tavolo, sul quale fumavano carne e verdure.
Una volta tanto non potresti farti la barba a met
settimana, sbottavano, invece di venire a tavola cos,
come un gorilla?
Blanda sorpresa da parte del marito. Mi sono fatto la
barba sabato, come il solito.
Guardati le mani!
Mani?... Di', Bella, che ti prende?
Niente. Bella ripiombava in un cupo silenzio.
La signora Hawks si batt coraggiosamente, ma che
cosa poteva la sua materna gelosia contro la giovinezza e
l'amore? Per una settimana vers veleno nell'orecchio
renitente di Magnolia. Sta solo prendendoti in giro...
ogni giorno  buono per andarsene e lasciare lo spettacolo...
non  che un giocatore... guarda i suoi occhi... un
assassino e tu lo sai... preferirei vederti morta...
Poi, in un attimo, Ravenal, per un atto di coraggio o
per buona sorte o per pura diavoleria, dimostrava a Parthy
che era inutile darsi tanta pena.
Per esempio la sera in cui recitarono Sue del Kentucky.
La parte di Ravenal era quella del boscaiolo, rozzo nel
parlare ma con un cuore d'oro. Magnolia, naturalmente,
era Sue. La citt era Gains Landing, una piazza difficile,
dove non ci voleva niente a scatenare una rissa. Il teatro
era pieno zeppo, il pubblico attento, stranamente composto.
Nel bel mezzo della commedia la voce strascicata di
un ubriaco dal centro della sala prese a ripetere una
cantilena beffarda che terminava con il ritornello: Ma
davvero! Alla fine di un discorso vibrante, sottolineando
ogni battuta fiorita, quella voce disturbatrice, esasperante
ripeteva: Ma davvero! Bisognava essere cauti, a
Gains Landing. La troupe del Fior di Cotone lo sapeva.
Una parola al momento sbagliato, e balenavano i coltelli,
saltavan fuori le pistole. Eppure, non si poteva continuare
cos.
Lascialo perdere, sussurr Magnolia impaurita a Ravenal.
 ubriaco. La smetter. Non fargli caso.
Toccava a loro. Si avvicinava il gran momento in cui il
valoroso giovane del Kentucky rinunciava al suo amore
perch Sue fosse felice con quello scellerato del suo promesso
sposo (Frank, naturalmente). Erano anni che il
pubblico del fiume conosceva quella commedia; gli era
cos familiare che la sapeva quasi a memoria. Sue,
diceva, se lui ti ama e tu lo ami, seguilo. Se poi lui non
sar buono con te, torna qui dove sotto la ruvida stoffa di
questa camicia batte un cuore onesto. Torna a casa, nel
Kentucky!
Questo era il copione. Ma via via che si avvicinavano
alle battute la voce sarcastica e confusa dal centro della
sala continuava a manifestare il suo scetticismo con tono
strascicato: Ma davvero! Ma davvero!
Maledetto zotico ubriacone! sussurr Ravenal a fior
di labbra, mentre dalla sua persona traspariva un amore
inesprimibile per la languida Sue del Kentucky.
Mio Dio! esclam Magnolia sentendo i muscoli di
Ravenal irrigidirsi sotto le maniche della camicia azzurra,
vedendo la bianca linea rivelatrice della rabbia delinearsi
sotto il cerone che gli ricopriva la mascella. Sta' attento.
Ravenal abbandon la sua parte. Si fece alla ribalta. Il
pubblico, inquieto e irritabile, si acquiet di colpo. Lui
guard di fronte a s, oltre quei visi. Senti un po', amico,
ci sono altri che vogliono ascoltare, anche se tu non vuoi.
La voce si chet. Da parte del pubblico si ud qualche
applauso, qua e l, e delle grida:  giusto! Fatelo star
zitto! Gli spettatori si rifiutarono di maltrattare uno di
loro, ma erano dispiaciuti che qualcun altro lo dovesse
fare.
La commedia prosegu. La voce taceva. Si avvicinava il
momento del gran discorso della rinuncia. Sue, se lui ti
ama e tu lo ami, seguilo. Se poi lui...
Ma davvero! ripet lenta la voce divertita, con una
punta di sorpresa. Ma davvero!
Ravenal spinse da parte Sue del Kentucky. Be', se la
vuoi, l'avrai, minacci torvo. Dalla ribalta balz sul
pianoforte, poi sulla tastiera e sullo sgabello in quattro
veloci falcate, percorse il corridoio, afferr quella figura
molle e scomposta sollevandola dalla sedia, prendendola
per il colletto e per il fondo dei pantaloni, risal nuovamente
il corridoio fino all'uscita, poi fuori della porta, gi
per la passerella, nel buio. In un attimo ridiscese il corridoio
fregandosi vivacemente le mani, rimont sullo sgabello,
sulla tastiera, in cima al pianoforte, sulla ribalta e
riprese il suo posto. A quel punto si ferm un momento,
respirando forte. Nessuno aveva detto niente. Non si era
udito altro suono se non quello dei suoi passi e lo stridore
acuto emesso dalla tastiera quando vi era salito. Gli spunt
sul volto una lieve espressione di perplessit.
Vediamo, disse ad alta voce. Dov'ero rimasto...
E come all'unisono il pubblico inton, felice: Sue, se
lui ti ama e tu lo ami...
Che armi poteva avere Parthenia contro un uomo di
quel genere? E Frank, che possibilit?
Poi ci fu l'incidente del pastore protestante, meno di
una settimana dopo. In una piccola sperduta citt fluviale
del Kentucky c'era un pastore, un brutto tipo. Mandava
avanti una botteguccia sul lungofiume, era nuovo del
paese e del tutto ignaro della popolarit e della simpatia
che circondava i membri della compagnia del Fior di
Cotone. Per lui un attore era qualcosa di infamante. Doc
aveva tappezzato la piccola citt di manifesti, l'aveva
inondata di volantini. Uno di essi, particolarmente efficace
anche in quell'epoca in cui la fotografia era assai rozza,
mostrava Magnolia nel ruolo angelico della prima attrice
giovane in Tempesta e arcobaleno. Ogni vetrina delle
bottegucce cadenti che affollavano il lungofiume la metteva
in mostra. Gaylord Ravenal, passeggiando sdegnosamente
nel misero villaggio che era poco pi che un
mucchio di fango, mosche, muli e negri si arrest sbalordito
mentre lo sguardo gli cadeva sulle parole scarabocchiate
di traverso sul ritratto di Magnolia esposto nel
polveroso disordine della vetrina del negozio del pastore.
La fotografia della donna che amava fissava con espressione
dolce il passante. E sotto, la calligrafia nera e
fanatica del pastore girovago aveva scritto: un'anima
persa.
Nei suoi begli abiti inglesi, roteando il sottile bastone di
malacca, Gaylord Ravenal, gli occhi simili a due fessure,
entr nella botteguccia ammuffita e chiese al proprietario
di uscire con lui. Dalla penombra coperta di ragnatele del
retrobottega emerse il pastore-negoziante, una figura alta
e dinoccolata, nodosa. Faceva pensare un serpente, e
suscitava un'immediata avversione.
Ravenal, molto elegante, molto freddo, molto tranquillo,
alz la punta del bastone. Tolga quella foto dalla
vetrina. La stracci. E si scusi.
Non far nulla del genere, replic quell'uomo di
Dio. Lei  tutto ci e la ragazza non  da meno, e tutta la
vostra barca dovrebbe essere affondata nel fiume che voi
contaminate.
Si tolga la giacca, ribad Ravenal, che mentre parlava
si liberava intanto tranquillamente del suo impeccabile
indumento.
Un lampo di paura corse negli occhi del pastore. Mosse
lentamente verso la porta. Ravenal fece un rapido passo
avanti e gli blocc la strada. Se la tolga prima che gliela
strappi. Oppure si batta con la giacca indosso.
Non si azzardi a toccare un uomo di Dio o le metter
la legge alle calcagna. L'ufficio dello sceriffo  proprio
alla porta accanto. La far...
Ravenal gli fece fare una giravolta e afferr il colletto
della sua sudicia giacca rivelando la camicia pi lurida che
mai avesse insozzato forma umana. Pieg le labbra, disgustato.
Se la purezza  vicina a Dio, osserv, mentre nel
frattempo si arrotolava velocemente i polsini candidi, lei
andr a spalar carbone all'inferno. E sferr il colpo. Il
pastore era pi alto e pi robusto di quella figura snella ed
elegante. Ma Ravenal aveva il vantaggio di un eccesso di
adrenalina, stimolato com'era dalla rabbia. L'uomo di
Dio giacque, come un mucchio di sudiciume, tra le sue
sudicie mercanzie.
Tolga quella roba dalla vetrina!... Mi presenti le sue
scuse!... Faccia pubblicamente ammenda per aver diffamato
una signora!
L'uomo strisci brontolando fino alla finestra, prese la
fotografia con la dicitura offensiva tra quelle cianfrusaglie
varie e la tese a Ravenal in risposta a un suo gesto. E ora
ascolti, credo che sia tutto pesto, ma dubito che ci sia
qualcosa di rotto. Vado dallo sceriffo, alla porta accanto.
Lei scriver un messaggio di scuse, in caratteri corrispondenti
a questi, e lo affigger nella sua sudicia vetrina.
Torner.
Riprese la giacca e raccolse il bastone di malacca poi,
allegramente, and in cerca dello sceriffo, gli mostr il
manifesto e ascolt da parte di quel cortese cittadino del
Kentucky le pi alte espressioni di considerazione nei
confronti del capitano Andy Hawks, di sua moglie e di
quell'attrice di talento che era la loro figlia, assieme alla
promessa che lo sceriffo avrebbe provveduto affinch le
scuse scritte restassero esposte nella vetrina di quella
canaglia fino alla partenza del Fior di Cotone. Poi Ravenal
con i suoi soliti modi calmi e imperturbabili si allontan
lungo la strada assolata e addormentata.
A mezzogiorno la storia era nota in tutto il villaggio, a
monte e a valle del fiume e nell'entroterra per una quindicina
di chilometri, trasmessa verbalmente in qualche
modo misterioso come avviene sempre nelle regioni isolate.
Ravenal, tornando alla barca, fu informato della prodezza
che aveva compiuto. Gli affari, gi prosperi in quel
mese, assunsero proporzioni fenomenali. Ravenal divenne
una sorta di figura leggendaria sui fiumi. Magnolia
and dalla madre. Non ho mai il permesso di parlargli.
Non ho intenzione di sopportarlo. Lo tratti come un
criminale.
E che altro ?
 il... Segu un discorso lungo, commovente, in cui
risuonavano parole come eroe, gentiluomo, meraviglioso,
onore, nobilt, glorioso.
Ravenal and dal capitano Andy. Sono trattato come
un paria. Sono un Ravenal! La mia condotta non  mai
stata meno che onorevole. Un lebbroso. Non mi si consente
mai di parlare a sua figlia.  un'umiliazione. Preferisco
interrompere un rapporto che non pu essere che
sgradito al capitano e alla signora Hawks, considerato il
loro comportamento. Lascio il Fior di Cotone a Cairo.
Colto dal panico il capitano Andy si precipit da sua
moglie e dichiar che avrebbe gradito una sorveglianza
un po' meno rigorosa.
Sei pronto a sacrificare tua figlia, vero, per la smania
di raggranellare un po' pi di dollari qua e l con questo
miserabile arricchito!
Sacrificarla significa permetterle di parlare civilmente
con un giovanotto bello ed educato come mai ne ho visti,
e neanche tu!
 una canaglia, ecco che cos'.
Se fossi una ragazza come Nola scapperei con lui,
perdio, questa  la verit. Se le restasse un filo di energia e
di iniziativa dopo il trattamento a cui l'hai sottoposta in
questi diciotto anni, ti dico che lo farebbe.
Ma bene, benissimo! Mettile in testa delle idee. Come
fai a sapere chi , lui?
 un Raven...
Dice di esserlo.
Ma se mi ha fatto vedere la cappella...
Oh, Hawks, sei proprio un pagliaccio. Anch'io potrei
farti vedere delle lapidi. Potrei dirti che mi chiamo Bonaparte
e mostrarti la tomba di Napoleone, ma non per
questo lui diventerebbe mio nonno!
Alla fin fine, c'era della saggezza in quello che diceva.
Forse aveva anche ragione, come spesso accadeva per la
sua bisbetica intuizione. Certo non ebbero mai, su quel
rampollo della famiglia Ravenal, altre informazioni se
non quelle racimolate nelle cronache della chiesa del
villaggio e al cimitero.
A malincuore, protestando, concesse ai due di conversare
garbatamente dalle cinque alle sei, dopo pranzo. Ma
nessuna principessa orientale fu mai sorvegliata pi strettamente
di Magnolia durante quegli incontri formali. Per
un mese, dunque, s'incontrarono sul lato sinistro del
ponte superiore, a prua. Le loro sedie erano convenientemente
distanziate. Sul lato di dritta, a neanche otto metri,
sedeva Parthy, arcigna e vigilante, disapprovante.
Magnolia, sentendo quell'occhio penetrante perforarle
la spina dorsale, sedeva impalata, le lunghe dita nervose
strettamente intrecciate, le caviglie incrociate, le pieghe e
le balze della gonna distese contegnosamente e tuttavia
vibranti, cos pareva, di una corrente che le manteneva
tese, palpitanti, come il pelo di un gatto quand' molto
agitato.
Ravenal, con un braccio appoggiato negligentemente
sullo schienale della sedia, sedeva di fronte alla ragazza.
Aveva le gambe accavallate. Sembrava a suo agio, disteso.
Tuttavia il piede sottile nella scarpa ben fatta dondolava
piano avanti e indietro. E quando Parthy faceva uno di
quei suoi soliti movimenti a scatti, o quando tossiva un
po' bruscamente allo scopo di sottolineare la sua presenza,
si sentiva, piuttosto che vedere, che lui irrigidiva ogni
nervo, ogni muscolo, e quel piede aumentava spasmodicamente
il suo dondolio.
Le parole che si dicevano con le labbra e le parole che si
dicevano con gli occhi erano completamente diverse.
Ma davvero, lei  stato a Parigi, signor Ravenal!
Quanto mi piacerebbe andarci! (Come sei bello, l seduto.
Non me ne importa niente di Parigi. Mi importa
solo di te.)
Ci andr di sicuro, un giorno o l'altro, signorina Magnolia.
(Tesoro! Quanto mi piacerebbe portartici.
Quanto mi piacerebbe prenderti tra le braccia.)
Oh, non ho nemmeno visto Chicago. Solo queste citt
sul fiume. (Mi piace il modo in cui i capelli ti crescono
sulle tempie, con quella bella linea diritta. Vorrei accarezzarli
con un dito lentamente. Amore mio.)
Oh,  una citt squallida. Grossolana. Anche se ha
alcuni aspetti piacevoli. New York invece... (Che me
ne importa se quella vecchia pettegola se ne sta seduta l!
 solo per impedirmi di alzarmi e di baciarti a lungo, cos
a lungo su quella tua bella bocca di melograno.)
Minacciosa, inflessibile, Parthy non si muoveva dalla
sedia. Si stancher presto, Magnolia, di questi discorsi
frivoli, diceva tra s. Vedeva l'espressione mite e quasi
assente sul volto del giovane e, ignorante del fatto che da
St. Louis a Chicago lui era famoso per la sua perfetta
faccia da poker, non immaginava minimamente il torrente
impetuoso che ribolliva e ruggiva in quel momento
dentro di lui.
Erano entrambi prigionieri della barca; vicini eppure
chilometri e chilometri lontani. Sorvegliati, spiati. Le
loro scene d'amore erano quelle del palcoscenico e costituivano
soltanto un'aggravante. Gli zigomi alti e coloriti
di Magnolia cominciarono a impallidire un tantino. Ravenal,
camminando per le strade erbose e piene di polvere,
di questo o quel borgo sul fiume, sferzava selvaggiamente
l'erba e gli steli dei fiori con il sottile bastone di malacca.
Avevano architettato un piano patetico mediante il
quale, con un po' di fortuna, di tanto in tanto riuscivano a
carpire l'estasi di un bacio della buonanotte. Dopo lo
spettacolo lui se ne andava con molta naturalezza verso
poppa, dove c'era il barile per la decantazione dell'acqua.
Agli occhi di tutti beveva un sorso d'acqua prima di
coricarsi. Magnolia, se era possibile, lo incontrava l per
un attimo breve e pericoloso. Ma di rado il piano riusciva.
Il segnale, per lui, era lo sbattere della porta del palcoscenico.
Ma spesso la porta del palcoscenico sbatteva ugualmente
mentre lui era l teso e tremante nella buia notte
vellutata del Sud e invece di Magnolia era Frank, o la
signora Soapers, o la signora Means, o il gracile signor
Means, con la sua tosse cronica. Crack! Faceva la porta
del palcoscenico. Delusione. Spesso trangugiava litri
d'acqua prima che lei arrivasse, se pure arrivava.
Era riuscito a mettere da parte quasi cento dollari. Era
inquieto, irritabile. A parte qualche partitina amichevole
di tanto in tanto con gli uomini della compagnia, non
aveva pi toccato le carte da settimane. Se avesse potuto
in qualche modo trovare un gioco di quelli veri... una
vincita ai cavalli, per esempio. A Chicago. Forse anche a
St. Louis. Ma in quelle maledette citt sul fiume, che
possibilit c'erano? Ah, se avesse potuto mettere insieme
quel tanto sufficiente a portarsela via. Via da quella vecchia
strega, e da quella tinozza, e da quei maledetti eterni
fiumi. Dio, quanto ne era stufo!
Recitavano sull'Ohio River, a Paducah nel Kentucky.
Si ritrov a met pomeriggio seduto a un tavolo nel
retrobottega di un bar sul lungofiume. Che ora , le
cinque? C' tempo. Proprio per questo alzo di cinque.
Baster qualche centinaio di dollari. Le sei. Le sette. Le
sette e mezzo. Le otto. Le otto e... Ralph sulla soglia.
Non  possibile! Ti abbiamo cercato dappertutto. Bella
maniera... Vieni, andiamocene da qui... Cristo!... Dieci
dollari in tasca. Il sipario si alza alle otto. Fuori, le
grida degli uomini gli echeggiano nelle orecchie. Di corsa
all'approdo. La compagnia  frenetica, Andy si tira i
favoriti. Magnolia  in lacrime, Parthy arcigna e trionfante,
Frank tutto truccato per poterlo sostituire.
Sfrecci davanti al sipario e alz una mano tremante
per calmare il pubblico inferocito che fischiava.
Signore e signori, vi chiedo un po' di pazienza. C'
stato un ritardo deplorevole, ma inevitabile. Il sipario si
alzer esattamente tra cinque minuti. In nome dell'amministrazione
desidero presentarvi tutte le nostre scuse.
Speriamo, con il nostro spettacolo, di rimediare al disturbo
che vi abbiamo arrecato. Grazie. Un cenno della
mano.
La banda.
Parthy, tra le quinte, osserv compiaciuta: Ebbene,
capitano Hawks, mi sa che questo sistema tutto. Forse
ascolterai tua moglie, dopo questo fatto. In un bar, ecco
dov'era, a giocare. Se Ralph non lo avesse trovato... un
bel pasticcio. Anni per farsi una reputazione sui fiumi e
poi ecco che arriva un adulatore, giocatore e assassino...
Ravenal aveva indossato il suo costume con la celerit
di un pompiere e insieme lui e Magnolia stavano dando
un'interpretazione notevole per il ritmo e per una certa
sua qualit palpitante, vibrante. Il dramma che si svolgeva
sotto gli occhi attenti degli abitanti di Paducah non era
nulla paragonato a quello che si svolgeva in segreto.
Tra le battute della parte Magnolia mormor, senza
muovere le labbra: Oh, Gay, perch l'hai fatto?
Attese forse dieci minuti prima che il copione lo portasse
a conveniente distanza da lei, poi bisbigli:
Denaro molto difficile da bisbigliare senza muovere
le labbra. Ne venne fuori e-na-o, ma lei cap. Per te.
Sposarti. Portarti via.
Tutto questo continuando a pronunciare le sue battute.
Quando erano molto vicini era piuttosto facile.
Magnolia: Che! Tutti i vostri amici vi hanno abbandonato?
(Mamma ti far cacciare da Andy.)
Ravenal: No, ma l'amicizia  una passione troppo
fredda per infiammarmi il cuore, ora. (Vuoi venire con
me?)
Magnolia: Oh, datemi un amico piuttosto che un innamorato.
(Ma come posso fare?)
Ravenal: Mia cara signorina Brown, signorina
Lucy... (Sposami),
Magnolia: Oh, per favore, non mi chiami signorina
Brown. (Quando?)
Ravenal: Lucy! (Dove recitiamo domani? Sposami
l.)
Magnolia: Difensore dell'orfana! (Metropolis. Ho
paura.)
Ravenal: Volete essere la sposa di un uomo povero?
(Tesoro!)
Per paura di suscitare sospetti, lei non os indossare
per sposarsi l'abito delle feste. L'abito delle feste non
poteva sfuggire all'occhio di una Parthy alle dieci del
mattino, quando l'approdo  Metropolis. Con un sospiro
Magnolia ne infil uno meno bello, quello di raso giallo
con il corpetto attillato e la sopravveste ripresa in maniera
civettuola su un fianco. Decise per il cappello di paglia di
Firenze con il nastro di gros-grain e le rose rosa. Dopotutto,
quando una ragazza ha un cappello con le rose, Parthy
o non Parthy, se lo mette al proprio matrimonio, o mai.
Il giorno dopo Ravenal svan subito dopo colazione
oltre l'argine del fiume; aveva mangiato in fretta e in
silenzio. Non sembrava, a detta di tutti, cos prostrato
come avrebbe autorizzato a pensare il suo misfatto. Dopotutto
era colpevole della maggiore delle colpe a teatro,
che si fosse in un carro di Tespi o in una rivista a Broadway,
aveva ritardato lo spettacolo. Una volta tanto la
troupe del Fior di Cotone sent che l'atteggiamento scostante
della signora Hawks era giustificato. Durante tutto
il tempo della colazione il rigido fiocco che adornava la
sua cuffia mattutina aveva tremato come un ago sismografico
che registrasse il grado del suo sconvolgimento
interiore.
Credo, disse Magnolia bevendo il caff a piccoli sorsi
e non toccando cibo, che andr in citt a cercarmi un
nastro che si accompagni al mio abito di seta guarnito di
gros...
Non farai nulla del genere, signorina, te lo dico io.
Ma, mamma, perch? Si direbbe che io sia una bambina
invece di...
Lo sei, e tanto basta. Non posso venire con te. Perci
te ne starai a casa.
Ma viene con me la signora Means. Le ho promesso
che sarei andata. Vuole comprare dell'unguento per il
marito; e un metro di elastico. E mezza dozzina di arance...
Pap, non credi che sia insensato farmi soffrire solo
perch tutti sono di cattivo umore, stamattina? Sono
sicura che non ho fatto nulla di male. Sono sicura che...
Il capitano Andy si torment freneticamente i favoriti.
Non venirmi a parlare dei tuoi metri di elastico e delle
tue arance. Dio onnipotente! Si precipit fuori, piccola
figura sconvolta, come era giusto che fosse dopo una
notte orrenda durante la quale la signora Hawks aveva
superato ogni limite. Quando finalmente si era addormentato
al suono di quella voce che continuava monotona
a brontolare, era stato per sognare di Magnolia rapita
da giocatori omicidi, che si trasformava sempre, chiss
perch, in Parthy.
Nel suo abito di seta e con il cappellino di paglia di
Firenze adorno di rose rosa Magnolia se ne and in citt
con un passo tale da mettere piuttosto a mal partito la
signora Means, che aveva il fiato corto.
Ma che fretta c'! ansimava quella signora, arrampicandosi
sbuffando su per il ripido sentiero coperto di
cenere fino all'argine.
Siamo in ritardo.
In ritardo! In ritardo per che cosa? Non abbiamo nulla
da fare in tutto il giorno fino alle quattro, che io sappia.
Oh, volevo dire soltanto... volevo dire che siamo uscite
un po' tardi... la voce le si affievol.
Quindici minuti dopo la signora Means era indecisa di
fronte a un banco formicolante di rotoli dipanati di elastico
che le si attorcigliavano intorno come serpenti. La
merceria sapeva di mele vecchie e di saggina, di cherosene,
di pancetta affumicata, di patate, di tela da imballaggio
e di topi. Sedici minuti dopo si volt per chiedere
consiglio a Magnolia. Elastico bianco largo un centimetro?
Elastico nero largo un centimetro e mezzo? Magnolia
non era pi al suo fianco; svanita. La signora Means
sbirci nell'oscurit della botteguccia. Magnolia! L'elastico
bianco in una mano, quello nero nell'altra, la signora
Means si affrett a piccoli passi verso la porta. Magnolia
se n'era andata.
Magnolia era andata a sposarsi, nel suo bell'abito di
seta e con il cappello con le rose rosa. Vol lungo la
strada. Certo la signora Means non avrebbe mai potuto
tenere quel passo; e meno ancora avrebbe potuto accelerare
l'andatura per raggiungerla. Magnolia tenne una tale
velocit che, quando il suo promesso sposo appoggiato al
bianco steccato di fronte alla casa del pastore la vide
sopraggiungere e le si fece incontro, era talmente senza
fiato che lui non riusc a capire nulla dei suoi ansimanti:
Elastico... la signora Means... scappata via...
Magnolia si chin sullo steccato per riprendere fiato, il
bel viso arrossato, per nulla spaventata. E, nonostante si
fosse ai primi di aprile e Pasqua fosse appena passata, nel
cortile antistante la casa del pastore c'era la sanguinella in
piena fioritura nuziale e una magnolia profumata. E all'interno
dello steccato tulipani e giunchiglie sollevavano
le loro teste raggianti. Lei allora guard Gaylord Ravenal
e sorrise con quel suo largo, smagliante sorriso. Andiamo,
sussurr, e sposiamoci. Ho ripreso fiato.
Benissimo, ammise Ravenal. Poi trasse di tasca l'anello
con il diamante che le andava troppo largo. Fidanziamoci,
prima, mentre risaliamo il sentiero. E glielo
fece scivolare al dito.
Ma, Gay!  un diamante! Guarda che cosa gli fa il
sole! Gay!
Non  nulla a confronto di quello che il sole fa a te,
ribatt lui, e si chin verso di lei.
Ma, a mezzogiorno, nel cortile del pastore!
Lo so. Ma ho avuto solo quei pochi momenti al buio
vicino al barile dell'acqua,  stato terribile.
La moglie del pastore apr la porta. Li guard.
Vi ho visti dalla finestra del salotto. Ci chiedevamo...
ho pensato che forse preferivate sposarvi in chiesa. Ci
sono ancora tutte le decorazioni di Pasqua.  carino,
tutte palme e gigli e convolvoli mandati dal Sud. Ce n'
una quantit sull'altare. Il signor Seldon c' andato ora.
Oh, mi piacerebbe sposarmi in chiesa. Oh, Gay. Mi
piacerebbe sposarmi in chiesa!
La moglie del pastore lisci con una mano il suo vestito,
con l'altra si assest i capelli sulla nuca e, fatti quei
preparativi per assumere il suo ruolo di damigella, li
condusse nella chiesetta traboccante di fiori.
Magnolia non ricord mai molto chiaramente la breve
cerimonia che segu. C'erano gigli di Pasqua a file intere,
palme e convolvoli, come aveva detto la moglie del pastore.
E attraverso il giallo deciso e l'azzurro e il rosso
porpora delle finestre brillava il sole, come in un libro
illustrato. E c'era il reverendo Seldon o chiss come si
chiamava che pronunziava parole solenni. Ma tutte queste
cose, fatto strano, parevano di nessuna importanza.
Due ragazzette con le treccine, che passavano di ritorno
dalla scuola, li avevano visti entrare in chiesa e li avevano
seguiti in punta di piedi, sentendo aria di matrimonio.
Ora erano nella galleria del coro e ridacchiavano nervosamente.
Magnolia le sentiva, mentre il reverendo Seldon
recitava il sermone.
S'inginocchiarono. Ravenal era tesissimo. Magnolia
era la sposa tradizionale, calma e pallida.
Vi dichiaro marito e moglie.
Ravenal aveva un biglietto da dieci dollari, l'ultimo
biglietto da dieci dollari, ben piegato nella tasca del panciotto.
Lo trasfer nella palma alquanto sorpresa del reverendo
Seldon.
E, stava dicendo la moglie del pastore, anche se non
 molto, siamo topi di chiesa, vedete, vi invitiamo volentieri,
e saremmo felici di avervi a pranzo con noi per le
vostre nozze. C' del polpettone di vitello, credo, e delle
barbabietole al burro...
Cos Magnolia Ravenal si spos in chiesa, nel pi rispettabile
dei modi e consum il pranzo di nozze con il
pastore. E quando usc dalla chiesa le due ragazzette
ridacchianti con una certa audacia e con un certo spavento,
ma commosse dal romanticismo dell'insieme, la coprirono
di fiori. Cio, una le tir una giunchiglia e l'altra un
tulipano, e tutte e due la mancarono. Eppure le fece un
enorme piacere. Andarono nella casa del pastore e mangiarono
il polpettone di vitello e le barbabietole al burro e
il budino di pane, o forse era ambrosia, per quel che ne
sappiamo noi. E cos vissero fe... e cos vissero... da
allora in poi.

 CAPITOLO 11.

Anche dopo aver visto l'Atlantico durante un uragano di
gennaio, Kim Ravenal ripeteva sempre che l'unico corso
d'acqua capace di incuterle terrore era il Mississippi.
Certo, avrebbe dovuto saperlo. Era letteralmente nata
su quel torbido fiume, del quale sua madre, Magnolia
Ravenal, le aveva raccontato sin da quando era bambina
stravaganze, crudelt, umori; le aveva narrato delle cittadine
lungo gli argini, della gente che vi abitava, delle
barche che lo percorrevano e delle figure fantastiche che
vi navigavano. Suo nonno, il capitano Andy Hawks, aveva
perduto la vita nella corrente vorticosa e traditrice del
suo alveo; sua nonna, Parthenia Ann Hawks, a ottant'anni
era una leggenda vivente sul Mississippi. Si raccontavano
strane storie sulla vedova Hawks. Lei aveva continuato
a mandare avanti gli affari dopo la tragica morte del
marito e sui fiumi si diceva che fosse la pi ricca proprietaria
di teatri galleggianti. Amministrava la barca come
fosse stata un collegio femminile e se un attore si azzardava
anche soltanto a proferire la parola maledizione veniva
immediatamente allontanato dalla compagnia. Le coppie
dovevano esibire un certificato matrimoniale. Ogni spettacolo
in cartellone, perfino commedie innocue e ampiamente
collaudate come East Lynne, La figlia del giocatore
e Tempesta e arcobaleno, era sottoposto a un processo di
purificazione prima che quella femmina dalla faccia austera,
proprietaria del Fior di Cotone, ne sanzionasse la
rappresentazione a bordo della sua barca.
Kim stessa ricordava parecchie cose del Mississippi,
anche se dopo la primissima infanzia aveva passato molti
anni senza vederlo e sua madre ne parlava raramente.
Scuoteva perfino la testa quando Kim le chiedeva per la
centesima volta di raccontarle la storia di come l'aveva
scampata per un pelo dall'esser chiamata Mississippi.
Raccontami di quando il fiume si era cos gonfiato e
ogni sorta di cose ci galleggiava sopra, animali e mobili e
perfino case, e avevi tanta paura e sono nata io, e tu volevi
chiamarmi Mississippi, ma eri troppo addormentata o che
so io. E, dato che quel posto era vicino al Kentucky,
all'Illinois e al Missouri, tutti insieme hanno creato il mio
nome con le lettere K, I e M, per darti il tempo di pensare
a un nome vero. E tu poi non l'hai fatto. E mi  rimasto
Kim... La gente ride quando dico che mi chiamo Kim. Le
altre ragazze si chiamano Ellen o Mary o Elisabeth...
Raccontami di quella volta sul Mississippi. E del Gran
Teatro Galleggiante Fior di Cotone.
Ma sai gi tutto. Me l'hai appena raccontato tu.
Mi piace sentirtelo raccontare.
A tuo padre non fa piacere che chiacchieri tanto dei
fiumi e dello show boat.
E perch no?
Non era molto felice, allora. Neanch'io, dopo che
nonno Hawks...
Kim sapeva anche questo. Aveva sentito suo padre
dire: Per amor di Dio, Nola, non riempire la testa della
bambina con tutta quella roba sui fiumi e sullo show boat.
Da come lo racconti tu, suona romantico, spensierato e
pittoresco.
Be', non era...
No. Era un mondo marcio, sordido, torpido. Mosche
sul cibo e acqua sudicia da bere e zoticoni con cui giocare.
E quella vecchia strega...
Gay, ti prego! esclamava Magnolia irritata e offesa.
Allora si chinava su di lei e la baciava teneramente,
contrito. Mi dispiace, cara.
Kim sapeva che verso i fiumi, i brutti larghi fiumi fangosi,
spietati, impetuosi del Middle West, sua madre nutriva
un sentimento strano, profondo.
I primi ricordi che Kim Ravenal aveva del fiume erano
come dei lampi bizzarri, impressionanti. Uno di questi
era sua madre, seduta su una sedia a schienale rigido sul
ponte superiore del Fior di Cotone, che cuciva lustrini su
un corsetto. Era un corsetto di tessuto bianco a rete con la
vita stretta, il petto pieno e alto e i fianchi svasati. Un
indumento banale che Magnolia stava ricoprendo fittamente
di scintillanti lustrini d'argento, facendolo come
per incanto diventare un corpino aderente e luccicante.
Dava dei punti svelti e sicuri che facevano sussultare il
favoloso indumento che le poggiava in grembo e il sole,
colpendo di traverso la stoffa luccicante, ne traeva bagliori
dorati, arancioni, azzurro-ghiaccio e d'argento.
Kim era incantata. Sua madre era la principessa delle
fiabe. Per lei non importava sapere che il corpetto coperto
di lustrini, modestamente arrangiato con tulle e indossato
con delle gonne straordinariamente lunghe per una
cavallerizza abituata a cavalcare senza sella, doveva servire
come costume di Magnolia ne La figlia del pagliaccio
del circo.
La nonna di Kim aveva brontolato parecchio per quel
costume. Ma allora brontolava parecchio per qualunque
cosa. Passarono anni prima che Kim si rendesse conto
che non tutte le nonne erano come lei. A tre anni era
convinta che nonne e brontolii andassero bene assieme.
Lo stesso accadeva per nonni e divertimenti. Chiamava
Parthy semplicemente nonna. Il nonno invece lo chiamava
Andy o, se era un po' birichino, capitano. Quando si
sentiva chiamare cos, lui chiocciava e squittiva, che era
la sua maniera di ridere, e si stropicciava i suoi deliziosi
basettoni da una parte e dall'altra. Anche Kim rideva,
allora, e lo guardava con aria furba da sotto le lunghe
ciglia. Aveva occhi grandi, infossati come quelli di sua
madre e la stessa bocca larga ed espressiva. Per il resto
assomigliava molto a suo padre; era una Ravenal, diceva
lui. Aveva il suo stesso fare schizzinoso, pretenzioso,
diceva la nonna: mani e piedi sottili come lui, la parlata
un po' cantilenante, lo sguardo un po' obliquo eppure
stranamente tenero, i modi deliberatamente impulsivi e
accattivanti.
Un altro ricordo dell'infanzia era quello di una mattina
confusa e terribile. Mentre dormiva nel suo lettino
nella stanza con il padre e la madre era stata svegliata da
un colpo sordo seguito da una improvvisa rollata, poi da
uno strillo, grida, suono di campane, clamori. Avvolta in
una trapunta, strappata in tutta fretta dal letto dalla madre,
era stata portata in coperta tra le braccia di lei.
Un'alba grigia. Una mattinata brumosa, con la nebbia
fluttuante in una cortina impenetrabile sul fiume, sulla
costa. Lei si sentiva ancora assonnata, sconcertata. Non
le importavano la confusione, le grida, la nebbia, le campane.
Stretta fra le braccia della mamma, non cap affatto
che cosa stava accadendo, quando la confusione si
trasform in pandemonio e le grida si fecero urla. L'acuta
voce stridula del nonno che fino a poco prima aveva
udito sovrastare il frastuono: Scandaglio a dritta! A
dritta! Agguanta! Agguanta! ora non si udiva pi. Era
successo qualcosa. Qualcuno era nell'acqua, nascosto
dalla nebbia, trascinato nel turbine della corrente rapida,
traditrice. Kim fu scaraventata sul letto come un
fagotto di stracci, tutta avvolta nella sua coperta. Fu
lasciata l, sola. Aveva pianto un po', per la paura e lo
stordimento, ma subito si era riaddormentata. Quando
si era svegliata sua madre era china su di lei, con gli occhi
cos spiritati, cos spaventosa con i capelli neri sparsi sul
viso e quel viso gonfio e chiazzato dal pianto, che Kim
aveva ricominciato a piangere, terrorizzata. La madre se
l'era stretta al petto. Stranamente, le parole che Magnolia
Ravenal, pallida nel suo dolore, aveva mormorato
erano le stesse che aveva sussurrato dopo il travaglio della
nascita di Kim, anche se la bambina non lo sapeva.
Il fiume! ripeteva Magnolia pi e pi volte. Gaylord
Ravenal le era andato vicino, le aveva passato un braccio
attorno alle spalle, ma lei lo aveva respinto selvaggiamente.
Il fiume! Il fiume!
Kim non vide mai pi il nonno. A causa dello sguardo
che appariva negli occhi della mamma, impar ben presto
a non chiedere: Dov' Andy? n a fare la domanda
birichina che lo aveva sempre fatto apparire, chiocciante
di piacere: Dov' il capitano?
Per quanto fosse piccola, gli anni, tre o quattro, che
precedettero la tragica morte del nonno le rimasero indelebilmente
impressi nella memoria. Lui l'adorava, le faceva
un mucchio di feste. Andy, morto, era in realt un
personaggio molto pi vitale di altri ancora vivi.
Stranamente, Parthenia Ann Hawks non aveva mai
voluto che sua figlia Magnolia avesse un bambino. Ne era
la causa, naturalmente, la sua strana mentalit, una deformazione
patologica della quale lei era assolutamente
ignara.
Come farai a fare l'attrice giovane, mi piacerebbe
sapere, se tu... quando tu... mentre tu... Non riusciva a
pronunciare semplicemente la parola incinta o a dire
mentre aspetterai un bambino, e neanche a usare quell'eufemismo
lezioso impiegato dalla gente del suo tipo e
della sua classe: quando sarai in stato interessante.
Magnolia ne rideva un po'. Reciter finch posso.
Verso la fine avr degli abiti tutti arricciati. Poi una sera,
probabilmente tra il secondo e il terzo atto mi scuser...
La signora Hawks dichiarava di non avere mai sentito
nulla di cos sconveniente in tutta la sua vita. E inoltre
uno show boat non  un posto adatto per allevare un
bambino.
Eppure tu mi hai allevata proprio qui.
S, concludeva arcigna la signora Hawks. E il suo
tono aggiungeva: E ora pensaci tu!
Anche prima della nascita di Kim il conflitto tra Parthy
e il genero and aggravandosi fino a diventare una vera e
propria avversione. Lo trattava come un criminale; considerava
lo stato, peraltro molto naturale, di Magnolia
come qualcosa da rimproverargli.
Senti, Magnolia, non lo sopporto, lo sai. Sono stufo di
questa vecchia chiatta fangosa e di tutto quello che comporta.
Gay! Di tutto?
Sai che cosa voglio dire. Andiamocene. Io non sono
un attore. Non appartengo a questa gente. Se non ti
avessi vista per caso quando sei uscita in coperta quel
giorno a New Orleans...
Ti dispiace?
Tesoro!  l'unica fortuna duratura che io abbia mai
avuto.
Lei abbass gli occhi, pensosa, sul chiaro luccichio del
diamante che portava al medio. Sempre troppo grande
per lei, le stava cos largo anche su quel dito che era stata
costretta ad avvolgerlo in una grossa imbottitura di filo
per impedirgli di scivolare, anche se aveva le dita dalle
nocche larghe, tipiche di una natura generosa e piena di
risorse. Ne avrebbe viste molte, quell'anello.
Moriva dalla voglia di chiedergli: Da dove vieni, Gay?
Chi sei? Non dirmi che sei un Ravenal. Questa non  una
professione, no? Non puoi vivere di questo.
Ma sapeva che era inutile. C'era in lui una strana vena
di reticenza che sconcertava, rendeva perplessi. Interrogato,
non diceva niente. Non era un silenzio imbronciato,
n risentito. Semplicemente taceva. Lei aveva imparato a
non chiedere.
Non possiamo andarcene ora, Gay caro. Io non posso.
E tu non vorresti andartene senza di me, vero? Non puoi
lasciarmi! Forse l'inverno prossimo, dopo che la barca
sar tirata in secco, potremmo andare a St. Louis, o anche
a New Orleans; sarebbe bello, no? L'inverno a New
Orleans.
Uno dei suoi silenzi, come se non avesse sentito.
Non aveva mai denaro, cio non lo aveva mai a lungo.
Svaniva. Aveva cento dollari, scendeva a terra in qualche
citt piuttosto grande e tornava con cinquecento, mille
dollari. Mi son messo a giocare con degli amici, spiegava
tutto allegro. E le consegnava tre, quattro o anche
cinquecento dollari. Comprati un vestito, Nola. Qualcosa
di bello, con un cappello intonato. Sei troppo carina
per portare quella roba fatta in casa che stai sempre a
raffazzonare.
Una certa saggezza femminile che era in lei le diceva di
mettere da parte un po' di quel denaro. Prese l'abitudine
di mettere via tutte le volte dieci, venti o cinquanta dollari.
A volte se ne rimproverava; si sentiva sleale, furtiva,
subdola. Quando lo sentiva dire, come faceva spesso:
Sono in bolletta. Se avessi cinquanta dollari potrei fare
un giochetto che me ne renderebbe cinquecento. Tu non
hai cinquanta dollari, eh, Nola? No, certo che no, lei
avrebbe voluto dargli la sua piccola riserva, fino all'ultimo
centesimo. Era indubbiamente il tenue filo dell'ereditariet
materna, quel po' di Parthy che era in lei, a farle
dare ascolto a una voce interiore. Non farlo, le bisbigliava
quella voce mettendola sull'avviso, tienili. Ne
avrai un gran bisogno, tra breve.
Non le ci vollero molti mesi per scoprire che suo marito
era un giocatore di professione, uno di quegli individui
melliflui, falsi, che anni di vita sul fiume le avevano reso
familiari. Non era, in realt, una vera scoperta, quanto
un'ammissione forzata. Sapeva, ma rifiutava di ammettere
di sapere. Nessuno, infatti, sarebbe potuto rimanere a
lungo nell'ignoranza, dato che la signora Hawks era a
conoscenza dei fatti.
Dieci giorni dopo il matrimonio di Magnolia con Ravenal
(e che dieci giorni! La sola Parthy vi aveva concentrato
un'intera vita di rimproveri) la signora Hawks si present
trionfante da suo marito, la voce carica di sinistri
presagi:
Bene, Hawks, sarai soddisfatto ora, spero. Era questa
un'altra delle sue locuzioni preferite, e implicava che
lo sciagurato a cui si rivolgeva aveva elevato ululando fino
al cielo le sue richieste per la pi orribile delle sventure e
non sarebbe stato contento finch orrore non si fosse
aggiunto ad orrore. Sarai soddisfatto ora, Hawks. Tuo
genero non  altro che un giocatore. Un giocatore da
strapazzo, da bar, senza un soldo in tasca; ecco che cosa
ha sposato la tua unica figlia. Bada, non dico che gioca e
basta. Dico che  un giocatore di professione. Cos si 
guadagnato la vita prima di venire a bordo di questa
barca. Vorrei che fosse morto prima di aver messo piede
sulla passerella del Fior di Cotone, lascia che te lo dica,
Hawks. Mellifluo, untuoso, buono a nulla; non meglio di
quella feccia con cui scapp Elly.
Suvvia, Parthy, quel ch' fatto  fatto. Perch una
volta tanto non cerchi di vedere il meglio delle cose,
invece del peggio. Magnolia con lui  felice.
Non ha ancora vissuto una vita con lui. Ricordati le
mie parole.  il tipo che corre dietro alle sottane.
Che strana cosa, Parthy. Tuo padre era un uomo, e
tuo marito lo stesso, e cos tuo genero. Eppure si direbbe
che tu non sia mai riuscita a capire com' fatto un uomo.
Ad Andy, Ravenal piaceva. Il senso estetico del piccolo capitano francese era appagato dalla grazia, dalla disinvoltura,
dall'eleganza di quell'uomo. Talvolta i due conversavano
dopo pranzo, parlando amabilmente e a voce
bassa, rilassati, a loro agio; due gentiluomini che godono
della reciproca compagnia. Esisteva tra loro un gran rispetto
e una profonda simpatia.
Certo la popolarit di cui Ravenal godeva sui fiumi era
immensa. Andy gli pagava, come attor giovane, uno stipendio
mai sentito negli annali degli show boat. Ma riteneva
che ne valesse la pena. Subito dopo la nascita di
Kim, Andy parl di offrire a Ravenal una compartecipazione
nel Fior di Cotone. Ma la signora Hawks vi si
oppose con tale decisa ferocia che lui, almeno per il
momento, abbandon l'idea.
Magnolia aveva imparato a temere gli oziosi mesi invernali.
Durante quel periodo dell'anno, in cui il Fior di
Cotone andava in letargo, la famiglia Hawks prima del
matrimonio di Magnolia era sempre tornata alla casa
vicino al fiume, a Thebes. A volte Andy aveva insistito
con Parthy per passare i mesi invernali nel Sud sottraendosi
al rigido clima dell'Illinois almeno per parte del
tempo e scegliendo New Orleans o una delle citt del
Mississippi meridionale dove per Natale si potevano avere
rose invece di agrifoglio. Talvolta invidiava al nero Jo e
a Queenie il loro periodo di assenza dalla barca. Nonostante
lo stato disdicevole nel quale ogni anno ritornavano
al Fior di Cotone, agli inizi della primavera pareva
sempre che avessero trascorso i mesi intermedi seduti
nell'ombra screziata di sole sotto una pianta rampicante,
mentre gli insetti ronzavano nell'aria e si udiva il profumo
pesante di boccioli dai petali bianchi, a mangiare frutti
che gocciavano sugo tra le loro dita, a dormire, soddisfatti,
in un afoso pomeriggio del Sud, a cenare copiosamente
a base di pesci gatto e pane di granturco, a guardare la
luna salire in cielo con l'accompagnamento invitante del
banjo di Jo.
Dovremmo andarcene un po' di pi a zonzo, l'inverno,
diceva Andy alla sua energica moglie. Lei, magari,
stava rimettendo a posto la casa di Thebes dopo la loro
lunga assenza: sprimacciava cuscini, batteva tappeti, lucidava
i pavimenti, appendeva tendine nuove, apriva e
chiudeva con fragore i cassetti delle scrivanie. Un asciugamano
avvolto attorno alla testa, a mo' di turbante, le
sottane tirate su con gli spilli, si dava da fare freneticamente,
ancor di pi del solito finch Andy, uscendo cautamente
dall'orbita delle scope, degli stracci e dei secchi,
andava a cercar sollievo dagli amici del lungofiume.
Andare a zonzo! Ne ho abbastanza di andare a zonzo
su quella tua barca un mese dopo l'altro, tutta l'estate.
No, grazie, niente Sud per me. Otto mesi di mosche e di
negri e di sporchi bighelloni che lasciano in giro tracce di
fango mi bastano, capitano Hawks. Ringrazio Iddio di
poter tornare per qualche settimana in un posto dove
posso vivere come una donna bianca decente, borbottava
Parthy continuando a sfregare i pavimenti.
Dopo un tentativo che dur solo pochi giorni, Magnolia
cap che la casa di Thebes era impraticabile per Gaylord
Ravenal. Il primo inverno dopo il loro matrimonio lo
passarono in varie citt e paesi. Per breve tempo a Memphis,
facendo partenza piuttosto affrettata, poi a St.
Louis e a Chicago. Quella rapida visione di Chicago la
terrorizz, anche se non voleva ammetterlo. Dopo tutto,
si diceva mentre il frastuono incredibile, lo strepito e il
vocio di State Street e della Wabash Avenue le rintronavano
nelle orecchie, quella citt non era altro che un
Mississippi urbano. I ciottoli erano il letto del fiume. Gli
alti edifici severi gli argini. E poi uomini, donne, cavalli,
camion, carri, carrozze, tram che si accavallavano in
quelle strade creando nuovi canali l dove qualche ostacolo
bloccava il loro avanzare, abbattendo interi quartieri
di pietra e mattoni e legno, annientandone ogni traccia
della precedente esistenza, sollevando altri immani blocchi
e trascinandoli materialmente a valle per depositarli
in un posto nuovo, creando un viale alberato l dove
prima non c'era altro che una palude fangosa... tutto
questo, pensava Magnolia, era soltanto il Mississippi in
un'altra forma e in un altro ambiente: spietato, inesorabile,
spropositato, terribile. Si poteva credere di conoscere
le sue correnti e i suoi canali alla perfezione, ma se si
veniva colti nel vortice impreparati si veniva risucchiati e
divorati, come poi accadde al capitano Andy Hawks, in
quella torbida corrente affamata.
Ti abituerai, disse Ravenal alla moglie, con l'aria un
po' condiscendente, come di chi avesse gi domato e
blandito quel mostro. Non spaventarti. E solo un gran
frastuono. Non  proprio il caso di spaventarsi.
Ma non sono spaventata, davvero.  solo che non
sono abituata a questo tipo di rumore. I fiumi, sai, per
tutti questi anni...  cos tranquillo, l. La sera e la mattina.
Quell'inverno lei visse la vita della moglie di un giocatore.
Un momento di magra, un momento di lusso. Un
giorno brodo di tartaruga alla Palmer House, il giorno
dopo uova e pancetta in qualche oscura trattoria. Si alzavano
a mezzogiorno. Non tornavano mai a casa prima del
mattino. Pareva che Gay conoscesse un mucchio di gente,
ma alla moglie presentava poche persone.
Conoscenze di lavoro, spiegava. Non credo ti interessi.
La vita di lei sul Fior di Cotone era certo stata una vita
fantasiosa. Eppure aveva sempre avuto un certo ordine,
un certo ritmo dovuto, forse, alla presenza della rigorosa
Parthenia Ann Hawks. Per quanto indolenti apparissero i
giorni sul fiume, c'era in essi una certa metodicit. Colazione
alle nove. Prova. Passeggiata. Pranzo alle quattro.
Trucco. Sipario. Il guardaroba da rimettere a nuovo o da
rammendare, le parti da studiare, le nuove canzoni da
imparare per il concerto. Quella sua nuova esistenza,
invece, non sembrava avere alcuna trama, alcun ordine.
Ravenal era un essere spesso molto diverso dal marito
innamorato dei giorni del Fior di Cotone. Di volta in volta
espansivo o segreto; euforico o depresso, spesso distratto.
Nei suoi confronti era sempre tenero, gentile, premuroso.
La amava nel modo pi profondo di cui era capace.
Lei lo sapeva. Dovette ripeterselo una sera mentre seduta
nella stanza del loro albergo tutta vestita aspettava che lui
la portasse a pranzo e poi a teatro. Andavano al teatro
McVicker la bella sala nuova sorta dalle ceneri della
vecchia (per citare l'elaborato annuncio del proprietario).
Ravenal era sbalordito nello scoprire quanto poco
Magnolia conoscesse i grandi nomi del palcoscenico. Le
aveva raccontato qualcosa della storia del McVicker, in
una vampata d'orgoglio per Chicago. Pareva che avesse
una decisa simpatia per quella immensa, gigantesca, strana
e affascinante citt, come se ci fosse gi vissuto.
Quando sarai al McVicker, aveva detto Ravenal, ti
troverai nello stesso teatro in cui hanno recitato Booth e
Sothern e Lotta e Kean e la signora Siddons.
Chi sono? aveva chiesto Magnolia.
Lui era cos innamorato che trovava quella sua ignoranza
della sua stessa professione addirittura deliziosa.
Ne rideva, naturalmente, ma la baciava se lei faceva un
po' il broncio e le spiegava che cosa volevano dire quei
nomi, rivestendoli di quel fascino e di quell'alone romantico
che il teatro, il teatro raffinato beninteso, aveva per
lui dato che, come ogni buon giocatore, amava veder
recitare. Doveva essere stato qualche cosa del genere a
trattenerlo cos a lungo sul Fior di Cotone. Forse, alla fin
fine, la sua sola infatuazione per Magnolia non sarebbe
stata sufficiente.
E ora si preparava ad andare al McVicker. E aveva
indossato il vestito con il corpetto dcollet che considerava
piuttosto audace, per quanto ora che era una donna
sposata poteva permetterselo. Si vest molto prima del
tempo previsto per il suo rientro. Gli aveva preparato la
biancheria pulita. Era molto esigente, in quanto agli abiti.
Abituata all'abbigliamento trasandato dei suoi compagni
sul battello, fin dall'inizio la meticolosit e l'eleganza
di Ravenal l'avevano colpita.
Quindi si guard nello specchio. Sapeva di non essere
bella. In realt, si dava l'aria di sdegnare il suo aspetto,
lamentava la fronte alta e gli zigomi pronunciati, le dita
dalle larghe nocche, la sua magrezza, la bocca larga.
Eppure non credeva del tutto a quanto diceva di se stessa;
le piaceva sentire Ravenal dire che era bella. In quel
momento mentre si guardava riflessa nel lungo specchio
dalla cornice dorata nella stanza massiccia e cupa di legno
di noce, si trovava segretamente d'accordo con lui. Era il
primo anno del loro matrimonio. Era incinta. Era dicembre,
il bambino sarebbe dovuto nascere in aprile. Nella
sua figura o nel suo viso non vi era nulla di modificato.
Come qualche volta accade, il suo stato conferiva al suo
aspetto un misterioso splendore. La sua carnagione di
solito pallida mostrava un delizioso incarnato; gli occhi
erano enormi e stranamente luminosi; delle minuscole
vene azzurre risaltavano appena, squisitamente, contro il
pallore latteo delle tempie; la sua magrezza piuttosto
angolosa era sostituita da una delicata rotondit; aveva
un bel portamento, le spalle diritte, la testa alta. Una
donna felice, che amava ed era riamata.
Erano le sei. Un po' tardi, ma ormai sarebbe arrivato
da un momento all'altro. Le sei e mezzo. Ogni cinque
minuti apriva la porta per sbirciare nel corridoio rivestito
dal tappeto rosso. Le sette. All'impazienza era subentrata
ora la paura, alla paura il terrore, al terrore un'estrema
angoscia. Era morto. Era stato ucciso. Sapeva ormai che
frequentava i ben noti luoghi di ritrovo della citt, che vi
giocava a carte. Giusto per passatempo, le aveva detto.
Un gioco di carte per passare il pomeriggio. Che c' di
male? Su, Nola! Non fare quella faccia, come tua madre.
Per favore!
Li conosceva bene, quei luoghi. Felpa rossa e dorature,
mogano e specchi. Si mangiava, si beveva. I saloon sul
lungofiume e la vita che vi si conduceva le avevano insegnato
da tempo a non essere troppo schizzinosa. Non era
una donna sciocca, n intollerante. Era, anzi, per molti
versi molto pi saggia dei suoi anni. Ma si era nel 1888. I
giornali avevano riportato a chiari titoli la sparatoria nella
quale era rimasto ucciso Simeon Peake il giocatore, da
Jeff Hankins, in Clark Street. La pallottola era destinata a
qualcun altro, un noto editore di giornali, in realt. Ma
l'aveva sparata una donna isterica, infuriata, assetata di
vendetta. Era andata fuori strada. Ravenal conosceva
Simeon Peake. La sua morte era stata un vero colpo per
lui. Anzi, lo aveva colto cos alla sprovvista che ne aveva
parlato con Magnolia per trarne conforto. Peake aveva
lasciato una figlia in tenera et, Selina, la quale si era
ritrovata praticamente senza neanche un soldo.
Improvvisamente tutta quella storia le si affoll nel
ricordo. Era veramente agitata. Le sette e mezzo. Era
troppo tardi, ormai, per il pranzo che si ripromettevano
per quella serata speciale, al Wellington Hotel nel ristorante
rivestito di marmo bianco. Il Wellington era giusto
dall'altro lato della strada, di fronte al McVicker. Tutto
sarebbe stato cos semplice, cos facile; nessuna fretta,
poter bere in pace l'ultimo delizioso sorso di caff.
Le otto. L'avevano ammazzato. Non si limit pi ad
aprire la porta per sbirciare fuori. Lasci aperta la porta
della stanza e cammin fino all'atrio, quindi torn di
nuovo alla stanza, tutta in subbuglio. Poi, discese per il
corridoio. Alla fine, disperata, si trov nella hall, dove
non si era mai fermata la sera se non in compagnia di suo
marito. Al banco del bureau c'erano due impiegati. Uno
era un vecchio cascante e sembrava far parte dell'albergo
come le pietre che ne pavimentavano l'ingresso. Aveva
delle ciocche sparse di capelli bianchi che parevano galleggiare
esattamente al di sopra della sua testa invece di
esservi attaccate e dei piccoli ciuffi di barba, come fiocchi
di cotone attaccati alle guance. Sembrava un bambino
vecchio. L'altro era giovane, giovane e brillante; gli brillavano
i capelli, gli occhi, i denti, le unghie, lo sparato
della camicia, i polsini. Entrambi conoscevano Ravenal,
lo avevano salutato festosamente all'arrivo, si erano inchinati
deferentemente a lei. Il giovane aveva fatto dei
complimenti garbati, il vecchio aveva stretto le labbra
dolci e rinsecchite.
Magnolia guard dall'uno all'altro. Al bureau c'era
della gente appoggiata alla lastra di marmo. Attese nervosa,
incerta. Avrebbe parlato con il vecchio. Non voleva,
per un motivo o per l'altro, parlare con il giovane
brillante. Ma questi la vide, sorrise, lasci l'uomo con il
quale stava parlando e and verso di lei. Allora rapidamente
lei tocc la manica del vecchio, si chin in avanti
sopra il marmo per farlo e in realt le diede uno strappo,
di modo che lui, irritato, alz gli occhi verso di lei.
Vorrei... posso parlarle? chiese timidamente.
Un momento, signora. Sar libero tra un minuto.
L'individuo sfavillante si chin verso di lei. Che cosa
posso fare per lei, signora Ravenal?
Volevo soltanto parlare con questo signore...
Ma anch'io posso esserle egualmente utile...
Gli diede un'occhiata e vide solo una fila di denti, tutti
eguali e bianchi, pronti a mordere. Scosse la testa, depressa,
poi guard supplichevolmente il vecchio. Le sopracciglia
dello sfavillante si sollevarono. Ebbe l'aria di
fare un passo indietro, cortesemente, ma non lo fece in
realt. Mentre aveva di fronte il vecchio impiegato, che la
guardava con tono interrogativo, quasi rimpianse la propria
scelta.
Arross, balbett, la sua voce era poco pi che un
sussurro. Io... mio marito... siamo stati... non  tornato...
preoccupata... Ucciso o... teatro...
Il vecchio bambino port una mano a coppa all'orecchio.
Che cosa dice?
I suoi begli occhi, nella loro angoscia, chiesero ora
all'individuo effervescente di perdonarla per essere stata
scortese. Aveva bisogno di lui. Non poteva ripetere tutto
ad alta voce. Lui fece un passo avanti, ma i denti erano
nascosti. Dopotutto, un impiegato di prima categoria 
sempre un impiegato di prima categoria. Miracolosamente
aveva udito il suo bisbiglio.
Ha detto che suo marito...
Lei annu. Aveva una gran paura di scoppiare a piangere.
Spalanc gli occhi e tent di non sbattere le palpebre.
Se appena appena le avesse mosse sapeva che quella
nebbia per la quale tutto sembrava nuotare nella caligine
di un arcobaleno si sarebbe cristallizzata in lacrime.
 tremendamente in ritardo. Io... sono tanto preoccupata.
Dovevamo andare al... al McVicker e poi a pranzo,
e ora sono le sette passate...
Le otto passate, ansim il vecchio, sbirciando l'orologio
a muro.
... le otto passate, fece eco lei, sempre pi infelice.
Ecco! Aveva battuto le palpebre. Due grandi gocce caddero
sulla seta del suo corpetto scollato. Le sembr di
sentirne il tonfo.
Hm! si ud la voce stridula del vecchio.
Il giovane brillante si chin di nuovo verso di lei. Fu
avviluppata da una zaffata di profumo. Su, su, signora
Ravenal! Non c' nulla di cui preoccuparsi, assolutamente.
Suo marito  stato trattenuto. Ecco tutto. Trattenuto
improrogabilmente.
Lei si attacc a quella probabilit. Lei crede...? Ne 
sicuro? Ma di solito torna alle sei, al pi tardi. Sempre. E
dovevamo andare a pranzo... e...
Ah, voi sposine! sorrise il giovane. Quindi le diede
un buffetto sulla mano. Appena la sfior. Ora lei prender
qualcosa da mangiare, da quella brava ragionevole
donnina che .
Oh, non riuscirei a mangiare nulla. Non posso!
Una tazza di t. Lasci che le mandi su una tazza di t.
Il vecchio fece un suono, quasi risucchi la lingua tra i
denti, si strofin il mento e avanz il suo suggerimento
con una voce che parve a Magnolia echeggiare a lungo
nella hall dell'albergo. Perch non manda qualcuno a
cercarlo, signora?
Qualcuno? A cercarlo? Ma dove?
L'altro impiegato fece un gesto appena accennato, un
gesto pieno di tatto. Forse sta facendo un piccolo gioco
di... carte; e lei sa come il tempo vola. Anch'io ho fatto lo
stesso, a volte. Si guarda l'orologio e la prima cosa che si
vede  che sono le otto. Ora, se io fossi in lei, signora
Ravenal...
Allora cap. Quel giovanotto aveva l'aria cos sicura, e
cos compassionevole. E di colpo anche lei fu sicura.
Ricord in un baleno la volta in cui recitavano a Paducah
e lui non era arrivato. Avevano dovuto attendere oltre le
otto, per alzare il sipario. Ralph era andato a cercarlo.
Lui stava giocando a poker in un bar del lungofiume.
Mandare qualcuno a cercarlo! Non lei. Le passarono per
la mente, in modo assurdo, le parole di un motivo sentimentale
allora in voga.
Pap, caro pap, vieni a casa con me, ora.
L'orologio del campanile batte l'una.
A quel punto si riprese. Era pur sempre un'attrice.
Accenn perfino un sorriso, imperturbabile, scintillante,
tutto denti, come quello del giovane brillante. Naturalmente.
Sono proprio una sciocca. Mille grazie... Mi far
portare la cena in camera... Si volse con un piccolo
inchino grazioso. Gli occhi erano di nuovo spalancati.
Hm! fece il vecchio. Tradotto voleva dire: Piccola
stupida!
Si tolse il vestito con le due macchie scure sulla seta del
corpetto. Mise via la biancheria del marito e le scarpe ben
lustre. Si mise a cucire. Ma quella nebbia negli occhi
interrompeva il suo lavoro. Si gett sul letto. Un mare di
lacrime, angoscioso, ma almeno stava meglio. Le dieci. Si
addorment, con le lampade a gas ancora accese. Un po'
prima di mezzanotte lui entr. Si svegli con un breve
grido. Fatto strano, la prima cosa che not fu che non
aveva il bastone, il bastone di malacca dalle ricche venature
che portava sempre. Si sent chiedere ed era ridicolo,
mezzo sveglia, mezzo addormentata: Dov' il tuo bastone?
La sorpresa di lui a quell'accoglienza cos prosaica rese
la sua espressione quasi comica.
Bastone? Ah, s. Be', l'ho dimenticato. Devo averlo
lasciato da qualche parte.
Negli anni che seguirono lei impar che cosa significava
l'assenza del bastone di malacca. Era diventato un simbolo
in ogni agenzia di pegni di Clark Street. La sua comparsa
era la garanzia dell'esistenza di una somma cento volte
pi alta del suo valore. Ravenal pagava sempre i debiti.
Fin di svestirsi, in silenzio. Aveva il viso rosso e gonfio.
Sembrava giovane e indifesa, quasi brutta. Lui era a
disagio, si sentiva colpevole. Mi dispiace, Nola. Son
stato trattenuto. Andremo a teatro domani sera.
Quasi lo odi, allora. E dato che era, dopotutto, una
donna normale, fece una scenata normale, di lacrime,
rimproveri, accuse, minacce, suppliche, perdono. Poi:
Senti, Nola, mi daresti il tuo anello, solo per un giorno
o due?
Anello? Ma aveva capito.
Te lo ridar. Oggi  mercoled. Lo riavrai sabato. Te
lo giuro.
Il bel diamante bianco aveva iniziato i suoi viaggi assieme
al bastone di malacca.
Aveva detto la verit quando le aveva detto di essere
stato trattenuto improrogabilmente.
Lei aveva intenzione di non dormire. Era sicura che
non avrebbe chiuso occhio. Ma era giovane e sana, esausta
per le emozioni. Dorm. Giacendo al suo fianco pens,
prima di addormentarsi, che la vita era davvero terribile,
ma affascinante. Da tutto ci le venne l'ardore di una
scoperta. Si sent vecchia ed esperta e sposata, tragica.
Pens a sua madre. Era molto, molto pi vecchia e molto
pi sposata, pens, di quanto mai fosse stata sua madre.
Ritornarono a Thebes in febbraio. Magnolia aveva
nostalgia di suo padre. Provava persino un po' di malinconia
pensando a sua madre. La piccola villetta bianca
vicino al fiume, a Thebes, sembrava una casa delle bambole.
La sua stanza da letto era minuscola. Il paese era un
villaggio in miniatura, come quello di un presepe. Il cappellino
di sua madre era un po' grottesco. Il volto di suo
padre era solcato da rughe che non ricordava di aver visto
quando era partita. Il cibo cotto in casa, preparato dalle
mani esperte di Parthy, era una delizia senza pari. Si
sentiva come un viaggiatore ritornato da un paese lontano.
Il capitano Andy aveva ordinato una nuova barca. Non
parlava d'altro. Il vecchio Fior di Cotone, acquistato anni
prima da Pegram, sarebbe stato abbandonato. La nuova
barca sarebbe stata illuminata con qualche nuovo stravagante
sistema a gas invece delle vecchie lampade a cherosene.
Acetilene o qualcosa di simile, aveva detto Andy.
Ci sarebbe stata una ribalta speciale, nuovi scenari, un
ricco guardaroba e delle nuove stanze da letto-camerini.
L'avrebbero costruita nei cantieri di St. Louis.
 una meraviglia! squittiva Andy saltellando. Era
appena tornato da un viaggio sui luoghi dove stava per
nascere il nuovo Fior di Cotone. Dei due lieti eventi,
quello per il quale sarebbe diventato nonno e l'altro, che
avrebbe dato origine a un nuovo show boat, sarebbe stato
difficile dire quale lo tenesse maggiormente in ansiosa
attesa. Forse, segretamente, era la barca, per quanto
amasse Magnolia. Andy infatti era in primo luogo un
uomo di fiume, in secondo luogo un uomo di spettacolo,
da ultimo, un padre.
Mi piacerebbe sapere perch vuoi una barca nuova!
brontolava Parthy. Prendere tutto il denaro guadagnato
in tanti anni con quella vecchia bagnarola e buttarlo via
per comprarne una nuova!
Quella vecchia non  pi buona a nulla.
Ma  buona abbastanza per quella marmaglia che ci
portiamo sopra.
Andiamo, Parthy, sai quanto me che ora che sei abituata
al fiume nessuno pi riuscirebbe ad allontanartene.
Qualsiasi altro modo di vivere ti sembrerebbe noioso.
Io sono una donna che ama la casa e non chiede
nient'altro.
Scommetto che non rimarresti pi a terra, anche se te
ne capitasse l'occasione.
Vinse la scommessa, anche se gli tocc morire per
quello.
Il nuovo Fior di Cotone e la nuova nipote al loro ingresso
nella vita subirono la prova dell'inondazione. Il Mississippi,
da quella madre selvaggia che era, diede a entrambi
un battesimo che per un certo tempo rischi di rendere
simultaneo il loro ingresso e il loro abbandono del mondo.
Ma entrambi, dopo alcune ore perigliose, furono
pilotati verso la salvezza, l'uno dal vecchio Windy, che
giurava che quello era l'ultimo anno che passava sui fiumi,
l'altra da una grassa levatrice e da un giovane medico
spaventato. Attraverso la tempesta e l'inondazione si
udiva la voce di Parthenia Ann Hawks, quella brontolona,
che rampognava il capitano Hawks, suo marito, e
Magnolia Ravenal, sua figlia, come se fossero loro, e non
gli elementi, i responsabili della difficile situazione nella
quale si trovavano.
Seguirono quattro anni di guerra e di pace. Si trattava
di un conflitto intestino. Imperversava tra Parthy e suo
genero. Era simile a una reazione chimica. Quando si
incontravano seguiva inevitabilmente la combustione.
L'acido pungente dell'acume della signora Hawks intaccava
inesorabilmente gli strati esterni del fascino e della
grazia del giovane e delle sue maniere suadenti e ne
rivelava la vera lega. Il carattere di Ravenal rifuggiva da
una donna che non impiegava alcuna delle arti del suo
sesso e disprezzava, pur capendole perfettamente, quelle
del sesso opposto. Non aveva vanit, n civetteria, n
reticenze, n alcun rispetto per le reticenze degli altri;
considerava un complimento un insulto, all'adulazione
opponeva il disprezzo.
Un centinaio di volte nel corso di quei quattro anni lui
minacci di lasciare il Fior di Cotone, ma fu sempre
trattenuto dai teneri legami che lo univano alla moglie,
Magnolia, e alla figlia, Kim. La sua rivolta di solito si
manifestava in un frenetico abbandonarsi al gioco, a terra,
durante il quale spesso perdeva fino all'ultimo dollaro
che aveva risparmiato in settimane di economia forzata.
Non c'era alcun modo di spendere legittimamente il
denaro nei piccoli villaggi sperduti dove cos spesso il Fior
di Cotone ormeggiava. Inoltre cominciava a far presa su di
lui la facile indolenza di quella vita, la mancanza di ogni
sforzo, la libert da ogni responsabilit. Al massimo c'era
una nuova parte da imparare all'inizio della stagione, ed
era tutto. Il pubblico del fiume amava le vecchie commedie.
Andava a rivederle una quantit di volte. Era Ravenal
a tenere il breve discorso davanti al sipario. Desideriamo
ringraziarvi tutti... sempre felici di tornare al vecchio...
domani sera quel dramma elettrizzante
intitolato... concerto dopo lo spettacolo...
Mai la compagnia del Fior di Cotone aveva goduto di
tante torte fatte in casa, pasticcini e biscotti, e di vino
genuino; di frutta appena colta. La popolazione femminile
delle citt sul fiume, dai Grandi Laghi al Golfo vedeva
in lui l'amante dei propri sogni segreti e deponeva ai suoi
piedi le sue offerte. Ravenal, dicevano quelli della troupe
del Fior di Cotone, sarebbe riuscito a farsi consegnare
l'oro dei loro denti.
Forse, con il passare degli anni, lui avrebbe finito con
l'accontentarsi di quella vita. A volte il piccolo capitano,
quando i due uomini conversavano tranquillamente tra
loro, appartati, buttava l qualche frase circa l'avvenire.
Quando non ci sar pi, tu e Magnolia... la barca sar
vostra, naturalmente.
Ravenal rideva. Il piccolo capitano Andy era l'immagine
della vitalit, i vivaci occhi castani che si guardavano
intorno senza perdere nulla sulla costa o a terra, la mano
bruna che stropicciava i basettoni dove il grigio appariva
appena, le gambe agili che sgambettavano dal ponte ufficiali
alla passerella, mai quiete per pi di un minuto.
Non c' bisogno di pensare a questo per altri cinquantanni,
lo rassicurava Ravenal.
Nella fine del piccolo capitano ci fu, forse, un tocco di
umorismo, come quasi sempre c'era in tutto quello che
faceva. Il Fior di Cotone, diretto a monte del Mississippi
con destinazione St. Louis, aveva urtato un tronco
sommerso nel gomito di Cakohia, a tre miglia dalla citt. Era
quasi l'alba e una nebbia densa avviluppava il fiume. Il
vecchio Fior di Cotone, con ogni probabilit, sarebbe
affondato al centro della corrente. La nuova barca resse
coraggiosamente il colpo. In mezzo al pandemonio che
segu si ud la voce del piccolo capitano strillare in falsetto
gli ordini che soprattutto lui sapeva di non aver alcun
diritto di dare. L'unico a cui si doveva obbedire in simili
condizioni era il pilota. L'equipaggio lo sapeva, e il pilota
anche. In realt era quasi una leggenda, che pi di una
volta in un caso di emergenza il capitano Andy sul ponte
superiore avesse strillato i suoi ordini in una sorta di
drammatica frenesia di soddisfazione inframmezzandoli
con imprecazioni vivaci e colorite durante le quali, sempre
saltellando, che fosse rimbalzato oltre il parapetto nel
fiume, e che in quella umida posizione avesse continuato
a gridare ordini e bestemmie senza darsi pensiero di
sorta, anzi allegro, finch non fosse stato ripescato a
bordo. Fu esattamente quello che avvenne. Alta sopra il
clamore si lev la voce di Andy. La sua figurina roteava su
e gi, a prua, a poppa; d'un tratto cadde in acqua, non
visto, nell'oscurit, nella nebbia, nella corrente selvaggia
e veloce del Mississippi, avviluppato nelle spire del giallo
serpente, pi stretto, sempre pi stretto pi gi, sempre
pi gi, finch cess di lottare. Il fiume lo aveva vinto, alla
fine.
Il fiume, aveva continuato a ripetere Magnolia. Il
fiume. Il fiume.

 CAPITOLO 12.

Thebes? fece eco Parthenia Ann Hawks, vedova. Il
crespo rigido del suo abito da lutto parve diventare irsuto.
Non far nulla del genere, signorina! Se tu e quel bel
tomo di tuo marito pensate di liberarvi di me in questo
modo...
Ma, mamma, non stiamo affatto tentando di liberarci
di te. Come puoi pensare una cosa simile! Hai sempre
detto che odiavi la barca. Sempre. E ora che pap... ora
che non sei pi obbligata a restarvi, credevo che tu volessi
tornare a vivere a Thebes.
Davvero? E che cosa accadrebbe del Fior di Cotone,
dimmelo un po', Maggie Hawks!
Non lo so, confess Magnolia con aria infelice. Non
so. Appunto di questo pensavo di parlare. Il Fior di
Cotone, dopo il suo tragico incontro con il tronco sommerso
nel Mississippi, era in cantiere per riparazioni. Il
danno, per lo show boat, fu maggiore di quanto era
sembrato. Il tronco, alla fin fine, aveva inferto una ferita
tutta slabbrata. E aveva anche strappato e ferito qualcosa
di profondo, di intimo nell'animo di Magnolia. Di colpo fu
presa dall'orrore per il grande fiume le cui zanne segrete
avevano colpito in modo cos velenoso. La vista della sua
torbida corrente gialla la faceva star male; e tuttavia la
ipnotizzava. Pensava, ora, di doverle sfuggire, di dover
correre verso la salvezza con suo marito e la sua bambina.
Eppure sapeva che lontano da esso non sarebbe mai stata
felice. Sognava di restare. Voleva fuggire. Era quella, se
mai, la sua unica possibilit. Ma il fiume aveva il capitano
Andy. Da qualche parte, nelle sue spire segrete, lui vi
giaceva. Non poteva abbandonarlo. Sul fiume le erano
stati rivelati i tre grandi misteri: Amore, Nascita, Morte.
Tutto quello che lei conosceva, di felicit e di tragedia, di
tranquillit e di avventura, di romanticismo, di realizzazione
di s, era legato al fiume. Le sue rive bordate di
salici inquadravano il suo mondo. I personaggi variopinti
che navigavano sui fiumi o che vivevano sulle loro rive
erano la sua gente. Li riconosceva, era una di loro. Il
Mississippi l'aveva conquistata cos come aveva conquistato
il piccolo Andy Hawks.
Be', ne stiamo parlando, no? stava chiedendo la
signora Hawks.
Voglio dire... le riparazioni verranno a costare parecchio.
La barca rimarr in disarmo per un mese o pi,
giusto al colmo della stagione. Ora  il momento di decidere
se abbiamo intenzione di gestirla noi come se pap
fosse ancora...
Vedo che non hai perso tempo a parlare subito di tutto
con Ravenal. Be', te lo dico io che cosa faremo, signorina.
La gestiremo noi, per nostro conto... o almeno, io lo
far.
Ma, mamma!
Tuo padre  morto senza testamento. Tipico di
Hawks. Ho tanto diritto di parlare quanto ne hai tu. Anzi,
di pi. Sono la sua vedova. Non vorrai che getti via un
affare gi avviato quando ci sono voluti anni per condurlo
a questo punto. In quanto alle riparazioni, provveder
l'assicurazione della barca. L'assicurazione sulla vita di
tuo padre  gi saldata, ed  una bella somma. Ci ho
pensato io. Tu avrai la tua parte, io la mia. La barca
continua come ha sempre fatto. Niente Thebes, per me.
Tu continuerai a far l'attrice giovane, Ravenal il primo
amoroso, tutto andr avanti come prima. Kim...
No! grid Magnolia, come gi aveva fatto la stessa
Parthy, anni addietro. Non Kim.
Perch no?
Emanava dalla vedova Hawks un'energia terrificante e
invincibile. I suoi neri abiti da lutto si gonfiavano attorno
a lei come le ali in gramaglie di un angelo sterminatore.
Morto il capitano Andy, si nominava comandante del
Gran Teatro Galleggiante Fior di Cotone. Magnolia l'aveva
sempre saputo. Chi, conoscendo Parthy, avrebbe potuto
immaginare che avrebbe fatto altrimenti? Si sarebbe
nominata comandante delle loro vite. Magnolia non era
una debole, era una donna di carattere. Ma nessun carattere
poteva reggere ai colpi di maglio del ferro di Parthy
Ann Hawks.
Era impossibile che una sistemazione di quel genere
durasse. Sin dall'inizio Ravenal la respinse. Ma le suppliche
di Magnolia, perch almeno provasse, ebbero la meglio
su di lui, sia pure a malincuore.
Non pu andare, Nola, te lo dico io. Ci salteremo alla
gola. Non fa che rimuginare piani. Li vedo vorticare nei
suoi occhi.
Ma tu cercherai di essere paziente, vero, Gay? Per
amor mio e di Kim.
Ma non era passata una settimana da quando erano in
navigazione che l'ammutinamento scosse il Fior di Cotone.
Il primo ad andarsene fu Windy. Una volta che i suoi
grossi piedi furono avviati alla passerella, non ci fu verso
di fermarlo. Aveva ormai superato la settantina, ma non
pareva affatto pi vecchio della prima volta che era salito
a bordo del Fior di Cotone, quasi quindici anni prima.
Alla vedova irata parl brevemente, ma con decisione.
Lei  la vedova di Hawks. Ecco perch avevo detto
che l'avrei portata come se Andy fosse ancora vivo. Credevo
che della barca si sarebbe occupato il marito di
Magnolia, ma sembra che voglia farlo lei. Be', signora, io
non sono un pilota per gonnelle. Me ne vado alla fine di
questo viaggio. Verr a bordo il giovane Tanner e vi
piloter lui.
Tanner! E chi ? E come fa a sapere se lo voglio? Sono
io che comando questa barca.
Far meglio a prenderlo, signora Hawks, signora mia.
 giovane,  malleabile, e probabilmente non far caso ai
suoi brontolii. Io sono troppo vecchio. Ho perduto il
gusto per i fiumi, comunque, da quando il capitano se n'
andato. Ho perduto anche il coraggio, si direbbe... Be',
signora, vado.
E se ne and.
Sopraggiunsero allora dei cambiamenti, accavallandosi
gli uni sugli altri. La signora Means rimase, e cos pure il
malandato signor Means. Frank se n'era gi andato dopo
il matrimonio di Magnolia. Se ne and anche Ralph.
Parthy affront quelle difficolt e quelle defezioni con
magnifica strategia. Anzi, pareva che la facessero prosperare.
Fa' questo. Fa' quello. Il sopracciglio destro di
Ravenal era sempre alzato in un perpetuo accento circonflesso
di disdegno. Tutte le volte che i due erano insieme
si sentiva l'impatto della loro reciproca avversione. Ogni
fibra della natura silenziosa e riservata di Ravenal era tesa
a rifiutare quella suocera cos autoritaria. Ogni nervo e
ogni muscolo di quell'energica donna fremevano di inimicizia
verso quel garbato, sdolcinato, sprezzante marito di
sua figlia.
Scegli, disse alla fine Gaylord Ravenal, tra tua madre
e me.
Magnolia scelse. La sua decisione incontr in Parthy
un'opposizione cos terrificante che una donna meno risoluta
e meno innamorata ne sarebbe rimasta scossa.
Dove te ne andrai con quel bellimbusto di tuo marito?
Dimmelo!
Non lo so.
Ci avrei giurato, che non lo sapevi. Non lo sa neanche
lui. Perch te ne vai? La tua casa  la barca, una buona
casa.
Kim... la scuola... farfugli Magnolia imbarazzata.
Sciocchezze!
Magnolia si decise a saltare il fosso. Noi non siamo...
io non sono... Gay non si trova pi bene sui fiumi.
E sarai molto pi infelice a terra, molto presto, sta'
pur certa che non mi sbaglio, signorina. Dove andrete? A
Chicago, eh? E che farete, a Chicago? A morir di fame, se
non peggio. Lo so. Vedrai quante volte desidererai di non
essere mai partita.
Magnolia, nervosa, apprensiva, straziata, scoppi in
aperta e improvvisa ribellione contro la mano di ferro che
l'aveva governata tutti quegli anni.
Come fai a saperlo? Come puoi essere cos sicura? E
anche se tu avessi ragione, ebbene? Non fai altro che
cercare di impedire alla gente di fare quello che le aggrada.
Vuoi sempre che la gente viva prudentemente. Hai
fatto quello che hai potuto per impedire a pap di comprare
il Fior di Cotone, in primo luogo, e hai reso la sua
vita un inferno. E ora non vuoi abbandonarlo. Non volevi
che io facessi l'attrice. Non volevi che sposassi Gay. Non
volevi che avessi Kim. Forse avevi ragione. Forse non
avrei dovuto fare nessuna di queste tre cose. Ma come
puoi saperlo? Non puoi dominare in questo modo la vita
della gente, anche se lo fai per il loro bene. Come fai a
non sapere che, anche quando credi di aver ragione, pu
darsi che tu abbia torto? Se pap ti avesse dato ascolto, a
quest'ora vivresti a Thebes. Lui sarebbe vivo, probabilmente.
E io, forse, sarei sposata al macellaio. Non puoi
far cos. Perfino Dio lascia che la gente viva a modo suo,
anche se deve cadere e rompersi il collo per scoprire che
ha avuto torto... Non puoi far cos... E poi sei contenta se
va male...
Stava diventando incoerente.
Dietro all'opposizione di Parthy alla loro partenza
c'era un gran sollievo di cui perfino lei non si rendeva
conto e che avrebbe sicuramente smentito, se gliel'avessero
chiesto. Il suo talento per gli affari, cos a lungo
latente, veniva finalmente alla luce. La sua energia era
prorompente. Si sarebbe quasi detto che fosse felice.
Licenziava attori ed equipaggio; ingaggiava attori ed
equipaggio. Ordinava provviste. Parlava di trasferirsi,
l'anno dopo, in un territorio interamente nuovo, forse di
arrivare ai fiumi del North Carolina e del Maryland. E
difatti cos fece, solo molto pi tardi. Magnolia, anni
dopo, leggendo le concise ed esasperanti lettere della
madre era colta dalla nostalgia non per chi le scriveva, ma
per i luoghi dai bei nomi di cui lei scriveva, anche se
probabilmente erano desolati e poco pittoreschi come le
citt sul fiume del Mississippi o dell'Ohio, del Big Sandy e
del Kanawha. Stiamo recitando nella citt di Bath, sul
fiume Pamlico, diceva la lettera di Parthy. O: Abbiamo
avuto un buon fine settimana a Queenstown sul Sassafras.
Magnolia, guardando le grigie strade di Chicago sdrucciolevoli
per il nero ghiaccio, fitte della nebbia del Lago
Michigan, si ripeteva quei nomi. Bath sul Pamlico.
Queenstown sul Sassafras.
Parthy, nel separarsi, insistette perch Magnolia mantenesse
la sua partecipazione finanziaria al Fior di Cotone,
di modo che il danaro che ne fosse stato ricavato le
venisse poi versato a intervalli regolari. In questo aveva
ragione. Conosceva Ravenal. Nella sua maniera spiccia e
autoritaria amava sua figlia e desiderava difenderne gli
interessi nel modo migliore. Ma Magnolia e Ravenal
preferivano vendere subito la loro parte, se lei l'avesse
rilevata. Ravenal avrebbe probabilmente investito il ricavato
in qualche affare, spieg Magnolia.
S... in qualche bricconata, ritorse la signora Hawks.
Poi aggiunse, seria: E ora ascoltami, non venirtene a
piagnucolare da me quando sar finita e tu e la bambina
non avrete neanche l'ombra di un penny. Dato che  a
questo che arriverete, alla fine. Rammentati le mie parole.
Non dico che non sarei felice di veder tornare te e Kim.
Ma non lui. Quando avr dilapidato ogni centesimo del
tuo denaro non dovr venire da me a cercarne dell'altro.
Tu puoi tornare alla barca, tu e Kim. Penser io a voi. Ma
lui mai!
Le due donne si fronteggiarono e non erano pi madre
e figlia, ma due forze che si opponevano con tutta l'energia
annidata nella natura oscura e potente di entrambe.
Magnolia tir fuori uno dei suoi bei discorsi: Non
verrei a chiederti aiuto neanche se stessi per morire di
fame e Kim con me.
Oh, ci sono cose peggiori che morire di fame.
Non verrei a chiederti aiuto in nessun caso.
Ma s, che verrai. Potrei giurarci.
Non verr mai.
Era colma di un segreto terrore all'idea di lasciare i
fiumi; poich i fiumi, le piccole inaccessibili citt, la gente
ingenua e indolente di quelle cittadine che per il solo fatto
di viverci si confessava fallita, agli occhi di Magnolia, con
gli anni avevano assunto l'aspetto amichevole di tutto
quello che  familiare. Era quello il benessere, quelli
erano gli amici, l c'era la naturalezza che accompagna la
familiarit. Perfino il piglio generalesco e scostante di sua
madre aveva in s qualcosa di protettivo. Lo stesso show
boat era come una seconda madre, che la metteva al
riparo dai problemi e dalle preoccupazioni che assillano
la gente di terra. Il Fior di Cotone era stato un piccolo
mondo a s, dove la vita era qualche cosa di distaccato,
simile a un sogno che si vive sotto l'effetto di un narcotico.
Quando Magnolia Ravenal, con il marito e la figlia,
pass da quella esistenza tranquilla al mondo esterno, di
cui aveva gi fatto un'esperienza che le aveva lasciato la
bocca amara, fu assalita da dubbi e paure. Paura e attesa,
nostalgia e curiosit, una vertiginosa sensazione di libert
nel lasciare l'ala troppo protettiva della madre, una fitta
di rimorso per il fatto di provare quell'onda di sollievo
cos poco filiale... Eppure, in antitesi e vittorioso, prevalse
in lei l'amore per l'avventura che aveva sempre caratterizzato
lei e suo padre, il piccolo capitano, e li aveva
sempre fatti trionfare, fino ad allora, sulle pressanti e
caute ammonizioni di Parthenia Ann Hawks.
Se ne andarono. Si arrampicarono tutti e tre lungo la
ripida sponda del fiume fino all'argine (forse per l'ultima
volta, pens Magnolia in uno spasimo di dolore mentre
dentro di lei una voce gridava: No! No!); Ravenal
magro, freddo, controllato; Magnolia pi pallida del solito
e decisamente in lacrime; la piccola Kim che agitava le
manine strette a pugno in un addio noncurante. Non
avevano fagotti, n pacchi n valigie. Ravenal detestava
portare pacchi n permetteva ai suoi di portarne. Due
negri in tute cenciose color blu scolorito si erano impadroniti
del bagaglio e lo sistemarono senza alcuna delicatezza
sotto i sedili e sul fondo della carrozza presa a nolo
per portarli fino alla stazione ferroviaria pi vicina, a ben
diciannove chilometri di distanza.
La compagnia del Fior di Cotone si era radunata sul
ponte a prua per salutarli. Il Fior di Cotone, soddisfatto di
s, tranquillo, tozzo, se ne stava a pelo dell'acqua. Un
piroscafo goffo e pesante a ruote a pale laterali di passaggio
mand piccole onde civettuole attraverso le acque
calme verso il battello, e lo fece timidamente palpitare.
Addio! Addio! Scrivi, mi raccomando. Il volto della
signora Means era distorto e raggrinzito in una ridicola
smorfia di dolore. Erano pronti: Ravenal sul sedile davanti
con il conducente, Magnolia e Kim sul sedile posteriore,
con il bagaglio ammucchiato scomodamente attorno
a loro. Parthenia Ann Hawks, per vederli meglio, si
era collocata sul piccolo ponte superiore a prua, quel
ponte che assomigliava a una veranda, come quello del
vecchio Fior di Cotone. I cavalli si avviarono con un balzo
su per la polverosa strada del villaggio. Si ud il loro
scalpitio sul ponte, in direzione della strada alta. Magnolia
si volse per lanciare un'ultima occhiata attraverso le
lacrime. Parthenia Ann Hawks si profilava contro il cielo
e l'acqua, figura massiccia e quasi minacciosa nei suoi
abiti da lutto, alta, eretta, indomabile. Aveva il volto
irrigidito e gli occhi, senza un battito di palpebre, fissavano
acuti le acque illuminate dal sole. Un braccio era
sollevato in un gesto di addio. Spietata, invincibile, caparbia,
indomita, terribile.
 come il Fiume, pens Magnolia nel suo dolore in
un lampo improvviso di chiarezza.  l'unica, alla fin fine,
che sia come il Mississippi.
Poi, dopo una curva sulla strada alta, il fiume, lo show
boat, la silenziosa figura in nero sparirono alla vista.

 CAPITOLO 13.

Anche lo spettatore pi distratto avrebbe potuto valutare
le fluttuazioni delle fortune dei Ravenal da uno qualunque
di questi tre segni:la giacca di pelle di foca e l'anello
con il brillante di Magnolia Ravenal, il bastone di malacca
di Gaylord Ravenal. Ognuno dei tre oggetti aveva un
modo di scomparire e riapparire che sarebbe apparso
sconcertante per chi non fosse stato un habitu di South
Clark Street, a Chicago. Dei tre, il bastone di malacca,
anche se quasi di nessun valore tangibile, scompariva per
primo e pi spesso degli altri, dato che qualsiasi rispettabile
prestatore su pegno di Clark Street lo considerava
una cambiale. Immerso in un gioco di faraone che perdeva,
Ravenal chiamava un ragazzo negro. Gli tendeva il
piccolo bastone dal pomo d'avorio dicendo: Tieni, portalo
da Abe Lipman, all'angolo tra la Clark e la Monroe.
Digli che voglio duecento dollari. Svelto. Oppure: Corri
da Goldsmith, e portaglielo. Digli che voglio cento
dollari.
Il ragazzo nero capiva. In dieci minuti tornava senza il
bastone e con un mucchio sciupato di biglietti da dieci
dollari. Se la fortuna di Ravenal mutava, il bastone veniva
riscattato. Se persisteva nell'essergli ostinatamente
avversa, era la volta dell'anello con il diamante e, in
mancanza di quello, della giacca di foca. Ravenal,
contrariamente all'abitudine dei suoi confratelli, non portava
gioielli, non ne possedeva. Vi erano alcuni aspetti sinistri
in quei segni esteriori come quando, ad esempio, si sapeva
che la giacca di foca avrebbe saltato tutto un inverno.
Forse nessuno di quei tre simboli era rivelatore dello
stato delle finanze dei Ravenal come il luogo che Gay
sceglieva per fare colazione. Non faceva mai la prima
colazione a casa. Era un ritorno alle sue abitudini da
scapolo; era, indubbiamente, una ribellione tardiva agli
anni passati sotto il duro regime della signora Hawks.
Aveva sempre odiato quelle colazioni di famiglia delle
nove, sul Fior di Cotone, minacciosamente presieduta da
Parthy in cuffia e bigodini.
Da quando erano arrivati a Chicago Gay amava far
colazione tra le undici e mezzogiorno, e certo non si
alzava mai prima delle dieci. Se le fortune dei Ravenal
erano in auge, la colazione si svolgeva in tutta tranquillit
e lusso nella trattoria di Billy Boyle, tra le vie Clark e
Dearborn. Era molto piacevole poich l, sul mezzogiorno,
si incontrava il fior fiore del mondo libertino di Chicago,
politici eminenti, giocatori, fantini, attori, giornalisti,
questi ultimi vere e proprie nullit, giovani magri e talvolta
imbronciati che si chiamavano George Ade, Brand
Whitlock, John McCutcheon, Pete Dunne. L si sentivano
le notizie e i pettegolezzi del giorno. L si vedevano le
redingote, i cappelli di seta, i polsini inamidati, i colletti
scintillanti, i bottoni di diamanti caratteristici dei giocatori
di professione. Il vecchio Carter Harrison, sindaco di
Chicago, vi faceva una capatina ogni giorno, un buon
sigaro da venticinque cents che gli ciondolava tra le labbra
mentre salutava questo o quell'amico. Vi si soffermavano
anche gli agenti di cambio della Camera di Commercio.
L'aria era azzurrata di fumo e impregnata del profumo
ricco e pesante delle alte bistecche di manzi dell'Ovest
di prima qualit. Circolavano grossi boccali di birra attraverso
i quali brillava l'ambra pallida della birra chiara o il
color bruno di quella scura. L'aroma del forte caff nero.
Il pan di segale, reso acre dai semi di cumino. Piccoli
panini croccanti e rotondi della prima colazione cosparsi
di semi di papavero.
Calorie, pressione alta, colazioni vegetariane, golf erano
parole non ancora entrate nel vocabolario giornaliero
degli americani. Le patate fritte erano ancora considerate
un piatto da prima colazione e un pasto senza la carne era
praticamente uno spuntino.
Appunto l Gay Ravenal, magro, pallido, tranquillo,
elegante preferiva cominciare la sua giornata ascoltando
attento e affascinato le conversazioni che turbinavano
attorno a lui; si parlava dei fortunati vincitori del giorno
prima al vicolo del Giocatore, nella sala da gioco di Prince
Varnell o di Jeff Hankins o di Mike McDonald, degli
iscritti all'ippodromo di Washington Park, della nuova
bionda di Hetty Chilson, di politica nei termini pi semplici.
Di tanto in tanto prendeva parte anche lui a quei
discorsi, ma, come la maggior parte dei giocatori di professione,
non aveva alcun talento per la conversazione.
Gli si dava credito soltanto per il suo freddo sguardo
evasivo, per la sua abitudine ad ascoltare e a parlare
poco, per la sua faccia impassibile da giocatore di poker.
Ravenal non parla molto, ma c' ben poco che gli
sfugga. Guardatelo per un'ora di fila e non riuscirete a
capire dal suo viso se sta guadagnando un mille o perdendo
la camicia. Una invidiabile reputazione, a Clark
Street.
Comunque non gli serviva a nulla quando mancavano i
fondi. In quei momenti evitava Billy Boy le e faceva invece
una colazione pi scarsa alla Panetteria della Strabica,
proprio a est di Clark Street. Quel rifugio famoso per chi
si trovava temporaneamente a corto di quattrini era cos
chiamato a causa appunto dello strabismo della sua proprietaria,
che serviva il caff e le frittelle. Questo spuntino
costava dieci cents. Il caff era bollente, forte, rinvigorente,
le frittelle fresche e croccanti. Una volta o l'altra,
per le bizzarrie di Madama Fortuna, ogni giocatore di
Clark Street si ritrovava a sgranocchiare immusonito quel
cibo senza pretese che costituiva il limitato menu disponibile
alla Panetteria della Strabica. Anzi, se gli mancava
perfino la modesta somma richiesta per quel po' di cibo,
sapeva che l gli sarebbe stato consentito di lasciare il
conto in sospeso finch la sorte gli fosse stata propizia.
Pi di una mattina Gaylord Ravenal, elegante, noncurante,
perfetto nell'abbigliamento, se ne usciva alle undici
con solo cinquanta cents nella tasca dei pantaloni di
ottimo taglio. Di solito, in quelle occasioni, il bastone di
malacca era significativamente assente. Dei cinquanta
cents, dieci erano destinati alla lucidatura delle scarpe,
venticinque a un fiore da mettere all'occhiello, dieci a
caff e frittelle alla Panetteria della Strabica. I rimanenti
cinque cents se li teneva in tasca, come un amuleto contro
la superstizione che la mancanza di quattrini non ne produce
altri. Fermandosi dapprima a mettere il naso da
Weeping Willy o alla sala da biliardo di Reilly per dare
un'occhiata alla tabella delle partite, o ad ascoltare un po'
delle chiacchiere mancate data la forzata assenza da Boyle,
finiva da Hankins o da McDonald in cerca di fortuna.
Ma i suoi affari non si ridussero a questo se non dopo che
fu trascorso il primo anno.
Era incredibile che Magnolia Ravenal si fosse potuta
adattare cos rapidamente a quella vita. Eppure era abbastanza
spiegabile, considerando complessivamente il suo
carattere. Era piena di interessi, sveglia, viva e ancora
innamorata di Gaylord Ravenal. La vita sui fiumi l'aveva
abituata alle bizzarrie dell'umanit. Queenie e Jo avevano
fatto parte della sua esistenza quanto Elly e Schultzy.
Le massaie dei paesini, i negri che ciondolavano sulle
banchine, i giocatori nei bar sul lungofiume, i minatori
della regione del carbone, i raccoglitori di frutta del
Nord, i barcaioli, i poveri bianchi del Sud, l'aristocrazia
della Louisiana, tutti erano passati in una parata fantastica
davanti ai suoi occhi attenti.
E anche lei aveva sfilato, in quella parata straordinaria e
reale personaggio splendido e pittoresco come gli altri.
Ora, in quella nuova vita, accettava tutto, si divertiva di
tutto con una ingenuit che era forse il suo pi grande
fascino. Era senza dubbio per quello che le restava legato il
nomade Ravenal. Nulla la scandalizzava, merito della sua
mentalit singolarmente limpida e aperta. Affrontava la
nuova vita con lo stesso interesse e la stessa fresca curiosit
che avevano caratterizzato la bambina che, impaziente e
desiderosa di compagnia, sedeva accanto al signor Pepper,
il pilota, nella timoniera allegra, intima, accogliente in
cima al vecchio Creola Bella durante quel primo viaggio
incantato lungo il Mississippi fino a New Orleans.
Gli aveva detto: Che cosa c' l, dietro a quell'ansa?...
E ora che cosa viene?... Quanto  profondo qui?... Che
cosa c'era qui, prima?... Che isola  quella?
Il signor Pepper, il pilota, aveva risposto alle sue domande
esaurientemente e con un sentimento di soddisfazione,
vedendo che cos appagava la sua infantile sete di sapere.
Ora, con eguale impazienza, chiedeva al marito: Chi 
quella donna grassa con quella bella ragazza dai capelli
biondi? Che strani occhi hanno!... Che cosa significa
quando dicono che le chances sono due a una?... Perch lo
chiamano John delle Terme?... Chi  quella grossa donna
con quell'adorabile parasole? Che bel vestito, eppure 
semplice. Perch non mi presenti a... Oh! Quella! Hetty
Chilson! Oh!... Perch lo chiamano Bad Jim Connerton?...
Ma perch lo chiamano l'Argine?  Clark Street, e
non c' un filo d'acqua in giro, e allora perch lo chiamano
l'Argine?... Che cos' un gioco d'azzardo? Geronimo!
Che parola buffa !... Mike McDonald? Quello? Ma sembra
un contadino, vero? Un contadino con gli abiti scuri della
domenica che non gli vanno bene. Il gran capo! Perch il
suo locale lo chiamano Il Magazzino!... Oh, Gay, tesoro,
vorrei che tu non... Ora non accigliarti in questo modo.
Voglio solo dire che io... quando penso a Kim mi spavento
perch, che ne sar di lei, intendo dire quando crescer?...
Perch i tram notturni li chiamano gufi?... Eppure non
capisco perch Lipman ti d tanti quattrini per un bastone
che non vale pi di dieci o venti dollari... Come fanno i
prestatori su pegno... Mont Tennes, che strano nome!...
Al Hankins? Oh, adesso stai scherzando. Ma davvero si 
ucciso tirandosi addosso un letto pieghevole? Oh, non
dormir mai pi in un... Boiler Avenue? Il teatro di
Hooley?... Cinquevalli?... Fanny Davenport?... Il giorno
del Derby?... Weber e Fields?... Sauterne?... Rector's...
Tutto un altro mondo di cui essere curiosa, un mondo
altrettanto sordido e colorito, crudele e appassionato,
ricco e vario quanto l'altro.
Ravenal ci aveva messo poco pi di un anno a sperperare
la piccola fortuna che era stata la parte di Magnolia delle
propriet del capitano Andy, compreso l'interesse del Fior
di Cotone. Naturalmente la sua intenzione era stata quella
di raddoppiare la somma, di moltiplicarla svariate volte
cosicch le gonfie migliaia diventassero decine di migliaia,
centinaia di migliaia. Quando lo si aveva, il danaro, una
buona quantit di danaro, era abbastanza semplice manipolarlo
in modo che come per magia producesse sempre
pi danaro.
Erano partiti direttamente per Chicago, in quel periodo
paradiso dei giocatori. Quando Ravenal aveva annunciato
la sua decisione, un piccolo sguardo di terrore era comparso
negli occhi di Magnolia. Eppure era riluttante a far la
minima obiezione ai suoi progetti. Era quello che aveva
sempre fatto sua madre ogni volta che suo padre aveva
proposto una nuova iniziativa. L'entusiasmo del capitano
Andy era stato sempre smorzato dalla doccia fredda della
disapprovazione di Parthy. Alla prospettiva di Chicago,
dei vecchi ritrovi, dei compagni che gli erano congeniali,
dei ristoranti, dei teatri, delle corse, Ravenal era apparso
esultante come mai l'aveva visto. Era diventato quasi
loquace. Poteva perfino concedersi di essere carino con la
signora Hawks, dato che tra breve se ne sarebbe liberato.
Quella donna ferrea l'aveva considerato suo nemico fino
all'ultimo e, nel consegnare a Magnolia la discreta somma
di denaro che le spettava, aveva proferito sinistre predizioni,
che si avverarono tutte regolarmente.
Quel primo anno a Chicago fu cos vario, cos stravagante,
cos assurdo che perfino Kim, bambina, ne trattenne,
nel ricordo, parte del colore e della fastosit. Quel padre e
quella madre sui vent'anni sembravano veramente di poco
pi vecchi della loro figlia. C'era qualcosa di patetico e di
infantile nella loro fiducia evidente di poter al tempo stesso
spendere il danaro e serbarlo intatto. Solo un mantello di
pelliccia, cos'era mai! Cappellini. Un elegante calessino
giallo. Cavalli. Le corse. Le cene. Una bambinaia per
Kim. Magnolia non sapeva nulla di danaro. Non ne aveva
mai posseduto. Sul Fior di Cotone il danaro era una merce
di cui si sentiva scarsamente il bisogno.
All'arrivo a Chicago erano andati direttamente allo
Sherman House. In paragone a questa, la prima visita a
Chicago prima della nascita di Kim era stato un pic nic, una
gita. Ravenal era fiero della sua giovane moglie e della sua
bambina quieta, seria, dai grandi occhi, della bambinaia
nella sua elegante uniforme, del paio di cavalli inglesi che
qualche volta concedeva di guidare a Magnolia, che ne era
immensamente felice. Magnolia ebbe il suo primo vero
vestito da sera, dcollet, assaggi lo champagne, and
alle corse all'ippodromo di Washington Park, sedette in un
palco da Hooley, assistette terrificata allo shimmy, danzato
nel padiglione centrale delle attrazioni all'Esposizione
Mondiale.
La prima giacca di pelliccia fu degna di nota. Le mogli
dei ricchi portavano giacche di pelle di foca a dimostrazione
della prosperit dei loro mariti. Magnolia solo in
seguito pass a quel tipo di mantello. Ma le pelli che la
scaldarono durante quel primo inverno di Chicago, tra i
colpi di vento del lago e il freddo che intirizziva, erano state
abilmente selezionate a Parigi e confezionate da mani
francesi.
Naturalmente, la pelliccia l'aveva scelta Ravenal. L'accompagnava
sempre a fare spese. Gli piaceva indugiare
tranquillamente, elegantemente, come un pasci, mentre
le venditrici dall'occhio perspicace gli portavano a esaminare,
come a un esperto, questo o quell'altro abito. Quelle
scaltre signore capivano facilmente che Magnolia sapeva
ben poco in quanto a eleganza del vestire. Il signore,
invece, se ne intendeva. Magnolia era rimasta sbalordita
del costo di quella prima giacca di pelliccia, ma come
avrebbe potuto intendersene, di quelle cose? Tra lei e
Parthy avevano cucito la maggior parte degli abiti che
aveva indossato ai tempi del Fior di Cotone, sia per il
palcoscenico sia per suo uso privato. La nuova pelliccia
era una giacca di astrakan nero, morbida e ampia. Magnolia
disse che si sentiva un cannibale, a indossare un
capo del genere. Le commesse non risero a quella sua
uscita e and benissimo, poich Magnolia non aveva
avuto nessuna intenzione di farle ridere. Il collo e i polsi
erano di zibellino russo scuro, ricco e intenso, e aveva
delle grandi maniche a ventaglio, grandi abbastanza da
contenere ampiamente le maniche del suo vestito, con il
piccolo aiuto di qualcuno per infilarle. Infilami le maniche,
era una delle preghiere che venivano rivolte al
cavaliere che aiutava una signora a indossare la pelliccia.
Quell'indumento principesco era costato... Oh, Gay!
aveva protestato Magnolia scandalizzata a voce bassa, ma
non cos bassa da non essere udita dalla commessa dall'orecchio
acuto... Oh, Gay! Davvero non credo che dovremmo...
La signora Potter Palmer, aveva detto la direttrice
con voce a un tempo acuta e soave, ha un mantello
identico a questo. Sono gli unici due in tutto il paese. A
dir la verit, credo che le pelli di zibellino sulla pelliccia
della signora siano un po' pi belle di quelle della signora
Palmer. Anche se forse  solo il fatto che la signora la
porta meglio, cos giovane e graziosa. Le dona molto,
sa?
Gli piaceva che lei portasse tra i profondi risvolti di
zibellino, un mazzo di violette. Per il teatro aveva uno di
quei nuovi cappellini con un fiocco di seta a forma di
farfalla fissato con filo metallico sulla falda e adorno di
scintillanti lustrini di modo che ad ogni movimento del
capo fremeva, vibrava e brillava in maniera incantevole.
Kim adorava il profumo di quella creatura meravigliosa
che sapeva di violette e che dopo il bacio della buona
notte tutta luminosa scivolava via. Questa immagine doveva
essere penetrata molto profondamente nella sua
mente infantile, dato che vent'anni dopo aveva ancora
impressa nella memoria, come uscita da un libro di favole,
la figura della madre dalla pelle vellutata e dai capelli neri
che entrava in camera sul tardo pomeriggio di un giorno
d'inverno ridendo, con gli occhi luminosi, dopo una passeggiata
in carrozza sul Grand Boulevard. Quella visione
pareva riempire la stanza calda di una deliziosa mescolanza
di violette, pelliccia, aria fresca e frizzante, velluto,
lustrini, risate e amore.
Kim affondava il viso in quel seno soavemente profumato.
Oh Gay, guarda come le piacciono le violette!
Non ti dispiace se le tolgo e gliele metto in questo bicchiere
in modo che... No, no, devi comprarmene altre. Per
favore! Vorrei che non mi assomigliasse tanto... la bocca...
ma diventer larga, come la mia... Oh, la Bernhardt!
Chi mai vuole che la mia bambina assomigli alla Bernhardt?
Oltre a tutto, Kim non far mai l'attrice.
Alla fine di un anno o due di quella vita il denaro se
n'era andato, completamente andato. Naturalmente non
erano stati solo i cavalli, le corse, il calesse, le pellicce, le
cene, i teatri, i begli abiti suoi e di Gay, la bambinaia e
l'albergo. Infatti, come spiegava Ravenal, i cavalli non
erano neanche dei purosangue, il che ne avrebbe fatto
salire il prezzo a mille dollari l'uno. Non ne era mai stato
interamente soddisfatto, a causa di una leggera macchia
sul loro blasone che l'aveva portato ad acquistarli per soli
seicento dollari l'uno. Quella pecca, certo, sarebbe apparsa
evidente solo a un accreditato giudice di una mostra
equina. Tuttavia, quando Ravenal e Magnolia il giorno
del Derby si univano al gaio flusso di tiri a quattro,
carrozze, calessi, faeton, tiri a due che sciamavano lungo
Michigan Avenue e il Grand Boulevard verso l'ippodromo
di Washington Park, accadeva che lui piombasse in
uno di quei suoi silenzi cupi e colpisse i cavalli con piccole
sferzate sprezzanti con la lunga frusta flessuosa in un
modo che soltanto loro e Magnolia capivano. In quei casi
li chiamava ronzini.
Ah! Quel ronzino ha disubbidito di nuovo.  perch
non  un purosangue.
Ma, Gay, gli ferisci la bocca, tirando in questo modo.
Per favore, Nola. Non sto portando una chiatta sul
Mississippi.
Impar molte cose in quel primo anno, e ne vide tante
che, pietosamente, dimentic subito. Si doveva dire Darby
e non Derby, faceva molto inglese. Bisognava far finta
di nulla quando il proprio marito andava a parlare con
Hetty Chilson e le sue ragazze nel loro palco. Inoltre si
doveva dare l'impressione di non vedere affatto Hetty
Chilson e le sue ragazze, per quanto sfilassero in una
processione privata di land e carrozze, aperte o chiuse e
fossero di gran lunga le donne pi eleganti alle corse.
Erano loro a imporre la moda, le aveva detto Gay. Le
ragazze di Hetty Chilson indossavano abiti ricchi, sobri,
poco appariscenti e non si truccavano il viso. Sembravano
una parte accettata del mondo in cui si muoveva Gaylord
Ravenal. Anche nella rozza vita sui fiumi Magnolia aveva
sempre saputo che le donne che esercitavano la professione
di Hetty Chilson semplicemente non esistevano, socialmente
parlando. Non facevano parte della vita di tutti
i giorni, erano ombre sinistre, minacciose, malvagie. Ma
con la nuova vita Magnolia rimase sbalordita dalla consapevolezza
che quelle signore avevano una parte importante
nella vita sociale e politica di quella immensa citt
del Middle West. Quella donna robusta, bionda, piuttosto
bella che ostentava un'aria di florida sicurezza e il cui
sguardo acuto e penetrante e la risata cordiale erano
molto attraenti era Hetty Chilson. Le cavallerizze che si
vedevano cavalcare sulla pista di Lincoln Park, abbigliate
elegantemente in nere e aderenti tenute da amazzone
erano, quasi certamente, ragazze di Hetty Chilson. A suo
modo quella donna era veramente una potenza. Quando
ai forestieri venivano mostrati i luoghi interessanti di
Chicago, il castello dei Potter Palmer su Lake Shore
Drive, il museo d'arte, gli Stockyards (recinti per il bestiame
da macello), l'Hotel Auditorium, i grandi palazzi
con il giardino che comprendeva un intero isolato di Phil
Armour e il figlio di questo sulla Michigan Avenue, indicavano
anche la casa di Hetty Chilson, abbassando la
voce, naturalmente, e con uno sguardo furtivo e, forse,
con una gomitata nelle costole; un solido fabbricato di
mattoni in Clark Street, vicino a Polk, con due leoni di
pietra a guardia, assurdamente, di quell'ingresso profano.
Da Hetty Chilson, spieg Gay alla sua giovane moglie
che lo guardava con gli occhi sgranati, si va come a
un club.  facile trovarci tutti gli uomini politici pi in
vista, a fumare e a bere qualcosa in compagnia. E met
degli intrighi politici di cui tu leggi poi nei giornali si
ordiscono da Hetty.  intelligente, lei, tanto quanto quelli
che li tessono. Ha comprato una fattoria di quindici
acri, a Ninetieth e State, per i tuoi genitori. E ha una casa
in campagna sul fiume Kankakee, vicino a Momence, una
novantina di chilometri a sud da qui, dove esiste, si sa,
una delle pi ricche biblioteche del paese: Cervantes,
Balzac, edizioni rare. Una stalla piena di cavalli, un roseto...
Ma, Gay, caro!
Si vedeva Hetty in carrozza lungo State Street durante
l'ora delle compere sulla sua carrozza costruita a Kimball,
un mezzo che avrebbero potuto usare solo dei re, la
struttura color ebano lavorata da maestri artigiani, lo
smalto ricco, intenso e brillante come il coperchio di un
pianoforte. Le sue ampie gonne si allargavano sui cuscini
color prugna. Se era estate le increspature di merletto del
parasole si muovevano gentilmente al venticello. D'inverno
la pelliccia di visone avviluppava la sua figura piena,
soda. Una delle sue ragazze sedeva accanto a lei,
impeccabilmente vestita, pallida, senza brio. In serpa
sedevano due uomini in livrea.
I finimenti di metallo lucido splendevano e tintinnavano
sfarzosamente. Per cavalli due snelli, frementi sauri,
magnifici trottatori. Era la regina del suo mondo, il
demimonde di Chicago.
Ma, Gay, caro!
Be', e la Francia, allora?
La Francia?
S, quelle donne di cui hai letto, l'hai studiato sui libri
di storia, a scuola! La Pompadour e la Maintenon e la Du
Barry! Non si mescolavano forse alla politica dei loro
tempi e non erano accettate? Cortigiane, tutte. Pensi che
solo perch portavano parrucche bianche e crinoline di
seta a fiori e nei...
Una vampa insolita sal alle guance di Magnolia, sovrastandone
il pallore, di un rosso intenso, quasi doloroso
per l'indignazione. Era una donna senza esperienza, ma
non era una stupida. Quegli ultimi mesi le avevano insegnato
molte cose; anche le lezioni della madre, non erano
state evidentemente completamente dimenticate.
 una donna qualunque, Gaylord. Non basterebbero
n parrucche n nei n tutte le sete del mondo a renderla
qualcosa di diverso. Non  una Du Barry pi di quanto il
tuo Hinky Dink non sia un Mazarino.
Era come se lui godesse di una sorta di piacere perverso
a sorprenderla. Non che lei fosse scandalizzata nel vero
senso della parola. Era sorpresa e un po' spaventata. In
quei momenti la figura austera e il viso arcigno di Parthenia
Ann Hawks si ergevano davanti ai suoi occhi perplessi.
Che cosa avrebbe detto lei di quei personaggi ripugnanti
che passavano in parata di fronte alla vista confusa
di Magnolia: Hetty Chilson, Doc Haggerty, Mike McDonald,
Principe Varnell, Effie Hankins? Per quanto a
disagio, Magnolia riusciva a sorridere al pensiero di come
sua madre avrebbe distrutto verbalmente quella banda di
viziosi. Non esistevano mezzi toni nel vocabolario di Parthy.
Una sgualdrina era una sgualdrina, un libertino un
libertino. Ma suo padre, pens, si sarebbe interessato a
tutto ci, e forse anche piuttosto divertito. I suoi vivaci
occhi castani non avrebbero perduto nulla, la sua figurina
svelta avrebbe trotterellato curiosa su e gi per lo stretto
passaggio che si trovava tra Washington e Madison
Street, noto come Vicolo del Giocatore; avrebbe fatto un
giro di faraone; valutato le signore dell'Argine per quanto
valevano; visitato il teatro di variet di Sam T. Jack in
Madison Street e anche il music-hall Kohl & Middleton,
probabilmente, e sicuramente il Teatro di Hooley. Nulla
della vita dell'Argine di Chicago sarebbe sfuggito al piccolo
capitano Andy, e nulla l'avrebbe cambiato.
Va' a vedere tutto, Nola, le aveva detto ai vecchi
tempi del Fiordi Cotone, quando Parthy trovava da ridire
se andavano a vedere uno spettacolo o l'altro. Non
credere, quando ti dicono che quello che non conosci non
pu farti male. Mai sentita bugia pi grossa. Va' a vedere
tutto e va' per la tua strada e nulla ti far del male. Se
quello che vedi non  bello, che differenza fa? La prossima
volta non dovrai guardare.
Magnolia, guardandosi attorno, decise che stava vedendo
proprio tutto.
La maggior parte del denaro se n'era andato a faraone.
C'erano i patiti della roulette, del poker scoperto, dei
dadi, delle scommesse. Ma faraone era il gioco preferito
di Gaylord Ravenal, e lui giocava da Hankins; non da
George Hankins dove si giocava basso, ma da Jeff Hankins
o da Mike McDonald, dove si puntavano le poste pi
alte di Chicago. Il faraone per Ravenal non era un gioco,
era la sua professione, la sua scienza, la sua droga, il suo
nettare, la sua amante. Inoltre non aveva, come accade a
tanti giocatori incalliti, altri vizi. Beveva raramente e
poco, fumava solo a volte un sigaro leggero, era parco e
schizzinoso nel mangiare, rifuggiva perfino dal portare
anelli, diamanti o spille allo sparato della camicia, come i
suoi colleghi.
Magnolia e Gaylord naturalmente non stettero a guardare
il denaro che se ne andava, n si disperarono perch
sarebbe finito presto. Pareva che ce ne fosse un mucchio.
Che ce ne sarebbe sempre stato. La settimana seguente
l'avrebbero investito in qualche modo sicuro. Ravenal
aveva delle informazioni riservate sull'andamento della
borsa. Aveva sentito parlare di un buon affare. Non era il
caso, in quel momento, ma Loro gli avrebbero fatto
sapere quando sarebbe arrivato il momento magico. Intanto
c'era il faraone. E c'erano le lussuose camere d'albergo
con i morbidi folti tappeti e i grandi, comodi letti; il
cameriere che bussava alla porta in risposta al suono di
campanello; piatti prelibati per tentare il gusto del signore
e della signora Ravenal. Il signore dagli occhi penetranti
in abito da sera che stava vicino alla biglietteria
mentre si entrava a teatro diceva: Buonasera, signor
Ravenal quando andavano da Hooley o da McVicker o
al Teatro dell'Opera, o da Kohl e Castle. I direttori dei
reparti abbigliamento di Mandel o di Carson Pirie o anche
di Marshall Field dicevano: Ho qualcosa di particolare
da mostrarle, signora Ravenal. Ho pensato a lei
nell'attimo in cui  arrivata.
A volte a Magnolia sembrava che il Fior di Cotone fosse
stato solo una barca fantasma e i fiumi un sogno, una
leggenda.
Era tutto molto piacevole e lussuoso, assurdo. Magnolia
cercava di non far caso al chiasso di Clark Street giorno
e notte. Quell'odiosa sovrapposizione di rumori invadeva
il loro appartamento d'albergo e ne riempiva ogni angolo.
Lei si chiedeva come mai i conducenti dei tranvai scampanellassero
cos insistentemente. Lo facevano come antidoto
per sollevare i propri nervi gi tesi? Gioooo-rnali!
Giornali del mattino! Crack! Crack! Crackcrackcrack!
La strada sembrava un campo di battaglia. Qualcuno
oltrepassava la porta della stanza da letto camminando
pesantemente e facendo dondolare il disco metallico della
sua chiave. Suoni di voci, risate dalla strada e l'incessante
scalpiccio di passi sul selciato. Un ubriaco. Sapeva anche
questo. Era parte della sua scienza acquisita di recente.
Ravenal le aveva raccontato del Grosso Steve Rowan, il
poliziotto sui centotrenta chili che, in parte per il pizzo e i
baffi, in parte per la perizia con cui manipolava la sua
arma ufficiale era chiamato il Fante di Bastoni.
Non vedrai mai il Grosso Steve arrestare un ubriaco, la
notte, le aveva spiegato Gay ridendo. Nossignore! E
neanche un altro poliziotto di Clark Street, se pu farne a
meno. Se arrestano qualcuno, il mattino dopo alle nove
devono comparire ad accusarlo in tribunale. Il che vuol
dire alzarsi presto. Cos, se  appena in grado di tenersi in
piedi, se lo passano lungo la strada da un angolo all'altro
finch lo fanno dirigere a ovest, da qualche parte, o a
nord, passato il ponte. Gran sistema.
Tutto ci era divertente e pittoresco, forse, ma difficilmente
portava alla tranquillit e al riposo. Spesso Magnolia,
giacendo sveglia a fianco del marito addormentato o
da sola in attesa del suo ritorno, a tarda notte, chiudeva le
palpebre che le bruciavano per meglio rivedere e risentire
il profondo vellutato silenzio dei fiumi della sua infanzia,
le scure notti vellutate, cos quiete... il fruscio, lo sciabordio
dell'acqua contro lo scafo...
E poi, d'improvviso, un giorno: Ma, Gay, caro, che
cosa vuol dire che non hai cento dollari? Sono per quell'abito
di velluto verde bronzo che ti piace tanto, anche se,
secondo me, non mi dona. Hai tanto insistito perch lo
comprassi, caro, lo sai. E ora  la terza volta che mandano
il conto. Perci, se vuoi darmi il danaro, o, se preferisci,
farmi un assegno...
Ti dico che non li ho, Nola, rispose spazientito.
Oh, be', andr bene anche domani. Ma, per favore,
domani di sicuro, perch detesto...
Non posso essere sicuro domani pi di quanto non sia
oggi. Non ho neanche l'ombra di cento dollari. E questo 
un fatto.
Anche dopo che ebbe finito di spiegarle, lei continuava
a non capire; non riusciva a credergli; continuava a fissarlo con quei suoi grandi occhi neri sbigottiti.
Sfortuna. A che? A faraone. Ma, Gay, migliaia!
Be', le migliaia non durano per sempre. Ho fatto una
speculazione. Speculazione? S. Ho avuto un'informazione
riservata. In borsa. In borsa? S, inutile che
ti spieghi, non capiresti. Ma tutto, Gay? Be', un po'
ne ho perduto a faraone. Dove? Da Hankins.
Quanto? Che cosa importa?  andato. Ma, Gay,
quanto a faraone? Oh, qualche migliaio. Cinque?
S--. S, cinque. Di pi? Be', quasi dieci, credo.
Allora si accorse che il bastone di malacca non c'era
pi. Si tolse dal dito l'anello con il brillante. Glielo diede.
Con gli anni, divent un gesto automatico.
Cos, il cambiamento del loro tenore di vita non arriv
gradatamente. Passarono, con la velocit di Cenerentola,
dalla carrozza alle ceneri del focolare. Lasciarono lo sfarzo,
la biancheria fresca, il cibo abbondante, il servizio
lussuoso dello Sherman House per un alberguccio sudicio
che in realt era una sorta di pensione per attori, sul lato
nord, proprio dall'altra parte del ponte di Clark Street, in
Ontario Street. Era, disse Ravenal, alla giusta distanza
per arrivare a piedi nei vari posti.
Che posti? chiese Magnolia. Ma lo sapeva. Una passeggiata
di dieci minuti lo portava al Vicolo del Giocatore.
Nei quindici anni che seguirono mai una mattina
Gaylord Ravenal sment quella interessante constatazione
geografica.

 CAPITOLO 14.

Le sfortune dei Ravenal, se pure furono notate nel Vicolo
del Giocatore, furono cortesemente ignorate. Esisteva
uno strano e ben preciso codice d'onore tra i frequentatori
dell'Argine di Chicago. Si pagavano i propri debiti di
gioco. Non si rivelava mai, nel corso della conversazione,
lo stato delle proprie finanze. Si parlava poco. Nonostante
i rovesci di fortuna si doveva mantenere sempre un
determinato stile, sia fisicamente, sia socialmente, sia nel
modo di vestire. C'erano sempre, naturalmente, segni
inequivocabili che si riconoscevano anche con un'occhiata
di sfuggita. Ciascuno traeva le proprie conclusioni, ma
non faceva commenti. Se per giorni e giorni, una o due
settimane, qualcuno era visto far colazione alla Panetteria
della Strabica, era salutato dai colleghi con la stessa gentilezza
che gli sarebbe stata riservata se fosse stato lui a
offrire da Billy Boy le o alla Palmer House. Si potevano
avere le scarpe rotte, ma dovevano essere lustre. La
biancheria logora, ma pulita. Le guance forse un tantino
incavate, ma ben rasate e gradevolmente profumate di
lavanda. Si poteva mangiare da Burkey e Milan (Menu
Completo, 15 cents) con famelici assalti preliminari al
pane e burro e alla giardiniera con spezie e senape. Ma si
doveva consumare con delicatezza e ostentata schifiltosit,
quel tanto e non di pi del munifico e ricco pasto che
veniva presentato all'ingresso da Jeff Hankins o da Mike
McDonald. Anche se il vestito era liso, doveva recare
l'etichetta del sarto di ogni uomo sportivo ed elegante,
Billy McLean. Se si era troppo in bolletta per andare da
Hetty Chilson, si sdegnavano le bische in cui si doveva
bussare alla finestra di Boiler Avenue e della bassa Clark
e State Street, le catapecchie sinistre e sudicie della Grossa
Maud e tutte le altre dello stesso stampo. Un giocatore
si lavava, si faceva la barba, si vestiva, mangiava, fumava
con la stessa attenzione un po' sofisticata quando era al
verde e quando aveva la fortuna propizia. Il sigaro era
leggero, anche questo faceva parte del codice, e di solito
quando si giocava era spento. E nessuno fu mai cos
spiantato da non potersi permettere un sigaro al giorno.
Alle dodici, mezzogiorno, si era svegli, alle dodici, mezzanotte,
si era svegli. A un certo punto nell'intervallo tra
queste ore si dormiva il profondo dolce sonno dell'astemio.
In breve, si poteva essere giocatori e nello stesso
tempo gentiluomini.
Cos, quando i Ravenal traslocarono, obbligatoriamente,
dalla comodit dello Sherman House al misero
squallore della pensione di Ontario Street, nulla nell'aspetto
di Gaylord Ravenal lo rivel. Se anche i suoi amici
erano al corrente delle sue ristrettezze finanziarie, non
dissero nulla. Magnolia non aveva amiche. Durante l'anno
o poco pi della loro residenza a Chicago le era stata
pi che sufficiente la compagnia di Kim e di Gay. La
bambina era di una seriet cos compunta e cos seducente
che le dava un'aria stranamente da adulta.
Sai, Gay, diceva spesso Magnolia, a volte Kim mi fa
sentire balorda, sciocca e giovane. Quando mi guarda
dopo che mi sono divertita per qualche cosa o sono entusiasta
o eccitata o... lo sai, mi guarda con quei suoi grandi
occhi, cos solenne, e io mi sento... Oh, Gay, non credi
che rassomigli, cio, non credi che sia un po' come mamma?
Dio ce ne scampi e liberi! prorompeva allora Ravenal
devotamente, sbuffando e alzando gli occhi al cielo.
Kim era la gioia di Magnolia durante le tarde ore della
mattinata e le prime ore del pomeriggio, al rientro dalla
passeggiata con l'impassibile bambinaia. Erano andate a
zonzo in cerca dei divertimenti che la citt poteva offrire a
una bambina allevata in un ambiente artificiale come
quello. La bambina si era abituata a vedere la bambinaia
in piedi con un dito sulle labbra e gli occhi che imponevano
il silenzio sulla soglia della stanza chiusa dei genitori
alle dieci del mattino, perfino alle undici, e nella sua
testolina infantile era entrata l'idea che quello fosse l'atteggiamento
normale e giusto con il quale doveva avvicinarsi
a quella camera proibita. Una mattina sul tardi
Magnolia, in camicia da notte e vestaglia di seta, aveva
aperto la porta all'improvviso e aveva trovato la bambina,
silenziosa, con occhi seri e ammonitori mentre in un
angolo, contro lo stipite della porta, faceva dormire la
bambola favorita della sua collezione, una bionda linfatica
i cui occhi avevano subito qualche sfortunato incidente
che dava loro lo sguardo di un vitello morente. Quella
bambina abbandonata e inerte veniva zittita in modo
drammatico e minaccioso dalla materna Kim. A quella
vista qualcosa fece salire delle lacrime pungenti agli occhi
di Magnolia. Prese in braccio la bambina, la baci appassionatamente,
la tenne stretta e la port da Ravenal che
ancora a letto, sbadigliava.
Gay, guardala! Stava accanto alla porta dicendo alla
bambola di non far rumore.  solo una bambina. Non le
dedichiamo abbastanza attenzione. Credi che io la trascuri?
Pensa, star qui accanto alla porta! Ed  quasi mezzogiorno.
Oh, Gay, non dovremmo vivere qui. Dovremmo
vivere in una casa, una casetta tranquilla, pacifica, dove
lei potrebbe giocare.
Divertente, comment Gay. Thebes, per esempio.
Ora non diventare drammatica, Nola, per amor di Dio.
Pensavo che l'avessimo fatta finita con questa storia.
Con il mutare delle loro sorti la bambinaia inglese
scomparve con tutto il resto. Spar assieme ai cavalli, al
calessino giallo alto ed elegante, alle violette, al velluto
verde, ai palchi a teatro, allo champagne. Lei, o il suo
equivalente, non torn mai pi, ma molti dei lussi perduti
tornarono, di tanto in tanto. Dovevano ancora venire
giorni migliori, e altri peggiori. Sparito il patrimonio, era
subentrato un ritmo quasi monotono e metodico nella
regolarit dei loro alti e bassi. Raramente esisteva uno
stadio intermedio. O si banchettava o si digiunava, sempre.
Cos si abituarono alla vita di un giocatore di professione.
Ravenal aveva un colpo di fortuna a faraone?
Presto! Stanze alla Palmer House. Posti di tribuna alle
corse. Teatro. Cena da Rector dopo teatro.
Ciao, Gay, buonasera, signora Ravenal. C' qualcuno
che  davvero affascinante, stasera. Una nuova giacca di
foca. L'anello con il brillante al dito. Due nuovi abiti per
Ravenal, fatti su misura da Billy McLean. Un pranzetto
per gli amici di Gay nel famoso locale di Cardinal Bemis
in Michigan Avenue. Nessuno poteva darla a bere a
Cardinal.
Chiedeva mellifluo: Che genere di pranzo, signora
Ravenal?
Se Gay rispondeva: Oh, un cocktail e del vino rosso,
Cardinal Bemis sapeva che la fortuna era cos cos e che il
pranzo doveva essere buono, ma semplice. Ma se, in
risposta a quella domanda piena di tatto Gay rispondeva,
grandioso: Un cocktail, Cardinal; e poi chiaretto, Sauternes,
champagne e liquori, Bemis sapeva che Ravenal
aveva avuto un vero colpo di fortuna e preparava le more
americane bollite nello champagne, o i piccioncini o della
cacciagione con ogni sorta di ghiottoneria e i famosi cocomeri
gelati, da far sembrare il nettare e l'ambrosia degli
di ben povera e insipida cosa, al confronto.
Magnolia nei momenti di fortuna cercava di mettere da
parte un po' di denaro come istintivamente era stata
spinta a fare durante i primi mesi del loro matrimonio,
quando erano ancora sul Fior di Cotone. Ma di rado
aveva denaro suo. Gay era generoso se aveva contanti,
ma non nel senso che le consegnava di fatto dei quattrini.
Comprati dei vestiti decenti, Nola; anche alla bambina.
Fammi mandare il conto. Questa roba che porti 
tremenda. Mi sembra che siano mesi che non indossi
altro. Il che era abbastanza vero. C'era qualcosa di
affascinante nel modo in cui ignorava la ragione per cui lei
da mesi non aveva indossato nient'altro. Certo, era stato
l'unico suo indumento decente durante il periodo di magra
appena trascorso e l'aveva pulito e rammendato e
rinnovato per tenerlo in ordine. La pratica di cucito fatta
ai vecchi tempi del Fior di Cotone le tornava utile, in quel
periodo.
C'erano volte in cui anche l'albergo di Ontario Street
diventava un lusso irraggiungibile. Allora si toccava il
fondo. Allora i Ravenal prendevano una stanza a tre
dollari la settimana in una sudicia casa dove si affittavano
camere ammobiliate in Ohio o Indiana o Eric Street, la
Bloomsbury di Chicago. L si vedevano uomini non rasati,
il colletto della giacca sollevato nell'ingenuo tentativo
di nascondere la mancanza della camicia, andarsene in
giro, con un recipiente in mano, alle dieci o alle undici del
mattino alla ricerca del latte mattutino e dei panini da
accompagnare al caff che in quel momento stava gi
bollendo sul gas. In quelle strade il mattino era simile a
una donna spossata; non aveva nulla di fresco, di rugiadoso
e di frizzante. Le donne del quartiere ciondolavano
enormi, goffe e flaccide, spesso in vestaglia. Nel pomeriggio
le si vedeva sorprendentemente trasformate in persone
grassottelle e incipriate di rosa, strette nel corsetto,
con i tacchi alti, inguainate in sottane di seta fruscianti,
che emanavano un profumo pesante. Erano donne volubili
e cordiali che sorridevano radiose alla pallida, magra
Magnolia e dicevano alla posata Kim dagli occhi solenni:
Non vuoi farmi un sorrisino? Eh?
Anche Magnolia bolliva il caff e le uova sulla fiammella
del gas in quei tempi di magra. Gravemente contava le
due monetine da cinque centesimi che avrebbero portato
a casa in tram lei e Kim dal Lincoln Park. Lincoln Park
era un'oasi, un luogo che ridava vita alla madre e alla
figlia. Si avviavano nel pomeriggio, si lasciavano alle
spalle il fornello a gas, la stanza da tre dollari, gli atrii
ammuffiti, le femmine corpulente. C'era lo zoo, c'era il
lago, c'era l'erba. Se sceglievano il lago inevitabilmente si
arrivava ai racconti dei fiumi. Fu cos che la vita precedente
della madre si impresse nella mente di Kim. La vista
dell'acqua riempiva sempre Magnolia di una nostalgia
cos acuta da rasentare un vero e proprio dolore fisico.
La voce infantile ripeteva le parole mentre tutte e due
sedevano su una panchina di fronte al grande mare azzurro
che era il lago Michigan.
Ti ricordi la barca, vero, Kim?
Me la ricordo? il modo di parlare di Kim era stranamente
da adulta, il che era dovuto probabilmente al fatto
che in pratica non aveva conosciuto altri bambini.
Ma certo, cara. Non ricordi il fiume, e la nonna e il
nonno...
Capitano!
S! Lo sapevo che te li ricordavi. E tutti i negretti
all'approdo. E la banda. E l'organo a vapore. Ti mettevi
le mani sulle orecchie e scappavi a nasconderti perch ti
spaventava. E Jo e Queenie.
Raccontami.
E Magnolia cercava di placare il suo desiderio narrando
e rinarrando tutte le cose che amava ricordare. Le
storie, con gli anni, divennero una saga. I personaggi
apparivano, svanivano, ricomparivano. Su tutto serpeggiavano
i fiumi. Elly, Schultzy, Julie, Steve; l'uomo nel
palco con la pistola; il vecchio Creola Bella e il primo
viaggio di Magnolia sul Mississippi; il signor Pepper e la
timoniera, divennero tutte figure familiari e leggendarie,
episodi noti per la bambina. Erano per lei le favole dei
Tre Orsi, di Cappuccetto Rosso, di Cenerentola. Magnolia
evidentemente aveva dipinto quei racconti con il colore
della vita stessa, perch la piccola non se ne stancava
mai.
Raccontami di quando tu eri una bambina e la nonna
ti chiuse a chiave in camera perch non voleva che vedessi
lo spettacolo e tu ti arrampicasti fuori della finestra nella
tua camicia da notte...
Kim Ravenal era probabilmente l'unica bambina bianca,
a nord della linea Mason e Dixon, che si addormentasse
sentendo cantare quei lamentosi e malinconici canti
delle piantagioni negre che in seguito dovevano diventare
cos di moda con il nome di spiritual. Erano i canti che
Magnolia aveva imparato dal negro Jo e da Queenie, un
tempo sovrani della cucina del Fior di Cotone. Swing Low
Sweet Chariot, cantava. Oppure Wasn't Data Wide River
E, naturalmente, All God's Chillun Got Wings. A Kim
piacevano molto. Se per caso era malata di qualche malattia
infantile, le calmavano il dolore. Magnolia cantava
sempre queste canzoni come aveva imparato a cantarle,
imitando inconsciamente la dolce voce negra, un po'
rauca, della sua maestra. Negli anni della prima infanzia
di Kim, cos, la voce di Magnolia si poteva udire ovunque
le mutevoli sorti dei Ravenal li sballottassero, fosse il
lussuoso ambiente di felpa rossa dello Sherman House, la
rispettabile monotonia della pensione di famiglia, o il
sordido tanfo della stanza ammobiliata a buon mercato.
Una volta, quando vivevano allo Sherman, Magnolia,
seduta in una sedia a dondolo con Kim tra le braccia,
aveva cessato all'improvviso di cantare per uno strano
suono nel corridoio. Svelta si era diretta alla porta, l'aveva
aperta e non era riuscita a reprimere un piccolo grido
di sorpresa e di terrore. Fuori c'era un crocchio di facce
nere, dai denti smaglianti, dagli occhi roteanti. Attratti
dalle canzoni che si udivano cos di rado al Nord, i fattorini
e i camerieri dello Sherman House si erano ansiosamente
radunati fuori della porta chiusa in quello che era
forse l'omaggio pi sincero e adulatore mai ricevuto da un
cantante.
Mai bambino conobbe alti e bassi paragonabili a quelli
di questa figlia di un giocatore di Chicago e di un'attrice dello
show boat. Considerava scontati dei cambiamenti totali e
improvvisi che avrebbero messo in subbuglio chiunque
fosse stato allevato in maniera un po' pi convenzionale.
Una settimana si trovava a vivere in sudici quartieri dove
sempre negli atri indugiava continuo il puzzo fetido e
appiccicoso del cavolo; la settimana dopo era tutto un
gaio panorama di camerieri che passavano veloci, di nuove
gonne di merletto, di passeggiate sul lungolago, di
gelato per dessert, di posti centrali di platea alla matine.
Il teatro aveva un gran peso nella vita dei Ravenal. Magnolia
lo amava senza distinzioni. Farse, commedie, melodrammi,
tutto la interessava, la incantava. Ravenal era
molto pi critico di lei. Lo si vedeva fumare nel ridotto
con aria annoiata e disinvolta a qualsiasi spettacolo anche
all'apertura del ricostruito Lincoln Theatre in Clark
Street, vicino a Division, con la compagnia di Gustave
Frohman che dava Il Ballo di beneficenza.
Oh, Gay, non  emozionante?
Non mi pare una gran cosa. E anche il teatro  piuttosto
modesto non ti pare? Avrebbero fatto meglio a lasciarlo
stare dopo che era bruciato.
L'introduzione di Kim al teatro cittadino avvenne
quando fu portata, ancora piccolissima, a vedere lo spettacolo
America all'Auditorium. Prima di avere dieci anni
aveva visto tutti i grandi attori da Julia Marlowe ad Anna
Held; dalla Bernhardt a Lillian Russel. Gravemente osserv
le buffonate dei Fratelli Rogers. Altrettanto gravemente
vide la compagnia di Klaw ed Erlanger in Foxey
Quiller.
Non  che non capisca gli scherzi e le battute di spirito,
confidava Magnolia a Ravenal, quasi preoccupata.
 che non le approva, a quanto pare. Naturalmente,
immagino che dovrei essere contenta se preferisce le cose
pi serie, ma vorrei che non sembrasse cos adulta a dieci
anni. Quando ne avr venti probabilmente mi dar una
sculacciata e mi metter in castigo se non sar brava!
In compenso Magnolia era abbastanza giovane per
due. Era il tipo di spettatrice che quando a teatro 
emozionata afferra la mano del vicino. Quando Ravenal
non c'era Kim impar a sostenere la madre in quei momenti
di emozione. Spesso andavano a teatro da sole.
Quel precario modo di vita impediva loro di aver delle
amicizie prolungate, ma c'era sempre il teatro a stimolarle,
a divertirle, a far dimenticare o ricordare. C'erano
lunghi pomeriggi da riempire e via via che Ravenal fu
sempre pi coinvolto nei meandri della vita notturna di
Chicago anche molte serate.
Quella vita sregolata aveva per, stranamente, una sua
particolare cadenza. Sugli andirivieni di Ravenal si sarebbe
potuto contare quasi come se fosse stato un impiegato
o un monotono contabile. Anche se le sue fortune mutavano
con sorprendente rapidit, le sue abitudini restavano
le stesse e lui risentiva di quei cambiamenti molto
meno di Magnolia e Kim. Ovunque essi abitassero in quel
momento, una pensione a buon mercato o un albergo
lussuoso, usciva ogni mattina pi o meno alla stessa ora,
se ne andava a spasso tranquillo in citt, tornava pi ricco
o pi povero, ma imperturbabile, ben oltre la mezzanotte.
Le sere libere lui e Magnolia andavano a teatro.
Stranamente, sembrava che per quello i soldi ci fossero
sempre.
Di solito abitavano nella parte nord, proprio dall'altro
lato del Chicago River, a quell'epoca un corso d'acqua
maleodorante e vischioso, senza nessun canale di drenaggio
per eliminare le esalazioni. Ravenal, nei tempi di
magra, emergendo dal suo misero albergo o dalla stanza
ammobiliata in Ontario o Ohio Street era altrettanto
azzimato, garbato, elegante del pi giovane che, appoggiato
a una cassa su un molo di New Orleans, era riuscito a
trionfare dello svantaggio di una scarpa rotta. Si fermava
un momento, come si era fermato quella mattina di primavera
al Sud, esaminando freddamente il mondo attorno
a lui. Che il suo punto di osservazione fosse il portico
di una misera e malfamata pensioncina di Chicago e il
panorama la strada sordida che l'ospitava, apparentemente
non disturbava affatto la sua equanimit. Nell'alzarsi
osservava esattamente lo stesso cerimoniale che
avrebbe seguito se avesse goduto di servigi di un cameriere
personale. Faceva il bagno, si radeva, si vestiva meticolosamente.
Magnolia aveva imparato ben presto che lo
sciatto abbigliamento mattutino che aveva considerato
normale per le donne del Fior di Cotone, Julie, la signora
Means, la signora Soapers, perfino la schizzinosa Elly,
sarebbe stato inaccettabile per la moglie di Ravenal. La
biancheria austera e pratica scelta da Parthy era stata ben
presto abbandonata e sostituita da un frusciare di merletti,
pieghe, ricami e batista. Lavare e stirare tutto ci era
un bel problema quando il faraone, accigliato, decretava
che abitassero in Ohio Street.
A Ravenal quei fastidiosi dettagli venivano risparmiati.
Una volta fuori dalla misera pensione, poteva prendere la
giornata tra le mani e girarla come una moneta appena
coniata. Ogni giorno si ricominciava. Come si poteva
essere certi che quel giorno non si sarebbe fatto saltare il
banco? Era accaduto, con appena un dollaro.
Gi per la strada Ravenal passava oltre le botteghe di
forniture e attrezzature navali a sud di Ontario, fino al
ponte girevole che attraversava il fiume limaccioso. Qui
rallentava il passo gi tranquillo o gli accadeva perfino di
fermarsi un momento a dare un'occhiata ai piroscafi ormeggiati
alle banchine. Di tanto in tanto si vedeva una
barca a vela. Era arrivata dal Nord una goletta a tre
alberi, The Finney, per il trasporto di granaglie. Poi scendeva
verso Clark Street e il Lago. Si sentiva nell'aria il
piacevole aroma del caff. Era il grosso magazzino di
Reid & Murdock, un po' a est. Talvolta Ravenal si allontanava
di un isolato dal suo cammino solo per annusare
quell'aroma delizioso. Poi, una magnifica lustrata di scarpe
allo Sherman House o da Tremont.
Buon giorno, George, salutava lui allegramente.
Buon giorno, signor Ravenal. Giorno. Giornale?
Ah... n-n-no. No. Ehm! I cinquanta cents del suo
bilancio non comprendevano la spesa di un penny supplementare
per il Times-Herald, l'Inter-Ocean o il Tribune.
Da McDonald si potevano leggere per niente. Bella mattinata.
La nebbia sul lago si era diradata, uno dei vantaggi
del non alzarsi mai troppo presto. Avrebbe fatto colazione
alla Panetteria della Strabica. Il giorno dopo sarebbe
andato da Boy le. Quel giorno sicuramente la sfortuna
sarebbe finita. Lo sentiva. L'aveva sentito dal momento
in cui aveva aperto gli occhi.
Domani, Nola, tartaruga e champagne. Me lo sento
nelle ossa. Mi sono svegliato con il palmo della mano che
mi faceva male e ieri sera da Clark e Randolph  passato
un gobbo.
Perch non vuoi che ti prepari io il caff e il pane
abbrustolito stamattina, Gay, caro? Ci vorr solo un minuto.
 molto meglio del caff che bevi... in centro.
Ravenal, dopo aver esaminato con occhio critico il
nodo della cravatta nello specchio del cassettone pericolante,
si stringeva nella giacca di buon taglio. Sai che non
mangio mai in una stanza dove ho dormito.
Oltre il Palazzo di Giustizia, arrivava all'angolo di Washington
Street. Poi davanti alla vetrina del fioraio. Batteva
sul vetro con una moneta o tamburellava sul pavimento
con il bastone, se il bastone di malacca era in suo
possesso. Ehi, Joe!
Joe saliva rumorosamente i gradini di legno.
Ecco, signore. Pronto per lei. Appena arrivato, fresco.
Un garofano bianco. Ravenal odorava il bocciolo
fragrante, ne troncava il gambo fragile, lo infilava all'occhiello
del risvolto.
Elegante figura maschile, dalle scarpe al cappello. Giovane,
piacente, ben vestito, senza impegni. Joe, il fioraio
greco, intascando il suo quarto di dollaro, rifletteva cupamente
sulla sorte, la sua e quella altrui.
A volte Ravenal entrava un momento da Weeping
Willy Mangler, e poi nella sala da biliardo di Reilly,
vicino a Madison, per dare un'occhiata alle quotazioni
delle corse. Ma, per quanto basso fosse lo stato delle sue
finanze, disprezzava le sale da gioco a buon mercato dove
andavano gli impiegati e gli operai. C'era una gran differenza
tra il locale di Jeff Hankins e quello di suo fratello
George. Da George, e da altri della stessa classe, c'eran
fuori gli imbonitori. Sopra si gioca, signori! Sopra si
gioca! Entrate e tentate la fortuna! Con dieci cents potete
diventare milionari.
L le puntate a faraone erano di dieci cents. Vi si
vedevano operai con le gamelle della colazione, le scarpe
schizzate di fango, gli abiti che puzzavano di tabacco da
pipa a buon mercato. L si poteva anche giocare a poker
scoperto, alla roulette, a dadi. Ma non andavano bene
per Ravenal. In bolletta o pieno di soldi, giocava solo a un
gioco da gentiluomo.
Lo trovava da Mike McDonald, al Magazzino. L era
come a casa sua. L c'era divertimento, lusso, compagnia.
L si sentiva veramente Gaylord Ravenal. La fortuna era
in agguato all'angolo. Da McDonald aveva abbastanza
credito per cominciare a giocare. Al primo piano c'era il
salone, con i suoi ricchi pannelli di noce, i grandi specchi,
le tavole in legno di teak con gli intarsi in avorio, i quadri
di dame in ozio. I saloni e i locali da gioco di Chicago
rivaleggiavano l'uno con l'altro in decorazioni ricche e
pesanti. Non c'erano specchi scarabocchiati con il sapone
e bottiglie fantasiose, in quei posti. Il locale del Principe
Varnell era stato famoso per anni per la magnifica
cappa del camino in onice messicano, la grande statua di
marmo della morte di Cleopatra, gli enormi vasi di Svres.
La meta di Ravenal era il secondo piano. Non sprecava
neanche un'occhiata a veder girare le ruote della roulette,
adorne di intarsi complicati. Faceva un cenno del capo ai
croupier e il saluto gli veniva restituito con deferenza. Si
diceva che la maggior parte di quegli uomini venissero da
antiche, buone famiglie del Sud. Erano veramente adatti
al loro ruolo. McDonald, invece, sembrava un contadino.
I suoi abiti neri, anche se di buon taglio, non gli andavano
mai bene, sembrava. La cravatta nera era sempre la
stessa. Magro, basso, con i capelli grigi, Mike McDonald
sarebbe stato scambiato dovunque per un campagnolo
cordiale.
Si gioca oggi, signor Ravenal?
Be', s. S, credo che giocher un po'.
Che cosa possiamo fare per lei?
Be'...
McDonald alzava una mano benevola e autoritaria
insieme. Chiamava con un dito un cameriere. Dave,
occupati del signor Ravenal.
Ravenal allora si univa agli altri, giocatore gentiluomo
tra giocatori gentiluomini. Un gruppo elegantemente vestito
come lui, ben curato, tranquillo, signorile. La maggior
parte di loro portava dei gioielli, una spilla da cravatta
di diamanti, un anello con un diamante, a volte persino
un bottone da colletto di diamante, anche se non era visto
di buon occhio dai giocatori della classe di Ravenal. Un
sigaro spento all'angolo della bocca. Piccole rughe sottili
attorno agli occhi. Si rivolgevano l'uno all'altro dandosi
del signore: Grazie, signore...  vostra, credo, signore...
Erano molto tranquilli. Eppure nell'aria attorno al
tavolo del faraone era percepibile una sottile tensione.
Solo il croupier sembrava remoto, distaccato, impassibile.
Passava un'ora; due, tre, quattro, cinque. I camerieri
negri in grembiuli candidi e inamidati si muovevano con
deferenza da un gruppo all'altro. Si sarebbe detto che non
avessero alcun favoritismo, ma sapevano riconoscere il
tirchio da chi veramente giocava d'azzardo. Qualcosa da
bere? Un piccolo whisky? Un sigaro? Forse gradirebbe
un po' di carne di pollo e una bottiglia di vino?
Ravenal alzava gli occhi, distratto. Che ora ?
Sono quasi le sei.
Ravenal poteva a volte interrompere il gioco per mangiare
qualcosa, ma di norma non lo faceva. Di solito
mangiava soltanto dopo aver finito di giocare. Era inteso
che lui e altri del suo stampo erano ospiti di McDonald o
di Hankins. Si offrivano sigari da venticinque cents. Bevande
di ogni sorta. Si potevano ordinare cibi caldi tra i
pi ricercati e di qualsiasi tipo come se si fosse a casa
propria e si avessero i propri domestici a disposizione.
Brodo caldo e minestre. Bistecche. Costolette. Cacciagione.
Si poteva mangiare a un piccolo tavolo ricoperto di
una bianca tovaglia da soli o con i propri compagni, o ci si
poteva far portare da mangiare al tavolo mentre si giocava.
Nella sala adiacente erano disposte le vivande fredde,
polli arrosto, lingua, salsicce, formaggi, tagli di roastbeef,
insalate. Tutto nel locale dava ai suoi habitu l'illusione
del lusso, dell'abbondanza, dell'agio. Soffici tappeti
rossi; grandi lampadari a goccia; il tintinnio del ghiaccio;
l'aroma di buoni sigari e di una cucina raffinata; il dolce e
secco rumore delle carte; la voce bassa dei croupier.
Tutto era cordiale, rilassato, fatto per blandire. Tuttavia
quando il croupier apriva il cassettino cos abilmente
nascosto sotto il piano del tavolo, il cassetto del denaro
con le file ordinate di banconote gialle e verdi e le monete
d'oro e d'argento, si vedeva rapidamente balenare un
altro metallo: il brillio sinistro, grigio-azzurro dell'acciaio.
Il loro gioco era influenzato da un centinaio di superstizioni.
La fortuna era una creatura da corteggiare, lusingare,
blandire, temere. Nessun adoratore voodoo della
giungla si abbandon mai a pratiche pi ingenue e pi
infantili di quegli uomini dalla faccia di pietra.
A volte Ravenal lasciava il tavolo del faraone senza un
soldo o, peggio, pieno di debiti nei confronti di Mike
McDonald. Il suo volto in quei casi non era meno impassibile
di quello del suo anfitrione. Avr pi fortuna la
prossima volta, signor Ravenal.
Cambier domani, Mike. Sta' attento, domani. Ti
ripulisco, con ogni probabilit, rispondeva fiducioso.
Se non il giorno dopo, sarebbe stato il giorno dopo
ancora. La fortuna deve cambiare, prima o poi. Finalmente:
Cinquecento! Mille! Cinquemila! Avete sentito
di Ravenal? S, che fortuna!  successo in un'ora. 
uscito con diecimila dollari, forse di pi, si sussurra.
Quelle sere Ravenal se ne andava tranquillamente a
casa come faceva le sere in cui perdeva. Risaliva Clark
Street, il denaro in tasca in bei rotoli. Non c'erano rapine,
o quasi, in quei tempi a Chicago. Se uno era ben vestito ed
elegante come Ravenal e se ne andava per Clark Street
verso mezzanotte, era probabile che venisse fermato da
qualcuno che gli chiedeva del denaro per mangiare. Naturalmente
glielo dava, sfilando una banconota dal rotolo
che si portava in tasca.
Poteva accadere che vivessero in modesta agiatezza
alla Revere House sulla Clark o che vivessero in decente
disagio nella piccola pensione per attori di Ontario Street.
O che fossero stipati, mal ridotti, nella sordida stanza
dell'affittacamere di Ohio Street. In ogni caso, Ravenal
ne prendeva possesso con prepotenza, ma in modo cos
allegro, cos gaio, cos affascinante che nessuno sarebbe
stato capace di resistergli, e tanto meno sua moglie, che
pur conoscendo e capendo pi di chiunque altro il suo
carattere riservato e sconcertante, spesso lo disprezzava,
molte volte lo odiava, eppure ne era ancora innamorata e
lo sarebbe stata sempre.
La bambina dormiva nel suo cantuccio, ma Magnolia
era sveglia e leggeva o cuciva, o semplicemente stava
seduta ad aspettare. Non lo rimproverava mai se tornava
tardi. Anche se litigavano spesso, non era mai per quello.
Talvolta, mentre sedeva sonnecchiando, la sua mente
riandava ai fiumi e restava l, sospesa. Passavano un'ora,
due ore. Il sipario si abbassava sull'ultimo atto. La folla
che rimaneva per il dopo spettacolo e il concerto si spostava
per occupare i posti pi vicini al palcoscenico. Il numero
di canto della prima attrice giovane finiva con un
numero di ballo. Poi il comico. Poi i caratteristi in una
scenetta umoristica, una canzone. Poi il pezzo dopo lo
spettacolo; forse Red Hot Coffee o un altro di riserva. La
folla se ne andava. La banda suonava il suo ultimo numero.
L'ultimo ritardatario si arrampicava su per l'argine.
Non mi hai dato affatto la battuta. Son rimasto l come
un idiota. Ma come facevo a sapere che avresti lasciato
perdere quella storia della porta? Perch non me l'hai
detto? Ehi, Ed, vuoi ripetere con me la mia canzone per
un momento? Sai, l dove fa tun-ti-ti. Tun-ti-ti-tun-tun-tun
e poi io improvviso. Stasera non  venuto bene, mi
sa. Uno spuntino. Il caff sul fornello a spirito. Un
pezzetto di formaggio, un po' di prosciutto. Rilassarsi
dopo la tensione. Coprirsi il viso di crema emolliente. Lo
sciabordio dell'acqua. Tranquillit. Ancora tranquillit.
Buio. Sicurezza. Nessun altro suono se non quello del
fiume che scorre via. Talvolta sonnecchiando la risvegliava
il fischio familiare della sirena di un piroscafo, qualche
grossa barca da lago, forse diretta nel Michigan o nel
Minnesota, o una chiatta da fiume o un rimorchiatore sul
Chicago River l vicino. Sobbalzava, sconcertata, non
sapendo bene se avesse veramente udito quel fischio rauco
o se, dopotutto, fosse solo parte del suo sogno del
fiume e del Fior di Cotone.
Ravenal saliva svelto su per le scale. Il suo passo leggero
nell'atrio.
Vieni, Nola! Ce ne andiamo da questa topaia.
Gay, caro! Non ora. Non puoi dire stanotte.
Ora! Ci vuole soltanto un minuto. Sveglier la cameriera.
Ci aiuter.
No! No! Preferisco fare da sola. Oh, Gay. Kim dorme.
Non possiamo aspettare fino a domattina?
Ma in un certo senso quel fantastico modo di fare
andava terribilmente a genio al suo amore per l'imprevisto.
Fare i bagagli e traslocare. L'allegria irresponsabile
di tutto ci. Si alzava il gas, per meglio illuminare; si
rovesciava il contenuto di cassetti, di scatole e di bauli.
Fronzoli salvati da un altro giorno fortunato come quello;
uno spumeggiare di sete e di merletti sparpagliati disordinatamente
nella buia cameretta con il tappeto consunto, i
muri macchiati e le sedie pericolanti. Parlavano sussurrando
per non svegliare la bambina. Erano loro come due
bambini, ansiosi, eccitati, ridenti.
Dove andiamo, Gay?
Da Sherman. Oppure ti piacerebbe provare l'Auditorium,
tanto per cambiare? Le stanze danno sul lago.
Gay! Si stringeva le mani, inginocchiata di fronte a
un baule.
La settimana prossima andiamo a West Baden. Ci
far bene. Di giorno possiamo passeggiare e andare in
carrozza o cavalcare. Dovresti imparare ad andare a cavallo,
Nola. La sera possiamo fare un giretto da Sam
Maddock.
Oh, non giocare, l. Non molto, voglio dire. Cerchiamo
di tenerci quello che abbiamo per un po'.
Dopotutto, tanto vale dare a Sam la possibilit di
pagarci le spese. Ricordati che l'ultima volta che ci siamo
andati ho vinto mille dollari solo alla roulette, e la roulette
non  il mio gioco.
Svegliava la padrona di casa e pagava il conto in piena
notte. Lei non se la prendeva per essere disturbata in quel
modo; le donne raramente se la prendevano con lui per la
sua mancanza di considerazione. Se ne andavano con una
carrozza presa a nolo alla stazione pi vicina. Non era una
novit per Kim addormentarsi nella sudicia e scomoda
stanzetta di un'affittacamere della riva nord e risvegliarsi
nel lusso luminoso di un appartamento d'albergo, senza
neanche essersi resa conto degli avvenimenti che avevano
portato a quel cambiamento. Invece di versare il latte
dalla bottiglia e di cuocere un uovo sul gas c'era uno
splendente vassoio della colazione che recava piatti misteriosi
dalla tonda cupola i cui coperchi venivano sollevati
per svelare delle saporite delizie. Riccioli croccanti di
pancetta guarniti di prezzemolo; sfrigolanti uova cotte in
forno in recipienti di terracotta marrone; pane tostato
dorato e bollente spalmato di burro. E sua madre che
chiamava allegramente dalla stanza vicina: Bevi il latte
assieme alla colazione, Kim, tesoro!
Era abbastanza facile per Kim credere alle favole che
parlavano di spiriti benefici che nel corso di una notte
facevano miracoli. Si sarebbe detto che un intero equipaggio
di questi folletti si occupasse regolarmente delle
faccende dei Ravenal.
Una volta il mese arrivava una lettera della signora
Hawks. Non una di pi, non una di meno. Quella donna
indomabile aveva un gran successo negli affari. Le sue
lettere erano piene di lamentele, ma tra le righe Magnolia
riusciva a leggere la soddisfazione e anche una certa
sinistra felicit. Era padrona del suo mondo, cos com'era.
La sua parola era inappellabile. La moderna donna
d'affari non aveva ancora iniziato la sua battaglia quasi
universale contro il maschio nel suo stesso campo. Lei era
considerata unica. I racconti della sua bravura divennero
parte della tradizione del fiume. Parthy Ann Hawks,
armatrice e amministratrice del Gran Teatro Galleggiante
Fior di Cotone, forte, eretta, massiccia, le sopracciglie
nere sugli occhi acuti e freddi, le chiome abbondanti
appena spruzzate di grigio, era un personaggio ben noto e
importante sui fiumi. Comandava la sua barca come un
capitano pirata. Chi non le era gradito imboccava la
passerella. Si diceva che i pi religiosi tra gli uomini del
fiume che venivano dalle parrocchie della Louisiana si
facessero impauriti il segno di croce al suo avvicinarsi e
considerassero un incontro con il Fior di Cotone un cattivo
presagio. Era noto che quella figura torreggiante e
vestita di nero, in piedi come una polena arcigna e premonitrice
mentre la barca se ne andava lungo la corrente,
aveva provocato in un capitano cattolico veramente devoto
un caso grave e istantaneo di infreddatura e febbre.
Le sue lettere a Magnolia erano tipiche:
Be', Maggie, spero che tu e la bambina siate in buona
salute. Non faccio che pensare e ripensare Dio sa quanto
a che razza di educazione avr con la vita che fate.
Posso immaginarmelo. Be', l'hai voluto tu e ora arrangiati.
Non ho dubbi che lui ti abbia mangiato ogni soldo
di quel danaro che il tuo povero padre ha tanto faticato
a mettere da parte, come avevo predetto che avrebbe
fatto. Immagino che tu abbia sentito ci che  accaduto
al New Sensation di French. French ha la peggiore delle
sfortune, a quanto pare.  affondata sei settimane fa a
Medley, poco sopra Nuova Madrid.  stata colpa del
pilota. Negligenza, se mai ve ne fu. E rimasto preso in
un banco di ghiaia e ce l'ha mandato contro, mi dicono.
Penso al tuo povero pap e a come  morto. Ci sono
volute due settimane a sollevarlo anche se era solo in
poco meno di due metri d'acqua. Per colmo di sfortuna
l'altra sua barca che ti ricorderai, il Golden Rod, 
colata a picco circa quattro settimane fa nell'Illinois
vicino a Hardin. Bell'e andata. Hai mai sentito una
sfortuna simile? Gli affari vanno piuttosto bene. Non
posso lamentarmi. Ma devo stare sul chi vive ogni
momento altrimenti mi rubano perfino la camicia, e
questa  la verit. Ho un nuovo attore, che fa la parte
del cattivo. Non  un gran che come attore, ma ha un
carattere abbastanza buono, se la cava piuttosto bene
al concerto e sembra che piaccia. Abbiamo avuto un
pubblico piuttosto turbolento nella zona del carbone,
ma ogni volta che pareva che scoppiasse una rissa io
andavo al proscenio e dicevo che se qualcuno avesse
incominciato a fare qualcosa avrei portato la barca in
mezzo al fiume e l'avrei affondata, che non avevo mai
avuto una rissa sulla barca e non avevo intenzione di
cominciare in quel momento con quelle sciocchezze.
Magnolia immaginava quella minacciosa figura vestita
di nero in piedi davanti al sipario chiaro e vivace mentre i
riflettori gettavano ombre sinistre sul suo volto severo.
Quella donna implacabile era capace di far tremare perfino
un pubblico manesco come quello della cintura del
carbone, propenso alle risse.
I raccolti sono buoni e gli affari vanno di pari passo. La
settimana scorsa ho fatto la gelatina di uva. Un lavoraccio,
ma non posso sopportare quella roba che si compra
in negozio che  solo gelatina e dove non c' neanche
un chicco d'uva. Be', immagino che ora tu sia troppo
elegante per il Fior di Cotone e che Kim non ne senta
mai parlare. Ho avuto la fotografia che mi hai mandato.
Mi sembra che abbia un visino un po' appuntito.
Alzata fino a tardi la sera, immagino, e senza cibo
adeguato. Che razza di educazione le dai, eh? Mi hai
scritto che avevate l'intenzione di mandarla in una
specie di convento, a scuola. Mai sentita una cosa
simile. Be', finisco, dato che Dio sa se ho abbastanza da
fare senza scrivere lettere che poi magari nessuno legge.
Comunque fammi sapere come state tu e la bambina.
Tua madre
Parthenia Ann Hakws
Queste lettere riempivano sempre Magnolia di un'emozione
che era una mescolanza velenosa di rabbia e
tenerezza nostalgica. Sapeva che sua madre, alla sua
maniera aspra, le voleva bene, voleva bene alla nipotina e
spesso moriva dalla voglia di vederle tutte e due, ma la
sua natura maligna e inibita non le permetteva di confessarselo.
Le avrebbe aiutate con il danaro, Magnolia lo
sapeva, se avessero avuto bisogno. Ma prima doveva
avere la macabra soddisfazione di farglielo confessare. E
Magnolia non lo avrebbe mai fatto, anche se c'erano delle
volte in cui ne aveva veramente bisogno. Poi c'era Kim,
che non era pi una bambina. Quella vita febbrile e
irregolare non poteva andare avanti, per lei. Le lettere di
Magnolia alla madre, specialmente in tempi di magra,
erano capolavori di orgogliose menzogne. La madre sentimentale
di un soldato, che scrivesse a casa vantandosi
degli abiti di seta nera e della catena d'oro, non fu mai pi
boriosa di lei.
Gay  veramente carino con me... Non faccio in tempo
a dire che desidero una cosa... Tutti dicono che Kim 
molto alta e molto intelligente per la sua et... Lui parla
di andare in Europa l'anno prossimo... una pelliccia nuova...
Mai una parola sgarbata... molto felice...
Eppure, se Magnolia era brava a leggere tra le righe
delle semplici lettere di sua madre, lo stesso faceva
Parthenia con le sue. In effetti, Parthy colp nel segno pi
di una volta, come quando scrisse, acida: Pelliccia oggi e
niente domani, ci scommetto.

 CAPITOLO 15.

Il problema dell'educazione di Kim, del futuro di Kim, le
si presentava sempre pi insistentemente. Voleva del
denaro, del denaro suo con il quale provvedere alla sicurezza
della bambina. Ravenal era, naturalmente, sconsiderato
e irresponsabile come sempre. Quando la fortuna
gli sorrideva riempiva di lussi lei e Kim e diceva: Ma,
buon Dio, non hai tutto ci che desideri? Non  possibile
accontentarti, Nola.
Quando non aveva nulla mostrava le mani vuote, in un
gesto di disperazione. Non ce l'ho, ti dico. Ti do tutto
quello che posso quando ho soldi. E ora, che sono al
verde, mi rimproveri continuamente.
Ma, Gay,  proprio qui il punto. Un giorno tutto e il
giorno dopo niente. Non potremmo vivere come gli altri,
nel frattempo? Avere quel tanto, e smetterla con questo
tremendo preoccuparsi del domani? Non ce la faccio
pi.
Avresti dovuto sposare un idraulico.
Si ritrovava a scervellarsi alla ricerca di un modo per
guadagnare del denaro suo. Faceva l'inventario delle sue
capacit, ma era una ben magra esposizione. C'era la sua
esperienza sul palcoscenico dello show boat. Sapeva
suonare un po' il pianoforte. Strimpellava il banjo, ricordo
dei giorni di Jo e Queenie nella vecchia cucina dalle
travi basse del Fior di Cotone. Aveva una voce di buon
timbro, non educata ma piuttosto gradevole, di media
qualit.
Timidamente, con i pomelli delle guance arrossati per
il nervosismo, accenn a questo argomento con Ravenal
un pomeriggio, mentre stavano uscendo in carrozza.
Gaylord aveva avuto fortuna la settimana prima. I due bei
sauri slanciati parevano appena sfiorare la strada con gli
zoccoli mentre trottavano. Il bel calessino alto brillava di
vernice gialla. Un Ravenal non si accontenta di un attacco
da poco. Magnolia era allegra, felice. Le piaceva pi di
ogni altra cosa andare in carrozza in campagna o nei
sobborghi portata da una coppia di cavalli veloci. Ravenal
era gentile, contento di se stesso, della sua giovane
moglie bella e ben vestita, del calesse, dei cavalli, del
tempo, della prospettiva di un pranzo eccellente da Old
Man Dowling.
Attraversarono velocemente Lincoln Park. Erano diretti
a nord, a due ore di cammino fuori dalla cerchia della
citt, luogo di ritrovo preferito dai giocatori di Chicago.
Da Dowling si mangiava con un dollaro a testa, e che
pranzo! La bistecca si poteva tagliare con la forchetta. Il
vecchio Dowling allevava personalmente il bestiame e
lady Dowling coltivava granturco, pomodori, cipolle
giovani e tutte le verdure che facevano da contorno alla
bistecca. C'era inoltre gelato fatto in casa e un'enorme
torta di cioccolato, che veniva servita in gigantesche fette
che alternavano strati di bianco e di nero.
Posso guidare un po' io, Gay, caro?
Sono un po' vivaci. Meglio aspettare che non ci siano
tante carrozze, quando saremo un po' fuori. Quella
fresca, bella giornata di fine estate aveva fatto uscire ogni
sorta di veicolo. Allora saranno un po' meno vivaci e
irrequieti.
Ma a me piacciono quando sono un po' ombrosi. Pap
me li lasciava guidare sempre.
S. Ma, vedi, questi non sono muli per chiatte da
canale. Perch non ti accontenti di stare sdraiata e di
goderti la passeggiata? Stai cominciando a diventare
come una di quelle femministe di cui si scherza. Tra poco
sarai tu a portare i pantaloni, in famiglia.
Mi diverto, soltanto...
Soltanto non fare come tua madre, Nola.
Si zitt. Durante uno dei loro numerosi soggiorni nell'albergo
di Ontario Street aveva fatto conoscenza con
una grossa attrice bionda, molto cordiale, con i capelli
color platino e un attillatissimo corsetto nero a balconcino
allacciato di lato su un seno imponente. Quella donna
aveva osservato il mnage Ravenal con occhio acuto e
gentile, anche se leggermente velato, e aveva dato a
Magnolia dei buoni consigli.
Perch non esci un po' pi spesso, carina? le aveva
chiesto una sera in cui lei stessa era abbigliata con una tale
profusione di gale, ricami, paillettes e piume, braccialetti
e catene da far l'effetto nell'atrio stretto e buio, di un
albero di Natale illuminato. Aveva incontrato Magnolia
nel corridoio e lei aveva risposto al saluto fervido della
donna con un sorriso timido e lievemente triste. Esca di
pi, la sera. Una cosina giovane come lei! Lo vedo, che la
maggior parte del tempo se ne sta in casa con la bambina.
Immagino che lei pensi che io non faccia altro che andare
di qua e di l.
Magnolia in qualche modo si era offesa. Ma si era
accorta immediatamente che si trattava di una creatura
amica e piena di buone intenzioni. Le ricordava vagamente
Elly; Elly come sarebbe stata allora, un po' trasandata,
un po' gonfia, di mezza et. Oh, ma io esco parecchio,
rispose gentilmente.
Suo marito  in casa? aveva chiesto bruscamente la
donna. Era impegnata nel laborioso compito di infilare
un guanto di pelle nera sul braccio grassoccio.
Le sottili sopracciglia di Magnolia si erano alzate in uno
sguardo di alterigia che senza volerlo imitava Ravenal. Il
signor Ravenal  fuori.
E si era avviata altezzosa verso la sua stanza.
La donna le aveva preso una mano. Non sia cos
permalosa, cara. Io sono pi vecchia di lei e ne ho viste
tante. Lei sta a casa con la bambina e il marito esce, e lei
crede che le voglia pi bene per questo? Nossignore! Mi
lasci dire che quando lui le chiede di uscire e di andare da
qualche parte, che lei lo voglia o no ci deve andare perch
se non ci va lei ce ne saranno altre ad andarci e ben presto
smetterebbe di chiederglielo.
Poi con andatura rigida e dondolante si era allontanata
nell'atrio, con le sue assurde pantofole con il tacco alto,
lasciando dietro di s una scia di profumo. Magnolia
prima era stata furiosa, poi divertita, poi pensosa, poi
grata. Negli ultimi anni aveva incontrato o visto le mogli
dei giocatori di professione. Era strano, erano tutte donne
tranquille, dal volto triste, amanti della casa e di solito
accompagnate da un bambino ben vestito e dall'aria grave.
Proprio come lei e Kim, pens. A volte le incontrava
in Ohio Street. Credeva di essere in grado di riconoscere
la moglie di un giocatore dal suo sguardo.
Spesso le vedeva uscire di furia da una delle tante
agenzie di pegni in North Clark Street, vicino al fiume. Le
vetrine di quelle agenzie la affascinavano. Esponevano
spesso degli oggetti cos intimi, rivelatori e silenziosamente
supplichevoli... una bambola, una fede matrimoniale,
una cornetta, una pipa di schiuma di mare, un simbolo
della Massoneria, una Bibbia, un merletto, un paio di
occhiali cerchiati d'oro.
In quel momento, mentre sedeva diritta ed elegantemente
vestita accanto a Ravenal nell'alto calesse giallo,
pensava a tutto ci. Gli lanci un'occhiata. Aveva le
guance accese. Il suo soprabito leggero con le spalle
strette e i grossi bottoni di madreperla gli stava davvero
bene; all'occhiello spiccava, come un gran fiocco, un
crisantemo. Era bello. La testa di Magnolia si rialz,
vivacemente.
Non voglio mettere i pantaloni. Ma mi piacerebbe
poter dire qualcosa, ogni tanto. C' Kim. Non frequenta
le scuole che dovrebbe. Per met del tempo va a scuole
private e per l'altra met alla scuola pubblica e per l'altra
met ancora non ci va per nulla. Oh, lo so bene che non
esistono tre met, ma in ogni caso... e non va bene, cos.
E questo accade perch per met del tempo abbiamo
denaro e per met del tempo non ne abbiamo affatto.
Oh, Dio, eccoci qua, che ce ne andiamo in carrozza
per divertimento...
Ma, Gay, caro, dobbiamo pensare a queste cose. Perci
mi  venuto in mente, mi sono chiesta; Gay, vorrei
guadagnare un po' di denaro per conto mio.
Ravenal diede una sferzata ai sauri con la frusta.
Be', pens Magnolia, non mi spaventer cos. Come
 possibile che un uomo se la prenda con i cavalli solo
perch  arrabbiato? Fece scivolare una mano sotto il
suo braccio.
No! Non tirarmi il braccio in questo modo. Tra un
minuto li vedrai correre a rotta di collo.
Certo che lo faranno, dopo che li hai colpiti in quel
modo. A volte penso che non te ne importi dei cavalli, in
quanto cavalli, pi di quanto ti importi di... Si ferm,
allibita. Stava per dire: di me come moglie. Un lungo
respiro. Poi: Gay, tesoro, vorrei tornare sul palcoscenico.
Mi piacerebbe recitare ancora. Qui, voglio dire. A
Chicago.
Era preparata a una tempesta ed era in grado di reggerla.
Ma i suoi scoppi di risa la colsero di sorpresa e la
sconcertarono, e lo stesso accadde ai due sensibili sauri.
A quell'affronto finale presero la mano, e per i successivi
quindici minuti Magnolia rest afferrata alla piccola asta
di ferro ai margini del sedile con una mano, reggendosi il
cappello con l'altra mentre gli oltraggiati cavalli, con gli
occhi fiammeggianti e le narici dilatate si slanciavano
lungo la strada di campagna striata di solchi facendo
risuonare gli zoccoli, e il calesse alto e leggero rotolava e
balzava dietro di loro. Lo scarso peso di Ravenal premeva
tutto contro la pedana. Le vene dei polsi risaltavano
contro il pallore cereo del braccio. Con uno strappo la
manica destra gli si stacc dal soprabito. Piccole gocce di
sudore gli imperlarono la bocca e il mento. Magnolia, con
le labbra pallide, tesa e terribilmente spaventata, fu cos
brava da non emettere suono; se si fosse messa a strillare
l'avventura sarebbe probabilmente finita male. Gradatamente
i sauri rallentarono la corsa, diminuirono la velocit,
ripresero un passo normale, si fermarono ansimanti
mentre Ravenal accostava al bordo della strada. Quindi
cercarono di mordicchiare con aria innocente i fili d'erba
che crescevano ai lati della strada mentre Ravenal lentamente
si asciugava il viso, il collo e le mani con un fazzoletto
di lino. Si tolse la bombetta nera e si asciug la fronte
e l'interno della fodera di seta del cappello. Cominci a
imprecare piano, come fanno di solito gli uomini quando
cercano di negare di essersi spaventati.
Si volse a guardarla, stringendo gli occhi. Lei si volse a
guardarlo, i grandi occhi spalancati. Si chin un poco
verso di lui, una mano sul cuore. Allora, improvvisamente,
entrambi scoppiarono a ridere, di modo che i sauri
drizzarono di nuovo le orecchie e Ravenal afferr le
redini. Ridevano perch erano giovani, perch si erano
terribilmente spaventati, per scaricare la tensione. E perch
si amavano, tanto che la paura di ferirsi o di morire
era stata raddoppiata.
Ecco cosa succede quando parli di tornare sul palcoscenico,
esclam Ravenal. Perfino i cavalli si imbizzarriscono
all'idea. Spero che questo ti serva di lezione.
Raccolse le redini.
Si direbbe che non abbia mai fatto l'attrice e che non
sappia niente di palcoscenico.
Non penserai forse che quel recitare senza n capo n
coda fosse fare l'attrice? O che quel buco nel muro fosse
un palcoscenico? O quella vecchia bagnarola un teatro? E
quelle commedie... Buon Dio! Ti ricordi... Sue, se lui ti
ama e tu lo ami, seguilo. E se poi lui...'
Ma io lo credo! grid Magnolia. Ne sono convinta.
Mi piaceva. Tutti nella compagnia recitavano per passione.
Preferivano fare quello che qualsiasi altra cosa al
mondo. Forse non eravamo molto bravi, ma il pubblico
pensava che lo fossimo; e piangeva quando era previsto
che piangesse e rideva quando doveva ridere, e credeva in
noi ed era felice. Se questo non  teatro, che cos'?
Chicago non  lo scarico di un fiume, e il pubblico di
Chicago non  fatto di campagnoli. Hai visto Modjeska e
Mansfield e Bernhardt e Jefferson e Ada Rehan, da allora.
Certo capisci la differenza.
 questo il buffo. No, che non la capisco. Oh, non
intendo dire che non abbiano un gran talento. Sono diretti
magnificamente, le scene e i costumi e tutto il resto. Ma,
non so, fanno esattamente le stesse cose, le fanno meglio,
ma sono le stesse cose, che ci diceva di fare Schultzy; e il
pubblico ride per le stesse cose e piange per le stesse cose,
e gli attori se ne vanno in compagnia per il paese, a terra
invece che sui fiumi, ma in compagnia allo stesso modo.
Fanno gli eroi e le eroine di commedie d'amore e d'avventure;
e il pubblico esce dal teatro strizzando gli occhi, con
lo stesso sguardo che aveva il nostro pubblico delle citt
sul fiume, come se qualcuno li avesse appena svegliati.
Non essere sciocca, tesoro... Ah, eccoci arrivati!
Erano arrivati in anticipo, cos poterono chiacchierare,
Magnolia timidamente e Ravenal amabilmente, con i
Dowling e Magnolia si ricord di Thebes mentre guardava
le conchiglie, i fiori finti e le statuette di porcellana del
salotto.
Il pranzo fu eccellente, abbondante, appetitoso. Si erano
appena seduti al lungo tavolo accanto alla finestra
quando sentirono una grande animazione e un grande
chiasso provenire dall'esterno. Dalla strada tortuosa
giunse un tiro a quattro da cui si rivers un gruppo di
damerini di Chicago in soprabito chiaro, bombetta, cravatta
con il nodo alla Ascot e lucide scarpe appuntite;
quindi aiutarono galantemente delle signore molto alla
moda a scendere dal pericoloso predellino che lanciavano
strilli e gridolini e si stringevano le gonne con affettata e
maliziosa modestia. Alcuni dei giovani avevano banji e
mandolini. I quattro cavalli facevano tintinnare i finimenti
di metallo scalpitando elegantemente. Gli allegri giovanotti
e le petulanti giovani donne sciamarono su per le
scale. Osservando pi da vicino Magnolia not che, alla
fin fine, qualcuna di loro non era poi cos giovane.
Buon Dio! aveva esclamato Ravenal, accigliandosi
eccessivamente.
Li conosci, Gay?
 la combriccola di Bliss Chapin. Dopodomani si
sposa. E adesso lo festeggiano.
Davvero! Che bello! E qual  la ragazza che sposa?
Fammela vedere.
Per la seconda volta Ravenal ripet: Non essere sciocca,
tesoro.
Entrarono nella grande stanza da pranzo su un'onda di
suoni e colori. Si radunarono attorno al tavolo. Cominciarono
a mangiar pezzi di pane, sottaceti e sedano masticando
rumorosamente prima di sedersi. Si accorsero di
Ravenal.
Gay! Bene, accidenti! Gay, vecchia volpe, ecco perch
non comparivi! Ehi, Blanche, guarda! Ecco qua Gay,
il ragazzaccio. Guarda chi c'!
Pensavo che andaste da Cramp, disse Gay imbronciato
a voce bassa a uno degli uomini.
Scelse il confidente sbagliato, infatti l'uomo non era n
reticente n ubriaco. Alz la voce, gridando: Buona,
questa! Ascoltate! Quella volpe di Gay pensava che andassimo
da Cramp e che fa, allora? Porta qui la sua dama.
Ehi, Blanche, hai sentito? Ora sai perch non poteva
venire. Diede a Magnolia un'occhiata di tenera ammirazione.
E chi potrebbe rimproverarlo?
Va' all'inferno, replic la signora chiamata Blanche
dall'angolo estremo del tavolo, ma senza rabbia; piuttosto
come chi fosse pronto a dare una risposta arguta. E in
verit dovette essere considerata proprio cos, infatti subito
dopo tutto il gruppo scoppi in grida di approvazione.
Zitto, asino, borbott allora Ravenal.
Oh! url quell'importuno, Il piccolo Gay ha paura
di avere dei guai con la sua amichetta.
L'amichetta di Gay a quel punto confut una volta
per tutte la recente accusa che non sapesse neanche da
dove si cominciava a recitare. Alz la testa e fiss quella
massa schiamazzante attorno al lungo tavolo. Aveva il
volto pallido, gli occhi scuri, enormi, sorrideva.
Non vuoi presentarmi ai tuoi amici, Gay? chiese con
la sua bella voce chiara.
Non fare la stupida, sussurr Ravenal al suo fianco.
L'anfitrione, Bliss Chapin, si alz, arrossendo e cincischiando
il tovagliolo. Non era perfettamente sobrio, ma
sapeva come comportarsi, si sarebbe detto perfino deferente.
La signora... Ravenal, lietissimo. Ricordo di
averla vista, qualcuno me l'ha indicata in un palco a te... a
te... rinunci e decise di buttarsi: a teatro. Mi chiamo
Chapin, Bliss Chapin. Mi chiami pure Bliss, tutti mi
chiamano cos... Decise di fare le presentazioni. Indic
ogni ospite con un vago cenno della mano. Tantine, Fifi,
Gerty, Violet, Blanche, Mignon... Deliziose ragazze, deliziose.
Ma lasciamo andare. George Skiff, Tom Haggerty,
Billy Little... noi lo chiamiamo Little Billie, capita
l'antifona? Dave Lansing, Jerry Darling... s, si chiama
veramente cos. Pu immaginare cosa fanno le ragazze
con un nome del genere! Ragazzi e ragazze, questa  la
signora Ravenal, moglie del ben noto esperto di faraone.
Ed  anche fortunato, questo figlio d'un cane. Senza
offesa, spero.  che sono fatto cos. Devo sposarmi domani.
Procediamo con la serata!
Applausi prolungati e grida. Il risuonare di mandolini,
di banji.
Discorso! url l'uomo che per primo aveva richiamato
l'attenzione su Magnolia. Discorso, deve fare un discorso,
signora Ravenal! Vogliamo sentire la sua voce!
Tutti con voce roca e petulante, le Fifi, le Violet, i Billy,
i Gerty, i Jerry, ripeterono: Discorso! Discorso!
Ravenal si alz in piedi. Dobbiamo andare, cominci,
spiacente...
Seduto. Buttatelo fuori! Gay la volpe! Zitto, Gay!
Lui si rivolse a Magnolia. Dobbiamo tirarci fuori da
questa storia, le disse. Le mise una mano sul braccio. La
mano tremava. Lei gir la testa lentamente e lo guard,
gli occhi assenti, il sorriso ancora sulle labbra. Oh, no,
ripet scuotendo la testa. Oh, no. Mi piace star qui, Gay
caro.
Discorso! urlarono le Tantine, le Mignon, i Dave,
battendo il cucchiaio sul piatto.
Magnolia si port una mano alla gola in un piccolo
gesto involontario che dimostrava che le mancava il respiro.
Nient'altro lasciava trapelare quanto le battesse il
cuore. Non so fare un discorso, cominci con la sua
voce armoniosa.
Discorso! Discorso!
Lei guard Ravenal. Le dispiaceva un po' per lui.
Ma vi canter una canzone, se qualcuno mi presta un
banjo.
Prese il primo degli strumenti che le porsero.
Magnolia!
Siediti, Gay, caro, e smettila di preoccuparti tanto. Va
tutto bene. Sono felice di intrattenere i tuoi amici. Aveva
ancora il sorriso fisso sul viso. Canter una canzone
che ho imparato dai negri quando ero bambina e vivevo
su uno show boat sul fiume Mississippi. Chin la testa sul
banjo e prese a strimpellare dolcemente. Poi gett lievemente
la testa indietro. Con un piede segnava il tempo
seguendo la musica. Socchiuse gli occhi, li chiuse. Si
dondol appena, con grazia. Era una inconscia imitazione
del vecchio Jo. Si intitola Deep River. Non significa
niente.  solo una canzone che cantavano i negri. Cominci
quindi dolcemente.
Quando fin di cantare vi fu un applauso di cortesia.
Credo che sia proprio carina, annunci Violet tirando
su con il naso senza ritegno.
Il signor Tom Haggerty diede voce alla perplessit che
aveva rannuvolato la sua espressione normalmente allegra.
Lei dice che questa  una canzone di negri, e forse lo .
Badi bene, non  che voglia contraddirla. Ma non ho mai
sentito una canzone del genere che fosse di negri, e guardi
che ne ho sentite tante in vita mia. I want them present
back, per esempio, e Mistah Johnson, Turn Me Loose.
Ne canti un'altra, dissero, sempre con gran cortesia.
Magari una meno triste. Altrimenti ci far pensare che
siamo al raduno in chiesa. E prima di tutto, come vede, la
nostra Violet, qui, comincer a pentirsi dei suoi peccati.
Cos cant All God's Chillum Got Wings, tutti i figli di
Dio hanno le ali. Tutti insieme dondolarono la testa
battendo il tempo con i piedi. Io ho le ali. Tu hai le ali.
Tutti i figli di Dio hanno le ali. Quando andr in paradiso
mi metter le ali, e voler diritto in paradiso, in paradiso...
Questa era meglio, convennero. C'era pi atmosfera.
Bliss si alz e fece l'atto di avere delle ali immaginarie per
dimostrare come anche lui se ne sarebbe volato da Dio, in
paradiso. Blanche, pi franca, rifiut di farsi trascinare
dal consenso generale. Se volete saperlo, annunci
cupa, credo che siano disgustose. A me piace qualcosa
di un po' pi vivace, ribad la ragazza che chiamavano
Fifi. Sapete quale? Marry Dat Gal! L'ho sentita cantare
da May Irwin. Era bravissima.
No, disse Magnolia. Davvero, questo  l'unico tipo
di canzone che sappia. Si alz in piedi. Credo che ora
dobbiamo andare. Guard, all'altro capo della tavola, lo
sposo rosso in viso. Le auguro molta felicit.
Un brindisi per i Ravenal! A Gaylord Ravenal e alla
signora Ravenal! Ringrazi anche per questo con un
gentile cenno del capo. Ravenal si inchin rigidamente e
guard torvo e per la seconda volta nella giornata si
asciug la fronte e il mento con il suo bel fazzoletto di
lino.
I sauri furono portati davanti alla porta. La compagnia
di Bliss Chapin si affoll sulla veranda fuori della stanza
da pranzo. Magnolia sal leggera a fianco di Ravenal
sull'alto calesse a due ruote. Era il crepuscolo. L'aria si
era fatta improvvisamente fredda come sempre accadeva
verso l'autunno in quella regione del Lago Michigan.
Magnolia ebbe un brivido e si strinse attorno alle spalle
la piccola assurda cappa piena di gale, uno degli ultimi
acquisti. La folla sulla veranda aveva ripreso l'ultima
canzone e ora la strimpellava con i banji e i mandolini. La
luce benevola che avevano alle spalle gettava nell'ombra i
loro volti sconcertati. Si sentivano solo le loro voci un po'
lamentose, quasi gradevoli, senza nessuna nota rauca. La
voce di Fifi e quella di Jerry, la voce di Gerty e quella del
piccolo Billie: Io ho le ali. Tu hai le ali. Tutti i figli di Dio
hanno le ali. Quando andr in paradiso mi metter le ali,
e voler...
Magnolia si volse a salutarli mentre i sauri affrontavano
l'ultima curva del vialetto e si affrettavano ansiosamente
verso casa.
Tra i due regn il silenzio per una lunga mezz'ora. Poi
Ravenal, quasi umilmente disse: Be', sono pronto,
Nola. Attacca!
Ma lei era rimasta a pensare: Devo prender le cose in
mano, ora. Mi sono comportata come una ragazzina
sciocca quando in realt sono sposata da un mucchio di
tempo. Forse  perch mamma era cos autoritaria. Devo
pensare io a Kim, ora. Quanto sono stata stupida. "Non
essere sciocca, tesoro". Aveva ragione lui. Sono stata...
disse forte, rendendosi conto solo a met che lui
aveva detto qualcosa. Che cosa hai detto?
Sai benissimo quello che ho detto. Sono pronto a
sentire una delle prediche di tua madre davanti al sipario.
Fa' pure. Parla, e facciamola finita.
Non essere sciocco, tesoro, ripet Magnolia, con un
pizzico di malizia. Che bella notte stellata! Fece una
risatina. Lo sai, quelle placide Fifi e Tantine e Mignon
erano proprio come le ragazze di campagna dell'Illinois
vestite a festa. Le ragazze ignoranti che venivano a vedere
lo spettacolo. Scommetto che se fossero ancora alla
fattoria, a piedi scalzi, poverine, si chiamerebbero Annie
e Jenny, Tillie o Emma, e non mi sbaglio.

 CAPITOLO 16.

E questa, spieg suor Cecilia,  la cappella. Prese
un'altra chiave dal gran mazzo attaccato alla catena e apr
le grandi e pesanti doppie porte. Era incredibile come
porte, pavimenti, rivestimenti in legno, pareti intonacate
continuassero a diffondere un'atmosfera tetra. Li precedette
con l'aria del cicerone. A Magnolia sembrava che i
corridoi fossero gallerie di tenebre. Era come una prigione.
Approfitt di quel momento per avvicinarsi un po' di
pi a Kim e le sussurr in fretta all'orecchio:
Kim, tesoro, non devi starci. Se non ti piace ce la
svigneremo e non occorre tornare.  cos triste.
Ma mi piace, la contradd Kim con la sua voce chiara
e decisa.  tutto cos lucido e pulito, tranquillo. Nonostante
i lineamenti delicati dei Ravenal, che conservavano
ancora qualcosa di infantile, in quel momento somigliava
in maniera sorprendente alla nonna Parthenia Ann
Hawks. Seguirono suor Cecilia nella cappella. Magnolia
ebbe un leggero brivido.
Nel decidere che Kim sarebbe stata educata in un convento
di suore. Magnolia non aveva certo l'intenzione di
prepararla alle solite interviste agli attori di teatro che
iniziano: Sono stata allevata dalle care suore nel convento...
Tra l'altro, non fu mai sfiorata dall'idea che il teatro
avrebbe potuto far parte del futuro di Kim. Sarebbe
difficile spiegarne le ragioni, considerando l'ambiente nel
quale era cresciuta la bambina, assieme al fatto che vedeva
Camilla e Ben Hur e i Fratelli Rogers a Central Park in
un'et in cui le altre bambine avevano al massimo il
permesso di andare alle feste a mangiar latte e cacao in
abito di mussolina bianco con un nastro azzurro e potevano
ritenersi fortunate se avevano l'occasione di vedere il
prestigiatore tirar fuori il coniglio dal cappello.
I collegi per signorine di un certo prestigio non vedevano
di buon occhio le nuove allieve la cui origine era
socialmente discutibile, per non dire bizzarra come quella
dei Ravenal, madre e padre. La figlia di un giocatore di
professione e di una ex attrice di uno show boat sarebbe
stata trattata in maniera piuttosto sbrigativa dalla direttrice
di una scuola per signorine in qualsiasi paese sull'Hudson.
Il convitto di suore, invece, apriva le sue tetre porte
a una collezione quanto mai eterogenea di giovanette.
Negli austeri e bui corridoi del Sant'Agata in Wabash
Avenue, a sud, si vedeva una quantit di educande che,
nonostante il volto schivo, le trecce lisce, l'uniforme severa,
l'atteggiamento modesto, l'espressione affettata, assomigliavano
in maniera sorprendente a questa o a quella
vivace signora il cui nome era associato al famigerato
Everleigh Club o ai music hall che prosperavano lungo
Clark Street o Madison o Dearborn. Il giorno di visita si
vedeva, fuori dell'immenso e solenne edificio di mattoni,
una fila impressionante di carrozze chiuse ed eleganti e le
signore che ne emergevano, pur invariabilmente vestite
in abiti di colore scuro e di taglio sobrio, davano tuttavia
un'impressione di colore vivace. Emanavano un violento
aroma di muschio e i loro lineamenti, anche se trasformati
dall'espressione che vi si insinuava mentre fissavano
quei volti infantili che tanto somigliavano ai loro, pareva
che fossero stati sgrossati dalla mano pesante di un vasaio.
"Il convitto era stato un'idea di Magnolia. Ravenal aveva
riso quando lei aveva toccato l'argomento. Sar ben
nutrita e ben alloggiata e si occuperanno di lei, convenne.
E imparer il francese e il ricamo e il contegno e
forse un po' di aritmetica, se  fortunata. Ma  un posto
dove tutte le signore di dubbia fama di Clark Street
mandano le loro figlie.
Da qualche parte deve andare, Gay. La vita che facciamo,
cambiando da un posto all'altro  terribile per una
bambina.
E tu, allora, quand'eri bambina? Non direi che la tua
fosse un'esistenza regolare.
Ma era una vita normale, paragonata a quella di Kim.
Quando mi coricavo nella mia stanzetta sul Fior di Cotone,
perlomeno il mattino dopo mi risvegliavo nello stesso
letto. Kim se ne va a dormire a Clark Street e si sveglia in
Michigan Avenue. Non vede mai un bambino della sua
et. Conosce pi fattorini, camerieri e cameriere di un
viaggiatore di commercio. Crede che un biglietto da un
dollaro serva a comprare le caramelle e che quando in una
calza c' un buco la si getti via. Non sa fare il pi semplice
problema di aritmetica e ieri l'ho trovata china sulla ringhiera
della rotonda del secondo piano che sputava sulla
testa della gente...
Ha colpito qualcuno?
Non c' niente da ridere, Gay.
Eppure  divertente. Ho sempre desiderato di farlo,
io.
Be', anch'io... ma, in ogni caso, non sar divertente
tra quattro o cinque anni.
Il Sant'Agata occupava met di uno degli immensi
blocchi di edifici di Chicago. La gradinata sul davanti era
a livello della strada, ma sul retro c'era un giardino discretamente
protetto da uno spesso muro di mattoni alto pi
di tre metri e bellicosamente irto di punte. Sant'Agata
stessa e un intero manipolo di cherubini guardarono criticamente
Magnolia e Kim mentre salivano l'ampia gradinata
che conduceva al portone centrale dagli intagli elaborati
e pesanti. Delle due Magnolia era la pi terrorizzata.
Le finestre brillavano. Le scale erano linde. Il campanello,
quando lo suonarono, parve echeggiare cupamente
attraverso interminabili e invisibili vestiboli e corridoi. La
mano che apr la porta non era stata preceduta da suono
di passi umani. La porta si era profilata innanzi a loro
apparentemente inamovibile come l'edificio stesso. Pareva
che quell'improvvisa e silenziosa apertura avvenisse
per effetto della magia nera. La grande sala d'ingresso le
attendeva immersa nella penombra, quieta. La figura
dall'abito nero davanti a loro era vagamente sormontata
da una bianca faccia rotonda che non sembrava affatto un
volto umano, ma una superficie piatta circolare sulla quale
fossero stati grossolanamente accennati i lineamenti.
Son venuta a vedere se  possibile iscrivere alla scuola
la mia bambina.
La superficie piatta si apr sorprendentemente in un
sorriso. Non era pi una figura misteriosa e cupa, ma una
persona di mezza et, gentile e non particolarmente vivace.
Da questa parte.
Quella parte conduceva a un piccolo ufficio risplendente
presieduto da un'altra superficie piatta e circolare. Da
l, quindi, furono condotte in un'ampia stanza stranamente
assolata al piano superiore, dove a una scrivania sedeva
una figura vestita di nero differente dalle altre. Una larga
faccia rosea. Degli occhi azzurri indagatori e penetranti
dietro gli occhiali cerchiati d'oro. Una voce profonda ma
senza risonanza. Una donna con l'aria di chi  abituata a
comandare. In pratica Parthy, vestita da madre superiora.
Oh, bont divina! pens Magnolia, colta dal panico.
Tenne la fresca manina di Kim tra le sue dita agitate.
Delle due, era assolutamente la pi giovane. Le aule. La
stanza del cucito. Suor Tale. Suor Talaltra. Il giardino.
Piccoli banchi duri. Ben ordinati sentieri di ghiaia. Figure
sacre in pietra torreggianti sulle aiuole ben tenute. Santi e
angeli e apostoli. Quando tutte quelle finestre risplendenti
erano buie e le figure vestite di nero giacevano abbandonate
al sonno, le mani sicuramente incrociate sul seno
sterile e le superfici piatte e circolari esattamente al centro
dei duri cuscini, mentre la luce della luna inondava
quel giardino monastico con la stessa capricciosa malia
con la quale avrebbe avvolto una pergola in Sicilia...
allora forse quelle pie immagini di pietra, si chiese Magnolia
perfidamente, si trasformavano all'improvviso in
fauni, in ninfe e in driadi?
Ad alta voce: Vedo, vedo. Vedo... Oh, il refettorio...
vedo... Le preghiere... alle sette... Uniformi azzurro scuro...
ogni gioved dalle due alle cinque... cucito, musica,
pittura...
Quella era la cappella. Quella era la stanza da letto che
avrebbe diviso con un'altra allieva. Ma ne ha sempre
avuta una per conto suo!  la regola. Vedo. Le
far sapere.  Kim, s. Lo so, ma  il suo nome,
davvero. Il fatto  che...  nata nel Kentucky e nell'Illinois
e nel Missouri... cio... s, suona strano... non, non
credo che le farebbe piacere essere chiamata in un altro
modo,  cos abituata... Le far sapere,  possibile? Vorrei
parlarne con lei per sapere se crede di trovarsi bene...
Nel giardino, nelle varie aule, nei corridoi e sulle scale
avevano incontrato ragazze di dieci, sedici e perfino diciotto
anni di et; erano tutte vestite esattamente nello
stesso modo e avevano tutte scoccato un'occhiata rapida
e intimidita alle visitatrici da sotto le palpebre modestamente
abbassate. Magnolia aveva percepito una sensazione
sotterranea di malizia, come di congiura. Pensieri
segreti e nascosti correvano per quelle sale nude e laccate,
si celavano ghignando nelle nicchie sulla scala.
Dopo il giro di ispezione tornarono alla grande stanza
assolata del secondo piano. La suora dal viso roseo cos
simile a Parthy le guardava con espressione piatta. Magnolia
si afferrava pi che mai alla mano di Kim. Pareva
che fosse la bambina a sostenerla, e non lei.
Ma so gi da ora se mi piace o no, aveva ribadito Kim
lasciandola di stucco. Mi piace.
Magnolia constat con orrore di essere stata l l per
gridare ad alta voce: Oh, no! No, Kim! Invece disse:
Sei sicura, tesoro? Non devi starci se non vuoi. La mamma
ti ha portato a vedere se ti piaceva.
Mi piace, ripet Kim pazientemente, come parlando
a un bambino.
Magnolia era conscia di un senso di delusione sempre
pi profondo. Aveva sperato, ostinatamente, che Kim
avrebbe battuto i piedi, si sarebbe gettata urlando per
terra e avrebbe chiesto di essere riportata fuori da quel
luogo lindo e ordinato nel delizioso caos di Clark Street.
Non riusciva a vincere la sensazione che dando in quel
modo a Kim la possibilit di una educazione raffinata in
un ambiente signorile la privava di qualcosa di ricco e di
prezioso, di colorito. Pens alla propria infanzia. Chiuse
gli occhi come per vedere pi chiaramente le immagini
passarle nella mente. Fiumi profondi. Fiumi ampi. I salici
grigio-verdi che pendevano a pelo dell'acqua. La sanguinella
in piena fioritura. I negretti dell'approdo. Balle di
cotone. Corpi neri sudati. Sue, se lui ti ama e tu lo ami,
seguilo. Domani sera, signore e signori, quel magnifico
dramma che  Cuori onesti e mani volonterose. La banda,
vestita di rosso, gli ottoni che sfidavano strombazzando
il sole di mezzogiorno.
Lo sguardo azzurro acciaio nel viso roseo circondato
dal soggolo bianco e dalla cuffia nera parvero penetrare
nel suo. Ma se lei non vuole che la piccola stia qui con
noi, noi preferiamo non prenderla.
Ma io ne sarei felice! Lo sono! grid Magnolia in
fretta.
Cos tutto fu sistemato. Sarebbe entrata la settimana
seguente, luned.
Scendendo la grande scalinata esterna Magnolia disse,
come una bambina: Da adesso fino a luned ne faremo di
cose, vero? Ci divertiremo. Che cosa vorresti fare?
Oh, sabato andare a teatro, alla matine... cominci
ansiosa Kim. Magnolia ne fu enormemente sollevata.
Aveva avuto paura che quel breve tuffo nella vita ascetica
avesse gi avuto un effetto frenante sulla cosmopolita
Kim.
Cos la bambina venne tolta dall'atmosfera perniciosa
dell'Argine di Chicago proprio quando l'Argine stesso
cominciava a sentire la mano pesante della riforma.
D'improvviso, in una notte, Chicago fu colta da un attacco
di senso civico. Per un quarto di secolo era stata una
gigantessa energica dall'ampio seno e dalla voce piena in
raso rosso e diamanti che teneva la casa aperta giorno e
notte e accoglieva ogni visitatore. C'erano cibi, bevande,
allegria. Le sue grandi braccia muscolose accoglievano gli
allevatori del Montana e i fattori dell'indiana e i banchieri
di New York. Alla Bath House si prendeva un barilotto di
birra per cinque centesimi; i barboni dalla faccia non
rasata si mettevano in fila sul marciapiede fuori dalla
porta che dava su Clark Street e girava ininterrottamente.
Agli allevatori, ai fattori e ai banchieri di passaggio veniva
detto di andare alla Palmer House per veder cadere
veri dollari d'argento sul pavimento piastrellato del bar di
quella locanda. Il garrulo Coughlin, noto come Il Bagno e
il silenzioso Hinky Dink Mike Kenna erano i consiglieri
comunali della Prima Circoscrizione di Chicago, e le sue
predilette pecore nere. Le ruote della roulette nel Vicolo
del Giocatore giravano allegramente giorno e notte. Il
sindaco della citt lanciava un cordiale: Spero che stiate
vincendo tutti, ragazzi, se entrava a bere un bicchiere in
compagnia e a dare un'occhiata allo spettacolo, o perfino
a fare una puntata. Che cosa desidera? era il saluto di
Chicago e Posso anche farlo, il suo slogan. Hetty Chilson
era la sovrana riconosciuta di quella vita, e se quella
parola era preceduta dall'appellativo mala, faceva ben
poca differenza agli occhi di Chicago. Agenzie di pegni,
bar, bettole, bische, si allineavano su Clark Street dalla
Dodicesima fino al fiume e costellavano le strade vicine
per interi isolati. Gli allevatori con il viso bruciato dal sole
in giaccone di pelle d'orso e sombrero da Polk e Clark
erano uno spettacolo normale come i bellimbusti dalle
dita bianche in redingote e diamanti da Clark e Madison.
Per Chicago faceva lo stesso. Di sopra si gioca, signori!
Di sopra si gioca!
New York, osservando con disapprovazione la cugina
occidentale attraverso l'occhialino, esclam: Che persona
rozza e volgare!
Io! sbott Chicago, cercando inutilmente di far
scomparire le macchie di cibo e di vino dal suo ampio seno
coperto di raso. Io! Ti far vedere che sono una signora.
Sulle liste dei consiglieri comunali cominciarono ad
apparire i nomi di professori dell'universit di Chicago
della facolt di economia. Giovani zelanti armati di taccuini
e di penne stilografiche presero a picchiare a porte
sprangate, dichiararono che erano occupati a fare un'indagine,
posero domande riservate. In Clark e Dearborn
Street vennero abbattuti interi isolati di topaie, mentre i
topi per proteggersi si davano a fuga precipitosa. Sorsero
quartieri per uffici, che sogghignavano dall'alto sulla tanto
vantata altezza del Tempio Massone. Signori vivaci
con occhiali e camici uscivano ed entravano in quegli
immacolati edifici. Il ticchettio che si udiva in Clark Street
non era pi quello della ruota della roulette, ma quello
della telescrivente del mercato azionario o della trasmittente
della Western Union.
Correva voce che stavano per chiudere i locali di Jeff
Hankins e di Mike McDonald. Stavano per eliminare
l'ippodromo di Washington Park.
Non possono farlo, dichiar Gaylord Ravenal.
Ma davvero, non possiamo? ghignarono i riformatori.
E in quattro e quattr'otto furono sprangate le porte di
Hankins e di Mike McDonald. Cominci a essere difficile
trovare la possibilit di giocare. Cominci a essere quasi
impossibile. Si arriv a un punto che si poteva entrare
solo picchiando alla porta in un dato modo, come segnale.
Ci si doveva sottoporre a un esame silenzioso da parte
di occhi invisibili che sbirciavano da una fessura da qualche
parte dietro una porta cortesemente chiusa. Le redingote
cominciarono a prendere il lucido. La bella biancheria
cominci a essere lisa. I diamanti giacquero non riscattati
per periodi sempre pi lunghi da Lipman o da
Goldsmith. L'anello di Ravenal e la serie di pellicce di
foca pareva che fossero ormai definitivamente usciti dal
possesso dei Ravenal. Il bastone di malacca, d'altro canto,
aveva invece messo radici. Aveva perduto il suo potere
magico. Non era pi un simbolo di sicurezza. Erano
passati i giorni in cui la sua comparsa da Lipman o da
Goldsmith significava una cambiale in bianco per qualsiasi
somma il messaggero di Ravenal volesse chiedere.
C'erano delle mattine in cui perfino la Panetteria della
Strabica rappresentava un lusso. E non parliamo di una
colazione da Billy Boyle! Un avvenimento.
L'esistenza trascorsa dai Ravenal a Chicago pareva, in
confronto alla loro attuale precaria situazione, un'esistenza
sicura e perfino monotona. Ohio e Ontario Street li
videro per periodi sempre pi lunghi. In quel periodo
Magnolia quando guardava l'accozzaglia di oggetti nelle
vetrine sempre pi buie delle agenzie di pegni, a volte
distoglieva d'un tratto lo sguardo riconoscendo qualche
oggetto non solo intimo, ma familiare. Spesso pensava a
Kim, tranquilla, sicura e comoda nel convento di Wabash
Avenue.
Evidentemente l'ho sentito venire, questo periodo,
disse a Gaylord. Me lo sono sentito nelle ossa. Lei ne 
fuori, ormai. Sono felice solo a pensarci, a pensare che sia
l.
E come farai a lasciarla l? chiese Ravenal sfiduciato.
Io sono completamente al verde. Tanto vale che tu lo
sappia, se non lo sai gi. Ho avuto una sfortuna schifosa.
Gli occhi di Magnolia si fecero grandi per l'orrore.
Lasciamola! Gay! Dobbiamo farlo. Non voglio che stia
qui con noi a fare questa vita. Gay, non puoi fare qualcosa?
Qualcosa di vero, intendo. Un lavoro come un altro,
voglio dire... sei meraviglioso, tu. Ci sono dei posti... lo
sai, in banca o... quegli uffici dove comprano titoli e li
rivendono e guadagnano soldi con il grano e... con che
altro? Ma era poco convincente.
Ravenal la baci. Che tesoro sei, Nola. Un tesoro di
sciocchina.
La loro era un'unione straordinaria e violenta. Tutto
quello che Parthy aveva previsto si era verificato. Magnolia
lo amava per quello che era, a volte lo odiava. A volte
la odiava lui, soprattutto perch si sentiva in colpa della
sua allegria, della sua lealt, del suo coraggio, della sua
tenerezza. Non le era fedele. Ormai lei lo sapeva. Lui
sapeva che lei lo sapeva. Lei era la donna di un solo
uomo. Spesso litigavano tremendamente. Legato a te...
Legato! Dio sa quanto sarei pi felice senza di te. Non mi
hai dato mai altro che infelicit... Non fai che accusarmi...
E smettila di darti con me quelle arie da gran signora.
Come se non sapessi da dove ti ho preso! Perlomeno
era una vita onesta. Si poteva guardare la gente in faccia.
Accuse. Amarezza. Nostalgia. Passione. I lunghi periodi
vissuti in ambienti squallidi rendevano impossibile ogni
riservatezza. Indumenti lavati in un catino. Il cibo cotto
sul fornello a gas. Un'unica stanza. Un unico letto. Pasti
disordinati. Rimbrotti. Lacrime. Sguardi di scherno. Risate.
Comprensione. Riconciliazione.
Si amavano. Al di sopra di tutto, comunque fosse, si
amavano.
Fu nel momento in cui le loro sorti avevano toccato il
fondo; quando la retta del convento non era stata pagata
gi da due trimestri; quando l'affitto della pensione di
Ontario Street era arretrato; quando perfino Ravenal,
bello e imbronciato, era costretto ad accontentarsi del
caff e dei panini in camera da letto; quando passeggiare
per Clark Street significava incontrare almeno una dozzina
di vestiti di MacLean lisi quanto i propri... fu in quel
momento cos poco propizio che Parthenia Ann Hawks
ebbe l'idea di recarsi a trovare la figlia, il genero e la
nipotina a Chicago. Le sue lettere arrivavano sempre allo
Sherman House, erano andati a ritirarle l in tutti quegli
anni anche se il vario flusso della fortuna aveva allontanato
e riportato i Ravenal all'albergo con la regolarit della
marea. Per due volte Magnolia aveva portato Kim a
vedere la sua arcigna bisnonna a Thebes quando il Fior di
Cotone era in cantiere per riparazioni durante la stagione
invernale. Quelle visite avevano spesso coinciso con l'alta
marea delle fortune Ravenal. Magnolia e Kim erano
tornate a Thebes sulla cresta di un'onda spumeggiante di
sete e di merletti, di piume e di pellicce. Comunque non si
poteva dire che quelle visite fossero un successo. Magnolia
arrivava sempre preparata a essere una figlia affezionata
e rispettosa. Invariabilmente ripartiva fremendo di
rabbia divertita e di risa irritate.
Non  che faccia qualcosa in particolare, spiegava
dopo, afflitta, a Ravenal.  solo che mi tratta con una
tale mancanza di rispetto. Rifletteva un momento: Sinceramente
sono convinta che mamma sia la donna pi
presuntuosa che abbia mai conosciuto.
Neanche Kim e la nonna, stranamente, andavano d'accordo.
Magnolia si accorse che si assomigliavano molto. I
loro metodi erano diversi, ma i risultati erano eguali.
Ognuna delle due possedeva una ferrea determinazione,
una vitalit senza limiti, un'enorme resistenza, una scaltra
previdenza, una decisa ambizione. Parthy apparteneva
al tipo che d in escandescenze; Kim a quello tranquillo e ostinato. Quando le due entravano in conflitto restavano
tese, l'una contro l'altra, come due tori.
Entrambe le visite avevano avuto bruscamente fine in
meno di una settimana. La piccola citt vuota, battuta dal
vento nella morsa dell'inverno era apparsa a Magnolia
indicibilmente deprimente. Nel salottino in miniatura
della villetta c'era un ritratto di suo padre disegnato a
matita. Era un ingrandimento che Parthy aveva fatto fare
da una piccola fotografia di Andy con la sua giacca blu, il
berretto a visiera e i pantaloni a bracaloni sgualciti. Una
cosa atroce, ma l'artista, per quanto goffo, era in qualche
modo riuscito a cogliere lo sguardo vivido e l'allegria
degli acuti occhi castani. I basettoni sembravano dei ciuffi
di cotone sporco, le guance erano rosee come quelle di
una corista. Ma gli occhi erano quelli di Andy. Magnolia
girellava nel salotto e si fermava poi accanto a quel ritratto
e, alzando gli occhi a guardarlo, sorrideva. Se ne
andava a zonzo fino al fiume per rimirare la corrente
gialla e pigra in quel periodo spessa di ghiaccio, ma per lei
affascinante come sempre. Rimaneva sulla sponda del
fiume nelle sue ricche pellicce, figura solitaria sferzata dal
vento, e restava a fissare il fiume, lontano; e i suoi occhi,
cos stanchi di guardare sempre grandi edifici grigi e lugubri,
strade grigie e brulicare di folle grigie, perdevano
quello sguardo teso e inquieto mentre contemplavano in
lontananza le pigre banchine e i bayou addormentati del
Sud; Cairo, Memphis, Vicksburg, Natchez, New Orleans...
Queenie, Jo, Elly, Schultzy, Andy, Julie, Steve.
Port ansiosa Kim sulla riva... le consegn il fiume con
un largo gesto del braccio. A Kim non piacque.
 questo il fiume? chiese.
Be', s, tesoro. Non ti ricordi? Il fiume!
Il fiume di cui mi hai parlato?
Certo!
Ma  sporco, brutto. Mi avevi detto che era bello.
Oh, Kim, non  bello?
No.
Le mostr la fotografia del capitano Andy.
Il nonno?
S.
Capitano?
S, cara. Si metteva a ridere quando lo chiamavi cos,
da piccina. Guarda gli occhi, Kim. Non sono belli? Sta
ridendo.
Ha l'aria buffa, osserv Kim.
Parthy poneva domande schiette. Lo Sherman House?
Che cosa vi viene in mente di vivere in albergo per
tutti questi anni, con tutto quello che fanno pagare per il
cibo e il resto! Tu e quel tuo marito dovete avere denaro
da gettar via. Perch non vivete in una casa con le vostre
cose, come gente civile?
A Gay piacciono gli alberghi.
Che modo inconcludente di vivere. Deve costare un
mucchio di quattrini.
 vero, conveniva affabilmente Magnolia.
Mi piacerebbe sapere dove li prendete, ecco tutto.
Gay ha molto successo.
Uno sbuffo esasperante, ma significativo da parte di
Parthy. La vedova Hawks non esitava a catechizzare la
bambina nella temporanea assenza della madre. Da quelle
conversazioni evidentemente Parthy raccoglieva delle notizie
sugli intervalli in Ohio e Ontario Street, dato che poi
ne emergeva con uno sguardo di sinistra soddisfazione.
E proprio allora Parthenia Ann Hawks arrivava a Chicago.
Non l'aveva mai vista. La lettera annunciava il suo
arrivo con un anticipo di due settimane. La stagione dello
show boat era agli sgoccioli. Si sarebbe fermata con
loro allo Sherman House, se non era troppo caro. Non
sarebbe stata loro ospite. Non voleva ringraziare nessuno.
Si sarebbe fermata una, due settimane o pi, se ne
avesse avuto voglia. Voleva vedere i famosi stocks del
bestiame, il Teatro dell'Opera, il Tempio Massone, Marshall's
Fields, Lincoln Park, e il Chicago River.
Mio Dio! esclam Gaylord Ravenal, quasi devotamente.
Mio Dio!
Affranti, si guardarono sbigottiti. C'era poco da ridere.
Tutto, ogni centimetro di spazio intorno a loro parlava di
fallimento. Proprio quel fallimento che era stato loro
predetto dalla donna che stava per arrivare e che avrebbe
avuto la dimostrazione del trionfo di quella sua previsione.
Vivevano nel disordine e nella scomodit a Ontario
Street. Magnolia, quando si recava a far visita a Kim al
convento, aveva delle difficolt per riuscire a mettere
assieme la piccola sorpresa destinata a far nascere sul
volto della figlia uno sguardo rapido di felice attesa. Una
torta ricca di elaborati ornamenti di glassa da dividere con
le amiche intime; un libro; un paio di biglietti per una
matine come regalo eccezionale; cioccolatini. Ora si
avvicinavano le vacanze di Natale. Kim si aspettava di
trascorrerle con i genitori. Ma dove? Non l'avrebbero
portata in quello squallido alloggio. E in qualche modo,
prima dell'inizio del trimestre, bisognava raggranellare i
soldi per la retta. Tuttavia altre volte i Ravenal si erano
trovati di fronte a quei problemi. Li avrebbero risolti, si
dicevano l'un l'altra, come avevano sempre fatto. La
fortuna girava proprio quando sembrava che le cose volgessero
al peggio. La vita faceva cos, come per prendere
in giro. Ma in quel momento era diverso. Il mondo di
Gaylord Ravenal stava crollando. E Parthy! Parthy! Era
una situazione pesante, orribile! Era l'umiliazione. Era
riconoscere la propria disfatta.
Fatteli prestare, sugger Magnolia.
Con che garanzia?
No, non dico di farteli prestare come un affare, dico di
farteli prestare dagli amici. Amici. Tutti quegli uomini...
Uomini! Che uomini?
Tutti quelli che conosci nei... nei locali. Aveva fatto
sempre finta di non sapere da dove lui traesse i mezzi per
vivere. Non diceva mai Vicolo del Giocatore. Rifiutava
di ammettere che ogni giorno lui scompariva in quello
stretto passaggio che era poi un vicolo che partiva da
Clark Street; che vi aveva passato ore a scrutare le carte
da gioco per guadagnarsi da vivere. Gli uomini che
conosci da tanti anni.
Rispose amaro: Hanno tutti cercato di farseli prestare
da me.
Ma Mike McDonald. Hankins. Varnell. Ormai aveva
abbandonato ogni finzione. Migliaia. Hanno avuto
migliaia di dollari. Tutto il danaro che ci siamo portati a
Chicago. Non te ne restituiranno almeno una parte?
Gaylord la trov affascinante invece che irritante,
come facilmente avrebbe potuto. Rise a pi non posso
come sempre faceva di fronte all'evidenza della sua ingenuit
quasi incredibile. In momenti come quelli quasi
invariabilmente si sentiva spinto ad accarezzarla, come si
ride con un bambino e poi lo si coccola divertiti dopo che
lui ci ha sorpresi con qualche suo vezzo inaspettato e
incantevole. Allora le baciava la nuca e poi la bocca larga
e morbida, ma lei lo respingeva, sorpresa e infastidita
della sua reazione a qualcosa che aveva inteso dire cos
seriamente.
Nola, sei impagabile! Sei un tesoro. Non c' nessuna
come te. Scoppi a ridere ancora. Restituire! McDonald,
eh? Ecco una buona idea.
Come puoi comportarti in questo modo sapendo
quanto la cosa  seria!
Seria! Be', accidenti,  disperata. Ti dico che non
tollerer mai che venga qui e ci veda vivere in questo
modo. Ce ne andremo prima. Di', Nola, chi ci impedisce
di andarcene, in ogni caso? Chicago non  pi quella di
una volta. Perch non andarcene? Sono stufo marcio di
questa citt.
Non abbiamo denaro per andarcene, tanto per dirne
una. E Kim  a scuola e ci rester. Ci rester anche se per
questo dovessi...
Dovessi che cosa?
Chiedere i soldi a mamma. Lo disse con aria cattiva,
pur essendo turbata. Lui s'infuri.
Piuttosto... Mi sono trovato in situazioni ben peggiori
di questa e sono riuscito a cavarmela. Sedette un attimo
in silenzio, fissando senza vederli i mobili malandati che
sottolineavano lo squallore della stanza. Magnolia, seduta
tranquillamente di fronte a lui, a cucire una sottoveste
per Kim, d'improvviso abbandon le mani in grembo. Si
rese conto, con una sorta di paura, che lui era totalmente
fuori della stanza come se per magia il suo corpo fosse
stato sollevato attraverso la finestra. E per lui anche lei
era svanita. Era profondamente immerso nei suoi pensieri.
La maschera era caduta. Rest seduta a guardarlo.
Vide chiaramente l'uomo contro il quale la madre si era
accanitamente battuta perch non lo sposasse. Il volto di
quell'uomo, che si avvicinava alla quarantina, era stranamente
senza rughe. Forse era quello che gli mancava. La
pelle e i capelli e gli occhi, la curva delle spalle, l'attacco
della mano al polso rivelavano l'uomo virile. Ma la forza...
forte no, non lo era. Era uno schermidore, non un
combattente. Eppure anni addietro aveva combattuto
per lei. Quel predicatore dinoccolato nella piccola citt
sul fiume di cui aveva dimenticato il nome, quella povera
anima ignorante che annunziava le fiamme dell'inferno
ed era convinto che gli attori di teatro fossero dannati,
non aveva previsto di esser messo a terra nella sua botteguccia
ammuffita. Be', non era stata proprio una vittoria.
Gay si era opposto a quella donna di ferro, sua madre. Ma
da allora aveva avuto la vita facile. Felpa rossa, ricchi
pranzi, Clark Street. Debole. Come mai? Non c'erano
rughe attorno alla sua bocca. Come mai era debole? E
come mai era debole adesso quando non lo era stato
dodici anni prima? Bell'uomo. Duro. Ma come si poteva
essere duro e debole allo stesso tempo? A che cosa pensava,
cos intensamente? Il suo volto era cos esposto, cos
indifeso come quando lei si svegliava al mattino presto e
lo guardava, ancora addormentato. Quasi si vergogn di
guardarlo in viso, tanto era indifeso, privo di quella sua
maschera abituale durante la giornata.
Ma un'improvvisa risoluzione lo irrigid. Si alz. Inclin
il cappello elegante ma logoro, quasi a sfidarne la
consunzione. Prese il bastone di malacca. Erano le nove
di sera. Avevano pranzato male e senza voglia in una
piccola tavola calda vicina. Ravenal non aveva mangiato
nulla. Era rimasto per la maggior parte del tempo a fissare
i piatti con aria distaccata e lievemente divertita come se
gli fossero stati serviti per errore e ben presto dovessero
essere reclamati, con tante scuse, dalla sciatta cameriera
che glieli aveva messi davanti sbadatamente.
Lei non era tipo da chiedere: Dove vai? Eppure in
quel momento il suo volto era cos commovente e supplichevole
che lui rispose a quella domanda inespressa.
Allegra, ragazza mia! Conosco qualcuno.
Chi? Chi, Gay?
Qualcuno a cui ho fatto dei favori. Pu rendermi un
servigio a sua volta, lei. Pensava ad alta voce.
Lei?
Lascia perdere.
Lei, Gay?
Ho detto lei?... lascia perdere, Nola. Ci penso io.
Usc.
Si era abituata, nel corso di quegli anni, a prendere il
denaro senza fare domande quando c'era; a farne a meno
senza lamentarsi quando non c'era. Era accaduto altre
volte che facessero dei progetti e si dessero da fare per
uscire da una situazione difficile. Avevano preso danaro
in prestito e spesso l'avevano prestato. Tutto quello faceva
parte della vita di Clark Street, la vita gaia, prodiga,
rilassata, sconsiderata di una rozza citt del Middle West.
Ma quel tipo di vita stava ormai scomparendo. La citt
stava scomparendo con essa. Al suo posto una nuova
citt, pi dura, pi sofisticata, una nuova metropoli sollevava
la testa ambiziosa.
Magnolia, avvezza alle crisi di denaro, si rese conto che
la situazione quella sera era diversa. Non era una crisi,
quella. Era una via senza uscita.
Andiamocene, aveva detto Gay. Ma non potevano
andarsene. Gli uomini che in passato gli avevano prestato
denaro erano nelle sue stesse condizioni. Le fonti a cui
aveva attinto per guadagnarsi la sua precaria esistenza
erano ormai inaridite; avevano quasi cessato di esistere,
se non di nascosto. Conosco qualcuno. Qualcuno che
sarebbe lieto di farmi un favore. Qualcuno che... Un
orribile sospetto le sfrecci nella mente, liberato dal subconscio.
Atterrita da quella turpitudine cerc di ricacciarlo indietro. Ma non se ne andava. Restava l dentro di lei
ghignando, disgustoso, indicibilmente repellente. Riprese
a cucire. Cerc di fissare i suoi pensieri su Kim. Kim
addormentata nella fredda, calma quiete del convento
cintato dal grande muro a Wabash Sud. E il francese, i
ricami, il contegno, la pittura su porcellana; e soggoli e ali
nere, lunghe sale oscure e brillanti, bianche facce rotonde
e bianche candele sottili e statue dei santi che si trasformavano
in fauni, non era strano tutto ci? Un tintinnio.
Uno dei santi aveva lasciato cadere il suo rosario sul nudo
pavimento scintillante. No, non era un rosario. Era
un'ancora che sbatteva contro il candeliere di metallo del
Fior di Cotone.
Magnolia si svegli. Le forbici da cucito le erano cadute
dal grembo. Si sentiva la faccia rigida, tirata. Si strinse un
poco nelle spalle, rabbrivid, si guard intorno. Il suo
orologino d'oro sul cassettone... no, naturalmente no.
Era bell'e andato. Ripieg il cucito. Era tardi, lo sapeva.
Era abituata a restare sveglia fino alle dodici, l'una, le
due. Ma quella sera era pi tardi. Qualcosa le diceva che
era pi tardi. Il cupo silenzio della citt, fuori. La quiete
sinistra dei muri che la circondavano. L'orologio a buon
mercato sullo scaffale si era fermato. Le lancette indicavano
che erano le due e venti. Anzi, e ventuno, disse a se
stessa in uno sciocco trionfo della precisione.
Si sciolse i lunghi capelli neri. Li spazzol. Li intrecci.
Indoss una delle camicie da notte di pizzo cos in contrasto
con la sordida povert della stanza in affitto, cos
lontana dalle ruvide lenzuola grigiastre. Non ne aveva
altre. And a letto. Si addorment.
Lui ritorn poco prima dell'alba. Il nero dei vetri della
finestra mostrava la promessa del grigio. Il suo passo
aveva un suono diverso dal solito. Cerc a tentoni il becco
a gas. La sua stessa presenza era strana, nell'oscurit. La
luce fiammeggi, azzurra, ma lei gi lo sapeva; lo sapeva
prima ancora che gli illuminasse il viso, che aveva degli
strani lineamenti come cascanti mai visti prima. Per la
prima volta nella loro vita insieme Ravenal era ubriaco.
Lei si sedette, cerc la vestaglia ai piedi del letto e se la
avvolse attorno alle spalle tremanti. Lui era immensamente
serio e dignitoso. Dondolava appena. Quel suo
viso cos molle, allentato. Non c'era altro.
Ci penso io, ripet, come continuando la conversazione
che avevano avuto insieme alle nove. Deposit con
attenzione nel suo angolo il bastone di malacca. Si tolse il
cappotto, lasciandosi in testa il cappello. L'effetto fu
sorprendente e violento, forse perch era sempre stato
cos pignolo nei particolari. Stando cos in piedi, ondeggiando
lievemente avanti e indietro, tir fuori dalla tasca
di sinistra del gilet, che gli stava molto aderente, un
portafogli gonfio. L'abitudine probabilmente lo invit a
tenerselo, allargando semplicemente il lato aperto cos da
rivelare il fascio di biglietti di banca che conteneva. Ma il
suo stato, e tutto quello che ce lo aveva condotto, fecero
s che rinunciasse a quell'astuzia. Con un gesto vago ma
trionfante e sbandando appena, cos in piedi com'era,
lanci il portafogli di cuoio sul copriletto. Contali! ordin
con voce chiara. Dieci biglietti da cento dollari e dieci
biglietti da cento dollari fa venti biglietti da cento dollari e
chiunque dice il contrario mente. Duemila dollari. Vuoi
contarli per favore, signora Ravenal? Credo, continu
con dignit contegnosa, che troverai che sono giusti.
Magnolia Ravenal in camicia da notte con la vestaglia
gettata sulle spalle sedeva fissando quel portafogli sul
letto. La sua bocca aperta pareva schernirla. Non lo
tocc.
Duemila dollari? chiese.
Credo che troverai che sono giusti. Aveva la voce pi
impastata.
Dove li hai presi, Gay?
Non preoccuparti. Ci ho pensato io.
Si sbotton il gilet con qualche difficolt. Fece un enorme
sbadiglio, come chi si sia guadagnato il riposo dopo
una buona giornata di lavoro onesto e proficuo.
Lei lo guard. Sembrava un disegno a inchiostro di
china, il volto cos pallido, gli occhi cos grandi, i capelli
cos neri.
Li hai avuti da Hetty Chilson.
Il colletto di lui si stacc con un crac. Lo tenne nella
mano che indicava il danaro. Pareva che fosse offeso per
qualche cosa. Non irritato, ma ferito. Come puoi dirlo,
Magnolia! Ne ho avuti mille dalla cara vecchia Hetty e
non un soldo di pi. E che ho fatto, allora? Corro da
Sheedy e ne vinco altri mille alla roulette. Ah! Un bello
scherzo, quello di Sheedy, la roulette non  il mio gioco.
Mai stato. Il mio gioco  il faraone.  un gioco da signori,
il faraone. Mille da Hetty e poi sono corso... roulette...
vinto... altri... mille. Piomb sul letto.
Si addorment immediatamente, pesantemente, profondamente,
accanto a lei, la bella testa che penzolava gi
dal cuscino. Lei si inginocchi e cerc di sollevare il corpo
inerte per fargli assumere una posizione pi comoda;
finalmente vi riusc, a furia di strattoni. Lo copr con il
copriletto. Poi si rimise a sedere, rannicchiata nella vestaglia,
fissando il portafogli aperto con tutte le sue banconote.
Ormai era l'alba. La stanza ne era tutta grigia. Avrebbe
dovuto spengere il gas. Si alz. Prese il portafogli.
Prima di spegnere la luce cont dieci biglietti da cento
dollari dal fascio di biglietti all'interno. Mille dollari. Le
dita toccarono i biglietti circospette, con aria schifiltosa, e
una piccola smorfia di disgusto le incresp le labbra. Mise
i biglietti sul cassettone. Ripieg il portafoglio e lo ripose
con il resto del suo contenuto sotto il cuscino. Lui non si
svegli. Allora spense la luce e avvicinandosi al letto
raccatt le pantofole. Prese dal cassetto una camicetta,
bianca, fresca, pieghettata, la gonna e la giacca dai ganci
coperti da un pezzo di cotonina contro il muro. Si scald
un po' d'acqua e si lav; si pettin; indoss gli abiti, pos
il cappello sul cassettone. Poi sedette nell'unica sedia
comoda che offriva la stanza, una sedia a braccioli traballante
e sciupata, imbottita di sudicia felpa rossa, reliquia
di qualche passata grandezza, e aspett. Dorm perfino
un poco nella vecchia poltrona un po' curva, mentre la
luce del mattino le inondava senza piet il volto. Quando
si svegli doveva essere quasi mezzogiorno. Una giornata
cupa, ma era ormai abituata alle mezze luci delle nebbie
di Chicago. Gli diede una rapida occhiata. Non si era
mosso. Non si era neanche spostato. Sembrava in un
certo modo giovane, indifeso, innocente, patetico. Si
diede da fare a prepararsi una tazza di caff facendo il
meno rumore possibile. Avrebbe potuto svegliarlo, ma
non avrebbe fatto molta differenza. Sapeva quello che
doveva fare. Bevve a grandi sorsi il liquido bollente,
rinvigorente. Poi s'infil la giacca, si appunt il cappello,
prese le banconote e le mise nella borsa. Si diede un'occhiata
nello specchio.
Accidenti, come sei brutta, pens, senza che ci
avesse alcun senso. Scese per le scale buie. La vecchia
padrona di casa stava sbattendo uno straccio grigio fuori
della porta di casa come personale contributo al sudiciume
della strada.
Come mai se ne esce cos presto e tutta vispa, signora
Ravenal? Per divertimento o per affari? Le piacque il
suo scherzo.
Per affari, rispose Magnolia.

 CAPITOLO 17.

Per la casa in mattoni rossi al cui ingresso erano di
guardia i leoni era suonata la campana a morto. La fuliggine
della citt l'avvolgeva come in una coltre. I gradini
del portone principale cedevano. Perfino i leoni di pietra
avevano l'aria malconcia. Il pallido sole invernale di Chicago
color giallo limone, filtrando attraverso la nebbia del
lago, ne rendeva la facciata simile a una vecchiaccia malvagia,
rugosa, butterata accoccolata nella piazza del mercato
con il viso al sole che ripensa al suo regale passato e
non lo rimpiange.
Era l'una e mezzo. Magnolia Ravenal l'aveva calcolato
apposta. A quell'ora quella parte di Clark Street era
sveglia, ormai. Mentre si avvicinava alla casa, vicino a
Polk Street, il coraggio l'aveva momentaneamente abbandonata
e l'aveva sorpassata in fretta. Sentendosi molto
male aveva continuato a camminare verso sud per un
isolato. Ma la sensazione delle banconote nella borsa la
fece decidere. La apr per dare un'occhiata, torn sui suoi
passi e cammin veloce fino alla casa. Questa volta suon
il campanello, con decisione e con mano esigente; rest a
fissare la soglia tirata a lucido e tent di ignorare quel
formicolio che le correva su e gi per la spina dorsale e la
sensazione di tremore e di debolezza nelle gambe. La
gente che passava poteva vederla. Stava picchiando alla
famigerata porta di Hetty Chilson e la gente che passava
poteva vedere lei, Magnolia Ravenal. Be', e con questo?
Suon ancora.
La porta fu aperta da un negro in una bianca, nitida
uniforme inamidata. Magnolia non capiva perch la vista
di quell'uomo dall'aria triste l'avesse rassicurata, eppure
era cos. Sapeva esattamente quello che voleva dirgli.
Sono la signora Ravenal. Desidero parlare con Hetty
Chilson.
La signora Chilson  occupata, signora, rispose lui,
come ripetendo una lezione. Tuttavia qualcosa in quella
donna pallida, seria, ben vestita evidentemente dovette
fargli impressione. Negli ultimi tempi, quando aveva
aperto la porta gli era accaduto di frequente di avere delle
sorprese da analoghe giovani donne serie e ben vestite
che, quando si rifiutava di farle entrare, mostravano un
distintivo dall'aria ufficiale, tiravano fuori notes e matita
e insistevano gentilmente, ma fermamente, perch si assicurasse
che Miss Chilson non fosse in casa. Lei  una di
quelle delle indagini?
Senza capire, Magnolia scosse la testa. Lui fece per
chiudere la porta, gentilmente. Magnolia non aveva passato
anni nel Sud per nulla. Non sognarti di chiudermi
quella porta in faccia! Voglio vedere Hetty Chilson.
L'uomo riconobbe nel tono della voce l'autorit del
bianco. Che cosa vuole?
Magnolia si riprese. Dopotutto, quella non era la porta
d'ingresso di una abitazione, ma di una casa di appuntamenti.
Le dica che la signora Ravenal vuole parlarle. Le
dica che ho mille dollari che le appartengono e che vorrei
restituirle. Stupidamente apr la borsa e lui vide il fascio
di banconote. Gli occhi gli uscirono quasi dalle orbite.
Sissignora. Glielo dico. Entri, signora.
Magnolia entr nella casa di Hetty Chilson. Era spaventata.
Le ginocchia avevano ripreso a tremarle. Ma
strinse la borsetta e si guard intorno, francamente incuriosita.
Un atrio in penombra, coperto di ricchi tappeti, le
pareti rivestite di broccato rosso. C'erano poltrone profonde
dai morbidi cuscini e sedie di legno intagliato dallo
schienale alto. Una lampada illuminata sul montante della
ringhiera delle scale gettava una luce rosea sull'insieme.
Immensi vasi di Svres stavano nelle nicchie delle
finestre di vetro colorato. Era un ingresso simile a quello
che avrebbe potuto esserci, a Prairie Avenue o a Michigan
Avenue, nella casa di un nuovo ricco produttore di
carne in scatola di Chicago. Il luogo era tranquillo. Ogni
tanto si udiva chiudersi una porta. Nell'aria aleggiava
l'aroma del caff. Il morbido tappeto attutiva ogni passo,
anche pesante. Hetty Chilson scese le scale, figura imponente
e massiccia con un abito di seta a disegni bianchi e
neri. Dava l'idea di una persona attiva impacciata da
qualche impedimento fisico. La sua discesa era assieme
impaziente e senza fretta. Con una mano si reggeva alla
ringhiera. Sembrava una padrona di casa di mezza et,
benestante e corpulenta che fosse stata chiamata e distolta
cos da qualche sua faccenda domestica al piano di
sopra. Era molto invecchiata negli ultimi dieci anni. Magnolia,
sbalordita, si rese conto che la deformazione della
sua figura massiccia era dovuta a un tumore.
Come sta? chiese Hetty Chilson. Gli occhi acuti scrutarono
il volto della sua visitatrice. Il negro si aggirava
attorno nell'atrio oscuro. Lei  la signora Ravenal?
S.
Che cosa c'? La prego.
Magnolia si sent come una scolaretta interrogata da
una istitutrice severa ma ben intenzionata. Le sue guance
bruciavano mentre apriva la borsa, ne toglieva il fascio di
biglietti da cento dollari, li tendeva a quella donna. Il
danaro, balbett. Il danaro che ha dato a mio... a mio
marito. Eccolo.
Hetty Chilson guard i biglietti. Non gliel'ho dato.
Gliel'ho prestato. Mi ha detto che me lo avrebbe restituito
e gli credo. Ravenal ha fama di persona corretta.
Magnolia tocc la mano di Hetty Chilson con i biglietti
ripiegati premendo a tal punto che la mano si apr automaticamente
per prenderli. Non li vogliamo.
Non li volete! Be', e come mai  venuto a chiedermeli,
allora? Non sono una banca in cui possiate versare e
ritirare soldi a vostro piacere.
Mi dispiace. Lui non lo sapeva. Io non posso... noi
non... non posso prenderli.
Hetty Chilson guard le banconote. Sul corpetto dell'abito
le pendevano gli occhiali, accanto alla spalla destra,
attaccati a una catena ovviamente d'oro. La tir a s con
gesto professionale e si aggiust gli occhiali sul naso. Oh,
lei  di quella specie, eh? Cont e ricont le banconote,
le ripieg. Lo sa suo marito? Magnolia non rispose.
Aveva l'aria dignitosa e si sentiva stupida. La praticit di
quella donna indurita dalla vita faceva sembrare quello
che stava facendo sciocco e melodrammatico. Hetty Chilson
diede un'occhiata al di sopra della spalla al negro in
uniforme bianca. Mose, di' a Jule di venire. Dille di
portare il libro delle ricevute e una penna. Mose corse su
per le scale coperte dal morbido tappeto. Si sent un
bussare deferente a una delle porte in alto, voci. Hetty si
volse ancora a Magnolia. Le occorrer una ricevuta.
Comunque potr mostrargliela quando far un putiferio.
Si spost pesantemente ai piedi della scala, aspett l
un attimo, guardando in alto. Gli occhi di Magnolia seguirono
il suo sguardo. Mose era svanito evidentemente per
qualche corridoio o scala sul retro, giacch riapparve
misteriosamente in fondo all'atrio. Dalla scala scendeva
una sottile figura dai capelli grigi. Distinta, fu la parola
che venne in mente a Magnolia. Una figura distinta in un
abito di buona seta nera, semplice ma elegante che frusciava
discretamente; un bianco colletto rovesciato attorno
al collo e stretti polsini lo completavano. Era difficile
vederne il volto nella penombra. Si ferm un momento al
chiarore della lampada dell'atrio mentre Hetty Chilson le
dava alcune istruzioni. Un volto bianco... no, non bianco,
color avorio. Come di un morto. Capelli bianchi ancora
striati di nero. Nella luce pi chiara la donna pareva quasi
sparuta. Gli occhi erano incredibilmente neri in quel viso
eburneo; come carboni spenti, pens Magnolia fissandola
affascinata. Qualcosa si agit nella sua memoria alla vista
di quella donna nelle vesti di segretaria-dama di compagnia,
con quel viso che assomigliava a cenere bruciata.
Forse l'aveva vista con Hetty Chilson a teatro o alle corse.
Non riusciva a ricordare.
Preparami una ricevuta per mille dollari restituiti dalla
signora Ravenal. R-a-v-e-n-a-l. S, cos va bene. Ecco;
ora la firmo. Hetty Chilson scrisse velocemente il suo
nome mentre la donna le teneva il libro. Si volse a Magnolia.
Mi scusi, disse, devo essere alla banca alle due.
Jule, da' questa ricevuta alla signora Ravenal. Vieni su
non appena finito.
Con una sorta di pesante dignit quella donna strana e
terribile sal le sue malfamate scale. Magnolia rest in
piedi a guardarla. La mano grassottella, affusolata si
afferrava alla ringhiera. Una donna vecchia, appesantita
dai suoi peccati. In qualche modo Magnolia di fronte a lei
si era sentita una stupida.
La sua compagna strapp dal blocco il foglio di carta,
mosse verso di lei e glielo porse. Mille dollari, disse. La
sua voce era profonda e vibrante, strana. La signora
Ravenal.  giusto? Magnolia tese la mano, alla cieca.
Inspiegabilmente, aveva ripreso a tremare. Il foglio di
carta le cadde di mano. La donna emise una breve esclamazione
di scusa. Entrambe si chinarono per raccoglierlo
mentre sventolando cadeva a terra. Si scontrarono goffamente,
risero un poco, spiacenti, e raddrizzandosi si guardarono
sorridendo. E mentre Magnolia sorrideva timidamente
vide il sorriso sulla faccia della donna ghiacciarsi in
una terribile smorfia di orrore. L'orrore era dipinto in
ogni suo lineamento. I suoi occhi erano folli, enormi; la
bocca era spalancata. Cos tutte e due restarono a fissarsi
per un terribile momento. Poi la donna si volse, alla cieca,
e svan su per le scale come un nero fantasma. Magnolia
rimase a fissarla. Poi, con un breve grido, fece come per
seguirla su per le scale. Assurdamente grid: Julie! Julie!
Aspettami! Mose, il negro, comparve immediatamente.
Si esce da questa parte, miss, intim con deferenza.
Le tenne il portone aperto. Magnolia varc la
soglia, scese i gradini della casa di mattoni con i leoni
coricati, si ritrov nel chiarore di mezzogiorno di Clark
Street. Di colpo si accorse che stava piangendo, lei che
piangeva cos di rado. South Clark Street le fece poca
attenzione, abituata com'era a spettacoli insoliti. E se un
passante si fosse fermato e le avesse chiesto: Che cosa
c'? Posso aiutarla? non avrebbe saputo che cosa rispondere.
Certo non avrebbe potuto dire: Credo di avere
appena visto il fantasma di una donna che conoscevo
quando ero bambina, una donna che ho visto per la prima
volta quando mi dondolavo sul cancello della nostra casa
di Thebes e lei pass con un vestito nero guarnito di balze
con un lungo strascico e un velo di merletto legato attorno
al cappello. E l'ultima volta che l'ho vista  stato... oh,
non lo so... non lo so, potrebbe essere...
Clark Street, anche se avesse capito, il che  impossibile,
non sarebbe stata molto interessata alla storia. Ben
presto, continuando a camminare, si ricompose. Si picchiett
leggermente il volto con il fazzoletto e abbass il
suo bel velo. Aveva ancora un compito da portare a
termine. Ma il giorno sembrava gi cos avanzato. Non
aveva sonno, ma si sentiva la mente pesante e intorpidita.
Gli avvenimenti della notte scorsa e del mattino non le
erano molto chiari. Era come se fossero accaduti tanto
tempo prima. Forse avrebbe fatto bene a mangiare qualcosa.
Aveva bevuto soltanto quella tazza di caff, la sera
prima non aveva mangiato quasi nulla.
Nella borsa aveva qualche spicciolo d'argento. Li cont,
erano vicino alla ricevuta dei mille dollari accuratamente
piegata e firmata dalla mano ferma e professionale
di Hetty Chilson. Venticinque, trentacinque, quaranta,
cinquanta, settantatr centesimi. Erano pi che sufficienti.
Si ferm a una tavola calda in Harrison Street, vicino a
Wabash, mangi un sandwich e bevve due tazze di caff.
Si sent molto meglio. Andandosene si guard di sfuggita
in uno specchio a muro e vide una donna disfatta con la
pelle chiazzata dalle lacrime, il naso lucido e piccole
ciocche disordinate di capelli che sfuggivano di sotto al
cappello. Guard le scarpe, ricord di aver sentito o letto
da qualche parte che delle scarpe in ordine sono il primo
requisito per chi era in cerca di lavoro. Furtiva, puerile,
strofin la punta di ciascuna scarpa sul retro di ciascuna
calza. Decise di andare in una delle toilette per signore ai
grandi magazzini e l provvedere al restauro del suo abbigliamento.
Il pi carino era Field; il pi vicino il Boston.
Risal State Street e and da Field. La stanza di marmo
bianco tutta specchi era affollata di donne. Era calda e
allegra e si sentiva un gradevole odore di cipria, sapone e
profumo. Magnolia si tolse il cappello, si lav il viso, si
ravvi i capelli, s'incipri. Ora si sentiva meno estranea a
tutte le altre che la circondavano, donne garrule, tranquille,
intente a fare spese; donne i cui mariti lavoravano
in uffici, in negozi, in fabbriche. Si chiese come fossero.
Mentre era davanti a uno specchio ad aggiustarsi il velo, si
accorse che vicino a lei una donna si rimirava nello stesso
specchio, ignorandola. Mi piacerebbe sapere, pens
Magnolia fantasticando, che cosa direbbe se rivolgendole
la parola le dicessi che una volta ero attrice su uno
show boat e che mio padre  annegato nel Mississippi,
che mia madre a sessant'anni gestisce da sola uno show
boat e che mio marito  un giocatore, che non abbiamo
denaro e che sono appena uscita dal bordello pi famoso
di Chicago dove ho restituito mille dollari che mio marito
si era fatto prestare e che sto andando a cercare lavoro in
un teatro di variet. Sorrise un poco a quel pensiero
assurdo. L'altra donna vide il sorriso rispose con uno
sguardo gelido di assoluta rispettabilit e se ne and.
A Chicago le agenzie teatrali erano poche e quelle
poche di dubbia reputazione. Magnolia non aveva la pi
pallida idea di dove si trovassero anche se pensava vagamente
che probabilmente erano in prossimit di Clark,
Madison e Randolph Street. Ne sapeva abbastanza, di
teatro, per rendersi conto che quelle agenzie scadenti
avrebbero potuto fare ben poco per lei. Aveva sentito
Ravenal parlare dei teatri di variet di State Street e di
Clark e Madison Street. La parola vaudeville stava entrando
nell'uso. In compagnia di suo marito era perfino
andata al Music-Hall di Kohl & Middleton, un teatro di
variet pieno di fumo, comodo e scalcinato a Clark
Street, dove l'ingresso era di dieci cents. Era stato all'epoca
del primo viaggio a Chicago, prima della nascita di
Kim. Accadeva di rado di vedere delle donne tra il pubblico,
ma Ravenal, per una qualche sua ragione, aveva
voluto che lei desse un'occhiata a quel tipo di spettacolo.
Era l che Weber e Fields avevano recitato per quindici
dollari la settimana. L si vedeva il comico irlandese,
Eddie Foy, e May Howard aveva cantato e ballato.
Forse un giorno costruiranno dei grandi teatri costosi
per le rappresentazioni di variet, aveva profetizzato
Ravenal.
Lo spettacolo, pens Magnolia, assomigliava molto a
quello dato come concerto dopo la rappresentazione serale
sul Fior di Cotone. Questa roba tutta una sera?
chiese. Anni dopo il Giardino Pensile del Tempio Massone
fu aperto al vaudeville.
Ecco! aveva esclamato trionfante Ravenal. Che ti
dicevo! Qualcuno di questa gente prende tre o quattrocento
dollari la settimana, e anche pi. L la famiglia di
giocolieri Agoust lanciava piatti e illuminava lampade e
tavoli e sedie e finiva tenendo sollevati nell'aria un intero
servizio di piatti e un salotto, con lampade, zuppiere e
sedie di peluche che si passavano dall'uno all'altro affabilmente
a mezz'aria senza che mai avvenissero incidenti.
Jessie Bartlett Davis cantava con sentimento: Ve-e-ro
Amore, ecco il semplice incanto che vince il cuore di ogni
donna!
All'altro capo della sala c'erano i ristoranti aperti tutta
la notte con il palcoscenico sul retro dove a volte i camerieri
cantavano o ballavano, o dove qualche dilettante esibiva il
suo talento. Tra quelli c'erano due o tre numeri di variet
piuttosto rinomati anche se frequentati da biscazzieri e
giocatori di Chicago. Il migliore di questi era Jopper, uno
scantinato a Wabash Street che dicevano copiato dal
Criterion di Londra. Al piano terra c'era il ristorante. Una
gradinata di marmo conduceva all'auditorium nello scantinato.
L a volte si provavano nuovi numeri di rivista.
Dicevano che Lillian Russell aveva avuto l la sua prima
audizione. Per una ragione o per l'altra, Magnolia si era
fissata su quel posto. Vi si diresse decisamente forse la pi
dilettante tra gli artisti che si fosse mai presentata a una
audizione. Era ormai pomeriggio inoltrato. Gi calava il
crepuscolo in quell'inizio di dicembre, aiutato dal fumo di
Chicago e dalla nebbia del lago. La paura provata alla
porta di Hetty Chilson era nulla a paragone della tremenda
angoscia che la stringeva in quel momento. Era esausta,
fisicamente e moralmente. La falsa energia del mattino era
svanita. Cerc di farsi coraggio pensando a Kim in convento,
alla visita imminente di Parthy. Avvicinandosi a quel
luogo, sulla Wabash, decise debolmente di non superarlo.
Se fosse passata oltre sapeva che non sarebbe mai pi
riuscita a tornare indietro e a entrare. C'era passata molte
volte in carrozza con Ravenal andando alle corse del South
Side. Era in quell'isolato. Mancavano quattro porte. Eccolo.
Gir rigida, come un soldato, ed entr. Il ristorante
era buio e deserto. In fondo, a un capo della stanza,
brillava una debole luce. Le tovaglie erano delle macchie
di bianco in quel grigio. La gialla striscia di luce illuminava
la scala che conduceva allo scantinato e ud il suono di un
pianoforte. Scese le scale di marmo, senza intoppi, conscia
di un'allarmante sensazione nelle gambe... anzi, non le
sentiva proprio pi. Era come se nella parte di s tra i piedi
vacillanti e il cuore che batteva non ci fosse pi n carne n
ossa n muscoli. Si sentiva sul punto di svenire.
Il ridotto era ricoperto da un tappeto rosso ; poi c'era una
piccola biglietteria; le porte dell'auditorium erano aperte.
Tese una mano, alla cieca, per appoggiarsi allo stipite della
porta. Guard all'interno del teatro, il teatro vuoto e male
illuminato, con file e file di posti vuoti; all'estremit pi
lontana il palcoscenico, il sipario mezzo alzato, lo scenario,
un interno dipinto grossolanamente. Mentre guardava
si sent inondare, come fosse un balsamo, da una
sensazione di sicurezza, di pace, di ritorno a casa. Era un
ambiente che riconosceva. Erano sguardi, odori, suoni
che conosceva meglio di qualsiasi altro. Quegli uomini con
il cappello appoggiato sulla nuca e il sigaro in bocca che
dondolavano tranquillamente i piedi sulla sedia davanti a
s potevano essere benissimo Schultzy, Frank, Ralph,
Means. Evidentemente stavano provando una canzone.
L'uomo al pianoforte la martellava sui tasti e ne pronunciava
le parole con una voce rauca e poco musicale come la
sirena di una barca che uscisse dalla nebbia. Era una
canzone negra piena di bambini, nostalgia e Alabama.
Magnolia aspett tranquillamente finch il tizio al pianoforte
ebbe finito.
Un giovane pallido e magro con una camicia a righe e
una sorprendente bombetta grigia che era stato seduto
con la sua sedia di legno da cucina in bilico contro il
proscenio la riport sui quattro piedi.
Ha detto di essere stato con Haverly?
Certo. Chieda a Jim e a Sam. Chieda a chiunque.
Be', allora ci torni, questo  quello che le dico. Se 
mai stato altro che un cameriere, be', allora io non sono
pi uno che fa teatro. Prese la giacca da dove l'aveva
poggiata, sul pianoforte.  tutto per oggi, Joe? chiese
rivolto a un omone le cui larghe spalle e la testa tonda
erano visibili al di sopra di un posto centrale di seconda
fila. L'omone grasso si alz, si stir, sbadigli e grugn in
senso affermativo. Poi si gir per andarsene.
Magnolia percorse rapida il corridoio. Guard il giovane
magro; lui la fiss dalla ribalta.
Mi permette di provare qualche canzone? chiese.
Chi  lei? domand il giovane.
Mi chiamo Magnolia Ravenal.
Mai sentito. Che cosa sa fare?
Canto. Canto canzoni negre con il banjo.
Benissimo, comment il giovane magro con aria rassegnata.
Prenda il suo banjo e ce ne canti una.
Non ce l'ho.
Non ce l'ha che cosa?
Il banjo.
Senta un po', non mi ha appena detto... non ha detto
che cantava canzoni negre con il banjo?
Non l'ho con me. Non ce n' uno, qui? Di fatto, fino
a quel momento non aveva dedicato un pensiero al banjo.
Si guard attorno nella buca dell'orchestra.
Bene, per amor del cielo! esclam la bombetta grigia.
Il cantante dalla voce rauca che era stato appena scartato
e che si stava infilando un soprabito sdrucito si dimostr
cavaliere. Prese da sopra il pianoforte l'astuccio di
uno strumento. Ecco, disse. Prenda il mio, sorella.
Magnolia guard a destra, a sinistra. L. L'uomo
grasso in seconda fila schiocc le dita in direzione del
primo palco a destra dietro il quale c'era la porta del
palcoscenico. Magnolia risal rapidamente il corridoio. Si
trov sul palcoscenico. Era assolutamente a suo agio,
rilassata, a casa. Si sedette, accavall le gambe.
Si tolga il cappello, ordin il giovane pallido.
Lei si tolse il cappello e il velo. Era una giovane donna
pallida dai grandi occhi con un vestito di buon taglio e una
camicetta alla moda piuttosto sgualcita, e nessuna aria da
palcoscenico. Pizzic lo strumento. Ricord qualcosa
confusamente, confusamente, lontano, lontano; lontano
e tuttavia recente, recentissimo; quella mattina: Non
sorridere troppo spesso, ma se mai desidererai qualcosa...
Sorrise. Il giovane magro non parve particolarmente
commosso. Gett la testa indietro come le aveva insegnato
Jo, socchiuse gli occhi, segn il tempo con il piede
destro, abilmente. Con spirito di imitazione, riusc a trasmettere
nella propria voce quel tono rauco e dolce che
per anni aveva udito sulle barche sul fiume, nei bayou,
agli approdi. Ho le ali. Tu hai le ali. Tutti i figli di Dio
hanno le ali.
Ne canti un'altra, ordin il giovane. Cant quella che
le era sempre piaciuta di pi.
Torna, Mos,
torna alla tua terra d'Egitto,
di' al vecchio Faraone,
di lasciar libero il mio popolo.
Voce roca, malinconica, melodiosa. Il piede che batte
il tempo, gli occhi che roteano.
Silenzio.
Che razza di canzone negra  questa? chiese la bombetta
grigia.
Be',  una melodia negra, la cantano nel Sud.
Mi sembra un inno di chiesa. Fece una pausa. I suoi
occhi smorti, acuti, le frugarono il viso.  negra?
Un rossore non abituale sal alle guance di Magnolia, le
tinse la fronte, la gola, dolorosamente. No, non sono...
negra.'
Be', comunque canta come uno di loro. La voce e...
non so... il modo di cantare. Non  vero, Jo?
Sicuro, convenne Jo.
Il giovane sembr un po' imbarazzato, il che lo fece
sembrare ancora pi giovane. Anni dopo, Kim l'avrebbe
conosciuto a New York, quando era uno dei pi potenti
impresari teatrali dell'epoca. E lui le avrebbe detto: Ravenal,
eh? Be', senta un po', ho conosciuto sua madre
quando era cos carina come lei non sar mai. Ed elegante!
Ha tentato di farmi accettare una canzone negra una
volta, da Jopper, molto prima che lei cominciasse. Ho
pensato che fossero inni e non ne ho voluto sapere. Pare
che ora furoreggino. Li chiamano spirituals. Non c' spettacolo
a Broadway in cui non si sentano.  un fatto! Per
evitarli tocca andare in chiesa. Be', c' sempre da imparare.
Fu grazie a quello scaltro, duro, abile professionista
che Magnolia colse la sua occasione. Allora lui non cap
n gli piacquero le sue canzoni folk negre, ma riconobbe
che aveva del talento. E si dovette a quella sua preveggenza
il fatto che Magnolia, poco pi di un anno dopo,
cantasse canzoni negre americane nel Giardino Pensile
Massone, e avesse il nome in cartellone accanto a quelli di
Cissie Loftus e Marshall Wilder e ai Quattro Cohan.
Ma in quel momento si alz, mentre il rossore le abbandonava
il viso, lasciandoglielo pi pallido di prima. Silenziosamente
tese al suonatore rauco il suo banjo, cerc di
mormorare una parola di ringraziamento, non ci riusc. Si
rimise il cappello, si aggiust il velo.
Ehi, aspetta un momento, sorella. Senza offesa. Ne
ho visti pi chiari di te. La tua voce assomiglia a... non 
vero, Jo? Afflitto, si volse di nuovo al suo poco loquace
alleato in terza fila.
Certo, convenne di nuovo Jo.
Lo sfortunato tizio dalla voce rauca che le aveva prestato
il banjo se ne and. Sembrava non serbasse rancore.
Magnolia cerc di nuovo di sorridere applicando la teoria
che se lui era un buon giocatore, lei poteva esserlo altrettanto.
E quella volta fu il vero sorriso da Magnolia Ravenal
di cui i giornali avrebbero tanto parlato negli anni
seguenti. Il radioso riso Ravenal, lo chiamavano.
Vedendolo il giovane impresario esclam, senza troppa
eleganza: Ehi, guarda un po', Jo! Poi, a Magnolia:
Ascolti, sorella. Non andr lontano con quella roba. Le
sue canzoni somigliano troppo a inni di chiesa, capito?
Vanno bene per un funerale, non a teatro. E questo  un
fatto. Ma mi piace come le canta. Che ne dice di cantarmi
una vera canzone negra? Ha capito? Hello, Mah Baby, o
qualcosa del genere. Coraggio, la star ad ascoltare.
Non ne conosco. Queste sono le uniche canzoni che
conosco.
Oh, questa poi! Ascolti. Impari delle vere canzoni
negre e torni, vediamo, tra una settimana. Qui. Provi
queste a casa, capito? Scelse alcuni spartiti di canzoni
dal leggio nel pianoforte. Lei le prese, stordita.
Si ritrov nella fredda, umida strada invernale. Era
buio. Cammin fino a State Street e prese un tram diretto
a nord. La porta della loro stanza al terzo piano era chiusa
a chiave e quando l'apr sent che la stanza era vuota. E
non solo vuota, abbandonata. Prima di avere acceso il
becco a gas prov una sensazione gelida di desolazione, di
tragedia imminente che colmava la fine di una giornata
gi colma. L'occhio le corse subito al cassettone.
C'era una busta. Sopra c'era scritto il suo nome nella
bella scrittura raffinata di Ravenal. Magnolia. Tesoro,
vado via per qualche settimana... torner quando tua
madre sar partita, o ti mander a prendere... seicento
dollari sullo scaffale sotto l'orologio, per te... Kim...
convento... basta... settimane... tesoro... amore... immenso...
sempre...
Non lo vide mai pi.
Sicuramente Magnolia era parecchio stordita, dato che
fece ci che certamente nessuna moglie abbandonata nel
pieno possesso delle sue facolt avrebbe fatto. Lesse
nuovamente il biglietto, mentre le labbra ripetevano alcune
delle parole ad alta voce. Si avvicin al piccolo scaffale
dipinto sopra il lavabo. Seicento. Era vero. Seicento.
Forse anche quelli appartenevano a quella donna. Ma
non poteva ritornare l. Se anche fosse stato cos, lei non
poteva ritornarci.
Lasci la stanza, mentre il gas ardeva. Si precipit gi
per Clark Street e and, qualche isolato pi a sud, in una
delle agenzie di pegni.
Non c'era nulla di nuovo, in quello che stava facendo.
L'uomo la salut chiamandola per nome: Buona sera,
signora Ravenal. Che cosa posso fare per lei?
Un banjo.
Che cosa?
Voglio comprare un banjo.
Mercanteggi, con furbizia. Quando tese un biglietto
da cento dollari come pagamento l'uomo fece la faccia
lunga. Oh, no, signora Ravenal, le ho fatto un prezzo
speciale perch lei...
Andr da qualcun altro.
La spunt. Corse via con lo strumento. Di nuovo in
camera. Non aveva neanche chiuso la porta a chiave. I
cinque biglietti da cento dollari restavano l dove li
aveva buttati, sul cassettone. Un po' avventato, certamente.
Anni e anni dopo riusc a raccontare i fantastici
eventi di quel giorno che erano cominciati alle quattro del
mattino ed erano finiti quasi venti ore dopo. Era una
bellissima storia, drammatica, umoristica, tragica. Gli
amici di Kim la trovavano stupenda.
Si tolse il velo, il cappello e la giacchetta. I capelli neri
le pendevano flosci in ciocche disordinate attorno al viso.
Apr uno dei fogli di musica, Whose Black Baby Are Youl
e lo appoggi al centro del vecchio cassettone. Accavall
le gambe. Strinse a s il banjo. Con un piede batteva
ritmicamente il tempo. Un'ora. Due ore.
Bussarono alla porta. Era la padrona di casa, pi lercia
di dodici ore di quanto lo era al mattino. Non  per me,
signora Ravenal, ma gi dabbasso dice che non pu dormire
per il rumore.  quella che sta poco bene. Dice che
ha picchiato, ma che lei non...
Smetto. Non l'ho sentita. Mi dispiace.
Per me potrebbe andare avanti tutta la notte. Si
appoggi con la grossa mole e l'aria affabile alla porta.
Vado pazza per la musica. Non sapevo che le piacesse, la
musica.
Oh, s, rispose Magnolia. Molto.

 Capitolo 18.

Sono stata educata, incominci a dire Kim Ravenal,
studiando il suo riflesso nello specchio e applicando con
destrezza un tocco di rossetto sui lobi delle orecchie, a
Chicago, dalle care suore del convento di Sant'Agata.
Ebbe poi la compiacenza di fare una risatina, sapendo
bene che cosa avrebbe detto di rimando il giovane critico
teatrale. La stava intervistando nel suo camerino al Booth
tra il secondo e il terzo atto di Aghi e spilli. La prima di
quella commedia inglese era stata in ottobre. Si era in
aprile. La commedia precedente era rimasta in scena un
anno. Quella ancora precedente, sempre con lei protagonista,
due anni. L'attuale commedia... be', non c'era
niente di nuovo da dire in un'intervista con Kim Ravenal,
per quanto giovane o drammatico fosse l'intervistatore.
C'era, perci, un tocco di malizia birichina in quella sua
banale dichiarazione. Sapeva quello che il brillante giovanotto
avrebbe risposto, protestando.
Infatti protest: Oh, via, per amor del cielo, Miss
Ravenal. Non scherziamo.
Ma  vero. Non ci posso fare niente.  vero! Chieda a
mia madre. Chieda a mio marito. Chieda a chi vuole.
Educata dalle care suore nel con...
Oh, lo so! E lo sanno tutti quelli che leggono i giornali.
E lei sa bene quanto me che questa storia educata in
321
 convento'  troppo convenzionale. Non  pi pubblicit
leggibile da quando la signora Siddons era ragazza. Ora sia
ragionevole. Kaufman vuole un pezzo brillante su di lei per
la pagina della domenica.
Va bene. Lei mi faccia domande intelligenti e io le
risponder. Poi Kim si chin per fissare attenta il proprio
riflesso nello specchio del camerino con la sua brillante
cornice di luci color ambra. Prese il piumino e applic sulle
guance, nervosamente, quell'eccessivo strato di rosso che
significa che mancano quattro minuti al prossimo ingresso
in scena.
Lui era un critico teatrale di New York molto astuto che
non limitava il suo talento alla sua funzione di critico. Le
pagine di Vanity Fair e ai The New Yorker spesso richiedevano
la sua opera come titolare della rubrica di critica
drammatica. E, naturalmente, aveva scritto una di quelle
commedie espressioniste cos audaci e diverse che tre
intrepidi impresari avevano deciso, dopotutto, di non
rappresentare. Amareggiato aveva minacciato, sarcasticamente
, di trovare un produttore con il trucco di prendere
la residenza a Praga o a Budapest cambiando il nome in
Capek o Vajda e di mandare il suo manoscritto a New York
facendoli trovare tutti di fronte a una commedia straniera.
Anche se per molti anni non era stata a New York,
c'erano degli aspetti della vita teatrale che ancora lasciavano
perplessa la madre di Kim, Magnolia Ravenal; e
questo era uno di essi. Si direbbe che i critici scrivano
tutti commedie, si lamentava. Questo rende la vita di
un'attrice di successo come Kim cos complicata. E gli
attori e le attrici fanno tutti conferenze sulle tendenze del
dramma moderno alle colazioni dell'Associazione all'Astor.
Ci sono andata una volta con Kim. Tutte signore in
voile azzurro di Englewood. Ai miei tempi i critici scrivevano
le critiche e gli attori recitavano.
Il suo affabile e intelligente genero Kenneth Cameron,
produttore lui stesso di commedie raffinate (La Strada del
Sole, 1921; Giovannino dei Sogni, 1924), la prendeva
322
 garbatamente in giro per quel suo atteggiamento intollerante.
Ma come, Nola! E lo dici tu, che sei una mamma
famosa sul palcoscenico! Dovresti saperlo che anche Kim
di tanto in tanto deve fare qualcosa per pubblicit.
Ai miei tempi, sul Fior di Cotone, eravamo pi furbi.
La banda marciava lungo la strada principale e suonava
all'angolo delle piazze e pap distribuiva i manifestini.
Era quella la nostra pubblicit. Non dovevo mettermi a
fare i salti sulle mani sull'argine.
C'era ben poco che il pubblico non conoscesse di Kim
Ravenal. Non c'era nulla che il giovane e brillante critico
non sapesse. A quel punto assunse un tono di profonda
amarezza.
E va bene, mia bella signora. Torner e scriver un
pezzo standard. Ha cominciato in una compagnia di repertorio
a Chicago. Ha frequentato la National Theatre
School di New York. Allieva di prim'ordine, prediletta
dagli insegnanti. Ha avuto una particina in... che cos'era,
Muftil e se n' uscita con la commedia sotto braccio come
la giovane aspirante attrice in una storia a fumetti. Nata
su uno show boat nel Kentucky e nell'Illinois e nel
Missouri simultaneamente, a proposito, una volta o l'altra
me lo spiegher, eh? da qui le deriva il nome di Kim.
Anche sua madre era un'attrice di show boat e pi tardi
una famosa cantante di canti negri... Senta un po', dov'
sua madre in questi giorni? Ges, credo che sia meravigliosa!
Sono un suo grande ammiratore.  la bruciante
passione della mia giovinezza. Non scherzo. Non so, ha
quello sguardo tormentato, avido, come la Bernhardt o
come la Duse. Anche lei lo ha, in parte.
Oh, signore! mormor Kim con gratitudine.
Lo coltivi, ecco il consiglio che le do. E quando sorride...
Ragazzi! Lavoro come un cane per farla sorridere
ogni volta che la vedo. Lei crede che io sia uno di quelli
che stroncano. Io in realt sono in cuor mio un suicida di
professione, ma muoverei le orecchie se riuscissi una
volta a farla sorridere di uno di quei suoi abbaglianti...
323
 Senta un po'! Chi sta intervistando, giovanotto, me o
mia madre?
E qui?
No,  alla prima di Shaw con Ken.
Be', allora intervister lei.
E proprio per questo sar generosa con lei e non
conceder altre interviste. Maude Adams non lo ha mai
fatto. Guardi la signora Fiske! E la Duse. Comunque, le
interviste sono sempre stupide quando appaiono sulla
stampa. La cosa migliore  un dignitoso silenzio. Il mistero.
Tutti sanno troppo del palcoscenico, oggigiorno.
Oh, mi creda, ne so qualche cosa io! esclam il
giovane critico in tono di profonda asprezza.
Bussarono per tre volte alla porta del camerino. Gi il
sipario! esclam Kim in una sorta di panico. Si sarebbe
detto che fosse la sua prima comparsa in palcoscenico.
Fece un'altra frettolosa applicazione con il piumino.
Una ragazza mulatta in seta nera frusciante e grembiulino
con crestina di batista bianco cos lindo che avrebbe
potuto sostituire la cameriera in scena apr la porta esterna
dov'era stata discretamente messa di guardia. Sipario,
Bianche?
Ancora mezzo minuto, Miss Ravenal. Telegramma.
Tese a Kim una busta gialla. Mentre Kim lo leggeva si
dipinse sul suo volto la rigidit dell'emozione violenta,
cos evidente che il critico teatrale fu sul punto chiederle:
Nessuna cattiva notizia, spero? Come se lui l'avesse
realmente detto, Kim Ravenal gli tese il foglio di carta.
L'ortografia  sbagliata, osserv, apparentemente
senza senso. Avrebbe dovuto essere Parthenia.
Lui lesse:
La signora Parthna Ann Hawks  morta improvvisamente
alle otto prima dello spettacolo della sera del
Fior di Cotone, Fredda primavera nel Tennessee. Condoglianze
vivissime da tutta la compagnia. Chas K.
Barnato.
324
 Hawks? chiese dopo aver letto il telegramma.
Mia nonna.
Mi dispiace. Comment debolmente. Posso in qualche
modo...
Non la vedevo da anni. Era molto vecchia... pi di
ottant'anni. Non riesco a rendermi conto. Era famosa, sui
fiumi. Una specie di figura leggendaria. Era la proprietaria
e la direttrice del Fior di Cotone. C'era uno strano
antagonismo tra lei, la mamma e mio padre. Era veramente
una terribile... mi chiedo se la mamma...
Sipario, Miss Ravenal!
Si diresse svelta alla porta.
Posso fare nulla? Andare a cercare sua madre a teatro?
Sar qui con Ken dopo lo spettacolo. Tra mezz'ora.
Non vale la pena.
Lui la segu mentre si dirigeva rapidamente alla porta
dalla quale faceva il suo ingresso nel terzo atto. Non
voglio essere offensivo, Miss Ravenal. Ma se c' una
storia in questa... sua nonna, voglio dire, ottant'anni, lei
sa...
Sulla spalla, in un bisbiglio lei sussurr: S che c'.
Veda Ken. Si ferm un attimo, parve assestare l'intera
figura, poi si rilass, svan. Si sent la sua voce bella ma un
po' artificiosa nei panni della moglie americana di un
uomo inglese alle prime battute del terzo atto:
Sono cos stufa di queste colazioni inglesi cos pesanti.
Rognone in sala piccante! Solo gli inglesi possono avere il
coraggio di affrontare delle frattaglie di questo genere
alle nove del mattino!
Pensava, mentre recitava per la tredicesima volta il
terzo atto, che doveva nascondere il telegramma sotto un
vasetto di crema idratante o dietro allo specchio, una
volta ritornata in camerino. Se a Magnolia fosse venuto in
mente di andarsene prima della fine della commedia di
Shaw l'avrebbe trovato l sulla toilette! Doveva dirglielo
con ogni precauzione. Magnolia non aveva mai imparato
325
 a prendere i telegrammi con calma. La gettavano sempre
nel panico, da quella volta che aveva ricevuto quello che
annunciava la morte di Gaylord Ravenal a San Francisco.
Gaylord Ravenal. Che bel nome. Che giocatore incallito
e presuntuoso doveva essere stato. Eppure affascinante,
probabilmente.
Sipario. Inchini. Sipario. Inchini. Sipario. Inchini. Sipario.
Era tornata in camerino, si era tolta il trucco ed era
quasi vestita quando Ken torn con sua madre. Aveva
fatto disperatamente in fretta, aiutata dalla cameriera.
I due entrarono ridendo, chiacchierando, bisticciando
amabilmente. Kim ud la voce scialba e insistente di suo
marito fuori della porta.
Glielo dir a tua figlia, Nola! S, glielo dir.
Non me ne importa.  stato lui a incominciare.
Kim li guard. Perch dovevano essere cos di buon
umore proprio quella sera! Era come quando in una
commedia scadente si mette in rilievo il lato comico per
far risaltare maggiormente la tragedia che segue. Eppure
la notizia non era tragica. E, tuttavia, sua madre poteva...
Erano anni, ormai, che Kim Ravenal faceva da scudo
alla madre; la proteggeva; la viziava, sosteneva Magnolia
quasi risentita.
In quel momento, nel crudo bagliore delle luci del
camerino, aveva il volto animato, quasi velato da un
leggero rossore. La sua bella testa si ergeva splendida dal
collo di pelliccia della giacca. Il seno e la gola erano sodi e
vellutati al di sopra del dcollet a taglio quadrato del
vestito nero. Le sopracciglia sembravano ancora nette
per una ciocca bianca che attraversava il nero dei suoi
folti capelli lisci. C'era, in quella donna che aveva superato
la mezza et, una vitalit che toglieva il respiro. Il suo
distinto genero, per contrasto, sembrava piuttosto anemico.
Com'era la commedia? chiese Kim, nella speranza di
cambiare quel suo umore cos esuberante.
326
 Bella, rispose Cameron. Lunt  stato perfetto. Fontanile
ha esagerato solo un po'. Farebbe bene a smetterla.
Shaw, rivisitato, sa un po' di muffa. Westley urlava.
L'allestimento di Simonson era... credo che la parola sia
scrupoloso. E desidero informarla, mia cara signora Cameron,
che sua madre  stata una bambina molto cattiva.
Cos non ci riuscir mai, pens Kim con in mente sempre
quella busta gialla. Mise un braccio attorno alle spalle della
madre. Baciami e ti perdoner, disse.
Non sai che cosa ha fatto.
Qualunque cosa sia.
Comunque, ha cominciato Woollcott, protest Magnolia
Ravenal accendendo una sigaretta. Dovrei pensare
che un uomo che  critico drammatico del World di New
York debba avere maggiore considerazione per la dignit
del suo...
Cameron riprese la storia.  capitato che avessimo i
posti vicino al suo. Nola sedeva tra noi due. Sai che lei
stringe sempre la mano di qualcuno durante le scene pi
emozionanti.
L'ultima volta che sono andata a teatro con Woollcott
ha detto che mi avrebbe dato una pacca sulla mano e se mi
fossi azzardata... s'intromise Magnolia. Ma Cameron la
interruppe di nuovo.
Poi al secondo atto lei si  aggrappata a lui invece che a
me e lui le ha dato una pacca sulla mano.
E mi ha pizzicato.
E Nola gli ha dato una gomitata nello stomaco, temo, e
c' stata una certa confusione. Le suocere rappresentano
una terribile responsabilit.
Mamma! A una prima di una ripresa di Shaw al Nazionale!
Ha cominciato lui. E comunque vuol dire che mi hai
allevata male.
Sent improvvisamente una strana stanchezza. Come se
fino a quel momento avesse recitato e rinunciasse al suo
ruolo. Si alz. Ken, se mi chiami un taxi me ne vado a
327
 casa. Sono stanca. Voi due andate dagli Swopes, no? Il che
vuol dire le tre.
Io non ci vado, rispose Kim. Aspetta un momento,
Ken. Si rivolse a Magnolia: Mamma, ho appena avuto
un telegramma.
Mamma? Pronunci la parola come se fosse stata una
bambina.
S.
Dov'?
Kim lo indic. L, Ken, prendilo, ti dispiace? Sotto il
vassoio del trucco.
Morta? Magnolia non aveva ancora spiegato il foglietto
di carta gialla.
S.
Lo lesse. Alz gli occhi. Era svanito l'ultimo barlume
dello stato d'animo nel quale era entrata dieci minuti
prima. Parve di colpo livida e vecchia. Fammi vedere.
Tennessee. I treni.
Ma non stasera, mamma!
S. Ken, c' sicuramente qualcosa per St. Louis, Memphis...
Ne sono sicura. E poi da l domattina.
Ken verr con te.
No! grid seccamente. No!
L'ebbe vinta, alla fine; part quella sera, e sola, nonostante
le proteste di Kim e di Ken. Se ho bisogno di te,
Ken caro, ti telegrafer. Tutta quella gente della compagnia,
sai. Alcuni di loro sono con lei da dieci, quindici
anni.
Prese ogni sorta di treni prima di arrivare in quella
cittadina remota. Piccoli treni polverosi con sedili di felpa
rossa e frenatori amabili, e passeggeri i cui abiti e il cui
comportamento sembravano quasi grotteschi per occhi
che un tempo li avevano guardati senza alcuna critica. Un
viaggio lungo, difficile, faticoso. Piccole citt in cui si
lasciava il proprio treno e per ore e ore se ne aspettava un
altro. Raccordi cosparsi di cenere le cui stazioni erano
poco meno che baracche.
328
 Un miglio dopo l'altro era tornata indietro negli anni,
lasciandosi alle spalle New York. Il suolo sabbioso del
Sud. Piccoli villaggi sparsi. Capanne non dipinte logorate
dagli elementi, nere come le facce che sbirciavano dalla
soglia. Quando Magnolia Ravenal colse il primo sprazzo
della sanguinella di aprile che balenava bianca nelle profondit
della foresta, mentre il treno arrancava, il cuore le
diede un balzo. In uno strano modo, quasi fosse un sogno,
gli anni della sua vita con Ravenal a Chicago, gli anni che
avevano seguito l'abbandono di Ravenal, gli anni del suo
improvviso successo a New York parvero svanire nell'irrealt;
divennero degli intermezzi di nessuna importanza,
frammentari. Quella era la sua vita. Non l'aveva mai
lasciata. Ci sarebbero stati tutti: Julie e Steve e Windy e
Doc e Parthy e Andy e Schultzy... in qualche modo, ci
sarebbero stati. Erano reali. Gli altri erano personaggi di
un sogno: Mike McDonald, Hankins, Hetty Chilson, tutta
quella cricca di viziosi di Chicago; il gruppo di New
York, gli amici di Kim allegri, intelligenti, incostanti,
brillanti, con i quali aveva sempre finto di trovarsi a suo
agio pi di quanto in realt non fosse.
Decise, sensatamente, che era stanca e forse un po'
intontita. Non aveva quasi dormito la notte prima. Forse
quella notizia della morte di sua madre l'aveva colpita,
dopotutto, pi di quanto pensasse. Non pretendeva di
essere affranta dal dolore. La frattura tra lei e quella
vecchia, indomabile donna durava ormai da parecchi anni
e si era approfondita con il tempo dal giorno in cui,
andando a trovare la figlia a Chicago, la signora Hawks
aveva saputo che il bello, l'elegante Gaylord Ravenal
aveva preso il volo. Non era stata capace di resistere al
trionfante: Che cosa ti aveva detto! Era stata l'ultima
goccia, per Magnolia.
Si era chiesta, vagamente, che tipo di mezzo di trasporto
avrebbe potuto noleggiare per farsi portare a Cold
Spring, dato che la ferrovia non passava da quella piccola
citt sul fiume. Ma quando scese dal treno, ormai quasi
329
 alla fine del suo faticoso viaggio, c'era un gruppetto di
persone ad aspettarla nella stazioncina di mattoni rossi.
Un uomo, che poi risult essere il Chas.K. Barnato del
telegramma, le and incontro. Era amministratore generale
e addetto ai rapporti con la stampa. Versione modernizzata
del vecchio Doc. Come ha fatto a riconoscermi?
chiese, e ascolt stupefatta la risposta: Assomiglia
a sua madre. Poi, prima che fosse riuscita a riprendersi:
Ma Elly mi ha detto che era lei.
Le si fece incontro una vecchia signora dall'aspetto
stupefacente. Sembrava il rudere di una vecchia bambola
di biscuit. Aveva le guance rosa, gli occhi vivi, la pelle
simile a pergamena, un cappello incredibile.
Non ti ricordi di me, Nola? disse. E sporse le vecchie
labbra avvizzite. Poi, mentre Magnolia la fissava, esterrefatta,
cinguett come un pappagallo annoiato: Elly Chipley,
Lenore La Verne.
Ma non  possibile! aveva gridato Magnolia.
Questo evidentemente infastid nuovamente Miss Chipley.
E perch no, vorrei sapere! Sono dieci anni che
sono tornata con il Fior di Cotone. Tua madre aveva
messo un annuncio sul Billboard cercando una coppia di
generici. Mio marito rispose all'annuncio, dando il suo
nome...
Non...
Schultzy? Oh, no, tesoro. Ho seppellito il povero
Schultzy a Douglas, nell'Wyoming, ventidue anni fa.
Davvero. Clyde! Si gir vivacemente. Clyde! L'uomo
si fece avanti. Aveva forse cinquant'anni. Certo venti
anni di meno dell'ex attrice giovane. Un uomo impacciato,
dai capelli brizzolati, con una bocca molle e scomposta.
Ti presento mio marito, il signor Clyde Mellhop.
Questa  Nola. La signora Ravenal, vero? Sembra buffo,
che tu ti sia sposata e abbia una figlia famosa e tutto il
resto. L'ultima volta che ti ho vista eri una ragazzina pelle
e ossa scura di carnagione... Be', tua madre si  data un
po' di arie con me quando ha visto che l'altra met della
330
 coppia di generici Mellhop ero io. Ci crederesti, non
voleva che mi fermassi! Alla fine per  stata contenta.
Bisognava fermarla, pens Magnolia. Incontr lo sguardo
comprensivo di Barnato. Lui annu. Immagino che
sia sfinita, signora Ravenal. Se vuol salire in macchina...
Indic una vettura chiusa dall'aspetto imponente che si
trovava all'estremit del marciapiede della stazione. Grata,
Magnolia si avvi alla macchina. Rimase un po' colpita
dal suo aspetto. La sua macchina!  stato molto
premuroso. Mi chiedevo come avrei fatto... No, signora.
Non  mia la macchina. Io ne ho una piccola, ma
questa  di sua madre... cio... be',  sua ora, suppongo.
La aiut a salire sul sedile posteriore con Elly. Sedette lui
stesso al volante, con Mellhop al suo fianco. Si volse a lei,
solennemente: Immagino che vorr andare subito a vedere
sua... a vedere la salma. Si trova all'impresa di
pompe funebri Breitweiler. Mi sono occupato di tutto,
come diceva il telegramma di suo genero. Spero che vada
tutto bene. Naturalmente, se prima preferisce andare
all'albergo. Ho fissato una camera per lei, la migliore. 
veramente comoda. Domattina la porteremo, andiamo a
Thebes alle dieci e un quarto.
L'albergo! grid Magnolia. Ma io voglio dormire
sulla barca stasera. Voglio tornare sulla barca.
 a buoni tre quarti d'ora da qui, anche con questa
macchina.
Lo so. Ma voglio restare sulla barca, stanotte.
Sta a lei decidere, signora.
La strada principale della cittadina era animata e suggeriva
l'idea della prosperit. L dove ai tempi della sua
infanzia sul fiume i carri delle fattorie e i calessi erano
legati al margine del marciapiede c'erano file di automobili
parcheggiate. Magazzini da quindici cents. Cinematografo.
Riviste popolari nella vetrina della drogheria. Aveva
pensato che tutto sarebbe stato uguale.
Impresa di Pompe Funebri Breitweiler. C'era una piccola
folla, fuori, e, dentro, stipata una vera e propria
331
 massa di gente. Lasciarono passare rispettosamente Bar-
nato e i suoi. Che cos'? mormor Magnolia. Perch
c' tutta questa gente? Che cosa  successo?
Sua madre era famosa da queste parti, signora Ravenal.
Su e gi per i fiumi e qui attorno era un personaggio.
Le ho tenuto da parte gli articoli dei giornali.
Non vuol dire che questa gente, tutta questa gente 
venuta qui per vederla...
S, signora.  una cerimonia solenne. Spero che non
abbia nulla in contrario, signora. Non vorrei aver fatto
qualcosa che le possa dispiacere.
Si sent un po' debole. Gradirei che se ne andassero,
ora.
Parthenia Ann Hawks nel suo pi bell'abito nero, di
seta. Le folte sopracciglia nere accentuavano sul vecchio
viso implacabile una sorta di sorpreso rancore. Non aveva
ceduto alla Conquistatrice senza combattere. Magnolia,
fissando gli austeri lineamenti cerei, le mani capaci incrociate
in riluttante sottomissione sul petto, riusciva a leggere
il messaggio di rivolta stampato, perfino nella morte,
su quella fronte energica e terribile: Ecco! Sono io la
padrona di questa barca. Non potete farmi questo! Sono
Parthenia Ann Hawks! La morte? Sciocchezze, stupidaggini!
Per gli altri, forse. Ma non per me.
Mentre correvano velocemente sull'asfalto liscio della
strada verso Cold Spring, Elly Chipley le ripeteva il suo
racconto con gusto, evidentemente per la centesima volta.
Erano le sette di sera o forse qualche minuto dopo e
lei stava davanti allo specchio nella sua stanza a ravviarsi i
capelli. Clyde e io avevamo la stanza accanto alla sua a
prua negli ultimi anni, dato che l'aiutavo a fare qualcosina.
Non che fosse debole, o altro. Ma aveva bisogno di
qualcuno pi giovane che le desse una mano, ogni tanto,
disse con l'orgogliosa timidezza di una ragazza di settantanni
di fronte agli ottanta e pi di Parthy. Be', io ero
nella stanza vicina e stavo pensando che avrei fatto bene a
332
 truccarmi per lo spettacolo della sera quando sento uno
strano suono, e poi una voce che a malapena riconoscevo,
una specie di squittio: Elly! Un colpo e poi uno schianto.
Magnolia fu sorpresa di ritrovarsi a piangere; non per il
dolore ma piena, anche se rihittn.n*3, di ammirazione per
quella mente e quella volont possenti che avevano riconosciuto
la Nemica anche se la raggiungeva di soppiatto e
la colpiva alle spalle.
Su, su! tub Elly Chipley, soddisfatta che il suo
racconto avesse finalmente commosso quella bella donna
silenziosa e l'avesse fatta piangere, com'era doveroso.
Su, su! Le diede dei colpetti sulla mano. Guarda, Nola
cara. Ecco la barca. Sembra strano non vederla illumina- '
ta per lo spettacolo a quest'ora della notte.
Magnolia sbirci nel crepuscolo, una sorta di spavento
in cuore. Anche quella era cambiata, come il resto, e
impossibile a riconoscersi? Un grande scafo bianco, lungo,
attraccato al margine dell'acqua. Pi grande, s. Per
sempre lo stesso. Nella penombra riusciva a leggere le
enormi lettere dipinte in nero contro il ponte superiore
bianco: gran teatro galleggiante fior di cotone
proprietaria: parthenia ann hawks.
E c'era il Fiume. Colmo delle piogge di primavera e
delle nevi che l'avevano nutrito per tutte le centinaia di
miglia del suo immenso dominio, il bacino del Mississippi.
Ud vagamente Barnato: Avevamo appena incominciato
e prometteva di essere la stagione migliore che
avessimo avuto da anni. Sissignore! I raccolti sono andati
benissimo lo scorso autunno, e la campagna  cos prosperosa...
Certo, non vogliamo annoiarla ora con questi
particolari. La compagnia si chiede,  pi che naturale,
che ne sar di loro, ora. Il pi bel teatro sui fiumi...
Abbiamo il nostro generatore elettrico autonomo...
La macchina per il ghiaccio... Non meno di mille e cinquecento
posti...
333
 E c'era il Fiume. Largo, giallo, turbolento. Magnolia
tremava. Scese per il terrapieno, attraverso la passerella,
fino al ponte a prua, in basso, che assomigliava a un
comodo portico. Vide il semicerchio illuminato del piccolo botteghino. Un gruppetto di negri, sfaccendati e portuali
che rispettosamente, gentilmente, lasciavano passare
i bianchi. Il suono di un banjo da qualche parte, a terra,
o forse su un vecchio bastimento con le ruote a pale
ormeggiato a una certa distanza a valle. Nell'atrio un
cartellone. Lo fiss. Tempesta e arcobaleno. Le lettere
parvero stranamente di sghimbescio. Una voce, in lontananza:
Attenzione! Sta per svenire!
Fece uno sforzo tremendo. No, sto bene. Credo di
non aver mangiato nulla da stamattina presto.
Finalmente fu nella stanza da letto. Tendine di cotonina
alle finestre, fresche e inamidate. Pulito. Risplendente.
Ordinato. Tranquillo. Ora te ne andrai a letto. La
borsa dell'acqua calda. Ti andiamo a prendere un vassoio
e una buona tazza di t. Domattina ti sentirai di nuovo
bene. Dobbiamo partire presto.
Mangi, grata. Posso far nulla per te ora, Nola? No,
grazie, nulla. Be', sono un po' malridotta anch'io. Che
giornata, lasciamelo dire. Buonanotte. Buonanotte.
Lascio la porta aperta, cos se mi chiami...
Le nove. Le dieci. Il fischio rauco della sirena di una
barca. Il suono metallico della catena dell'ancora. Lo
sciabordio. Pi debole. Ancora lo sciabordio contro lo
scafo. Pi tranquillo. Ancora pi tranquillo. Velluto
nero. Il Fiume. A casa.

 CAPITOLO 19.

La decima lettera di Kim Ravenal alla madre fu quella
decisiva. Arriv negli ultimi giorni di maggio, quando il
Gran Teatro Galleggiante Fior di Cotone dava spettacolo
a Lulu, nel Mississippi. Da dove era attraccato lo show boat,
giusto al di sotto dell'approdo, c'era ben poco che indicasse
che l vicino c'era un paese. Lulu in maggio era umida e
assonnata, polverosa e infestata dalle mosche. I negri
oziavano nell'ombra delle loro capanne e ciondolavano
sulla banchina. Fiori bianchi, dai petali spessi nel lucido
fogliame verde scuro riempivano l'aria di una dolcezza
inebriante e fiori dai petali scarlatti lanciavano al passante
le loro maligne lingue gialle.
Magnolia, sul ponte superiore del Fior di Cotone che
assomigliava a una graziosa veranda, sedeva met al sole
e met all'ombra e lasciava che quel calore umido l'avviluppasse.
Le piccole rughe nervose che New York le
aveva scavato attorno agli occhi e alla bocca parevano
svanire come per magia al tocco languido della pura aria
del Sud. Era di nuovo simile al bel bocciolo latteo dal
quale aveva preso il nome; forse un po' languido, un po'
appassito. Ma sempre Magnolia.
Elly Chipley, approfittando della sua privilegiata stanza
da letto sulla fiancata sinistra della barca, si fece sulla
porta comunicante nel suo vestito di cotone da mattina e
cuffia da boudoir. Il vestito era di un allegro percalle,
molto da ragazzina, di un rosa delicato. La cuffia era una
cosina di nastro e merletti. Da quella cornice si affacciava
la sua vecchia faccia avvizzita segnata dalla vita cos grottesca
da essere quasi affascinante.
Non riesco a capire come fai a startene seduta al caldo
come una lucertola o un gatto o qualcosa di simile senza
farti venire un colpo. Ma ti verr, uno di questi giorni.
Magnolia, alzando gli occhi dalla lettera che stava leggendo,
stir voluttuosamente le braccia sopra la testa.
Mi piace.
I vecchi occhi indagatori di Elly Chipley lanciarono
un'occhiata ai fogli scritti a macchina della lettera che
Magnolia teneva in mano. Ti ha scritto di nuovo tua
figlia?
S.
Mai visto nessuno cos bravo a scrivere lettere. Ne hai
ricevuta una ad ogni tappa o quasi da che siamo partiti
con la barca, mi pare. Dicevo a Clyde, appena ieri, cos'avr
mai tanto da scrivere!'
Quella, Magnolia lo sapeva, non era soltanto una domanda
retorica. In qualche modo misterioso nella troupe
del Fior di Cotone era filtrata la sensazione che in quelle
lettere frequenti tra madre e figlia fosse in corso una
battaglia. Inoltre sentivano che dall'esito di quella battaglia
dipendeva il loro futuro.
L'ex attrice giovane a quel punto assunse un atteggiamento
di studiata indifferenza che, per uno spettatore in
dubbio, avrebbe deciso una volta per tutte delle sue doti
di attrice. Che cos'ha da dirti, eh? Che... ridacchi,
apprezzando con un falsetto acuto il proprio spirito, che
notizie da Rialto?
Magnolia gett di nuovo un'occhiata alla lettera. Credo
che Kim verr a trovarci per pochi giorni in giugno.
Con suo marito.
I nastri della cuffia di Elly tremolarono. Port alle
labbra che si agitavano nervosamente la piccola mano
avvizzita e ben tenuta della quale andava ancora tanto
orgogliosa. Davvero! Be', sar carino. E dopo quel
trionfo di simulata noncuranza si sentirono i suoi passi
incauti che si affannavano gi per le scale e su per il
corridoio fino ai camerini dietro il palcoscenico.
Magnolia riprese in mano la lettera. Kim detestava
scrivere lettere. Il numero che ne aveva scritto alla madre
nell'ultimo mese testimoniava il suo stato di sconvolgimento
mentale.
Nola carissima, sei proprio diventata un po' matta e
questo  tutto. Che vuol dire startene l in quello
schifoso caldo da malaria! Stammi a sentire. Noi chiudiamo
il primo giugno. Hanno in programma di riaprire
a Boston in settembre, poi Filadelfia, Chicago. Il
mio contratto, naturalmente, non prevede la tourne.
Cruger mi ha offerto un aumento e una percentuale
sugli incassi se ci vado quando inizia la stagione, ma tu
sai quanto odio viaggiare. La vera ambulante della
famiglia sei tu. Oltre a tutto, non voglio lasciare Andy.
Gli manchi molto, come manchi a me e a Ken. Se
potesse parlare, richiederebbe la presenza immediata
della nonna. Se non sarai a New York per il tre giugno
verr a prenderti. Dico sul serio. Ken e io partiamo con
l'Olympic il dieci giugno. C' una commedia a Londra
che Cruger vuole che veda per la prossima stagione. Lo
sai. Un disastro. Poi andremo a Parigi, Vienna, Budapest
e saremo di ritorno il primo di agosto. Vieni con
noi o resta in campagna con Andy. Nate Fried dice che
sistemer lui tutti i tuoi affari, se  questo che ti preoccupa.
Che altro c' da fare se non vendere la vecchia
bagnarola o cederla o che so io e prendere il prossimo
treno per New York? Le tue scritture parlano di Lazare,
Mississippi, il quattro, cinque e sei giugno. Nate ha
guardato e dice che  a trenta chilometri dalla ferrovia.
Dunque, Nola,  veramente una pazzia. Vieni a casa.
Kim
La mano che teneva la lettera ricadde in grembo. Magnolia
sedeva rilassata nella bassa sedia a sdraio e tra le
palpebre semichiuse sorvegliava la corrente turgida e
veloce che portava alla Louisiana e al mare. Oltre le
sponde argillose che si levavano dal fiume c'era il misero
piccolo insediamento che brillava al sole di mezzogiorno.
Una coppia di muli arrancava lungo la strada del fiume
tirando un carretto decrepito sul cui sedile incurvato sedeva
abbandonato un negro, le redini molli tra le mani
languide, il corpo dondolante secondo il movimento del
veicolo. Dalla cambusa, a poppa, venne un suono di
risate negre. Poi l'improvviso fragore di pianoforte, tamburo,
corno e piatti, il lamento e il grugnito del sassofono.
La banda stava provando. Suonavano Mississippi Blues.
Ort Hanley, uno dei due caratteristi, lo cantava al concerto
dopo lo spettacolo. Ho la malinconia. Ho detto la
malinconia. Ho la Mis - sis - sippi, Mississippi, Ho la ma-
a-linconia del Missis-sis-sippi blu-u-u-s.
Il caldo e la musica, le risate e lo stridore del carro dei
muli per la strada si mescolavano e costituivano lo sfondo
vivace contro il quale Magnolia rivedeva come in processione
gli ultimi venticinque anni.
Le era andata piuttosto bene, alla fine. Lei era andata
avanti, alla cieca, e le era andata piuttosto bene. Kim.
Kim era diversa. Non era cieca, Kim. Era emersa dalla
calma del chiostro del convento di Chicago con la mente
lucida, le idee precise. Voglio fare l'attrice. Oh, no,
Kim! Tu no! Ma Kim aveva affrontato quella determinazione
come affrontava tutto. Con chiarezza. Con ponderazione.
Con decisione. Ma non si diventa attrici in
questo modo, obiettava Magnolia. Oh, s, invece.
Cinque anni in una compagnia di repertorio a North Side,
Chicago. Una piccola parte in una commedia musicale.
Kim decise che non sapeva niente. Sarebbe andata alla
scuola di recitazione del Teatro Nazionale a New York e
avrebbe ricominciato tutto da capo. I giorni del vaudeville
di Magnolia erano alla fine. Era ormai una donna di
mezza et, anche se in grado di far presa sul pubblico, che
ancora possedeva una certa ossessionante malinconica
bellezza. Ma ci voleva ben altro per tener la testa al di
sopra della marea ruggente di giovincelli, musica sincopata,
musica jazz, che si avventava contro le luci della
ribalta. Sapeva che cosa voleva dire essere una diva, ma
non aveva mai raggiunto le cifre favolose dei numeri pi
spettacolari. Era stata economa, comunque, e cauta. Non
ebbe difficolt ad aiutare Kim a iscriversi alla scuola del
Teatro Nazionale. L'idea che Kim frequentasse una scuola
di recitazione le sembrava assurda, anche se la figlia
gravemente gliene aveva spiegato l'utilit. Alla fine prese
un piccolo appartamento a New York in modo che lei e
Kim potessero avere una casa insieme. Kim lavorava
sodo, ferocemente. L'idea della scuola non divertiva pi
Magnolia come da principio.
Lezioni di scherma. Danza e ginnastica. Danza interpretativa.
Lezioni di canto. Impostazione della voce. Lezioni
di francese.
Studi per diventare un'acrobata, una cantante o un'attrice?
Non riesco a capire.
Suvvia, Nola, non essere cos all'antica. Passa una
giornata a scuola e capirai quello che voglio fare.
L'aula di ballo. Una grande stanza nuda, allegra. Un
fonografo. Dieci ragazze a piedi scalzi, a gambe nude,
vestite di nulla. Un'insegnante robusta, a gambe nude,
con una tutina di chiffon verde piuttosto lisa. Stavano in
cerchio, a circa un metro e mezzo l'una dall'altra e saltavano
su un piede lanciando indietro l'altra gamba, tenendola
sollevata, e continuavano cos, alternando destra e
sinistra, per dieci minuti. Sembrava cos semplice da essere
ridicolo. Magnolia, tornata a casa, prov e vide che
non ci riusciva. Lavoro alla sbarra. Quella gamba, diritta.
Dietro! Dietro! Stendere! Stendere! Stendere! Qualche
volta era troppo raffinato. Le ragazze in riga e la
signora in chiffon verde di fronte a loro che diceva, stupidamente,
facendo vedere l'esercizio che dovevano fare:
Scendete gi, fino alla valle. Raccogliete manciate di
nebbia. Su, su, guardando il sole. Oh, che bello!
La classe per impostare la voce. L'Istruttrice, che portava
un cappello dall'aspetto imponente e tintinnava di
bigiotteria, rassomigliava, seduta al suo tavolo di fronte
ai giovanotti e alle ragazze seduti a semicerchio, alla
presidentessa di un circolo femminile.
La sua voce era impostata. Magnolia, che ascoltava e
guardava, non sarebbe stata sorpresa di vederla togliersi
dalla gola la voce, come una entit separata e tenerla
sospesa per esaminarla. Era una cosa cos artificiale, cos
studiata, cos prodotta in serie. Articolava le parole con
attenzione e con grande eleganza.
Oggi non occorre che facciate gli esercizi a gola spiegata.
Cominceremo con gli esercizi della mascella. Gi!
Di lato! Di lato! Ruotare!
Con immensa seriet e impegno dodici giovani uomini
e donne s'impadronivano delle loro rispettive mascelle e
le tiravano gi, le spingevano da un lato all'altro; le
ruotavano. Non parevano imbarazzati.
E ora il suono della B. Bu-bu-bu-bu. Bruciarono
Bianca nel bosco. Il suono della T. Tanto di tempo ce n'.
Il suono della D. Di' a quel dannato demonio. Il suono
della N. Nessuna delle nove nane venne alle nove.
Cantando insieme sistemarono Bianca e il demonio e le
nane. Risonanza della faringe. Dica: Chiaro e sgombro,
signorina Ravenal. La signorina Ravenal disse: Chiaro
e sgombro, distintamente. No, no, no! Non chiero e
sgombro, ma chiaro e sgombro. Capito cosa intendo?
Bene. Ora riprovi. Miss Ravenal riprov. Chiaro e
sgombro. Cos va meglio.
E poi: Parole in cui il suono della C si pronuncia
diversamente. Signor Karel, vediamo il suo elenco. Il
signor Karel gentilmente elencava: Contro, centro,
cane, cena, cantare, cincischiare, concitato, ciuco, ciucco.
Miss Rogers, i vari suoni della L. Miss Rogers, con
enorme solennit (sembrava come minimo predestinata
al fato di Lady Macbeth): livello, leale, Leila, ligio,
linguaggio, lotta, lubrico, Lucrezia, libert, corallo.
E poi: Un bel respiro che vi rimette in sesto il sistema
nervoso. Tutti in piedi, adesso. Trattenete il respiro.
Stendete le braccia. Braccia in fuori e in dentro, e in fuori,
e in dentro, testa alta, bocca aperta...
Ombre di Modjeska, Duse, Rachel, della signorina
Siddons, della Bernhardt! Era cos che nasceva un'attrice?
Aspetta e vedrai, diceva Kim, severamente. Danza,
canto, scherma, voce, francese. Un anno. Due. Tre. Magnolia
aveva aspettato, e aveva visto.
Kim non aveva avuto nessuna di quelle sofferenze e
terrori e tentazioni preliminari che si suppone rendano
irto il cammino di una giovane donna attraente che vuole
ad ogni costo arrivare al teatro. Il suo successo, di fatto,
era stato immediato e prolungato. Le era stata data la
parte della figlia di una donna mondana in una nuova
commedia di Ford Salter e lei aveva portato via la commedia
all'attrice che faceva la madre mondana. La sua
interpretazione era stata nitida, moderna, abile, convincente.
Era fresca, ma perfetta.
Era intelligente, riuscita, ben fatta, intuitiva, vigorosa,
adattabile. Era forse la prima di quel nuovo gruppo di
giovani donne che facevano teatro e che erano intelligenti,
riuscite, abili, ben fatte, intuitive, vigorose, adattabili.
Non aveva, lei o loro nulla del genio, della grandezza, del
fuoco divino. Ma i critici teatrali della nuova scuola che
non avevano visto i geni del passato nel loro fulgore e per i
quali il genio teatrale della loro epoca era ancora da
venire, osservando la sua interpretazione, diventavano
isterici e scambiavano il talento e l'intelligenza, il lavoro
duro e l'ambizione per qualcosa di pi raro. Divent di
moda proclamare qualsiasi brillante giovane donna la
Duse dell'epoca se aveva appena appena il senso del
tempo, riusciva a tenere in piedi il personaggio per tutti e
tre gli atti, parlava la lingua inglese in modo intelligibile,
attraversava il palcoscenico o si sedeva su una sedia in
modo naturale. Quando Kim aveva ormai lasciato da
cinque anni la scuola del Teatro Nazionale c'erano Duse a
dozzine e a Broadway una Bernhardt nasceva almeno a
ogni stagione.
Ci portava, invariabilmente, a quello che si chiama
una buona interpretazione. Nel ridotto, negli intervalli,
fumando una sigaretta, si diceva: buona interpretazione.
Una buona interpretazione! fece eco una sera Magnolia,
piuttosto irritata, dopo che lei e Kim erano tornate
dalla prima di una commedia in cui recitava una delle
amiche di Kim. Ma non recita. Tutto quello che ha fatto
e tutto quello che ha detto era giusto. E io ero cos
entusiasta e fuori di me come se avessi ascoltato un orologio
che batte i colpi. Quando vado a teatro voglio partecipare.
Ai vecchi tempi forse non sapevano tanto di tempo
e di ritmo, ma tra il pubblico c'erano fior di uomini che
piangevano e donne che svenivano.
Ora ascoltami, Nola, tesoro. A Broadway una delle
tue ragazze di tanto tempo fa durerebbe quattro secondi.
Tutta la vita ho sentito parlare di Clara Morris e della
signora Siddons e della Modjeska e della Bernhardt. Se
questi vecchi idoli a cui siamo affezionati tornassero a
recitare oggi, il pubblico moderno e intelligente che va a
teatro le pianterebbe in asso!
Le attrici della nuova scuola andavano ai t pi eleganti,
si astenevano dai cocktail, visitavano le mostre d'arte,
si facevano fare il ritratto alla nuova maniera, non mettevano
piede nei night-club, si vedevano uscire di sfuggita
da Scribner con uno spesso volume di biografia moderna
sotto il braccio, praticamente non si truccavano fuori del
palcoscenico, facevano in modo che i loro nomi non
figurassero sull'elenco telefonico di New York, portavano
scarpe con il tacco basso e calze di lana mentre camminavano
animatamente in Central Park, andavano ai concerti
sinfonici; erano, in breve, dei personaggi altrettanto
esaltanti e romantici di una pinta di latte. Tutto quello che
facevano sul palcoscenico era corretto. Intelligente, meditato
e corretto. Solo a guardarle, si sentiva ch'era corretto:
tempo, tono, umore, carattere. Corretto. Come un
progetto per un ingegnere. Le sue pulsazioni, quando si
sedeva a teatro, erano normali.
Di solito, alla terza stagione, le si vedeva poco saggiamente
far colazione troppo spesso alla Tavola Rotonda di
Algonquin e scambiare qualche battuta di spirito con i
critici. Alla quarta prendevano una particina in quella
nuova commedia inglese giusto nell'attesa che O'Neill
finisse la commedia che stava scrivendo per loro. Alla
quinta sposavano il piccolo Comesichiama. Alla sesta
dicevano, con aria di mistero, che stavano scrivendo.
Kim si tenne alla larga dall'Algonquin, non and alle
prime con Woollcott o Broun, ebbe una fotografia di
Steichen a tutta pagina su Vanity Fair e spos Kenneth
Cameron. Usciva di rado. Qualche volta a pranzo la
domenica sera, o invitava gli amici, e in quel caso il
prosciutto alla Queenie faceva parte del buffet freddo.
L'elenco degli ospiti della domenica sera o dei suoi impegni
pareva un elenco della Compagnia Newyorchese Telefoni.
Stuyvesant, Beekman, Bleeker, Murray, Rhinelander,
Vanderbilt, Jerome, Wadsworth, Tremont. Aveva
imparato a dire:  una di quelle cose... e lasciava
spesso in sospeso una frase con: Dico davvero! e alzava
verso l'alto le palme aperte.
Kenneth Cameron. Il suo matrimonio con Kenneth
Cameron era riuscito e felice e molto carino. Camere
separate e deliziosi negliges di velluto con maniche a
sbuffo e scollatura quadrata. Ottimi amici. Nulla di meschino.
Libert personale e privacy nel pensiero e nei
fatti; erano queste le cose che contavano per essere felici,
nel matrimonio. Magnolia rifletteva, qualche volta, ma
certo non toccava a lei azzardare un'opinione. Il suo
matrimonio non era stato certo uno smagliante esempio
di perfezione. Eppure, vedendo quell'unione cos ammodo
e rispettabile si chiedeva se Kim, dopotutto, non perdesse
qualcosa. Come la vita, il matrimonio non era forse
poco stimolante e inutile e in qualche modo vuoto se
troppo programmato, protetto e custodito? Non era pi
bello, pi splendido, pi sostanzioso quando era, come la
vita stessa, un misto di squallore e di esaltazione, di fango
e di stelle, di terra e di fiori, di amore e di odio e di risa e di
lacrime e di bruttezza e di bellezza e di dolore? Aveva
torto, certo. Ken con Kim era gentile, tenero, premuroso.
Sei libera gioved prossimo, cara? I Payne invitano
quei russi. Potrebbe essere piuttosto interessante... Mi
dispiace. La voce di Ken. Sommessa, lieve. Era... Magnolia
non lo ammise mai, neppure con se stessa, ma era
quella che lei chiamava la voce di un arredatore d'interni.
La si sentiva parecchio all'Algonquin, e nel ridotto agli
intervalli durante le prime e in quei negozi affascinanti a
Madison Avenue dove giovani esili dalle mani delicate
mostravano mobili e vetri antichi e ottoni e quadri. Dico
davvero!  una di quelle cose...
Non c'era traccia di Mississippi in Kim. Kim era come
l'Illinois dei giorni dell'infanzia di Magnolia. La vita di
Kim scorreva tranquilla tra morbide rive erbose, ordinata,
ben regolata, sicura.
Per amor del cielo, Magnolia Hawks, ancora l seduta !
Sono le tre passate ed  quasi ora di pranzo! esclam Elly
Chipley sulla porta di comunicazione. E in pieno sole,
anche. Hai ancora pi bisogno di tua madre di qualcuno
che si prenda cura di te.
Elly aveva ragione, infatti quella sera Magnolia ebbe
mal di testa.
Kim e Ken arrivarono inaspettatamente insieme il due
giugno, sferragliando fino all'approdo in una spaventosa
Ford, guidata da un robusto negro in pantaloni kaki,
mollettiere e camicia militare.
Kim era senza fiato, ma allegra. Dice che ha guidato in
Francia nel '17 e io gli credo. Buon Dio! Ogni bullone,
vite, dado, tendina e portiera di quest'oggetto sbatteva e
si agitava e si apriva e cadeva dentro o fuori. Ho faticato
in continuazione a cercare di tenere tutto assieme qui, sul
sedile posteriore. Nola, tesoro, che cosa ti  venuto in
mente di fermarti in questo miserabile buco tutte queste
settimane! Ken, caro, prendi un'altra aspirina e un pizzico
di bicarbonato e sdraiati un momento... A Ken 
venuto mal di testa per il caldo e per questo viaggio
massacrante... Torniamo stasera e salpiamo il dieci e,
Nola, tesoro, per amor del cielo...
Parlarono. Il solito pranzo delle quattro fu ritardato di
quasi un'ora. Sedettero nella stanza da letto di Magnolia
ombreggiata di verde con il bianco copriletto increspato e
le tendine di cotonina; anzi, Kim e Magnolia sedettero e
Ken si sdrai sul letto, un po' pallido e stravolto per il
caldo e per il mal di testa. Nella cambusa, sul palcoscenico
e nei piccoli camerini che davano sul fiume, in coperta
e nel botteghino, la compagnia e l'equipaggio del Gran
Teatro Galleggiante Fior di Cotone gironzol e attese,
gioc a pinnacolo e attese, cuc e sonnecchi e lesse e
riflett e attese.
Non  possibile che tu faccia sul serio, Nola carissima.
Andare su e gi per questi fiumi squallidi e fangosi, con
questo caldo! Potresti essere alla Baia con Andy. O a
Londra con Ken e con me; Ken, caro, non sarebbe meglio?
O perfino a New York, nel tuo bell'appartamento
arioso, fa pi fresco che...
Magnolia si chin in avanti.
Ascolta, Kim. Mi piace. I fiumi. E la gente. E lo
show boat. E la vita. Non so perch. Fa parte di me,
immagino. S, so il perch. Tuo nonno mor quando tu eri
troppo piccola per ricordarlo veramente. Altrimenti lo
sapresti, il perch. Ora, se voi due avete deciso di tornare
con il treno di stasera, dovrete ascoltarmi per un minuto.
Ho visto come stavano le cose con l'avvocato e la banca a
Thebes quando abbiamo portato mamma l. Tua nonna
ha lasciato una fortuna. Non voglio dire qualche centinaio
di dollari. Ha lasciato mezzo milione di dollari, tutti i
guadagni di questa barca negli ultimi venticinque anni.
Voglio darla a te, Kim, e a Ken.
Rifiuto, naturalmente. Proteste. Riflessioni. Acquiescenza.
Accordo. Accettazione. Ken si era tirato su a
sedere, a quel punto, sempre un po' pallido. Kim era
lirica. Mezzo milione! Mamma! Ken! Vuol dire le commedie
che voglio, e le produrr Ken. Vuol dire che posso
fondare un vero teatro americano a New York. Posso
recitare i drammi che ho sognato: Ibsen e Hauptmann, e
Werfel e Schnitzler e Molnar e Cechov e perfino Shakespeare.
Ken! Lo chiameremo il teatro americano!
Il Teatro Americano, le fece eco Magnolia pensosa.
E allora sorrise. Sembrava un po' a disagio, come chi
abbia sentito una bella storia, ma non abbia nessuno a cui
raccontarla.
Una campana chiassosa suon e il suono si ripercosse
per tutta la lunghezza del battello. Il pranzo.
Kim e Ken fecero finta di non far caso al caldo e alle
mosche e allo stato di liquefazione del burro. Conobbero
tutti, dal capitano al cuoco, dalla prima attrice giovane al
tamburo della banda.
Be', Miss Ravenal, questo  un... o veramente dovrei
dire signora Cameron... onore. Noi sappiamo tutto di lei,
anche se lei di noi non ha mai sentito parlare. Nessuno di
loro l'aveva mai vista.
Fecero un giro dello show boat dopo pranzo. Ken, ancora
pallido, ma rinvigorito dal t, si perdeva in esclamazioni
di ammirazione. Guarda l, Kim! Ingegnoso. Oh, senti,
dovremmo fermarci e vedere uno spettacolo. Non ne ho
idea! E questa combinazione di spogliatoio e camera da
letto, eh? Eccezionale!
Elly Chipley stava truccandosi nel suo camerino particolare,
infinitesimale, di fianco al palcoscenico. La sua
parte quella sera era quella di una gran dama in seta nera
e cuffietta di merletto e fisci. La commedia era La figlia
del piantatore. Era stata piuttosto sprezzante nei confronti
dei distinti visitatori. Si guardassero bene dall'assumere
arie di superiorit con lei! Applic il rosso alle guance
avvizzite con piccoli tocchi stizzosi e si chin in avanti con
aria critica per esaminare da vicino la vecchia maschera
che un tempo era stata la sua faccia. Che cosa poteva
scorgervi? Kim se lo chiese, guardandola affascinata.
Mamma mi ha detto che lei ha fatto Giulietta, tanti anni fa. Che meraviglia!
Elly Chipley agit volubilmente la testa. S,  vero! Ho fatto Giulietta ed ero nota come la Favorita dell'West. Non sono sempre stata su uno show boat; glielo assicuro.
Che emozione, recitare Giulietta cos giovane! Di solito dobbiamo aspettare di avere cinquant'anni. Mi dica, cara Miss La Verne, continu compita fino in fondo e decisa ad ammorbidire quella vecchia strega, mi dica, chi era il suo Romeo?
E allora la Vita rise di Elly Chipley, Lenore La Verne sui cartelloni, e di Kim Ravenal e di quell'istituzione nota come il Teatro. Infatti Elly Chipley si picchiett pensosamente la guancia con il piumino da cipria, strizz i vecchi occhi, strinse le labbra tremule e medit, e alla fine scosse la testa. Il mio Romeo? Mi lasci pensare. Mi... lasci... pensare. Chi era, il mio Romeo?
Ormai dovevano andare. Oh, Nola, tesoro, mezzo milione.  troppo bello. Mamma, non posso tollerare di lasciarti in questo buco dimenticato da Dio. Mosche e negri e fango e questo fiume giallo e terribile che tu ami pi di me. Mettiti lass, in alto, dove possiamo vederti il pi a lungo possibile.
La solita folla si ammassava verso l'approdo mentre le luci dello show boat cominciavano ad accendersi. Scendeva la sera.
All'approdo, lungo la sponda del fiume, bighellonando sulla strada venivano i negri e i seccatori, i braccianti, la gente del fiume, i curiosi, gli sfaticati, gli affamati di divertimento. Frammenti di canzoni. Piedi che strusciavano sulle tavole del molo. Le corde pizzicate di un banjo. Li avrebbero riportati fino alla pi vicina stazione ferroviaria, ma non con la Ford con la quale erano venuti. Sedevano lussuosamente nell'automobile che era stata di Parthy e che era ora di Magnolia.
Mamma, carissima, tornerai a New York in ottobre o novembre al pi tardi, vero? Promettimelo. Quando la barca termina la stagione. Dimmi di s!
Kim piangeva. La macchina si avvi dolcemente. Si volse per un ultimo sguardo tra le lacrime. Oh, Ken, credi che dovrei lasciarla cos?
Star benissimo, cara. Guardala. Per Giove!
Magnolia Ravenal, sul ponte superiore del Gran Teatro Galleggiante Fior di Cotone, si stagliava contro il tramonto e l'acqua, alta, eretta, indomabile. La bocca sorrideva, ma i suoi grandi occhi erano spalancati e cupi. Fissavano immobili le acque illuminate dalle luci. Un braccio era sollevato in un gesto di addio.
Non  splendida, Ken? grid Kim, tra le lacrime.
C' qualcosa in lei di eterno e di invincibile... come il Fiume.
Una curva, sulla strada alta. Un fitto di sicomori. Il fiume, lo show boat, la figura eretta e silenziosa sparirono alla vista.
...
.
...
FINE.